Barbora Bobulova nasce 24 anni fa in una piccola città di nome Martin, in Slovacchia, e si trasferisce a Bralislava per studiare teatro. L'eleganza naturale e la bellezza semplice dei tratti vagamente orientali l'hanno portata spesso ad interpretare ruoli "preziosi" come, ad esempio, la Principessa Natalia nel film "Il Principe di Homburg" di Marco Bellocchio.
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Quando è avvenuto il tuo primo incontro con l'Italia?
Quando studiavo all'Accademia di Teatro a Bratislava è venuta una direttrice casting italiana, Fabiola Banzi, a cercare una ragazza slava per il film televisivo italiano di Claudio Sestrieri, "Infiltrato", con Valerio Mastrandrea. Mi hanno fatto un provino e mi hanno scelto. In quel momento ho avuto il mio primo piccolo rapporto con l'Italia e terminate le registrazioni del film sono ripartita per tornare al mio Paese. Un anno dopo mi hanno richiamata per il film di Marco Bellocchio "Il Principe di Homburg" e da quel momento è incominciato tutto, le porte si sono aperte. Sono stata poi un anno a New York, perché avevo vinto una borsa di studi, per frequentare una scuola teatrale e poi mi sono trasferita in Italia. Ora sono due anni e mezzo che vivo qui.
Hai avuto difficoltà a vivere in un Paese diverso dal tuo da un punto di vista culturale, linguistico, religioso?
Certo, all'inizio è sempre così: la cultura, la mentalità della gente è molto diversa. Però piano piano se una persona ha voglia, secondo me, si può inserire. Io ho avuto forse un vantaggio perché ho passione per le lingue e quindi non ho avuto
grosse difficoltà. Non mi crea problemi, ad esempio, sedermi con un libro ed incominciare ad imparare l'italiano, il francese o qualche altra lingua e sono abbastanza portata.
Nel mio Paese il teatro si fà in modo diverso: ci sono le compagnie stabili mentre in Italia si fanno le tournée che da noi non esistono. Sono esperienze nuove che sono contenta di provare. Per quello che riguarda il cinema da noi è a punto zero e non ci sono opportunità, mentre il cinema italiano ha una tradizione ed una storia forse più grande d'Europa. In Italia però si fanno molte commedie in dialetto regionale che per me, essendo straniera, sono difficili da interpretare.
Come è nata l'idea di fare l'attrice e come hai cominciato?
Ho iniziato molto tempo fa, a 12 anni, quando mia sorella andò ad accompagnare la sua amica ad un casting per un film televisivo in Slovacchia. Ero la più piccola della famiglia e volevo sempre fare quello che facevano le mie sorelle. Avevamo letto sul giornale che c'era un casting per la televisione e per curiosità siamo andati a vedere. Il regista mi vide, mi fece un provino e mi scelse, anche se il personaggio da interpretare doveva avere 14 anni. Dal quel momento i miei genitori mi hanno appoggiato molto, ed erano loro i primi ad incoraggiarmi ogni volta che compariva un annuncio sui giornali in cui cercavano una giovane attrice per un film. Avevo 14 anni quando ho fatto il primo film per il cinema, che è stato presentato anche al Festival Giffoni come film cecoslavacco, e si intitolava "I pendolari". Così per la prima volta mi hanno invitato in Italia. Ora sono ritornata ma non avrei mai pensato, in quel periodo della mia vita, che sarei venuta ancora in Italia e che sarebbe stata la mia seconda casa.
Come è cambiata la tua vita dopo che hai deciso di intraprendere questa carriera?
All'età di 18 anni sono andata all'Accademia d'Arte Drammatica dove, dopo 4 anni, ho ricevuto il diploma. Ho fatto molti spettacoli nel mio Paese ed ho trascorso, come dicevo prima, un anno a New York dopo aver vinto la borsa di studio. Ho frequentato però solo per un semestre quella scuola perché non mi piaceva. Ho interrotto gli studi ma sono rimasta ugualmente a New York dove ho lavorato come cameriera in un ristorante americano, provando a fare anche un mestiere abbastanza duro. Ed è successa una cosa molto buffa: nel momento in cui lavoravo come cameriera, e non ero quindi altro che una cameriera, è arrivato l'invito per andare a Cannes in occasione della presentazione del film di Marco Bellocchio "Il Principe di Homburg". Ho lasciato allora il grembiule al ristorante, sono partita viaggiando in prima classe e sono arrivata a Cannes vestita come una star. Durante questi 5 giorni è stato, per me, come vivere in un film. Ero molto confusa anche se è stata una sensazione molto piacevole.
Quanto incide sulle tue scelte il personaggio che ti viene proposto?
Quando leggo le sceneggiature, la cosa più importante è la storia. Il personaggio non deve essere sempre il protagonista assoluto ma può essere anche un piccolo personaggio, l'importante è che sia ben scritto e non sia vago, che ci sia insomma
qualcosa da recitare per me come attrice.
E come ti avvicini solitamente al personaggio che devi interpretare?
Ne discuto con il regista ma fino adesso quasi tutti i personaggi che ho interpretato mi erano abbastanza vicini. Sono sempre giovani donne abbastanza forti, piene di sentimenti. Non ho ancora interpretato un personaggio cattivo, in quel caso dovrei lavorarci in maniera diversa.
Il personaggio di Elena nel film "Mirka" ti assomiglia un po'?
Sì, c'è un po' di me. Quando si interpreta un personaggio si mette sempre anche qualcosa di sè stessi e poi le varie sfumature di quel personaggio si creano insieme agli altri attori, nascono sul set. Il cinema mi piace proprio per questo perché non si fanno molte prove come in teatro, ma si fa sul momento. Non mi piace teorizzare troppo sui personaggi, mi piace un lavoro di movimenti piuttosto che di teoria.
Ti sei mai innamorata sul set cinematografico?
Certo. Noi attori lavoriamo con il nostro corpo, con la nostra anima ed i nostri sentimenti, quindi è abbastanza facile che succeda di innamorarsi. Non dico che questo accada sempre, tuttavia è molto facile.
Qual è il film che ti ha divertito di più interpretare ed al quale sei più legata?
E' sempre divertente lavorare per la realizzazione di un film ed io ho avuto la fortuna ultimamente di interpretare personaggi bellissimi come nel film "Mirka" e ne "La regina degli scacchi" (che uscirà nelle sale cinematografiche dopo l'estate) per la regia di Claudia Florio e la produzione di Arcipelago. E' un giallo psicologico e racconta la storia di una ragazza 18enne, un genio degli scacchi. Questa ragazza attraverso il gioco scopre il suo passato che è molto doloroso: è stata adottata, la vera madre ha ucciso il vero padre etc. Tutta la sua storia è legata al gioco degli scacchi. Al film, che è stato ambientato nelle Marche, hanno partecipato anche attori come Tony Bertorelli (ha interpretato anche "Il Principe di Homburg"), Valeria Dopici (ha interpretato anche "Passione d'Amore" di Ettore Scola) ed un giovane attore di nome Ettore Bassi.
Se ti proponessero di fare un film in cui ci sono scene di nudo accetteresti?
Dipende sempre dal tipo di storia, se la nudità è inserita bene e fa parte di una bella storia non dico di no. Dipende da chi è il regista, dipende da tante cose. Mentre non accetterei di fare del nudo in una film con una storia banale.
Qual è la differenza, secondo te, tra erotismo e pornografia?
La pornografia è il sesso visto in modo aperto, senza limiti, senza misteri, in modo crudo. L'erotismo penso sia una cosa più spiritosa, più raffinata ed interessante, che si deve scoprire.
C'è qualcosa che ti affascina di Internet?
Internet significa moltissimo perchè ci sono servizi molto utili come gli orari dei treni, la posta elettronica etc.
però dovrei trovare qualcuno che mi insegni ad usarlo. In questo forse sono poco determinata perchè ho paura di stare ore e ore nel trovare tutte le informazioni. E' sicuramente molto utile come svago ma per lo studio preferisco i libri. Quando, ad esempio, vado in un albergo dove è tutto computerizzato e tecnologicamente avanzato non mi sento bene. Preferisco fare tutto manualmente.
Quale nuovo servizio, magari utile per il tuo lavoro, vorresti trovare su Internet?
Non saprei. Non ho mai riflettuto su questa cosa. Forse un servizio per organizzare viaggi per le vacanze o prenotare biglietti aerei e ferroviari. So che queste cose esistono già su Internet...dovrei però prima trovare il posto in casa dove mettere il computer. Non ho ancora un computer :-)
C'è qualcosa che ti fa paura nella vita?
Ho sempre paura di camminare la notte per le strade, è abbastanza banale. Un'altra paura è quella che mi possa fare male, ad esempio, quando vado in motorino. Non tanto per me, quanto per la mia famiglia. Quando ero più piccola pensavo alla morte e quando mi svegliavo durante la notte andavo sempre a dormire con i miei genitori. Ora non ci penso più, sono tranquilla.
Qual è, secondo te, il valore più importante nella vita?
La famiglia. Non credo sia importante il matrimonio in chiesa o in comune ma il rapporto. Avere dei figli, creare una famiglia anche senza necessariamente scriverlo su un foglio di carta.
Qual è il tuo uomo ideale?
Non ho un tipo ideale di uomo, i miei fidanzati erano diversi tra loro. Credo che la cosa più importante sia quando scatta la passione. La bellezza fisica è importante, ma sono importanti anche le qualità interiori. Un uomo deve avere il fuoco. In Italia, per esempio, un uomo su due fà commenti in strada ma poi si ferma a questo. L'uomo italiano è pieno di parole ma rimane sempre attaccato alla madre, non vuole prendersi le proprie responsabilità, non sa decidere. In Slovacchia un uomo è molto più misterioso, non cerca di conoscere una ragazza in maniera aperta, fà tutto in modo più raffinato ed è più selettivo.
In quale epoca ti sarebbe piaciuto nascere?
Tutto il passato mi attira perché non c'era uno sviluppo tecnologico, non c'era la televisione. A volte penso di voler vivere in campagna dove non arrivano informazioni perché sono un po' spaventata per tutta l'informazione che ci arriva. Quando vado a vedere uno spettacolo non riesco nemmeno a dire se è bello e no. Non sappiamo più cos'è la bellezza perchè ci sono così tante cose intorno a noi che non riusciamo più a distinguerle.
Se ti dovessi descrivere con 3 aggettivi quali sceglieresti?
Preferisco che mi giudichino gli altri. Penso però di essere abbastanza determinata, razionale e sensibile.
Grazia Visconti