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Little Miss America

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Jon Benet Ramsey

Nel 2006 era uscito un film delizioso e tenero che raccontava la storia di una famiglia sgangherata, che portava in giro per gli Stati Uniti, a bordo di uno scalcinato furgone, la piccola Olive, selezionata per il concorso di bellezza per bambine più importante della California: Little Miss Sunshine (da qui, il titolo del film).

Il mondo delle baby miss, raccontato (almeno in parte) da questo film, non è niente di inventato. Nell'America di provincia crescono, infatti, a livello esponenziale, questi concorsi per piccole modelle, e nel frattempo, l'età media delle (e dei) partecipanti si abbassa: in Florida esiste un concorso per neonati. Naturalmente, sono le mamme le promotrici della creazione di queste piccole star, il più delle volte imbellettate come nemmeno le loro nonne ai balli di fine anno dei tempi del liceo. La vittoria in uno di questi concorsi permette la stipula di contratti importanti per pubblicità di prodotti per bambini, ed è il primo passo verso una promettente carriera nel mondo dello spettacolo.

Non si tratta solo di truccare e vestire delle bambine piccole da adulte (chi di noi non l'ha fatto a quell'età, per assomigliare alla mamma?), ma di una competizione spietata che ha come base per la vittoria una bellezza patinata e falsata che, dietro ai sorrisi sbiancati delle piccole miss, può nascondere di tutto. E' stato dimostrato che spesso, da adulte, queste reginette di bellezza soffrono dei più diversi disturbi psicologici. Ed i pericoli non si fermano qui: è rimasto famoso il caso del 1996, tuttora irrisolto, della piccola Jon Benet Ramsey, la modella di sei anni di Atlanta, vincitrice di svariati concorsi, trovata uccisa nella cantina della casa dei genitori, legata ed imbavagliata, accanto ad una richiesta di riscatto.

Al riguardo, esiste anche un reality show, Little Miss Perfect (in onda sull'emittente We Tv) che racconta la storia di dieci famiglie (per lo più, madri e figlie) che si sfidano in un concorso di bellezza, episodio dopo episodio, a suon di passerelle sui tacchi e servizi fotografici.

Il 15 luglio di quest'anno, invece, andrà in onda su Discovery Real Time (canale 118 di Sky) Little Miss America, un reportage in otto puntate sul mondo dei concorsi di bellezza per baby miss.

I sorrisi di queste piccole modelle sono congelati in un'espressione innaturale, e sotto quello strato pesante di trucco, i loro occhi tristi mi fanno pensare solo al fatto che a quest'ora, invece che sotto i riflettori, dovrebbero essere a giocare con i bambini della loro età, quelli brutti, quelli che al concorso non passerebbero nemmeno il primo turno, ma che, forse, quando saranno grandi, anche senza trofeo sul caminetto, saranno felici lo stesso.

La crisi americana si ripercuote sulla Moda

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Barbie al New York Fashion Week

Negli Stati Uniti più di due milioni di persone nel 2008 hanno perduto il loro impiego. Negli ultimi mesi si è assistito ad uno dei peggiori crolli del sistema bancario e finanziario degli ultimi tempi. L'America sta fronteggiando una delle più preoccupanti recessioni della sua storia.
Continue chiusure di negozi, saldi vertiginosi generalizzati (fino al 70-80 pe cento) applicati per fronteggiare le perdite di fatturato, tagli del personale minacciati da marchi consolidati, come ad esempio Macy's e Neiman Marcus, testimoniano che anche la Moda sta attraversando tempi duri. Chiara evidenza della crisi in atto si riscontra anche nel decremento del 44 per cento delle pagine pubblicate a gennaio 2009 rispetto al 2008 di uno dei più celeberrimi magazine sulla Moda, Vogue.

Nonostante questo scenario quasi drammatico, il mondo dell'effimero si è presentato puntuale al suo appuntamento. Dal 13 al 20 febbraio si è tenuta al Bryant Park di New York la settimana della Moda, per mostrare le nuove tendenze della moda femminile della prossima stagione, primavera-estate 2010.

Quest'anno sembra dominare un'unica filosofia: niente eccessi, niente sprechi, anche se, come spesso si dice per infondere speranza, "the show must go on".

Le sfilate sono state caratterizzate da una generalizzata tendenza al risparmio: inviti spediti via e-mail anziché via posta, invitati dimezzati, party cancellati (Calvin Klein e Marc Jacobs). Molte le assenze sulle passarelle sia riguardanti nuovi designer che nuovi business (Peter Som non è stato presente, Obedient Sons and Daughters ha già chiuso e Kira Plastinina sta dismettendo molti dei suoi negozi). Svariate le case di Moda, come Vera Wang, Betsey Johnson, Carmen Marc Valvo, Monique Lhuillier e Naeem Khan, che hanno optato per presentazioni nelle rispettive showroom o in location alternative al fine di ridurre i costi.

Ad alleggerire i toni ed a provare a riportare il sorriso sui volti degli americani ci ha provato la Barbie, intramontabile bambola ideata da Mattel che quest'anno compie 50 anni, a cui è stata dedicata una vera e propria sfilata. Modelle in carne ed ossa dalle sembianze simili alla bellissima bambolina hanno sfilato in passerella indossando abiti disegnati da 50 designer ispirati ai suoi vari look.

In totale controtendenza Oscar de la Renta, che ha addirittura raddoppiato le sfilate, cavalcando le buone performance di vendita ottenute nel 2008.

Altro grande evento, che infonde gli animi di ottimismo, è stato l'attesissimo opening di Armani, che sfida la crisi aprendo il suo nuovo concept store sulla Madison Avenue. Qui, in un unico building, si potranno trovare riunite le linee Giorgio Armani, Emporio Armani, Armani Jeans, Armani Casa, Armani Beauty, Armani Dolci e l'immancabile ristorante.

Un importante segnale di fiducia nel futuro arriva anche (non a caso durante la settimana dedicata alla Moda americana) dall'accordo di collaborazione siglato dal Politecnico di Milano e dal Fashion Institute of Technology di New York, finalizzato a formare gli stilisti del domani. Secondo quanto deciso, una selezione di studenti italiani del Corso di Laurea Specialistica in Design della Moda avrà la possibilità di trascorre un semestre al Fit di New York e viceversa. Il programma di scambio sarà operativo a partire da gennaio 2009 e rappresenta un passo importante non solo per lo sviluppo della Moda ma anche per quello dei nuovi talenti, che avranno così l'opportunità di formarsi in un contesto internazionale.

Iniziative che attestano come il sistema Moda stia reagendo alla difficile situazione economica cercando di puntare sul suo ruolo di macchina creatrice di sogni, di favorire nuove opportunità puntando sul futuro, che diventa locomotiva per la ripresa.

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