Era l’anno 175 d.C. quando nasceva a Terni Valentino di Interamna, figura simbolica per gli innamorati di tutto il mondo, patrono della città e dell’Amore. Valentino dedicò la sua vita alla comunità cristiana che si era formata nella città a cento chilometri da Roma, dove infuriava la crudele persecuzione nei confronti dei seguaci di Gesù. L'eco degli...
...eclatanti miracoli compiuti dal Santo, come ad esempio la guarigione del giovane Cheromone figlio del celebre retore Cratone, arrivò fino a Roma e si diffuse presto in tutto l’Impero tanto che il Papa San Feliciano, nel 197 d.C., lo consacrò primo vescovo della città di Terni, che ancora oggi ne conserva le spoglie mortali.
Il suo nome è da sempre legato all’amore per un episodio che a quel tempo sollevò particolare clamore: narra la leggenda, infatti, che Valentino fu il primo religioso a celebrare l’unione fra un legionario pagano ed una giovane cristiana. Furono in seguito in molti a desiderare la sua benedizione, ancor oggi ricordata durante la festa della promessa nella Basilica che porta il nome del Vescovo. La leggenda si diffuse in tutto il mondo ed il 14 febbraio divenne una delle feste più amate dell'anno. Si accompagnò, poi, al rito religioso anche l'usanza di scambiarsi bigliettini, fiori e doni.
San Valentino è vissuto nel III sec. dopo Cristo, il santo sacerdote e martire di Roma è commemorato nel Martirologio Romano il 14 febbraio con un latercolo (registro) proveniente da Beda (VII sec.). Nella leggendaria "Passio Mariae et Marthae" si racconta che Valentino, arrestato per ordine di Claudio il Gotico, fu decapitato sulla via Flaminia, e sul suo sepolcro al II miglio della stessa via sarebbe poi sorta una basilica voluta da Papa Giulio I, successivamente rifatta e "magnificamente ornata" da Papa Teodoro.
Durante il periodo della sua vita pastorale il Santo fu amatissimo dalle popolazioni umbre: quando l’imperatore Aureliano ordinò atroci persecuzioni contro il clero cristiano, San Valentino fu imprigionato e flagellato lungo la via Flaminia, lontano dalla città per evitare i tumulti e le rappresaglie dei fedeli, e quindi fu martirizzato. Il corpo del Vescovo di Terni venne sepolto frettolosamente in un cimitero all’aperto posto al secondo miglio della via Flaminia, a poca distanza da Roma. Poche notti dopo, però, i suoi fedeli discepoli, Efebo, Apollonio e Procolo, tornarono nel cimitero per disseppellire il corpo del Santo. Superati numerosi ostacoli, i tre riuscirono a riportare San Valentino nella sua città, allora Interamna, per assegnargli una sepoltura degna della sua venerazione. Era il 14 febbraio del 273 d.C. quando cadde martire: una data che dal quel momento viene ricordata in tutto il mondo per celebrare San Valentino, Santo dell’Amore.
La festa di San Valentino presbitero di Roma pare fosse celebrata già all'epoca di S. Gregorio Magno ed è notata nei Capitularia del sec. VII e nel Sacramentario Gregoriano. Il martire veniva invocato contro il male della peste e dell'epilessia. Quanto al titolo di "patrono degli innamorati" pare gli sia stato attribuito nel Medioevo poichè si riteneva che il 14 febbraio, giorno della sua festa, gli uccelli iniziassero a nidificare seguendo il risveglio della natura e dunque dell'amore. Per gli antichi Romani, febbraio era considerato il mese in cui ci si preparava all'arrivo della primavera, ritenuta la stagione della rinascita. Si iniziavano i riti della purificazione: le case venivano pulite e vi si spargeva del sale ed una particolare farina. Ma l'evento più interessante per i giovani romani dell'epoca era una sorta di lotteria dell'amore: i nomi degli innamorati venivano inseriti in un'urna e mescolati. Un bambino sceglieva poi a caso alcune coppie che per un intero anno avrebbero vissuto in intimità, affinchè il rito della fertilità si fosse concluso. L'anno successivo sarebbe ricominciato nuovamente con altre coppie. Nel 496 d.C. Papa Gelasio annullò questa festa pagana sostituendola con quella di san Valentino vescovo, martirizzato dall'imperatore Claudio II in quanto univa in matrimonio giovani coppie alle quali l'imperatore aveva negato il consenso. Nonostante siano trascorsi diversi secoli, questa festa ha mantenuto negli corso degli anni il suo originario significato di celebrazione dell'amore.
Etimologia
Valentino suona come valorem tenens, "che mantiene valore", cioè "che persevera nella santità", ma significa anche valens tyro, "valoroso soldato", cioè "soldato di Cristo". Si dice che un soldato è valoroso quando non arretra mai, quando ferisce con forza, si difende con vigore e vince con la sua possenza. Allo stesso modo Valentino non arretrò di fronte al martirio, colpì distruggendo l'idolatria, si difese rafforzando la fede, e vinse patendo il martirio. (Dalla Legenda Aurea di Jacopo da Varazze).
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