La depressione: il male di vivere

Ciascuno di noi attraversa dei momenti in cui si sente triste, solo o infelice. Gli avvenimenti della vita quotidiana, ed il nostro modo di reagire ad essi, interferiscono a volte con la nostra serenità interiore. Tutto ciò fa parte della vita. Ma quando questi sentimenti si trascinano per settimane o addirittura mesi, impedendoci ...

... di tornare a guardare alla vita con occhio positivo, potrebbero rivelare la presenza di una depressione.
In modo specifico, il termine depressione si riferisce ad una forma persistente di umore triste o alla perdita di interesse nei confronti di molte attività che erano invece fonte di piacere, che perduri da almeno due settimane. Da uno studio epidemiologico effettuato a cura dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e pubblicato nel 1994 si è rilevato che il 15 - 20 per cento della popolazione italiana (circa 3 milioni) è affetta da disturbi di tipo depressivo. Le donne ne soffrono in percentuale doppia degli uomini. Le età più a rischio sono quelle dei periodi di crisi, dalla pubertà al matrimonio, dal parto alla menopausa.


Qual è l’origine della depressione?
La causa non è mai univoca, ma spesso entrano in gioco numerosi fattori diversi; inoltre, non è possibile spiegare con esattezza il perché una persona venga colpita dalla depressione e un'altra no.
Tuttavia la tendenza attuale è quella di ritenere che l'episodio depressivo sia la risultante di una serie di concause, sia di tipo biochimico (dovute ad uno squilibrio o uno sovvertimento nei valori di alcune sostanze chimiche importanti a livello cerebrale, denominate neurotrasmettitori) costituzionale (ovvero predisposizione genetiche e familiari: il rischio di ereditare la depressione da un parente stretto è del 30 - 60 per cento), ambientale (come la vulnerabilità ad eventi esterni fortemente stressanti: maggiore è la vulnerabilità, minore è l'intensità dello stress necessaria per causare una depressione) e socioculturale (che comprende la definizione sociale della depressione, ovvero come viene considerata dagli altri), ognuna delle quali gioca un ruolo variabile in ogni particolare storia personale.

E’ una malattia grave?
La depressione può essere grave, fino a compromettere lavoro, vita familiare e sociale. La gravità dipende dal numero di sintomi, dalla loro intensità, e dall'impatto che hanno sul funzionamento di una persona. Inoltre, ha un rischio importante di suicidio. Il rischio è del 7 per cento negli uomini, e del 1 per cento nelle donne. Perciò è una malattia importante, che non deve essere sottovalutata, specialmente quando è grave.

Quali sono i più comuni sintomi della depressione?
I sintomi principali sono la tristezza, il senso di abbattimento e l'incapacità di provare emozioni piacevoli. A questo in genere si associano la perdita dell'interesse per le attività abituali e l'incapacità a prendere qualsiasi iniziativa o decisione.
Il paziente è distaccato da ciò che lo circonda (familiari, amici, lavoro), si ritira progressivamente da ogni occupazione e sembra indifferente anche di fronte a situazioni o eventi che normalmente gli davano gioia. In realtà questa apparente indifferenza è fonte di sofferenza interna per il fatto di non riuscire più a provare sentimenti ed emozioni.
Ad una osservazione esterna la persona depressa grave appare affaticata, mostra un rallentamento di tutti i movimenti, il viso è triste o indifferente e difficilmente cambia espressione. I colloqui spontanei con chi gli sta accanto divengono rari e, se le vengono rivolte domande dirette, risponde brevemente. Altre volte invece appare agitata, irrequieta, si muove o cammina continuamente manifestando ansia e tensione. Spesso accusa difficoltà di concentrazione e di memoria, disturbi del sonno, riduzione dell'appetito, disturbi gastrointestinali, perdita del desiderio o del piacere sessuale.
L'appetito è generalmente ridotto, il paziente mangia poco o non mangia affatto e dimagrisce talvolta in maniera evidente. Altre volte le abitudini alimentari diventano irregolari, il paziente mangia poco o soltanto particolari tipi di alimenti, non rispetta i pasti principali o mangia frequentemente. Talvolta l'appetito aumenta ed il paziente consuma in particolare cibi dolci.
Anche le alterazioni del sonno possono essere varie: in genere il paziente dorme meno e si sveglia molto presto (insonnia terminale), altre volte ha difficoltà ad addormentarsi (insonnia iniziale) o ha frequenti risvegli durante la notte. In altri casi, invece, il bisogno di sonno e il tempo trascorso a letto sono nettamente aumentati. Alcuni pazienti dormono molto durante il giorno e restano svegli durante la notte (inversione del ritmo sonno-veglia).
Il paziente lamenta, inoltre, una riduzione della propria energia fisica, difficoltà nel pensare, nel concentrarsi e nel prendere decisioni. Per questo sviluppa progressivamente la convinzione di non valere, di essere incapace e inadeguato, e prova sentimenti di colpa nei confronti dei propri familiari.
Quando lo stato depressivo raggiunge una certa gravità il paziente si ritira da ogni attività, si isola dagli amici, trascorre la maggior parte del tempo a letto, non cura più il proprio aspetto o la propria igiene personale.

Quanti tipi di depressione esistono?
Vi sono molti tipi di depressione, che richiedono una diagnosi specialistica e un diverso tipo di trattamento. Le forme più comuni di depressioni sono: la depressione atipica, in cui oltre al quadro generale, vi è eccesso di sonno, ingrassamento, aumento della fame, grande calo delle energie, ipersensibilità alle critiche degli altri; la depressione bipolare, in cui si alternano momenti di euforia dove il soggetto è facilmente irritabile, agitato, ha un aumento della sue capacità e delle attività, ridotto bisogno di sonno, un aumento dei rapporti sociali, parla molto, ha la testa piena di idee, spende troppo, ha momenti in cui si sente in colpa, momenti autodistruttivi e la percentuale di suicidio in queste persone è elevatissima; la depressione reattiva conseguente ad un evento esterno scatenante come un lutto o un forte stress.

E’ una malattia curabile?
La depressione è una malattia vera e propria ma purtroppo anche spesso non riconosciuta, sottovalutata e curata male. Spesso si dice che bisogna reagire, che ci vuole la volontà, non sapendo che invece è una malattia, e che la depressione richiede delle terapie, come la polmonite o l'ipertensione arteriosa. La terapia si basa sui farmaci antidepressivi, associati ai colloqui terapeutici.
Oggi, rispetto ai tempi passati, i farmaci più moderni sono sicuri, hanno meno effetti collaterali, non si diventa dipendenti e sono meno tossici. La probabilità di rispondere ai farmaci antidepressivi è alta. Prima si comincia la terapia, più rapida e completa è la guarigione. Anche le depressioni che durano da molti anni sono curabili. E' inoltre possibile impedire il ritorno della depressione con la terapia antidepressiva di mantenimento.
La depressione comincia a migliorare generalmente dopo alcune settimane di terapia coi farmaci antidepressivi, e generalmente scompare dopo alcuni mesi o anche prima. Dopo la scomparsa dei sintomi, la terapia antidepressiva deve essere continuata per altri mesi per prevenire una ricaduta. A volte, specialmente nelle depressioni più gravi e ripetute, può essere necessario modificare la prima terapia per ottenere risultati migliori.
Poiché, come detto in precedenza, vi sono molti tipi di depressione, ogni tipo risponderà meglio ad alcuni farmaci antidepressivi. Inoltre, la stessa terapia non è efficace in tutti i casi. Perciò non è raro dovere cambiare la terapia dopo alcune settimane se non si osserva una risposta, a causa della diversità clinica e biochimica d'ogni persona.

Dott.ssa Maria Concetta Cirrincione


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