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Terme sensoriali

Le terme in Italia sono una tradizione antica che risale ai tempi dei romani. Un tempo i bagni termali erano presenti in ogni centro urbano e facevano parte della quotidianità. Erano luoghi dove socializzare, rilassarsi e soprattutto prendersi cura del proprio corpo.
Ai giorni nostri l'antico concetto di mens sana in corpore sano sembra tornato di moda, complice probabilmente anche l'influenza delle discipline orientali, adesso tanto in voga.
Questo ritrovato desiderio ha contribuito allo sviluppo di un nuovo tipo di turismo, quello del benessere, che sta inducendo molte strutture termali già esistenti ad allargare la propria offerta, sviluppando una gamma di servizi non più solo mirati a curare un malessere specifico, ma più orientati a rilassare e a far star bene.

E' il caso, per esempio, di Chianciano Terme, amena località termale situata in Toscana a pochi passi dal confine con l'Umbria e il Lazio, già dai tempi antichi rinomata per il potere delle sue acque minerali per la cura del fegato e dell'apparato gastroenterico.
La cittadina, collocata nel cuore della Val d'Orcia, già da svariati anni offre la possibilità di unire la cura della salute alla visita del territorio circostante, ricco di siti d'interesse storico, artistico, culturale (basti pensare a Perugia, Montepulciano, Pienza o Siena, solo per citarne alcuni) e in grado d'offrire un'ampia varietà enogastronomica.
Qui, nel 2006, sono state inaugurate le Terme Sensoriali, un esclusivo centro benessere che coniuga le moderne tecnologie per la remise en forme ed il rilassamento psico-fisico con l'estetica classica e le tecniche derivate dalla saggezza orientale.

L'elegante stabilimento, che sorge all'interno del parco termale dell'Acqua Santa, permette all'ospite di vivere un'esperienza multisensoriale completa e unica nel suo genere: al momento è il solo in Italia a basarsi interamente su un approccio olistico e sui criteri della naturopatia. Per garantire l'armonia e la bellezza anche nell'estetica, la progettazione del centro è stata affidata all'architetto Paolo Bodega, già noto per le sue ricerche delle strutture naturali e per essere stato membro del design team di Renzo Piano Building Workshop di Genova. Allestimento, design, oggetti e colori presenti in ogni stanza, quindi, non sono mai casuali, ma frutto di uno studio molto accurato sul design, mosso dall'intento di combinare soluzioni architettoniche modernissime con le esigenze dei chakra, i centri energetici dell'individuo secondo la disciplina indiana.

Punto forte del centro termale, oltre alla piacevole atmosfera, è l'attenzione rivolta a tutti i cinque sensi: vista, tatto, gusto, olfatto e udito, realizzata integrando i normali trattamenti termali con profumi e suoni, sapientemente selezionati.
Il complesso si estende per 1300 metri quadri ed è suddiviso in tre piani: il primo, dove ci sono le piscine idromassaggio e le saune, il secondo dedicato alla terra con l'area per i fanghi e il terzo riservato ai trattamenti estetici.
Sono proposti quattro percorsi differenti (energizzante, drenante, rilassante, depurante) ideati per riequilibrare l'energia, basandosi sull'armonizzazione dei cinque elementi: Acqua, Fuoco, Terra, Aria, Etere, che costituiscono l'uomo e compongono tutto il cosmo.

L'ospite ha a disposizione tre ore e mezzo di tempo, durante il quale può scegliere se seguire un itinerario specifico o sperimentare in modo casuale i venti trattamenti a disposizione. Il punto di partenza di ogni variante proposta è la camminata nel fiume, presa in prestito dalla natura, che alterna gettiti d'acqua fredda a calda. A seguire sono previste immersioni in vasche con idromassaggio, di cui due sono all'aperto (tra cui quella di acqua salina), e soste nel bagno turco o nelle saune (una tradizionale e una etrusca, aromatizzata coi profumi toscani). A queste si alternano docce fredde dal grande impatto, come quella dell'ice crash, che consiste in un mix tra nebbia fredda e doccia ghiacciata. Nel melmarium, nome non a caso di origine latina, è possibile manipolare diversi tipi di fango termale. Per accrescere lo stato di rilassamento sono utilizzate vasche, docce e stanze cosiddette "emozionali", dotate di musica subacquea e basate sui principi di cromoterapia, aromaterapia, musicoterapia. E' possibile, inoltre, sperimentare la stanza del silenzio interiore o ricaricarsi nella piramide energetica, costruita rispettando le proporzioni di quella di Cheope.
E' a disposizione degli ospiti un'ampia area relax interna e un giardino dagli intensi profumi dove prendere il sole e godersi l'incanto del verde della campagna toscana, dove sorseggiare tisane depurative e rilassanti.

Negli eleganti camerini del Centro Benessere delle Terme sensoriali, esperti operatori eseguono trattamenti estetici e massaggi con prodotti termali e tecniche orientali tra le più disparate, dallo stone massage a quello ayurvedico, dalla riflessologia plantare ai trattamenti di Shiatzu, solo per citarne alcuni.
Per rendere il servizio ancora più esclusivo, le Terme di Chianciano spesso organizzano al loro interno degli eventi, quali ad esempio "la notte dei sensi", durante la quale è possibile vivere un'esperienza sensoriale notturna dalle 21,30 fino alle 2 di notte, con Light dinner di mezzanotte.
Le terme Sensoriali introducono a un breve viaggio attraverso i sensi, dove corpo e mente sono protagonisti e dove è possibile muoversi, rilassarsi, concentrarsi o liberare la propria mente per armonizzare e rivitalizzare tutte le percezioni. Un'esperienza, quindi, che può essere consigliata non solo agli amanti del benessere, ma anche a tutti coloro che desiderano staccare la spina ed evadere dallo stress, concedendosi sani momenti di svago, divertimento e relax, in un posto incantevole e davvero pieno d'atmosfera.

Per informazioni:
Terme Sensoriali - Parco Acqua Santa, Piazza Martiri Perugini 53042 Chianciano Terme - Siena - www.termesensoriali.it
Call center: 848800243 info@termechianciano.it
Per prenotazioni: prenotazione@termechianciano.it tel. 0578.68480 (sabato e domenica ingresso su prenotazione)

Terme e vino rendono omaggio alla Valtellina

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Bagni Nuovi di Bormio

Terme e vino:un abbinamento che può sembrare insolito, due mondi completamente diversi e spesso in contrasto tra loro. Da una parte quello degli appassionati della remise en form, che si nutrono seguendo un'alimentazione sana ed equilibrata, si prendono cura del proprio corpo e bevono tisane; dall'altra quello dei buongustai, che prediligono i piaceri della gola, quali fedeli discepoli di Bacco, dio romano del vino e dei vizi.

Eppure questo binomio non suscita stupore se si parla di Valtellina, terra di cui proprio terme ed enogastronomia rappresentano due aspetti che hanno contribuito, seppur in modo diverso, a rendere famosa questa bellissima zona della Lombardia.

Questa consapevolezza ha indotto il Consorzio per la tutela dei vini della Valtellina, cartello fondato nel 1976 che raggruppa le case e le aziende vinicole della Provincia di Sondrio e l'unico in Italia che possa fregiarsi di due D.O.C.G, a scegliere la straordinaria cornice offerta dai Bagni Nuovi di Bormio per promuovere i suoi prodotti con l'evento "Dalla vigna al bicchiere". Una manifestazione unica nel suo genere, dove territorio, tradizione, gusto e benessere si sono fusi insieme per dare agli ospiti un assaggio di ciò che la Valtellina può offrire ai suoi visitatori.

Obiettivo dell'evento, voluto dal neo eletto direttivo del Consorzio e organizzato in collaborazione con i Bagni Nuovi di Bormio, è stato quello di diffondere la conoscenza e rilanciare l'enologia valtellinese, puntando sul territorio, sulla sua unicità, sulla ricerca agronomica e sulla sperimentazione. La giornata è stata suddivisa in tre parti: un convegno con degustazione, assaggi liberi di alcuni produttori alle terme e dulcis in fundo la cena conclusiva.

Nel corso forum degustazione, che ha aperto i lavori, il direttore del consorzio ha esposto il programma da realizzare nei prossimi anni, da attuarsi partendo proprio dalla vigna, per arrivare, solo in un secondo momento, al bicchiere.
Un approccio innovativo, che costituisce un'assoluta novità per i produttori, finalizzato a dimostrare come l'unicità e il vero fattore distintivo del prodotto scaturiscano in primis dalle diverse peculiarità del territorio, oltre che dalle tecniche di vinificazione ed invecchiamento utilizzate.

A Bormio si è, così, riflettuto sul vino, partendo dalla terra, dall'uva, dal clima e dal lavoro agronomico dell'uomo, grazie alle testimonianze di esperti di enologia, agronomia e docenti universitari.

La degustazione alla cieca di 9 vini, ordinati in modo casuale e senza fornire alcuna spiegazione sul tipo di uva, sul produttore, sul trattamento o sull'età, oltre a ribadire la grande qualità dei vini a Denominazione di Origine Valtellina, ha permesso di far toccare con mano le tematiche affrontate durante il forum, mettendo in risalto quanto fattori quali il clima, l'altitudine, la piovosità, l'esposizione al sole, il tipo di vegetazione, piuttosto che le tecniche di allevamento possano contribuire alla differenziazione del contenuto delle varie bottiglie.

Dopo il convegno si è dato spazio ad un innovativo proseguimento che ha visto le aziende vinicole presentare i propri prodotti in una location originale ed esclusiva: il Centro Termale Spa&benessere Bagni Nuovi.
I banchi d'assaggio sono stati allestiti all'interno della struttura termale tra saune, piscine idromassaggio, fanghi e vasche d'acqua calda all'esterno sotto le stelle. Qui gli ospiti hanno potuto vivere un'esperienza veramente unica. Un breve viaggio attraverso i sensi, incluso il gusto e l'olfatto, che ha contribuito a rivitalizzare e amplificare tutte le percezioni e ha permesso di sperimentare direttamente le possibili sinergie tra vino e relax.

Ha concluso la serata la cena stellata nel suggestivo Salone dei Balli, ideata dagli chef Andrea Tonola, Stefano Masanti e Gabriele Santelli, coordinati da Claudio Prandi, dove cibo e vino hanno fatto da protagonisti.

Elemento vincente dell'evento può sicuramente essere considerato l'abbinamento tra terme millenarie e vino, che, anche alla luce del grande successo, si pensa di riproporre anche in futuro, come importante momento di promozione.

Per informazioni:
Consorzio Tutela Vini Valtellina
Via Piazzi, 23
23100 Sondrio
Tel. +39 0342 200871 | Fax +39 0342 358706 | info@consorziovinivaltellina.com | www.consorziovinivaltellina.com

Terme nuove di Bormio - Bagni di Bormio Spa Resort
Via Bagni Nuovi, 7
23038 Valdidentro (SO) - per informazioni: tel +39 0342.910131

Cooking Therapy

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Qualche giorno fa mi stavo cimentando nell'ennesimo esperimento culinario, che, come la maggior parte dei miei tentativi, è finito in qualcosa di informe e brutto a vedersi, ma di gusto non pessimo, ed improvvisamente mi sono resa conto di quale potere antidepressivo avesse la cucina.

Avevo passato delle ore a cucinare: la mia mente si era svuotata di ogni pensiero negativo, e mi sentivo più leggera.
Quando ci si mette ai fornelli, l'importante non è mai il risultato, ma il processo. Non è necessario essere dei cuochi provetti (anche se sono convinta che, se ci si allena, si migliora a vista d'occhio). Ogni passaggio diventa fondamentale, anche se poi il risultato fosse da buttare.

Iniziare bene, con una scelta accurata degli ingredienti, è il primo step. Che ci si aggiri in mezzo alle bancarelle di un mercatino, tra gli scaffali del supermercato, che ci si fermi in un negozio etnico o in una piccola gastronomia, bisogna prendersi un po' di tempo e non mettersi fretta.

L'istinto guida la mano di chi è alla ricerca della materia prima, che in un secondo momento assemblerà e acquisterà un senso, e un sapore. E' a casa che poi arriva il vero momento terapeutico in cui ci si estrania dal resto del mondo.
In mezzo a padelle, cucchiai di legno, sbattitori e fruste, si torna bambini: perché in cucina ci si sporca e si pasticcia, il disordine fa parte del gioco, ed è proprio dal caos degli ingredienti primari che la potenza creatrice, e creativa, del cuoco plasma la materia. Che questa poi si trasformi in una pasta con un po' di sugo, o un'anatra all'arancia, non fa differenza: la soddisfazione è la stessa.

L'ambiente in cui si cucina si riscalda, si riempie di profumi e suoni degni della miglior aroma e musicoterapia. Le sensazioni tattili che si provano venendo a contatto con diversi ingredienti sono le più svariate. Se poi si cucina con qualcuno, allora le risate sono garantite e con loro anche alti livelli di serotonina. Infine, cucinare per qualcuno diventa un vero e proprio atto d'amore.

Alberto Sordi Cucinare come terapia ad un piccolo malumore, per dimenticare una giornata andata storta, ma anche come soluzione alla crisi di coppia, come compendio alle sedute dallo psicanalista, come cura dello stress da troppo lavoro, e anche come attività rieducativa nei centri di riabilitazione e nelle cooperative sociali.

Diversi studi hanno dimostrato come sia un valido aiuto per chi soffre di depressione. E sfido chiunque a dire il contrario. Basta guardare solo qualche immagine di un piatto appetitoso (come su tastespotting) oppure fermarsi qualche giorno ad una mostra sul cinema e il cibo (a maggio, il Festival Internazionale Slow Food on Film, a Bologna), o semplicemente invitare gli amici a cena, e cucinare per loro (senza dimenticare le regole del galateo: maisazi.com), per sentirsi subito meglio.

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