27 gennaio 1945. Per non dimenticare
Lunedì 25 Gennaio 2010 09:00
Michela Ravelli
Il 27 gennaio è il Giorno della Memoria. Il 27 gennaio di sessantacinque anni fa il mondo entrò ad Auschwitz, prendendo atto del più efferato genocidio della Storia della civiltà moderna.
Si calcola che la follia nazista fece sei milioni di vittime, soprattutto Ebrei, ma anche Rom, Omosessuali, Disabili, Testimoni di Geoa, Polacchi, Comunisti, e altre etnie e categorie oppresse e considerate inferiori da un regime fanatico e totalitario.
La Shoah (termine ebreo che significa “catastrofe, disastro”) coinvolse giovani, anziani, bambini, intere famiglie, e si sviluppò in diverse fasi, interessando tutta l’Europa, Italia compresa, tra il 1938 e il 1945.
Inizialmente si privarono gli Ebrei dei diritti civili, poi vennero espulsi dalla Germania, e successivamente compressi in ghetti circondati dal filo spinato e controllati da guardie armate.
Poi, mentre le Einsatzgruppen rastrellavano Russia e Ucraina massacrando ogni oppositore del Regime Nazista, Hitler decise di attuare la “definitiva risoluzione della questione ebraica” ordinando la deportazione degli Ebrei nei campi di concentramento in Polonia con il conseguente massacro nelle camere a gas.
Il 27 gennaio del 1945 il mondo cambiò per sempre, e l’Umanità, smarrita per tanta efferatezza, dovette prendere coscienza di essere complice di un omicidio di massa che non possiamo e non dobbiamo dimenticare.
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Adesso basta
Domenica 13 Dicembre 2009 18:22
Redazione
Adesso basta. Lasciare il lavoro e cambiare vita. Filosofia e strategia di chi ce l'ha fatta. Ne abbiamo abbastanza. Lavorare per consumare non rende felici. Lo sappiamo tutti, ma come uscirne? Cambiare vita da soli sembra una scelta troppo faticosa. Addirittura impossibile. Invece no. Il downshifting ("scalare marcia, rallentare il ritmo") è un fenomeno sociale che interessa milioni di persone nel mondo (complice anche la crisi). Ma non si tratta solo di ridurre il salario per avere più tempo libero. Simone Perotti propone qui un cambio di vita netto, verso se stessi, il mondo che ci circonda, le abitudini, gli obblighi, il consumo. La rivoluzione dobbiamo farla a partire da noi, riprendendoci la nostra vita per essere finalmente liberi. Come ha fatto l'autore, che racconta la sua esperienza entrando nel merito delle conseguenze economiche, psicologiche, esistenziali, logistiche. Dire no non basta per essere felici. L'insicurezza economica cui andiamo incontro è anche un'occasione per ripensarci.
La necessità del caso
Venerdì 11 Dicembre 2009 17:55
Redazione
La necessità del caso. La sincronicità negli incontri che ci trasformano. Che cosa sarebbe la psicologia se Jung non avesse incontrato Freud? Che cosa sarebbe la filosofia se Sartre non avesse incontrato Simone de Beauvoir? Che cosa sarebbe la nostra vita se non avessimo incontrato quell'autore, quell'uomo o quella donna? È lecito chiedersi se la vita simbolica, oltre che nei sogni, si manifesti anche nella realtà sotto forma di coincidenze significative? Due avvenimenti non collegati da nessuna causa, ma che tuttavia, accadendo simultaneamente, creano un senso per la persona che ne è soggetta... la sincronicità è senza dubbio uno dei fenomeni psichici più affascinanti. Questo libro, della sincronicità indaga innanzitutto la sfera relazionale. Parla degli incontri, sincronistici appunto, che fanno sì che persone, autori e opere si presentino nella nostra vita in momenti determinanti, acquisendo così un valore simbolico di trasformazione. Vengono esaminati i processi psichici che si manifestano sotto forma di motivi tematici o di inclinazioni che ci attirano e ci conducono impercettibilmente verso una persona, un lavoro oppure un paese. L'autore spiega in che modo possiamo approfondire il senso di un avvenimento sincronistico e, per creare ipotesi interpretative, fa ricorso anche a metafore tratte dalle scienze della complessità e dalla teoria del caos.
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Il sesso del cervello
Domenica 13 Dicembre 2009 18:18
Redazione
Il sesso del cervello. Vincoli biologici e culturali nelle differenze fra uomo e donna. I recenti progressi nel campo delle neuroscienze sono riusciti a spazzare via i vecchi pregiudizi sulle differenze biologiche tra uomini e donne? Sembra proprio di no. Benché smentite dalla ricerca, le teorie deterministe, che postulano una "programmazione" dei nostri atteggiamenti intellettuali e dei comportamenti, non accennano a scomparire. Apprezzate dal pubblico per la loro semplicità, fanno la gioia dei mass media e hanno garantito il successo di psicologi autori di bestseller, convinti che i neuroni possano spiegare le incomprensioni, i contrasti e le divergenze tra uomini e donne. "Siete pettegole e avete bisogno di confidarvi? È colpa del vostro cervello, fatto in maniera diversa da quello dell'uomo". "Non siete capaci di leggere una cartina stradale? È normale, il cervello femminile non è adatto a compiti di questo tipo". L'obiettivo delle autrici è indagare l'esistenza di un fondamento biologico delle disuguaglianze tra uomini e donne, evidenziando l'influenza dell'ambiente sociale e culturale nella costruzione dell'identità. La conclusione sarà quella sostenuta un quarto di secolo fa dal grande biologo e premio Nobel François Jacob: "l'uomo è programmato geneticamente, ma è programmato per apprendere".
Il caso di Miss Trento
Lunedì 30 Novembre 2009 20:12
Redazione
Valentina Targa è stata eletta Miss Trento alle ultime elezioni di Miss Italia. La storia di una ragazza appena diciottenne che, arrivata a Salsomaggiore dopo essere stata scelta tra 280 candidate, si è ritirata per decisione propria con una motivazione più che legittima: "di non voler dare in mano il proprio futuro a chi organizza la vita come una bambola". Tutto ciò che sta dietro al "caso della Miss" raccontato dalla protagonista, per far sapere che ci sono ancora persone disposte a rinunciare alla notorietà per una dignità come donna.
Pubblichiamo di seguito la lettera di Valentina.  Sono Valentina Targa ho diciotto anni e vivo a Pergine un paese in comune di Trento. Studio al liceo scientifico ed ora frequento l'ultimo anno. Sono una ragazza semplice ma dal carattere forte e deciso. Possiamo anche dire che sono una ragazza di bell'aspetto e tutte le persone che mi conoscono hanno sempre notato questo e si chiedevano continuamente come mai non partecipassi ad un concorso di bellezza.
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