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Live for Abruzzo

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Live for Abruzzo

Associazioni, protezione civile, aziende, intere famiglie, studenti, giovani... insomma tutti si sono mobilitati per dare anche il più piccolo sostegno alle vittime della tragedia che ha colpito l'Abruzzo.

In un paese del Molise, un gruppo di giovani ha pensato di creare un evento musicale per raccogliere dei fondi che andranno interamente devoluti ai terremotati; il mega concerto è stato organizzato con il supporto della protezione civile, della pro loco di Venafro, del comune di Venafro e di molti privati che hanno messo a disposizione risorse umane ed economiche.

Si tratta di un evento locale per sostenere con la musica nel cuore chi ha bisogno di aiuto, in un momento difficile, e per mandare un grosso abbraccio virtuale a tutti gli abruzzesi!

Parteciperanno a Live for Abruzzo band musicali provenienti da tutta la regione Molise e non solo che si esibiranno gratuitamente.

Live for Abruzzo si terrà a Venafro (IS) sabato 25 aprile 2009 alle ore 15.00 presso il piazzale antistante la palestra comunale (alle spalle dello stadio comunale).

Programma artistico:

ore 17.00: Brigolo&friends (hip hop, writers, etc.) dalle ore 18.30: After 8 (Venafro) (Bossanova)
ore 19.30: Violagioia band (Cassino) (Jazz / Bossanova Swing)
ore 20.30: Postit (Campobasso) (Shoegaze / Ambiente / Psichedelica)
ore 21.30: Anima Popolare (Isernia) (Elettro folk music)
ore 22.30: Neverend (San Martino in Pensilis - CB) (Indie / Rock)
ore 23.30: Circolo Vizioso della Farfalla (Venafro) (Ska-Jazz-Rock)

Ci saranno inoltre proiezioni di cortometraggi e altre sorprese...

Nello stomaco del mostro

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Terremoto in Abruzzo

Sono le ore 3:27 del 6 aprile quando, tutto ad un tratto, la terra trema. La paura si diffonde a macchia d'olio investendo chiunque si trovi lì in quel momento: nello stomaco del mostro.

Ci troviamo in Abruzzo, regione che, ormai da parecchio tempo, avvertiva quotidianamente scosse sismiche. Le scosse, pur destando molta preoccupazione tra i cittadini, erano di debole intensità e pertanto non hanno creato allarmismi di grosso calibro. Tutto fino a quel momento. Attimi in cui le lancette dell'orologio di centinaia di vite umane si sono fermate per sempre.

Il destino ha scelto un orario bastardo per far tremare la terra, orario in cui la gente riposava nell'intimità delle proprie lenzuola, del proprio letto, sentendosi nel posto più sicuro al mondo. Il silenzio regnava sovrano tra le vie de L'aquila; un silenzio che, da lì a poco, sarebbe diventato morte e distruzione.

Una tragedia immane, calcinacci e travi sono ciò che restano di interi comuni, ma la domanda che tanti si chiedono è se poteva essere evitato tutto ciò. Si tratta di una tragedia che alcuni dicono pre-annunciata, altri imprevedibile, ma ora sono solo parole al vento. Un vento freddo che lascia senza parole, un vento sporco di polvere, in cui ormai respirare sembra inutile, un vento che accarezza le lacrime sulle guance di tutti coloro che hanno perso un figlio, una madre, un amico.
Gente che ha visto vomitare su se stessa le pareti di quella casa costata tanto sudore e fatica, tanti sacrifici. Strade, vie, quartieri, monumenti che raccontavano storie, centinaia di storie, ricordi su ricordi che, come un castello fatto di carte, cadeva giù.

Il numero dei dispersi e dei morti cresce con lo scorrere delle ore. Una nazione devastata dal dolore, dalla rabbia, da una sofferenza che schiaccia, ti stritola e ti fa sentire in preda al nulla. Anche se i tuoi cari sono tutti in salvo, anche se non sei di quelle zone, anche se vivi a migliaia di chilometri dall'Abruzzo, la sola visione di quelle immagini ti uccide tutte le volte che te le vedi davanti agli occhi. E muori. Ora dopo ora. Giorno dopo giorno.

Con questo pezzo rivolgiamo una preghiera a tutte le vittime di questa strage.

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