"Sarà colpa del tempo!". Quante volte ci è capitato di attribuire la causa di un malessere alla pioggia, al freddo, al cielo nuvoloso, a tutte quelle condizioni climatiche che ci rendono malinconici?
Molti studi dimostrano che il ritmo luce-buio ha la capacità di incidere sul nostro orologio interno, provocando delle variazioni nella secrezione di alcuni ormoni e neurotrasmettitori coinvolti nel tono dell'umore. Con la carenza o assenza di luce solare, infatti, il cervello secerne maggiori quantità di melatonina - che determina uno stato di sonnolenza - diminuendo contemporaneamente la produzione di serotonina, che incrementa invece il bisogno di zuccheri.
Con l'arrivo dell'autunno il 2-3 per cento della popolazione adulta europea inizia a soffrire di quella che gli studiosi americani hanno definito SAD (Seasonal Affective Disorder), un disturbo dell'umore ad andamento stagionale, che colpisce quei soggetti particolarmente sensibili alle variazioni del tempo.
Si tratta di una forma di depressione simile a quella "classica", caratterizzata da tristezza, mancanza di energia, apatia, basso desiderio sessuale, difficoltà di concentrazione, aumento dell'appetito e, di conseguenza, del peso corporeo.
Questa forma di depressione, che comincia in autunno e scompare con la primavera, ha sulle donne un'incidenza 4 volte superiore agli uomini e coinvolge soprattutto le popolazioni dei paesi scandinavi.
A causa degli inverni freddi e con poche ore di luce, gli abitanti del Nord soffrono in misura maggiore di questi disturbi e, secondo alcuni esperti, la patologia della SAD incide sull'alto tasso di suicidi tipico dei paesi dell'Europa Settentrionale (Svezia).
Per combattere la depressione stagionale si può ricorrere alla terapia della luce, l'esposizione prolungata a una fonte luminosa, che può essere associata a una più tradizionale psicoterapia, oppure a un intervento farmacologico. Naturalmente una eventuale terapia va concordata con un medico.
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