Quante volte ci siamo poste questa domanda... ma siamo mai riuscite a rispondere?
Certo non è facile… a volte ci si accorge che non è lui quello giusto addirittura dopo un matrimonio comprensivo di qualche anno di fidanzamento e magari pure di convivenza.
Tutto accade quando esci con un uomo: prima di tutto se c’è un appuntamento significa che a prima vista riteniamo chi ci sta di fronte carino sulla base dei nostri canoni, ma non è tutto.
Può essere bello, o attraente, o affascinante, misterioso o simpatico, intrigante o semplicemente si è dimostrato dolce e gentile raccogliendoci un oggetto caduto dalle nostre distratte mani o sorridendoci mentre ci apriva la porta all’entrata del bar di fronte all’ufficio.
Tanti sono i meccanismi che possono convincere noi donne ad accettare un primo appuntamento, ma sta di fatto che quando lui l’ottiene, l’occasione ci si presenta davanti e dobbiamo saperla affrontare nel migliore dei modi possibili: tali metodi sono soggettivi certo, ma alcuni elementi comuni ai vari accadimenti non è difficile ricercarli e trovarli.
Sarà lui quello giusto? Riuscirò a percepire fin da subito le sue intenzioni?
Mi dice che il luogo sarà una sorpresa… fosse una pizzeria al taglio con quegli scomodi sgabelli “anti gonna”? E se presentandoci attraverso un riassunto del nostro passato o spezzoni della nostra quotidianità dovesse rivelarmi aspetti della sua vita che non condivido o apprezzo? Farà l’avvocato o il cassiere? Dovremo limitarci al calcio o discuteremo della nuova presidenza degli Stati Uniti? E se dovesse richiamare l’attenzione del cameriere con un fischio? O se si leccasse le dita a piatto di aragosta finito?
Certo durante le due ore di una singola cena potrebbe anche dimostrarsi ai nostri occhi il classico principe azzurro su una macchina sportiva di lusso…
Rivelatrice allora potrebbe essere la gentilezza di accompagnarci alla porta di casa: lì sull’uscio scambiarsi qualche parola, sorridere alla luce dei suoi occhi e a quella bocca dai lineamenti struggenti… decidere se aspettare qualche appuntamento… uno… dovrei proprio aspettare?
Dovremmo aspettare o cogliere l’occasione al volo? E se ci fosse sfuggito qualche particolare a tavola come la sua possibile tendenza a intrattenere rapporti di una sola notte comprensiva di cenetta a lume di candela o, perché no, l’essere solito ad un atteggiamento polipo che non lascia scampo alle proprie prede di richiedere almeno un minimo periodo di ‘convalescenza’ post prima serata, trovare il tempo per poter come minimo comprendere i dettagli della situazione e ripensare ai momenti trascorsi con lui con la speranza di rilevare elementi utili all'indagine in questione.
Certo non ho mai notato nel pacchetto uomo-incontro-cena un qualche foglio illustrativo relativo a modalità d’uso e possibili effetti collaterali, ma la razionalità non dovrebbe mai mancare… la passione può aspettare, almeno il minimo indispensabile… non trovate?









