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Etica e Tecnologia

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Videogame e bambini

Il concetto di etica fine a se stesso risulta monco, non a caso esiste un'etica applicata a ciascun ambito della vita, che ha il compito di disciplinare le relazioni fra le persone medesime e i contesti nei quali esse agiscono.

Anche la tecnologia dovrebbe poter godere di un'etica, sia per quel che riguarda la fabbricazione del prodotto sia per quel che attiene l'uso.
L'utilizzo prolungato che i bambini compiono dei videogiochi esemplifica bene il concetto di "mala etica", da cui il pessimo impiego del tempo e la carenza di stimoli, che culminano in stato di destabilizzazione.

Questi pochi e chiari segnali costituiscono - in realtà - un allarme più che sufficiente, che viene molto spesso ignorato da chi ne consente l'uso. Probabilmente bisognerebbe prendere in considerazione l'ipotesi di indicare nel libretto delle istruzioni dei videogame - insieme alla soglia di età al di sotto della quale il prodotto elettronico non può essere adoperato - anche il numero di ore oltre le quali l'uso diviene patologico.

Ad oggi, il tempo e il metodo di applicazione da parte dei ragazzi, verso i prodotti dell'elettronica si rimette ai genitori, i quali, talvolta, con non poca ingenuità lasciano che i figli ne abusino.

Quanto detto mostra soltanto il volto di un'etica applicata alla sfera teorica, ma le tecnologie informatiche sono costituite da materia e sarebbe fondamentale considerare anche l'altra faccia della medaglia, ovvero, l'etica applicata alla fabbricazione (menzionata sopra). Infatti, la maggior parte dei prodotti elettronici di uso quotidiano non sono composti da materiali eco-compatibili, rappresentando una minaccia per l'ambiente e per le persone, che - a causa del surriscaldamento dei componenti - sono soggette ad emicranie.
Quindi, che fare? Provare ad introdurre nella società una cultura dell'etica applicata alla tecnologia? Ma può bastare?

Coltiviamo la nostra fantasia!

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"Caro Babbo Natale, quest'anno ho fatto il buono, non ho fatto arrabbiare mamma e papà e per questo allora ti chiedo..." Questo inizio di letterina sembrerà familiare a parecchi di voi. Non è stata estrapolata da uno di quei soliti film natalizi per bambini; si tratta proprio della fatidica lettera a Babbo Natale.

La destinazione sarà stata più o meno complessa, questo si sa, le poste si saranno organizzate, ma fatto sta che ogni anno sono milioni i bambini che penna in mano (o usufruendo del casuale ausilio dei genitori), mettono bianco su nero i propri desideri. Ma oggi, alle porte del 2009, nell'era in cui se si naviga lo si fa sul web, se si scrive ad un amico lo si fa con un sms, i bambini credono ancora sul serio al caro vecchietto con la barba bianca vestito di rosso che scende giù dal camino?

A Natale, il fantastico Natale, quella festa piena di colori e luci che riscaldano il cuore, amici e parenti lontani si ritrovano per un caldo abbraccio. Una tavola enorme imbandita con il miglior servizio di porcellana, proprio quello pregiato, riservato alle occasioni importanti. Una sala enorme addobbata a festa. C'è pure una grande vetrata dalla quale si vede la città come se fosse un immenso mosaico di luci. I fiocchi di neve, come piume di colomba, scendono giù lentamente e si posano sullo strato di neve caduto pochi minuti prima. E il camino, l'immancabile camino, con la legna infuocata che scoppietta.

Manca qualcosa? Ovvio che sì, i più attenti avranno senz'altro notato. Ogni Natale che si rispetti, infatti, deve avere come cornice un enorme albero addobbato, sotto cui porre i regali, sfizio di grandi e piccini. Questo senza dubbio è uno dei migliori scenari natalizi, non manca proprio niente. Ma oltre all'aspetto, così per dire, "profano" non bisogna dimenticare il carattere religioso dell'evento: la nascita di Gesù Bambino. E questo è forse l'elemento che ha fatto sopravvivere questa grande festa in una società in cui, a volte, le tradizioni vengono scacciate via come se nulla fosse, alcune vengono dimenticate, altre sostituite.

Una volta per un bambino ricevere il giorno di Natale un pallone nuovo era fantastico! Le bimbe invece impazzivano all'idea di avere una nuova bambola. Non stiamo parlando del dopoguerra, che sia chiaro. Ogni anno che passa, tuttavia, la tecnologia va da una parte ad arricchire le competenze e le opportunità all'uomo. E questo senza dubbio è un dato positivo. Ma di pari passo va ad inghiottire sempre con più violenza quelli che erano i piccoli sogni, i nostri piccoli gesti. Sarà un processo inevitabile? Oggi, tra lettori di musica supertecnologici, oggettini multimediali pazzeschi, videogiochi sempre più sofisticati, la semplicità si va perdendo, distillandosi con la voglia di avere sempre di più e di non essere quasi mai contenti. E inevitabilmente la gioia di scartare un regalo si concentra, più che mai, al solo pensiero di cosa ci sarà sotto la carta.

Ma ecco che, per fortuna, anche nel 2009 arriva lei, come una paladina della giustizia. La salvezza di tutti noi, piccoli e grandi sognatori. Coloro che credono ancora nelle piccole cose. Coloro che quando dicono di navigare parlano di un viaggio che va oltre a quello che ti permette di fare un mouse. Si tratta della fantasia. Coltiviamo allora, senza alcun timore, la nostra immaginazione. Una dote che nessuno potrà mai toglierci. Sarebbe un peccato non usufruirne. E accendiamo di più le nostre idee piuttosto che un computer.

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