Nonostante anni di lotte per l’emancipazione e slogan femministi, la maggior parte di noi, quando si tratta di sesso, è ancora inevitabilmente portata a legarlo all’amore.
Indubbiamente una donna decide di andare a letto con un uomo per una serie di motivi, non ultimo quello di provare piacere; in fondo è proprio questa la vera ragione d’essere del sesso. Ma apparentemente, solo una piccola percentuale rientra in questa categoria.
Certo, ci sono dei casi in cui l’atto sessuale viene strumentalizzato per ottenere qualcosa, magari per la carriera, per tenersi un uomo o per rubarlo a qualcun’altra. Ma a parte delle “eccezioni”, la regola per avere un rapporto sessuale vede le donne coinvolte emotivamente o comunque alla ricerca dell’amore. Sarebbe a dire, accetto di andare a letto con un uomo nella speranza che si innamori!
Diventa interessante capire se questa è la verità, oppure se quello che sentiamo in giro è semplicemente il risultato di un retaggio culturale che ci trasciniamo dietro.
Sicuramente la biologia e l’anatomia hanno un peso nel determinare quello che siamo e come ci comportiamo, ora però, a parte le ovvie distinzioni tra uomini e donne, il fatto che abbiamo degli impulsi diversi, implica necessariamente che lo sia altrettanto il fine? O più semplicemnte la cultura, specialmente in una società dove il sesso viene mercificato, gioca un ruolo fondamentale, maggiore rispetto ad espressioni ormonali o differenze genetiche. Siamo forse, nostro malgrado, condizionate da secoli di “indottrinamento” rispetto a ciò che è desiderabile e in che termini, tanto da considerare ancora l’espressione di una libertà sessuale un tabù?
Alcuni giorni fa leggevo un articolo sui Circoli Femminili qui a Londra. Apparentemente in una di queste associazioni, oltre a parlare e confrontarsi su come preparare la marmellata, si discute oggi anche di sesso. Tanto è vero che uno degli ospiti di questi circoli è stato, la scorsa settimana, un gigolò. Fin qui tutto bene. Il fatto però che la notizia sia finita sul giornale, con tanto di espressioni soddisfatte delle promotrici dell’evento, mi lascia pensare che in effetti siamo ancora molto bigotti. Dubito che se un’associazione maschile, ammesso che esistano, avesse invitato una escort, la notizia avrebbe avuto la stessa risonanza.
E’ stato pubblicato un libro qualche tempo fa, basato su una ricerca condotta proprio sul tema della libertà sessuale. Dal libro quello che emerge è una maggiore disinibizione delle donne nei confronti dell’atto sessuale fine a se stesso, ma ancora l’incapacità di fare sesso “come un uomo”, ovvero senza coinvolgimenti sentimentali, per il puro piacere dell’atto.
D’altra parte però, se consideriamo che le innumerevoli ricerche, i libri e gli studi condotti sull’argomento, presentano dei tratti bene o male comuni, non posso fare a meno di pensare che siamo ancora vittime di stereotipi sociali, o più esattamente di stereotipi sessuali. Senza voler parlare della ormai abusata “rivoluzione nei ruoli maschili e femminili”, la battaglia sui ruoli sociali ha però anche in questo campo una sua valenza.
Alla fine credo che tutti cerchiamo di divertirci e sentirci a nostro agio con le scelte che facciamo, senza doverci preoccupare di venire giudicati. Mi chiedo dunque se in certi casi questa maggiore “inibizione” femminile sia piuttosto finto perbenismo o, se tutto sommato, sebbene inconsciamente, siamo ancora vittime di una “socializzazione” delle differenze.











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Aurelio
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