Valentina Targa è stata eletta Miss Trento alle ultime elezioni di Miss Italia. La storia di una ragazza appena diciottenne che, arrivata a Salsomaggiore dopo essere stata scelta tra 280 candidate, si è ritirata per decisione propria con una motivazione più che legittima: "di non voler dare in mano il proprio futuro a chi organizza la vita come una bambola".
Tutto ciò che sta dietro al "caso della Miss" raccontato dalla protagonista, per far sapere che ci sono ancora persone disposte a rinunciare alla notorietà per una dignità come donna.
Pubblichiamo di seguito la lettera di Valentina.

Sono Valentina Targa ho diciotto anni e vivo a Pergine un paese in comune di Trento. Studio al liceo scientifico ed ora frequento l'ultimo anno. Sono una ragazza semplice ma dal carattere forte e deciso. Possiamo anche dire che sono una ragazza di bell'aspetto e tutte le persone che mi conoscono hanno sempre notato questo e si chiedevano continuamente come mai non partecipassi ad un concorso di bellezza.
In primavera stavo facendo compere quando una ragazza con gli occhi sbarrati si avvicinò e mi propose di iscrivermi ai casting per partecipare a Miss Italia. Presi la proposta sul ridere e non accettai. Da quel giorno ricevetti diverse telefonate dalle responsabili che mi invitavano a pertecipare ai casting. Secondo loro sarei stata presa sicuramente. E fui presa. Le sfilate per le selezioni delle miss provinciali iniziavano a fine maggio e tantissime ragazze fecacevano l'impossibile per essere presenti al maggior numero di serate così da avere maggiore possibilità di vincerne una. Tutte le vincitrici delle provinciali dovevano poi partecipere alle regionali, che sono 11, dalle quali sarebbero uscite le undici ragazze che rappresentavano il Trentino Alto Adige a Salsomaggiore.
Non sono mai crescita con l'idea di diventare famosa, piuttosto la mia idea è sempre stata quella di diventare brava in quello che faccio e conosciuta ed ammirata per questo. Ho deciso di partecipere soltanto a una serata e la mia responsabole insistette affinché andassi alla serata di Trento. Una serata su una trentina di serate, solo quella, per me stessa, per fare una mia esperienza di vita, per vedere quanto avrei saputo fare da sola e la prima volta. Ho vinto il titolo di Miss Trento, titolo che per volere del concorso mi dava il biglietto di accesso diretto per Salsomaggiore, senza effettuare regionali. La Miss del capoluogo che si sarebbe andata ad unire alle altre 10 ragazze uscite dalle future regionali.
Sono partita per Salsomaggiore il 23 agosto, una settimana super programmata, durissima, senza vedere nessuno dei parenti e senza poter uscire dall'hotel. La sveglia alle sette, ti truccano, ti acconciano, non puoi truccarti tu, non puoi sistemarti i capelli, niente senza il loro permesso. Tutte vestite uguali come soldatini pronte per un sorriso smagliante davanti alla commissione, un sorriso di certo non spontaneo, fatto solo per attirare l'attenzione, mai togliere quel sorriso dal volto altrimenti non avrai futuro. Dopo una settimana il gran verdetto: delle 280 ragazze solo 38 passano e si vanno ad affiancare alle 22 miss di ogni regione già in finale. Solo quattro le riserve pronte ad entrare in gara al primo mancamento di una concorrente. Io sono stata scelta come prima riserva con l'importantissimo ruolo di valletta alle tre dirette serali Rai. Un posto invidiabile che ti stacca dalla massa delle 60 ragazze e ti dà una possibilità di farti notare e a loro parole straordinaria.
Poi la prima riserva è sempre entrata in gara, in tutti gli anni del concorso. Quella sera stessa, tuttavia, ho preso la mia decisione, che molti giudicano folle, di ritornare a casa. Quella stessa sera la miss Trentino Alto Adige voleva abbandonare il concorso per motivi di salute ed io in base alle selezioni di miss Trentino Alto Adige sarei immediatamete entrata al suo posto come nuova miss regionale. Questo avrebbe cambiato la mia decisione? No, non è successo. Ho rifiutato il titolo di valletta e subito dopo quello di miss Trentino Alto Adige.
La mia responsabile regionale mi ha subito chiamata, infuriata dicendo che il cavallo su cui aveva puntato non era un "purosangue" che stavo facendo lo sbaglio più grande della mia vita e che me ne sarei pentita per sempre. Accuse, insulti e la promessa che sui giornali mi avrebbe rovinata. Il giorno seguente su tutti i giornali regionali si parlava di me come di una persona fragile e debole e non all'altezza. Ho chiamato la redazione per una giusta e dovuta opportunità di replica ma il giorno dopo ancora le stesse parole e solo un piccolo trafiletto con le mie umili motivazioni: ho lascito il concorso perchè dopo aver provato sulla mia pelle un mondo diverso, ho scoperto che non era fatto per me, che non ero disposta a mettere da parte i miei studi, che sono il mio scopo più grande e nemmeno a posticiparli per questo concorso. Voglio solamente dire che purtroppo ci sono persone che guardando solo ai propri interessi e usando il loro potere hanno potuto parlar male di chi non ha avuto neppure la possibilità di spiegare il motivo delle proprie decisioni.
Uno sbaglio? Me ne pentirò per tutta la vita di questa decisione? Magari! Ma la vita è fatta di decisioni e la mia è stata questa di rinunciare a quella che avrebbe potuto essere la notorietà per delle cose, delle priorità, che non mi sembrava il momento di accantonare.
Valentina Targa
Che cosa fa oggi Valentina?
Ora studio e sto terminando l'ultimo anno del liceo scientifico. Al ritorno dal concorso sono stata chiamata dal direttore di un'emittente locale che voleva il mio "caratterino" per fare la co-conduttrice di un programma domenicale, con il compito di intervistare giovani promesse del calcio. Il programma durerà tutto l'anno. Pochi giorni fa ho terminato le registrazioni di un nuovo programma, che mi è stato assegnato, con mio grande stupore e felicità.
La soddisfazione è grande, essendo il primo programma, benchè modesto, solamente mio. "Regali sotto l'albero" che andrà in onda da lunedì dove porto gli amici da casa alla scoperta dei luoghi più suggestivi dove trascorrere il Natale ed i luoghi più sofisticati dove acquistarli. Tutto nel nostro splendido Trentino. Conciliare scuola e lavoro mi è costato molti sacrifici, ma partire dal basso ed aver dimostrato chi sono, ha ripagato ogni sforzo. Sono felice e mi sono ripromessa che nella vità farò tutto, ma tutto ciò che desidero veramente, che mi costerà fatica, ma in modo pulito, conquistato dalla bravura e non da un titolo.











Commenti
Purtroppo lo si capisce tardi, crescendo e maturando.
Un consiglio spassionato, la prossima volta stampati quel sorriso fintissimo in faccia e non staccartelo fino a che non ti fanno il bonifico dei soldi. Stai tranquilla che non avrai perso un filo di dignità e ne uscirai anzi piu' forte.
Quando sarai li fai un fischio che ti voteremo tutti. Sarai la nostra paladina anti veline, anti fotografi viscidi e anti vomitevoli ospiti del GF. Anziche' lo scettro di miss alza al cielo l'assegno e il dito medio verso la responsabile regionale.
Noi saremo tutti li in piedi e commossi ad applaudirti.
Ha avuto la forza di non "vendersi" per fare quello che voleva, ma di sfidare se stessa sul piano del merito.
Quello che sta dicendo è che forse vincendo miss Italia o assicurandosi un buon posto nella trasmissione, avrebbe potuto accorciare i tempi, arrivare subito nelle tv nazionali, magari però in che modo? come velina? e a scapito di cosa? Della propria libertà.
Perchè di questo si tratta.
Lei ora è libera, di ridere o di non ridere, di truccarsi o non truccarsi, di tagliarsi i capelli, di ingrassare qualche chilo persino... e forse ce la farà piano piano, visto il carattere, a fare qualcosa di più costruttivo per se e per gli altri, che non andare a sculettare davanti alle telecamere per il diletto di tutti i drogati televisivi italiani.
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