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Budapest - Il Parlamento

Idee per ritemprarsi nella capitale d'Ungheria: tra bellezze architettoniche, benessere, cultura e buona cucina. La primavera è alle porte e con essa la voglia di uscire dal letargo, vincere la pigrizia tipica dell'inverno e concedersi un lungo week-end all'insegna della cultura e del divertimento, in attesa delle vacanze estive.

E' il momento giusto per pianificare un soggiorno in una capitale europea. Tra le possibili destinazioni, Budapest è quella che sicuramente offre maggiori opportunità per godersi il sapore di una vacanza vera e che meglio può soddisfare i gusti di qualsiasi tipo di turista, dal single, alla coppia, alla famiglia.

Considerata da sempre una tra le più affascinanti capitali europee, la "Parigi dell'Est" o la "Perla del Danubio", come la soprannominano in molti, ha subito, negli ultimi tempi, una profonda metamorfosi, che l'ha resa ancora più attrattiva agli occhi del turista. Oggi si presenta, infatti, come un centro ricco di fermento creativo, frizzante, intellettualmente attivo, in continua evoluzione, una meta, quindi, che ha un volto e un carattere molto diversi rispetto a quelli di "tipica città dell'Est" che la caratterizzava prima del crollo del comunismo.

Suddivisa in due parti dal Danubio, Buda e Pest, la capitale magiara, considerata patrimonio dell'Unesco, sembra possedere una doppia anima. Buda, situata sulla sponda occidentale, è la zona più residenziale ed elegante, custodisce il suggestivo centro storico, con il Castello, il Palazzo Reale, il vicolo dei lavandai e la cittadella, superbe testimonianze di un austero passato. Pest, sulla sponda orientale, è la zona più turistica e moderna, sede degli alberghi, degli affari e dei palazzi amministrativi, come il maestoso Parlamento, un autentico gioiello architettonico. Il suo stile, molto glamour e raffinato, lo si respira passeggiando nella zona pedonale di Via Váci e Piazza Vörösmarty, nei suoi esclusivi caffè, nei negozi all'ultima moda, nei raffinati locali e ristoranti e negli innumerevoli teatri e musei.

L'ideale per visitare la città è alternare piacevoli camminate nel centro storico all'utilizzo dei mezzi pubblici, tra cui la storica metropolitana di origine ottocentesca, agevolato dall'acquisto della Budapest Card, un pass che consente l'uso illimitato di metro e bus per 24, 48 o 72 ore e include anche l'accesso ridotto ai musei, due sightseeing guidati gratuiti, oltre a una serie di altri sconti e agevolazioni (http://www.budapestinfo.hu).

E' possibile, inoltre, abbinare la visita dei monumenti a momenti di relax, da trascorrere, per esempio, nelle acque minerali di uno dei bagni storici di quella che era conosciuta come la "città delle terme imperiali". Un vero e proprio must, considerato che la capitale magiara è l'unica in Europa a possedere anche sorgenti termali.

Tra i 33 stabilimenti tra cui si può scegliere, i bagni più amati sono quelli di Rudas, Széchenyi e Gellért, tre centri che evocano sensazioni e suggestioni molto diverse tra loro e che, pertanto, valgono almeno una visita (http://www.budapestgyogyfurdoi.hu)

Budapest by night

I bagni Rudas, costruiti nel XVI secolo, i più antichi e turchi di Budapest, sono forse tra i più suggestivi e popolati della città. La cupola semisferica da cui filtra la luce sfumata del sole, posta sopra la piscina termale centrale, a forma ottogonale, crea un'atmosfera magica, che riporta l'ospite indietro nel passato, agli hammam del periodo della dominazione turca.

L'imponente e monumentale complesso architettonico delle terme di Széchenyi è, invece, relativamente recente e ospita innumerevoli piscine termali. I continui ampliamenti lo hanno reso uno dei bagni più grandi d'Europa. E' possibile immergersi nelle vasche all'aperto, alimentate con acqua a 38 gradi, in qualsiasi stagione, anche d'inverno, con la neve. Esperienza particolarmente emozionante.

Gli ultimi, i bagni Gellért, annessi all'Hotel Gellért, un albergo a cinque stelle, sono considerati per eleganza e stile l'oasi di relax più esclusiva della capitale. Gli interni, in stile Art Nouveau, offrono la possibilità di rilassarsi in un contesto molto "chic e raffinato".

Dopo una giornata di intenso cammino un'altra sosta d'obbligo per rigenerarsi, soprattutto gradita dai buongustai, è nella famosa pasticceria Kis Gerbeaud (http://www.gerbeaud.hu), in Piazza Vörösmarty, fondata nel 1858 da Henrik Kugler e ampliata e resa celebre da Emil Gerbeaud.

Tra i vari eleganti caffè, retaggio della tradizione austro-ungarica, questo è il luogo d'incontro più conosciuto e prediletto dagli ungheresi, un vero e proprio simbolo della città. Qui, in un ambiente elegante e raffinato, tra candelabri, marmo, broccati e pareti elegantemente tappezzate, che rendono ogni sala unica, si possono gustare squisiti dolci preparati secondo le ricette originali, specialità che hanno fatto epoca e sono entrate a far parte della tradizione. L'offerta classica è stata ampliata da qualche anno con l'introduzione di una strepitosa nuova linea, più elaborata e innovativa. Un'autentica delizia per il palato, che i fanatici del mangiar bene devono assolutamente assaggiare .

Originalità e innovazione hanno in genere dato, soprattutto negli ultimi anni, un forte impulso al processo di rinnovamento dell'enogastronomia ungherese, che ha contribuito alla nascita di una golosa arte culinaria, basata su rielaborazioni e rivisitazioni creative di ricette sia della tradizione che internazionali. Questa evoluzione sta facendo riacquistare all'enogastronomia d'Ungheria la fama del passato, quando era sede di stimati cuochi e pasticceri come Gungel e Bobos e produttrice di eccellenti vini, come il Tocai.

Cenare in uno dei ristoranti alla moda sta diventando, quindi, un'esperienza culinaria di tutto rispetto. Anche in questo caso c'è l'imbarazzo della scelta e l'offerta in città è in grado di accontentare tutte le tasche.

Budapest

Una delle migliori opzioni, soprattutto per gli amanti della buona cucina sempre alla ricerca del miglior rapporto qualità prezzo, è il ristorante Bagolyvar (http://www.bagolyvar.com). In questa graziosa trattoria a gestione familiare, ricavata all'interno del vecchio castello di Owl, lavorano solo donne ed è possibile gustare, in un ambiente caldo e accogliente, squisiti piatti della tradizione, fatti rigorosamente a mano, come la tradizionale zuppa di Gulyás, l'anatra arrosto con cavoli rossi e patate da abbinare ad una bottiglia di ottimo vino locale, tipo il Merlot Egert 2005. Tra i dessert da provare il famoso Gundel palacsinta (frittella flambè con cioccolato e noci), dolce tipico ungherese ideato dal celebre pasticcere Gundel, che ha dato il nome ad uno dei più lussuosi ristoranti budapestini, i cui proprietari sono gli stessi del Bagolyvar. Punto forte del locale: cortesia, porzioni abbondanti e un assaggio di cucina classica ungherese di alto livello.

Un altro indirizzo da inserire in agenda, particolarmente adatto per festeggiare un'occasione speciale, è l'Onyx (http://www.onyxrestaurant.hu), più orientato a una cucina sofisticata e d'autore, piuttosto che classica. Il ristorante, dagli interni eleganti e raffinati, fa parte del gruppo Gerbeaud ed è situato nel cuore di Pest. Anche se è stato inaugurato da circa tre anni, è già annoverato tra i primi cinque migliori ristoranti ungheresi. Il menù "Hungarian Evolution", rielaborazione fusion di pietanze tradizionali e internazionali, apre le porte ad una vera e propria selezione di gourmet di eccellente livello, degno di una cucina che non ha niente da invidiare a quella francese o italiana. La presentazione è molto curata. I prezzi sono medio-alti, ma l'esperienza vale la spesa.

In tema di opportunità di divertimento notturno, le possibili alternative offerte dalla città magiara sono in grado di soddisfare tutti i gusti: concerti nelle chiese, spettacoli a teatro o all'opera, una delle più belle d'Europa; stravaganti esibizioni realizzate con laser colorati o tranquilli dopo cena nei pub, nelle enoteche o nei fascinosi locali del centro con o senza life music, etc.Tutte le iniziative in corso si possono trovare nel calendario degli eventi mensili sul sito dell'Ufficio del Turismo (http://www.culturalbudapest.com/en)

Dulcis in fundo, per rendere la permanenza nella capitale veramente memorabile non può mancare, però, una crociera notturna sul Danubio (http://www.budapestinfo.hu). Il sottofondo musicale dei violini o delle danze folkloristiche, la cena tradizionale a lume di candela, la spettacolare bellezza dei monumenti illuminati dalle luci della notte, che sfilano davanti come in vetrina, sono elementi che sicuramente contribuiscono ad aggiungere al vostro soggiorno anche un tocco di romanticismo.

Questo è fascino di Budapest, sospesa tra avanguardia e tradizione, emozionante, piena di vitalità e di sorprese, che coinvolgolgono tutti i sensi. Una città che ha mille volti, in costante evoluzione, tutta da scoprire e da vivere.

Informazioni utili

Ufficio Turistico Ungherese in Italia - Milano Tel. 02.48195434 - www.turismoungherese.it - www.budapestinfo.hu

Bagolyvar Restaurant - Owl's Castle Restaurant 1146 Budapest, Állatkerti út 2. Budapest.
Tel: (+36-1) 468-3110 Fax: (+36-1) 363-1917. e-mail:bagolyvar@gundel.hu - web:www.bagolyvar.com (MM). MM Hosok Tere

Pasticceria Gerbeaud - Vorosmarty Square 7-8. 1051 Budapest
Tel. +36-1/429 9000 - e-mail: gerbeaud@gerbeaud.hu - web: www.gerbeaud.hu. MM fermata: Vorosmarty

Onyx Restaurant - Vorosmarty Square 7-8. 1051 Budapest
Tel.: +36 1/429-9023, +36 1/429-9000 - Mobile: +36 30/508-0622 email: onyx@onyxrestaurant.hu - web:www.onyxrestaurant.hu. Aperto da lunedì a sabato: 12-15, 18-23 - MM fermata: Vorosmarty

La pausa estiva giunge ormai al termine: è tempo di tirare le somme. Quante volte, al ritorno dalle vacanze, avete maledetto un qualche aspetto del viaggio appena fatto, pensando "mai più!", riferendovi al soggiorno in un particolare hotel, alla coda in aeroporto, o alla cena al ristorante?

Per esorcizzare, con una salutare risata, lo stress causato da piccoli e grandi inconvenienti che hanno rovinato le ferie, è appena nato un sito che consegna virtualmente i premi per i peggiori incidenti di viaggio, i cosiddetti Titanic Awards, sottotitolo: celebrando i dubbi risultati di un viaggio.

I modi per accaparrarsene uno, secondo le regole del sito, sono tre: la scelta dei lettori, che votano le loro storie preferite; una selezione speciale dell'editore; o un report di qualche organo ufficiale.
Le categorie sono le più varie: l'alloggio, il viaggio in senso stretto (aereo, via terra o via mare), il cibo, i souvenirs, i risultati dei sondaggi (proposti dal sito stesso), toilettes e turismo.

C'è anche una sezione in cui viaggiatori famosi hanno rilasciato le loro personali nominations. Alcuni esempi?
Grant Tatcher, editore delle guide LUXE, sostiene che gli italiani sono i peggiori tassisti del mondo.
Chantal Martineau, giornalista freelance, ed ora conduttrice su Travel Channel dello show Confessions of a Travel Writer, ha consumato il peggior pranzo a Piazza Navona, a Roma.
Alex Robertson Textor, scrittore di viaggi che collabora, tra gli altri, con il New York Times, il New York Post e Condé Nast Traveler, dà il premio al peggior allarmismo inutile ad una guida turistica che descriveva i pericoli (poi smentiti) di Rio de Janeiro.
Ian MacKenzie, fondatore ed editore del magazine Brave New Traveler, racconta che il viaggio su fiume Mekong, dalla Thailandia al Laos, è stata la peggior traversata su barca mai fatta, conclusa inoltre dal peggior ostello in cui sia mai stato, sempre in Laos. Di male in peggio.

I sondaggi per i quali si è invitati a votare propongono delle tematiche che hanno dell'incredibile, come il peggiore cliché in fatto di tatuaggi fatti in viaggio, o la peggior attrattiva dei parchi a tema Disney, o il gadget meno utile da portarsi dietro.

Mentre curioso, incredula, nelle varie sezioni del sito, tra racconti di settanta ore di volo, con quattro cambi di aerei, e la febbre a quaranta, per tornare a casa in Giappone dopo essersi preso il tifo in Bolivia (Nori Kunori), e video di interminabili attese, in coda, per usare il bagno sulla cima del monte Fuji, penso che, in fondo, bere del caffè annacquato in ostello a Berlino non è la fine del mondo.

Tutto questo, e molto altro ancora, su www.titanicawards.com

Mangiare a Bologna

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Mangiare a Bologna

Una piccola guida sui ristoranti assolutamente da provare, per pranzare o cenare a Bologna. I criteri di cui ho tenuto conto per sceglierli e consigliarli sono essenzialmente tre: il miglior rapporto qualità/prezzo, l'ambiente e la zona (che non sia troppo distante dal centro). Sono stati tutti testati nel corso degli ultimi anni, quindi potete fidarvi!

  • Cucina tipica (per sentirsi veramente a casa)
    Le trattorie sono una vera e propria istituzione della città che tra le sue caratteristiche tipiche (oltre ad essere la "rossa", la "dotta", la "turrita", e io aggiungerei anche la "porticata") ha quella di essere da sempre descritta come la "grassa". Dunque, se il desiderio è quello di una cucina godereccia e del buon vino, non potete che prenotare subito alla trattoria Da Vito (via Musolesi 9). Famosa da queste parti per essere frequentata da Francesco Guccini, il più famoso tra gli artisti che qui si raccoglievano attorno al proprietario (Vito, appunto). Scomparso qualche tempo fa e anch'egli considerato ormai una star, è indubbiamente la trattoria bolognese per antonomasia. L'atmosfera è ancora quella casalinga di una volta, il cibo è abbondante e il Lambrusco scorre a fiumi.

    L'Osteria dell'Orsa (via Mentana 1/F) è un altro dei locali storici di Bologna ed è particolarmente amato dai giovani per l'atmosfera rilassata e gioviale e i prezzi alla portata di tutti. Nota per le sue lunghe tavolate di legno in cui puoi capitare seduto accanto a chiunque, e il famoso "Piatto dell'amicizia" (provare per scoprire), è uno dei posti a cui gli universitari qui sono più affezionati.

    Il Pane Vino e San Daniele (in via Altabella e da poco anche in via Irnerio) è un locale il cui nome dice già tutto. Piatti sfiziosi a base di prosciutto, annaffiati da buon vino, sono la caratteristica di questo posticino tranquillo e non troppo caro. Attenzione, perché le porzioni non sono molto abbondanti come nelle altre trattorie, ma resta comunque un'ottima alternativa per una cena informale e gustosa.

  • Classico e Moderno
    Se l'idea è quella di passare una serata in un ristorante elegante ma non pretenzioso, mi viene subito in mente l'Osteria de' Poeti (via dei Poeti 1/B). Altro locale storico che vanta una tradizione dal 1600. Lo trovate all'interno di un antico palazzo quattrocentesco ed è allo stesso tempo un ristorante, un'enoteca ed un winebar. Si può apprezzare la cucina bolognese "tradizionale e creativa", accompagnata da dell'ottimo vino della loro rifornitissima cantina.

    Mangiare a Bologna Da qui sono passati, nel corso dei secoli, artisti come Giosuè Carducci, Lorenzo Stecchetti e Giovanni Pascoli (ed è proprio per questo che quella che si chiamava inizialmente "Osteria dietro al Reno" prese il soprannome, che oggi è rimasto, di Osteria de' Poeti).

    Di tutto un altro stile è invece il Da Dieci a Venti (sull'elenco telefonico lo trovate sotto "E' cucina"), in piazza Aldrovrandi 33/C, aperto da pochissimo da Cesare Marretti, cuoco ormai famoso per le sue comparsate televisive. Raffinato e di design, con diversi ambienti molto moderni ed accoglienti, il locale è in una delle piazze più belle del centro storico. Qui, con dieci euro, è possibile fare un pasto completo, dal primo al dolce, caffè e vino compresi, attraverso percorsi gustativi diversi. La qualità dei prodotti è veramente altissima.

  • Ethnic, Vegan, Veggie
    Per gli amanti di sushi, sashimi e tempura, forse il miglior giapponese della città è il Miyabi, in Via Andrea Costa, vicino allo stadio. L'ambiente è delizioso: ogni tavolata ha la sua intimità, poiché le salette sono divise, le une dalle altre, da dei paraventi in stile. Il pesce è freschissimo e il servizio discreto ed efficiente.

    Per chi è appassionato di cucina indiana, vorrei segnalare India, in via Nazario Sauro 14/A, locale suggestivo ed in stile: un vero e proprio angolo d'oriente in pieno centro. Il ristorante ospita anche conferenze ed eventi di vario genere (come corsi di joga o l'offerta di tatuaggi all'hennè gratuiti per i clienti). I prezzi sono accessibili. Assolutamente da provare!

    Chi invece è per una cucina delicata ma originale, è aperto da poco Zenzero, in via F.lli Rosselli 16. Cucina vegana e tradizionale per cui sono utilizzati prodotti biologici al 100%. L'ambiente è luminoso ed arredato con gusto e nonostante sia un po' distante dal centro è sempre frequentatissimo. Ottimi i primi ed i dolci.

    Altro vegetariano è Clorofilla, in Strada Maggiore 64/C, piccolo ristorantino sempre affollato in una delle vie del centro. Qui ci si muove tra bistecche di tofu, cous cous piccante alle verdure, yogurt allo sciroppo d'acero e diversi tipi di centrifugati. E' possibile anche acquistare una serie di prodotti bio e vegan da portar via.

  • Per togliersi uno sfizio
    Se non avete abbastanza tempo per sedervi a tavola ed il pranzo, per forza di cose, dev'essere da passeggio, proporrei due valide alternative alla pizza al taglio e al kebab: una pita da asporto al greco in Largo Respighi (To Steki), oppure un'insalata di farro, di frutta o una puccia alle verdure a portar via a La Terra del Sole, piccolo esercizio in piena zona universitaria (via Petroni 3/B) gestito da salentini.

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