Gli afrodisiaci

Nella civiltà greca prima ed in quella romana poi, si riteneva che alcuni cibi fossero in grado di aumentare le virtù amorose. Il termine "afrodisiaco" è molto antico (deriva da Afrodite, dea greca dell'amore e della bellezza) ed indica tutte quelle sostanze, che siano esse bibite, cibi, odori, erbe o spezie, capaci di favorire od esaltare lo stimolo sessuale; sostanze in grado di allentare le inibizioni, accrescere l'energia in modo da superare qualsiasi tipo di stanchezza, sia mentale che fisica, ed ampliare il piacere risvegliando l'eccitazione. In altre parole, un afrodisiaco è qualcosa che esplora la sfera dell’immaginazione e che a contatto con qualsiasi nostro senso è capace di risvegliare le passioni più assopite e dimenticate.
L'uomo è sempre stato affascinato dal potere erotico degli alimenti, tanto che l’impiego di cibi afrodisiaci risale ad almeno 5.000 anni or sono. Durante le feste dionisiache l'uso di cibi stimolanti era molto diffuso: i Greci, a questo scopo, consumavano tartufi, uova, miele, frutti di mare, cipolle, storione, pesci e crostacei; questi ultimi perché provenivano dal mare che aveva dato i natali ad Afrodite. Nell'Ars amatoria, Ovidio esalta l'azione afrodisiaca della rucola, "l'afrodisiaca erba d'eruca". Erano poi decantati alcuni cibi esotici ai quali venivano attribuite proprietà speciali solo per il fatto di provenire da luoghi lontani. A questi alimenti, i Romani aggiunsero gli organi genitali di alcuni animali, tra cui l'asino, il lupo, il cervo, animali selvatici ritenuti validi sotto il profilo sessuale. Gli orientali invece assicuravano l'efficacia del corno di rinoceronte, delle pinne di pescecane, dei testicoli di tigre, mentre nel Medioevo si prediligeva il cervello di piccione. Molte anche le ricette amorose, preparate con cibi di lusso, in voga nel 1700.
Secondo l’attuale scienza medica, tuttavia, esiste soltanto un rapporto indiretto fra il cibo ed il desiderio sessuale. L'effetto sarebbe legato alle modalità in cui la cena viene consumata, come l'atmosfera e l'intimità, più che ad un processo chimico nel nostro organismo. Ed anche se non si può negare che alcuni cibi abbiano un'azione stimolante più di altri, il vero afrodisiaco rimane sempre lo stare bene con se stessi e con il proprio partner. È questa la magia che lega il cibo alla sessualità. Non esistono potenti afrodisiaci che fanno rinascere l’erotismo se non sono conditi con una dose di passionalità e presentati in un ambiente capace di risvegliare il desiderio dell’altro.

Tra gli alimenti comunemente considerati afrodisiaci ricordiamo: aragoste, acciughe, ostriche, caviale, pesce, lardo, liquirizia, curry, cioccolato, carne di struzzo, tartufi, pomodori, cetrioli, punte di asparago, nocciole, fragole, petali di rosa canditi. Tra le spezie primeggiano invece pepe, peperoncino, cannella, noce moscata, chiodi di garofano, zafferano, vaniglia e zenzero.

Di seguito la descrizione dei cibi afrodisiaci più noti

Le ostriche sono ricche di zinco (minerale fondamentale per la produzione dello sperma) e di iodio (indispensabile alla tiroide per secernere gli ormoni che regolano la produzione dell'energia, anche sessuale). In qualche modo, quindi, il legame con il piacere esiste anche se non è così diretto come vorrebbe la tradizione.

Il pesce rappresenta, insieme ai crostacei, una delle più importanti fonti di fosforo e proteine. Alimentandosi con questi cibi si stimola il cervello, al quale viene dato un grande apporto di fosforo, ma anche il desiderio.

Gli asparagi, fin da tempi molto antichi, venivano considerati altamente afrodisiaci.

Il cioccolato contiene feniletilamina, la sostanza che il cervello produce nella fase dell'innamoramento. Questa sostanza ha, inoltre, la caratteristica di apportare un benessere generale all'organismo.

Le spezie, come il pepe o il peperoncino, provocano vasodilatazione nella zona lombosacrale che comprende anche gli organi genitali.

Il vino, essendo alcolico, crea un effetto disinibitorio che sblocca i "complessi" limitanti, ma può avere anche un effetto inibitorio all'atto dell'impegno fisico. Una cena eccessiva, con il conseguente sovraccarico digestivo, può infatti favorire la sonnolenza più che gli ardori sessuali. E come suggeriva Shakespeare "le bevande alcoliche provocano passione e ardore ma ne impediscono la realizzazione", quindi non esagerate e mantenetevi lucidi se volete prolungare i piaceri della tavola, e non solo quelli.



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