<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?>
<rss version="2.0">
    <channel>
        <title>Grazia.net Blog</title>
        <link>http://www.grazia.net/blog/</link>
        <description>Crea il tuo spazio personale e pubblica subito i tuoi articoli...</description>
        <language>en</language>
        <copyright>Copyright 2010</copyright>
        <lastBuildDate>Thu, 11 Mar 2010 14:15:02 +0100</lastBuildDate>
        <generator>http://www.grazia.net/blog/</generator>
        <docs>http://www.rssboard.org/rss-specification</docs>
        
        <item>
            <title>Fuga di primavera a Budapest: la capitale dai mille volti</title>
            <description><![CDATA[<form class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="Budapest - Il Parlamento" src="http://www.grazia.net/blog/images/parlamento-budapest.jpg" width="350" height="262" class="mt-image-right" style="float: right; margin: 0 0 0px 10px;" /></form>

<p align=justify><strong>Idee per ritemprarsi nella capitale d'Ungheria: tra bellezze architettoniche, benessere, cultura e buona cucina.</strong> La primavera è alle porte e con essa la voglia di uscire dal letargo, vincere la pigrizia tipica dell'inverno e concedersi un lungo week-end all'insegna della cultura e del divertimento, in attesa delle vacanze estive. <br><br>

E' il momento giusto per pianificare un soggiorno in una capitale europea. Tra le possibili destinazioni, Budapest è quella che sicuramente offre maggiori opportunità per godersi il sapore di una vacanza vera e che meglio può soddisfare i gusti di qualsiasi tipo di turista, dal single, alla coppia, alla famiglia. <br><br>

Considerata da sempre una tra le più affascinanti capitali europee, la "Parigi dell'Est" o la "Perla del Danubio", come la soprannominano in molti, ha subito, negli ultimi tempi, una profonda metamorfosi, che l'ha resa ancora più attrattiva agli occhi del turista. Oggi si presenta, infatti, come un centro ricco di fermento creativo, frizzante, intellettualmente attivo, in continua evoluzione, una meta, quindi, che ha un volto e un carattere molto diversi rispetto a quelli di "tipica città dell'Est" che la caratterizzava prima del crollo del comunismo. <br><br>

Suddivisa in due parti dal Danubio, Buda e Pest, la capitale magiara, considerata patrimonio dell'Unesco, sembra possedere una doppia anima. Buda, situata sulla sponda occidentale, è la zona più residenziale ed elegante, custodisce il suggestivo centro storico, con il Castello, il Palazzo Reale, il vicolo dei lavandai e la cittadella, superbe testimonianze di un austero passato. Pest, sulla sponda orientale, è la zona più turistica e moderna, sede degli alberghi, degli affari e dei palazzi amministrativi, come il maestoso Parlamento, un autentico gioiello architettonico. Il suo stile, molto glamour e raffinato, lo si respira passeggiando nella zona pedonale di Via Váci e Piazza Vörösmarty, nei suoi esclusivi caffè, nei negozi all'ultima moda, nei raffinati locali e ristoranti e negli innumerevoli teatri e musei. <br><br> 

L'ideale per visitare la città è alternare piacevoli camminate nel centro storico all'utilizzo dei mezzi pubblici, tra cui la storica metropolitana di origine ottocentesca, agevolato dall'acquisto della <em><strong>Budapest Card</strong></em>, un pass che consente l'uso illimitato di metro e bus per 24, 48 o 72 ore e include anche l'accesso ridotto ai musei, due sightseeing guidati gratuiti, oltre a una serie di altri sconti e agevolazioni (<a href="http://www.budapestinfo.hu/it/carta_budapest/ordinare">http://www.budapestinfo.hu</a>).<br><br>

E' possibile, inoltre, abbinare la visita dei monumenti a momenti di relax, da trascorrere, per esempio, nelle acque minerali di uno dei bagni storici di quella che era conosciuta come la "città delle terme imperiali". Un vero e proprio must, considerato che la capitale magiara è l'unica in Europa a possedere anche sorgenti termali. <br><br>

Tra i 33 stabilimenti tra cui si può scegliere, i bagni più amati sono quelli di Rudas, Széchenyi e Gellért, tre centri che evocano sensazioni e suggestioni molto diverse tra loro e che, pertanto, valgono almeno una visita (<a href="http://www.budapestgyogyfurdoi.hu/en/node/531#">http://www.budapestgyogyfurdoi.hu</a>)<br><br>

<form class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="Budapest by night" src="http://www.grazia.net/blog/images/budapest-night.jpg" width="350" height="244" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 10px 5px 0;" /> </form>

<p align=justify>I <strong>bagni Rudas</strong>, costruiti nel XVI secolo, i più antichi e turchi di Budapest, sono forse tra i più suggestivi e popolati della città. La cupola semisferica da cui filtra la luce sfumata del sole, posta sopra la piscina termale centrale, a forma ottogonale, crea un'atmosfera magica, che riporta l'ospite indietro nel passato, agli hammam del periodo della dominazione turca. <br><br>

L'imponente e monumentale complesso architettonico delle <strong>terme di Széchenyi </strong>è, invece, relativamente recente e ospita innumerevoli piscine termali. I continui ampliamenti lo hanno reso uno dei bagni più grandi d'Europa. E' possibile immergersi nelle vasche all'aperto, alimentate con acqua a 38 gradi, in qualsiasi stagione, anche d'inverno, con la neve. Esperienza particolarmente emozionante. <br><br>

Gli ultimi, i <strong>bagni Gellért</strong>, annessi all'Hotel Gellért, un albergo a cinque stelle, sono considerati per eleganza e stile l'oasi di relax più esclusiva della capitale. Gli interni, in stile Art Nouveau, offrono la possibilità di rilassarsi in un contesto molto "chic e raffinato". <br><br>

Dopo una giornata di intenso cammino un'altra sosta d'obbligo per rigenerarsi, soprattutto gradita dai buongustai, è nella famosa pasticceria <strong>Kis Gerbeaud </strong>(<a href="http://www.gerbeaud.hu">http://www.gerbeaud.hu</a>), in Piazza Vörösmarty, fondata nel 1858 da Henrik Kugler e ampliata e resa celebre da  Emil Gerbeaud.<br><br>

Tra i vari eleganti caffè, retaggio della tradizione austro-ungarica, questo è il luogo d'incontro più conosciuto e prediletto dagli ungheresi, un vero e proprio simbolo della città. Qui, in un ambiente elegante e raffinato, tra candelabri, marmo, broccati e pareti elegantemente tappezzate, che rendono ogni sala unica, si possono gustare squisiti dolci preparati secondo le ricette originali, specialità che hanno fatto epoca e sono entrate a far parte della tradizione. L'offerta classica è stata ampliata da qualche anno con l'introduzione di una strepitosa nuova linea, più elaborata e innovativa. Un'autentica delizia per il palato, che i fanatici del mangiar bene devono assolutamente assaggiare . <br><br>

Originalità e innovazione hanno in genere dato, soprattutto negli ultimi anni, un forte impulso al processo di rinnovamento dell'enogastronomia ungherese, che ha contribuito alla nascita di una golosa arte culinaria, basata su rielaborazioni e rivisitazioni creative di ricette sia della tradizione che internazionali. Questa evoluzione sta facendo riacquistare all'enogastronomia d'Ungheria la fama del passato, quando era sede di stimati cuochi e pasticceri come Gungel e Bobos e produttrice di eccellenti vini, come il Tocai. <br><br>

Cenare in uno dei ristoranti alla moda sta diventando, quindi, un'esperienza culinaria di tutto rispetto. Anche in questo caso c'è l'imbarazzo della scelta e l'offerta in città è in grado di accontentare tutte le tasche. <br><br>

<form class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="Budapest" src="http://www.grazia.net/blog/images/budapest.jpg" width="350" height="262" class="mt-image-right" style="float: right; margin: 0 0 0px 10px;" /> </form>

<p align=justify>Una delle migliori opzioni, soprattutto per gli amanti della buona cucina sempre alla ricerca del miglior rapporto qualità prezzo, è il <strong>ristorante Bagolyvar  </strong>(<a href="http://www.bagolyvar.com">http://www.bagolyvar.com</a>). In questa graziosa trattoria a gestione familiare, ricavata all'interno del vecchio castello di Owl, lavorano solo donne ed è possibile gustare, in un ambiente caldo e accogliente, squisiti piatti della tradizione, fatti rigorosamente a mano, come la tradizionale <em>zuppa di Gulyás</em>, <em>l'anatra arrosto con cavoli rossi e patate</em> da abbinare ad una bottiglia di ottimo vino locale, tipo il <em>Merlot Egert 2005</em>. Tra i dessert da provare il famoso <em>Gundel palacsinta </em>(frittella flambè con cioccolato e noci), dolce tipico ungherese ideato dal celebre pasticcere Gundel, che ha dato il nome ad uno dei più lussuosi ristoranti budapestini, i cui proprietari sono gli stessi del Bagolyvar. Punto forte del locale: cortesia, porzioni abbondanti e un assaggio di cucina classica ungherese di alto livello. <br><br>

Un altro indirizzo da inserire in agenda, particolarmente adatto per festeggiare un'occasione speciale, è l'<strong>Onyx</strong> (<a href="http://www.onyxrestaurant.hu">http://www.onyxrestaurant.hu</a>), più orientato a una cucina sofisticata e d'autore, piuttosto che classica. Il ristorante, dagli interni eleganti e raffinati, fa parte del gruppo Gerbeaud ed è situato nel cuore di Pest. Anche se è stato inaugurato da circa tre anni, è già annoverato tra i primi cinque migliori ristoranti ungheresi. Il menù "<em>Hungarian Evolution</em>", rielaborazione fusion di pietanze tradizionali e internazionali, apre le porte ad una vera e propria selezione di gourmet di eccellente livello, degno di una cucina che non ha niente da invidiare a quella francese o italiana. La presentazione è molto curata. I prezzi sono medio-alti, ma l'esperienza vale la spesa. <br><br>

In tema di opportunità di divertimento notturno, le possibili alternative offerte dalla città magiara sono in grado di soddisfare tutti i gusti: concerti nelle chiese, spettacoli a teatro o all'opera, una delle più belle d'Europa; stravaganti esibizioni realizzate con laser colorati o tranquilli dopo cena nei pub, nelle enoteche o nei fascinosi locali del centro con o senza life music, etc.Tutte le iniziative in corso si possono trovare nel calendario degli eventi mensili sul sito dell'Ufficio del Turismo (<a href="http://www.culturalbudapest.com/en">http://www.culturalbudapest.com/en</a>)<br><br>

Dulcis in fundo, per rendere la permanenza nella capitale veramente memorabile non può mancare, però, una <strong>crociera notturna sul Danubio </strong>(<a href="http://www.budapestinfo.hu/it/programmi_di_visita_guidata/visita_della_citt___in_barca_con_programmi">http://www.budapestinfo.hu</a>). Il sottofondo musicale dei violini o delle danze folkloristiche, la cena tradizionale a lume di candela, la spettacolare bellezza dei monumenti illuminati dalle luci della notte, che sfilano davanti come in vetrina, sono elementi che sicuramente contribuiscono ad aggiungere al vostro soggiorno anche un tocco di romanticismo. <br><br>

Questo è fascino di Budapest, sospesa tra avanguardia e tradizione, emozionante, piena di vitalità e di sorprese, che coinvolgolgono tutti i sensi. Una città che ha mille volti, in costante evoluzione, tutta da scoprire e da vivere.
<br><br>

<center><b>Informazioni utili</b></center><br>

<b>Ufficio Turistico Ungherese in Italia</b> - <em>Milano Tel. 02.48195434 - <a href="http://www.turismoungherese.it">www.turismoungherese.it</a> - <a href="http://www.budapestinfo.hu/it/informazioni_generali_informazioni_generali">www.budapestinfo.hu</a><br><br>
 
<b>Bagolyvar Restaurant</b> - Owl's Castle Restaurant  1146 Budapest, Állatkerti út 2. Budapest. <br>
Tel: (+36-1) 468-3110  Fax: (+36-1) 363-1917. e-mail:bagolyvar@gundel.hu - web:<a href="mailto:www.bagolyvar.com">www.bagolyvar.com</a> (MM). MM Hosok Tere <br><br>
 
<b>Pasticceria Gerbeaud</b> - Vorosmarty Square 7-8. 1051  Budapest <br>
Tel. +36-1/429 9000 - e-mail: <a href="http://gerbeaud@gerbeaud.hu">gerbeaud@gerbeaud.hu</a> - web: www.gerbeaud.hu. MM fermata: Vorosmarty <br><br>

<em><b>Onyx Restaurant</b> - Vorosmarty Square 7-8. 1051 Budapest <br>
Tel.: +36 1/429-9023, +36 1/429-9000 - Mobile: +36 30/508-0622 email: onyx@onyxrestaurant.hu - web:<a href="http://www.onyxrestaurant.hu">www.onyxrestaurant.hu</a>. Aperto da lunedì a sabato: 12-15, 18-23 - MM fermata: Vorosmarty</em></em></em>
]]></description>
            <link>http://www.grazia.net/blog/2010/03/fuga-di-primavera-a-budapest-la-capitale-dai-mille-volti.html</link>
            <guid>http://www.grazia.net/blog/2010/03/fuga-di-primavera-a-budapest-la-capitale-dai-mille-volti.html</guid>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">Itinerari e Guide</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">Viaggi e Tempo libero</category>
            
            
                <category domain="http://www.grazia.net">budapest</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">capitali europee</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">crociera</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">cucina</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">ristoranti</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">terme</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">ungheria</category>
            
            <pubDate>Thu, 11 Mar 2010 14:15:02 +0100</pubDate>
        </item>
        
        <item>
            <title>Alice in Wonderland</title>
            <description><![CDATA[<form class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="http://www.grazia.net/blog/alice2-2.jpg"><img alt="Alice in Wonderland" src="http://www.grazia.net/blog/assets_c/2010/03/alice2-2-thumb-250x250.jpg" width="250" height="250" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 20px 20px 0;" /></a></form>

<p align=justify>Il nuovo film di Tim Burton è nelle sale solo da pochi giorni, ma nella moda impazza già l'Alice-mania. Se nei prossimi giorni capiterete a Parigi, lo noterete anche lì. <br><br>

<em>Le Printemps</em> è uno dei primi "grandi magazzini" della <em>ville lumière</em>. Si trova in Bouvelard Haussmann, proprio vicino alle <em>Galeries Lafayette</em>, ed è tutt'ora una mecca dello shopping. <br><br>

<em>Le Printemps </em>ha dedicato alcune delle sue vetrine proprio all'eroina di Lewis Carrol, concedendo massima libertà a un gruppo di designers internazionali che hanno usato la loro immaginazione per creare il loro personali vestiti da Alice. Tra questi, Haider Ackermann, Manish Arora, Chloé, Ann Demeulemeester, Christopher Kane, Nicholas Kirkwood, Maison Martin Mariangiela, Bernhard Willhelm, e Alexander McQueen, visionario stilista londinese scomparso nel febbraio di quest'anno. <br><br>

Come tributo al leggendario Tea Party del Cappellaio Matto, <em>Printemps</em> e <a href="http://www.laduree.fr/"><em>Ladurée</em></a> (il famoso marchio francese di pasticceria) hanno installato una vera e propria sala da tè all'interno del negozio. <b>L'esposizione dura fino al 14 marzo</b>.<br><br>

Senza per forza andare oltralpe, anche facendo dei giri di shopping nostrani vedrete sbucare dai negozi dei Bianconigli e dei Leprotti Bisestili, come ad esempio quelli delle vetrine di Furla. <br>

<form class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="Leitmotiv for Furla" src="http://www.grazia.net/blog/Leitmotiv-for-Furla-Alice-in_98DE54C0.jpg" width="230" height="230" class="mt-image-right" style="float: right; margin: 0 0 10px 10px;" /></form>

<p align=justify>Nel 2007 nasce il progetto Furla Talent Hub, per promuovere giovani talenti e le loro proposte innovative. Per la primavera/estate 2010 si riconferma la capsule collection di Fabio Sasso e Juan Caro, designer del marchio Leitmotiv, ispirata, appunto, ad Alice, con una serie di accessori retro-pop. <br><br>

Pochette, doctor bag, foulard, portachiavi, ombrelli, in cui il tema fiabesco viene rivisitato in chiave "tecno-vittoriana", con ripetizioni caleidoscopiche di personaggi e fiori. Per sentirci anche noi, almeno un po', parte del loro Paese delle Meraviglie.]]></description>
            <link>http://www.grazia.net/blog/2010/03/alice-in-wonderland.html</link>
            <guid>http://www.grazia.net/blog/2010/03/alice-in-wonderland.html</guid>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">Moda e Tendenze</category>
            
            
                <category domain="http://www.grazia.net">alice in wonderland</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">cappellaio matto</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">furla</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">leitmotiv</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">tea party</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">tim burton</category>
            
            <pubDate>Wed, 10 Mar 2010 11:19:58 +0100</pubDate>
        </item>
        
        <item>
            <title>Cercatori di emozioni</title>
            <description><![CDATA[<form class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="Sport estremi" src="http://www.grazia.net/blog/images/wingsuit.jpg" width="330" height="234" class="mt-image-right" style="float: right; margin: 0 0 0px 10px;" /></form>

<p align=justify>Vivere al limite, mostrare disprezzo per le regole, sfidare la morte, l'autorità, l'etica, la morale comune. Assumere comportamenti atipici, a volte autolesionistici, devianti, alla ricerca dell'emozione estrema, nella certezza che sia sempre possibile superare i propri limiti, fisici e psicologici, e le convenzioni sociali.<br><br>

Sono i "Sensation Seeker", che caratterizzano individui tendenzialmente solitari, poco ansiogeni, principalmente di sesso maschile.<br><br>

Il primo studioso ad individuare questa categoria di soggetti è stato il Dott. Zuckermann, negli anni Settanta, il quale scoprì che ci sono persone che in assenza di stimoli adeguati diventano inquiete e pericolose, e che pertanto sentono forte il bisogno di ricercare continuamente situazioni al limite della sicurezza personale. Si tratta di individui curiosi, anticonformisti, avventurosi, di mente aperta, ma anche insofferenti, aggressivi e maniaci del controllo.<br><br>

Tutto questo non delinea necessariamente una personalità di tipo negativo, ma il Sensation Seeker va sempre oltre, e l'eccesso porta all'abuso di alcool, sesso, droghe, adrenalina.<br>
Si gioca alla roulette russa, si fa sesso senza protezione, e con individui a rischio, si sfida il gruppo sdraiandosi in autostrada certi che le auto ci evitino miracolosamente. <br><br>

Quando il desiderio di superare i limiti si sublima nella pratica sportiva, parliamo di "Sport Estremi". Ne fanno parte l'alpinismo, il free climbing, il parkour, il bungee jumping, le immersioni, il parapendio, il kitesurf e molti altri (www.sportestremi.org), tutti diversi, ma con un denominatore comune: si pretende di avere il totale controllo sulla casualità, l'imprevisto, le probabilità.<br><br>

Si pratica uno Sport Estremo perché si rischia la vita, e, paradossalmente, ci si sente più vivi. Buttarsi nel vuoto con una fune, o immergersi nelle acque ghiacciate dell'Artico, dà un forte senso di potere, aumenta l'autostima, rafforza la considerazione di non fare parte della nicchia. Il brivido è proporzionale all'assenza di protezioni e di sicurezza, e la vittoria sugli elementi e su se stessi (tenendo sempre conto di una buona dose di fortuna) dà soddisfazioni difficilmente replicabili; che portano nuovamente il soggetto a cercare nuove sfide, aumentando i livelli di rischio.<br><br>

Per esperienza posso dire che lo scarico di adrenalina che subentra nel momento in cui avverti di essere andato oltre, e di aver rischiato l'incolumità fisica, è qualcosa di estremamente appagante, vitalizzante, soprattutto quando ne esci solo con qualche graffio e abrasione. E la voglia di rifarlo è praticamente istantanea. Solo dopo ti rendi conto di quanto hai rischiato, e di quanto la fortuna ti abbia assistito durante l'improbabile impresa. <br><br>

Emozionarsi è fondamentale per avere una vita piena e soddisfacente, e sperimentare rende più completi e sicuri, ma è importante cercare di restare entro i limiti conosciuti e consentiti, evitando atteggiamenti arroganti che possano portare a credere di avere superpoteri o fortuna eterna. <br><br>

Perché le conseguenze potrebbero essere deleterie, se non mortali.]]></description>
            <link>http://www.grazia.net/blog/2010/02/cercatori-di-emozioni.html</link>
            <guid>http://www.grazia.net/blog/2010/02/cercatori-di-emozioni.html</guid>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">Società e Stili di Vita</category>
            
            
                <category domain="http://www.grazia.net">emozioni</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">sensation seeker</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">sport estremi</category>
            
            <pubDate>Sat, 27 Feb 2010 16:28:07 +0100</pubDate>
        </item>
        
        <item>
            <title>Giovani talenti crescono</title>
            <description><![CDATA[
<form class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="Giovani talenti crescono" src="http://www.grazia.net/blog/mi%20pret%20a%20porter_Courtesy.jpg" width="240" height="160" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 10px 10px 0;" /></form> 

<p align=justify><strong>Mi pop: uno spazio dedicato ai nuovi stilisti durante MI Prêt-à-porter, segnale che la kermesse guarda sempre di più al futuro </strong><br><br>

Sta per prendere il via uno degli appuntamenti più attesi del settore Moda, la Milano Fashion Week, durante la quale saranno presentate le prossime tendenze del prêt-à-porter per l'autunno inverno 2010-2011.<br><br>

In linea con l'orientamento degli ultimi anni, l'attenzione sarà puntata anche sulle nuove generazioni. 10 designer emergenti avranno l'opportunità di presentare le loro collezioni direttamente nel tempio della moda milanese, all'interno della Fiera Milano City, dove rimarranno in mostra dal <em>26 febbraio al 1 marzo </em>. <br><br> 

Si tratta di giovani tutti italiani, anche se spesso si avvalgono di acronimi o brand anglofoni, di comprovato estro creativo, alcuni già affermati, altri meno conosciuti, con un'età che non supera i 35 anni. <br><br> 

Originalità, anticonformismo, freschezza ed eccellente talento: questi gli ingredienti principali delle collezioni di questi giovanissimi, che hanno tutte le carte in regola per diventare i nuovi guru del fashion del futuro. Idee all'avanguardia, rivisitazioni in chiave innovativa di passato e presente, spesso supportate da un'accurata ed evidente ricerca sulle forme e sui materiali, danno vita a realizzazioni che rifuggono dalla banalità, dalla standardizzazione e dalla serialità. Anche la vena pop, da cui il nome della rassegna "Mi Pop", è presente come una corrente esplosiva. <br><br>  

Tra i fortunati espositori in questa importante vetrina del fashion internazionale, troviamo il già noto duo di <strong>Leitmotiv</strong>, che ha esordito nel 2007 con la mostra "Doubles Faces Art Fashioned Identities", dove trionfa il connubio tra arte e moda - rimasto il carattere dominante del brand - e in cui il surrealismo è traslato in grafica, preso e messo su abiti strutturati. Gli artefici del marchio sono due animi dal temperamento e dalle passioni diverse, che collaborano in modo sinergico: Fabio, milanese, attratto dalla moda, dai tagli di tipo sartoriale, dalla geometria, cura la struttura, la linea e le forme degli abili, mentre Juan, colombiano, dallo spirito più artistico, si occupa del senso estetico, dei texture, dei colori e delle immagini.<br><br>

Allure parigina e estro umoristico distinguono lo stile della 32enne perugina Vivi Ponti, in arte <strong>Vivetta</strong>, che,dopo aver lavorato con grandi nomi della moda, si è messa in proprio firmando una suggestiva linea dall'ispirazione un po' retrò e kidult. Il debutto a Parigi con il suo nome, nel settembre 2008, la porta a vincere l'edizione francese di Who's on next. Punti forti delle proposte per la prossima stagione le gonne cartoon, di squisito taglio sartoriale, e gli abiti gabbia, che mutuano delizie ottocentesche, pastrani con fiocco e colori pastello, per una linea dall'atmosfera velatamente nostalgica e fanciullesca, ma al tempo stesso moderna e charmant.<br><br> 

Meno noti (ancora per poco), i due ex studenti di Marangoni (Lucio Vanotti e Marika Masi) che hanno fondato nel 2003 il marchio <strong>February.</strong> Le loro produzioni combinano design minimal e spiccato senso grafico con la praticità e completa versatilità dei capi. February trae la sua ispirazione dalla cultura techno tipica degli anni '90 e dai Manga giapponesi degli anni '70 e '80. Nei capi in mostra è evidente il desiderio e la nostalgia dell'infanzia. Pulizia estrema e rigore morfologico esprimono i tratti salienti del loro linguaggio espressivo. <br><br>

Innovazione e funzionalità sono anche le caratteristiche distintive della 31 enne <strong>Suzanna Gioia di Lemuria</strong>, che indirizza la propria ricerca sulla multifunzionalità estrema di un abito, puntando su un capo che si trasforma in decine di diversi modelli, come dimostrano i suoi cocoon dress da de (ri) costruire a piacimento. <br><br> 

Architettura e design ispirano, invece, <strong>Paolo Errico</strong>, di origine genovese, che ha iniziato la sua carriera collaborando prima con Calvin Klein e Versace, poi per il Gruppo Zegna disegnando Agnona. Nel 2004 fonda il suo brand, presentando nello stesso anno la sua prima collezione a Milano.<br><br> 

La geometria imperversa anche da <strong>Frei und Apple</strong>, marchio di origine piuttosto recente (2009), creato da Carina Negrone, 33 enne genovese, che punta sui contrasti forti, accostamenti inusuali, stampe e colori che non passano inosservati. Nella nuova collezione vige uno strano melting pot fra lo spirito di Courrèges, gli anni Settanta, le "can" di Warhol. Il colore impazza, scorre a rivoli tra le grafiche capaci di digitalizzare anche un giglio toscano. <br><br> 

Connotata dalla ricerca di una linearità grafica, sofisticata e minimalista anche l'estetica della linea <strong>Misuraca, di Gianfranco Fenizia</strong>, special guest che sfugge al computo anagrafico (ma rientra in quello stylish). Lo stilista predilige linee spoglie e silhouette molto asciutte e sobrie.<br><br>

A Mi Pop uno spazio particolare è dedicato al design degli accessori, che stanno assumendo negli ultimi anni un ruolo sempre più importante nel look femminile, come testimonia il successo di Federica Moretti, 27 anni, modenese. Con la sua linea <strong>Federica Moretti Hand Made,</strong> trasforma i cappelli in un accessorio molto glamour, capace di dare un tocco di classe a qualsiasi abito. Le sue creazioni sono delle autentiche opere d'arte, sculture armoniose che si sviluppano leggere dalla base di un volant inferiore ottenuto dal recupero del feltro che verrebbe solitamente eliminato nel processo finale. Già apprezzata sui mercati internazionali - i suoi copri capi sono venduti anche da Barney's a New York, Boston e Beverly Hills - i suoi capolavori si possono acquistare anche in alcune tra le più prestigiose boutique italiane. Vanta molte collaborazioni con Giuliano Fujiwara, Moschino e Mila Schön. <br><br>

La ricerca del bello e dell'armonia, la passione per le scarpe d'alta moda, la semplicità delle linee e volumi è la fonte d'ispirazione di <strong>Georgia Turri</strong>, 29enne, italo-brasiliana, che disegna calzature. La stilista propone uno stile sontuoso, iper fashion che mette al servizio della portabilità, creando scarpe per ogni occasione, non solo da ammirare, ma anche e soprattutto da portare. Estro e gusto si fondono insieme, rielaborando in modo personale correnti culturali internazionali di ogni tipo e d'ogni tempo, oggetto di un approfondito studio. L'attenzione verso una produzione di tipo artigianale nella migliore tradizione italiana, la cura dei dettagli, la scelta dei materiali e la continua ricerca del perfetto equilibrio di forme, linee e colori contribuiscono a garantire un elevatissimo livello qualitativo dei prodotti, per uno stile unico e raffinato. <br><br>

Degna di nota anche la rock jewellery del pisano <strong>Manuel Bozzi </strong>, artista dalla formazione artistica poliedrica, che spazia dal teatro alla scultura passando per la pittura e l'artigianato antico, fino a intraprendere la strada maestra dell'oreficeria. Il singolare talento di Manuel Bozzi viene scoperto dai geniali stilisti francesi Marithè e François Girbaud con i quali il giovane designer inizia nel 2000 un importante serie di collaborazioni che lo portano, nel 2003, a decidere di dar vita a gioielli firmati col suo nome. <br><br>

La presenza di un numero sempre maggiore di stilisti emergenti, con la loro freschezza, originalità e voglia di sperimentare, testimonia che l'intercapedine giovane di Milano Prêt-à-Porter è sempre più solida e che, nel nostro paese, il talento non smette di fiorire e di contunuare a confermare l'eccellenza del made in Italy.]]></description>
            <link>http://www.grazia.net/blog/2010/02/giovani-talenti-crescono.html</link>
            <guid>http://www.grazia.net/blog/2010/02/giovani-talenti-crescono.html</guid>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">Moda e Tendenze</category>
            
            
                <category domain="http://www.grazia.net">giovani stilisti</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">Mi Pop</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">Prêt-à-porter</category>
            
            <pubDate>Fri, 19 Feb 2010 14:49:34 +0100</pubDate>
        </item>
        
        <item>
            <title>Crescere con la musica</title>
            <description><![CDATA[<form class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="Crescere con la musica" src="http://www.grazia.net/blog/images/bambini-musica.jpg" width="350" height="217" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 10px 5px 0;" /> </form>

<p align=justify>A Trecate, da poco più di un anno, è nato il nuovo nido musicale "Scacciapensieri", in via Pertini 9, una struttura moderna e accogliente aperta tutto l'anno dalle 7.30 alle 19, che ha fatto della musica il proprio simbolo. <br>
Infatti, attraverso la melodia ed i suoni, i bambini hanno modo di esprimersi attraverso il corpo, il movimento, ballando, cantando e con l'aiuto di strumenti musicali possono iniziare a conoscere la musica, grazie ad un linguaggio di espressione. <br>
La melodia aiuta a crescere perché se un fanciullo impara la musica, il cervello cresce di più. Essa è una linfa vitale per la mente dei piccoli. <br><br>

E' stato monitorato, infatti, attraverso una risonanza magnetica, dopo un anno e mezzo il cervello di un bambino che aveva seguito lezioni di musica risultando modificato in modo differente rispetto a quello dei suoi coetanei che invece non l'avevano studiata. <br>
Ciò dimostra quanto il suono sia importante per un bambino, secondo degli studi di pedagogia più avanza la musica riesce a rendere i fanciulli meno aggressivi e più motivati all'apprendimento. <br><br>

L'asilo nido "Scacciapensieri" offre tutto questo, grazie all'aiuto di valide e competenti educatrici che riescono a portare il bambino attraverso la musica in un mondo magico, fatato, dove egli con la fantasia immagina di essere circondato da trenini incantati, animali particolari e molto altro. <br><br>

Con il supporto della responsabile Elena Saldi, l'asilo ogni giorno acquista sempre di più un'immagine soave dove i genitori possono lasciare i loro bambini nella più completa serenità, perché nell'asilo, l'infante viene prima di tutto. E' un luogo armonioso fatto a misura di bambino per lasciarlo libero di esprimersi, creare e conoscere.]]></description>
            <link>http://www.grazia.net/blog/2010/02/crescere-con-la-musica-1.html</link>
            <guid>http://www.grazia.net/blog/2010/02/crescere-con-la-musica-1.html</guid>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">Psicologia</category>
            
            
                <category domain="http://www.grazia.net">asilo nido</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">bambini</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">educatrici</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">linguaggio</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">musica</category>
            
            <pubDate>Wed, 03 Feb 2010 13:48:02 +0100</pubDate>
        </item>
        
        <item>
            <title>Le Terme Sensoriali: un&apos;esperienza non solo per amanti del wellness! </title>
            <description><![CDATA[<form class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="Terme sensoriali" src="http://www.grazia.net/blog/images/terme-sensoriali.jpg" width="359" height="242" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 5px 0px 0;" /> </form>

<p align="justify">Le terme in Italia sono una tradizione antica che risale ai tempi dei romani. Un tempo i bagni termali erano presenti in ogni centro urbano e facevano parte della quotidianità. Erano luoghi dove socializzare, rilassarsi e soprattutto prendersi cura del proprio corpo. <br>
Ai giorni nostri l'antico concetto di mens sana in corpore sano sembra tornato di moda, complice probabilmente anche l'influenza delle discipline orientali, adesso tanto in voga. <br> 
Questo ritrovato desiderio ha contribuito allo sviluppo di un nuovo tipo di turismo, quello del benessere, che sta inducendo molte strutture termali già esistenti ad allargare la propria offerta, sviluppando una gamma di servizi non più solo mirati a curare un malessere specifico, ma più orientati a rilassare e a far star bene. <br><br>

E' il caso, per esempio, di Chianciano Terme, amena località termale situata in Toscana a pochi passi dal confine con l'Umbria e il Lazio, già dai tempi antichi rinomata per il potere delle sue acque minerali per la cura del fegato e dell'apparato gastroenterico. <br> 
La cittadina, collocata nel cuore della Val d'Orcia, già da svariati anni offre la possibilità di unire la cura della salute alla visita del territorio circostante, ricco di siti d'interesse storico, artistico, culturale (basti pensare a Perugia, Montepulciano, Pienza o Siena, solo per citarne alcuni) e in grado d'offrire un'ampia varietà enogastronomica. <br>  
Qui, nel 2006, sono state inaugurate le Terme Sensoriali, un esclusivo centro benessere che coniuga le moderne tecnologie per la remise en forme ed il rilassamento psico-fisico con l'estetica classica e le tecniche derivate dalla saggezza orientale. <br><br>

L'elegante stabilimento, che sorge all'interno del parco termale dell'Acqua Santa, permette all'ospite di vivere un'esperienza multisensoriale completa e unica nel suo genere: al momento è il solo in Italia a basarsi interamente su un approccio olistico e sui criteri della naturopatia. Per garantire l'armonia e la bellezza anche nell'estetica, la progettazione del centro è stata affidata all'architetto Paolo Bodega, già noto per le sue ricerche delle strutture naturali e per essere stato membro del design team di Renzo Piano Building Workshop di Genova. 
Allestimento, design, oggetti e colori presenti in ogni stanza, quindi, non sono mai casuali, ma frutto di uno studio molto accurato sul design, mosso dall'intento di combinare soluzioni architettoniche modernissime con le esigenze dei chakra, i centri energetici dell'individuo secondo la disciplina indiana. <br><br>
 
Punto forte del centro termale, oltre alla piacevole atmosfera, è l'attenzione rivolta a tutti i cinque sensi: vista, tatto, gusto, olfatto e udito, realizzata integrando i normali trattamenti termali con profumi e suoni, sapientemente selezionati. <br>
Il complesso si estende per 1300 metri quadri ed è suddiviso in tre piani: il primo, dove ci sono le piscine idromassaggio e le saune, il secondo dedicato alla terra con l'area per i fanghi e il terzo riservato ai trattamenti estetici. <br> 
Sono proposti quattro percorsi differenti (energizzante, drenante, rilassante, depurante) ideati per riequilibrare l'energia, basandosi sull'armonizzazione dei cinque elementi: Acqua, Fuoco, Terra, Aria, Etere, che costituiscono l'uomo e compongono tutto il cosmo. <br><br>
 
L'ospite ha a disposizione tre ore e mezzo di tempo, durante il quale può scegliere se seguire un itinerario specifico o sperimentare in modo casuale i venti trattamenti a disposizione. 
Il punto di partenza di ogni variante proposta è la camminata nel fiume, presa in prestito dalla natura, che alterna gettiti d'acqua fredda a calda. A seguire sono previste immersioni in vasche con idromassaggio, di cui due sono all'aperto (tra cui quella di acqua salina), e soste nel bagno turco o nelle saune (una tradizionale e una etrusca, aromatizzata coi profumi toscani). A queste si alternano docce fredde dal grande impatto, come quella dell'ice crash, che consiste in un mix tra nebbia fredda e doccia ghiacciata. Nel melmarium, nome non a caso di origine latina, è possibile manipolare diversi tipi di fango termale. Per accrescere lo stato di rilassamento sono utilizzate vasche, docce e stanze cosiddette "emozionali", dotate di musica subacquea e basate sui principi di cromoterapia, aromaterapia, musicoterapia. E' possibile, inoltre, sperimentare la stanza del silenzio interiore o ricaricarsi nella piramide energetica, costruita rispettando le proporzioni di quella di Cheope. <br> 
E' a disposizione degli ospiti un'ampia area relax interna e un giardino dagli intensi profumi dove prendere il sole e godersi l'incanto del verde della campagna toscana, dove sorseggiare tisane depurative e rilassanti. <br><br>

Negli eleganti camerini del Centro Benessere delle Terme sensoriali, esperti operatori eseguono trattamenti estetici e massaggi con prodotti termali e tecniche orientali tra le più disparate, dallo stone massage a quello ayurvedico, dalla riflessologia plantare ai trattamenti di Shiatzu, solo per citarne alcuni. <br> 
Per rendere il servizio ancora più esclusivo, le Terme di Chianciano spesso organizzano al loro interno degli eventi, quali ad esempio "la notte dei sensi", durante la quale è possibile vivere un'esperienza sensoriale notturna dalle 21,30 fino alle 2 di notte, con Light dinner di mezzanotte. <br> 
Le terme Sensoriali introducono a un breve viaggio attraverso i sensi, dove corpo e mente sono protagonisti e dove è possibile muoversi, rilassarsi, concentrarsi o liberare la propria mente per armonizzare e rivitalizzare tutte le percezioni. Un'esperienza, quindi, che può essere consigliata non solo agli amanti del benessere, ma anche a tutti coloro che desiderano staccare la spina ed evadere dallo stress, concedendosi sani momenti di svago, divertimento e relax, in un posto incantevole e davvero pieno d'atmosfera. <br><br>

Per informazioni: <br>
Terme Sensoriali - Parco Acqua Santa, Piazza Martiri Perugini 53042 Chianciano Terme - Siena - www.termesensoriali.it <br>
Call center: 848800243 info@termechianciano.it <br>
Per prenotazioni: prenotazione@termechianciano.it tel. 0578.68480 (sabato e domenica ingresso su prenotazione) <br>]]></description>
            <link>http://www.grazia.net/blog/2010/01/terme-sensoriali-non-solo-per-amanti-del-wellness.html</link>
            <guid>http://www.grazia.net/blog/2010/01/terme-sensoriali-non-solo-per-amanti-del-wellness.html</guid>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">Salute e Bellezza</category>
            
            
                <category domain="http://www.grazia.net">relax</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">terme sensoriali</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">wellness</category>
            
            <pubDate>Wed, 27 Jan 2010 17:27:03 +0100</pubDate>
        </item>
        
        <item>
            <title>Eroe Nostrum</title>
            <description><![CDATA[<form class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="Bertolaso" src="http://www.grazia.net/blog/images/bertolaso.jpg" width="360" height="239" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 10px 5px 0;" /></form> 

<p align=justify>Haiti è un paese devastato e distrutto, geograficamente lontano, eppure il dolore e la desolazione che lo hanno colpito lo rendono vicinissimo al nostro cuore.<br>
Sappiamo bene cosa significa perdere tutto in un istante, è scritto nella storia della nostra storia, e gli ultimi ricordi sono tristemente recenti.<br>
Haiti piange i suoi morti, e noi con lei, noi che siamo meravigliosamente empatici e comprensivi, capacità tutta italiana che il mondo ci riconosce e ammira, quando non viene ahimè considerata una debolezza. Noi che però siamo anche capaci, accanto alle preghiere e alle raccolte di fondi, di intervenire in modo deciso e pratico, con azioni intelligenti e tempestive.<br><br>

E il nostro Paese è ora presente ad Haiti con uno dei volti che ci riempie maggiormente di orgoglio. <br>
Quello di Guido Bertolaso, il Capo della Protezione Civile, inviato speciale in una terra colpita da una tragedia di proporzioni bibliche che dopo il terremoto sta soffrendo la confusione e la mancanza di organizzazione della macchina degli aiuti internazionali.<br>
Accendi la tv e te lo trovi davanti, col volto serio e cupo, senza l'ombra di un sorriso.<br>
Mi piace Bertolaso, con la sua immancabile felpa blu, che lo veste meglio di un abito di Armani (non l'ho mai visto senza la divisa della Protezione Civile ed è difficile immaginarselo con abiti differenti), e le borse sotto gli occhi che dimostrano che lui non dorme, se c'è da risolvere un problema. <br> Mi piace quest'uomo tutto d'un pezzo, mentre lo osservo muoversi con silenziosa disinvoltura tra tonnellate di macerie che metterebbero soggezione persino ad un supereroe.<br>
Ma lui no, lui cammina sicuro ascoltando le autorità locali, guardando l'inferno con un distacco che solo chi ha il controllo pieno della situazione, e ha già visto scenari del genere molte volte, può ostentare.<br>
Ci rifletti un attimo, e ti rendi conto che Bertolaso c'è sempre.<br>
Quando la crisi arriva, lui è lì.<br>
E' questione di minuti, ore, e poi miracolosamente appare, già con un piano d'azione, già con la soluzione in tasca.<br>
Non fa discorsi politici, non bacia i bambini e accarezza gli anziani, eppure è dentro la tragedia, il volto perennemente contratto dimostra che è vicino al dolore di chi ha perso tutto.<br>
E anche se così non fosse, non è importante, se lui è stato chiamato è perché ha uno scopo diverso e preciso.<br>
Quello di risolvere il problema. Quello scomodo di prendersi la responsabilità degli interventi e dei soccorsi. Osserva, decide e agisce.<br>
Parla poco, mai per caso, e spesso in modo diretto e tagliente, cosa che non piace a molti. Di certo non la manda a dire.<br>
G8, Giubileo, emergenza rifiuti, deragliamento treni, incendi, esondazioni, SARS, eruzioni vulcaniche, bonifiche, e più recentemente il terremoto dell'Aquila.<br>
E' ovunque, anche questa caratteristica tipicamente italiana.<br>
E ora lo esportiamo pure, come facciamo con i nostri prodotti DOC di cui siamo più orgogliosi.<br>
Ha il fascino carismatico di Cary Grant e la dinamicità di Bruce Willis, compare nel momento del bisogno per poi sparire quando l'emergenza è rientrata, per lasciare i riflettori ai nostri uomini politici che si prenderanno onori e meriti. <br>
Che andranno a baciare i bambini e accarezzeranno gli anziani.<br><br>

E' dunque uomo senza macchia e senza paura? Siamo in Italia, ed è praticamente impossibile.<br>
Cercando nel Web scopri che è stato indagato per l'emergenza rifiuti in Campania (nell'inchiesta denominata "Rompiballe"), accusato di avere smaltito in modo poco lecito la spazzatura  nell'ambito della crisi. Brutta faccenda, qui è in gioco l'inquinamento ambientale, e non è cosa da poco.<br>
Forse è vero, forse no, ma francamente in questo momento è cosa che passa in secondo piano.<br>
Nel paese dove vengono esaltati truffatori, mafiosi e tronisti credo si possa perdonare se il Capo della Protezione Civile non abbia pensato di smaltire le tonnellate di rifiuti in eccesso che nessuno voleva nel tritarifiuti di casa sua! Sempre che la cosa sia poi dimostrata in giudizio.<br>
Invece mi piacerebbe che venissero esaltati di più i suoi meriti, come quelli di tutti gli uomini invisibili che lavorano per garantire la sicurezza nel nostro paese, troppo spesso ignorati e dimenticati.<br>
Grazie Sig. Bertolaso, perché in mezzo a tante tragedie, che sembrano essere sempre più frequenti e terribili, lei sembra essere una delle poche cose buone e stabili che la nostra bella Italia è in grado di offrire, anche in termini di immagine internazionale (al di là delle nostre scontate bellezze femminili, che da sempre esportiamo, e ai nostri sportivi).<br>
Grazie perché quando la vedo in tv, con la sua faccia vera, vissuta e severa, tiro un sospiro di sollievo, un po' come quando da piccola guardavo in ansia i film di Hitchock in attesa che da un momento all'altro arrivasse James Stewart a salvare Kim Novak, immancabilmente, come da copione.<br>
Grazie perché nel paese dove nessuno è responsabile per niente, i nostri politici in primis, e l'omertà regna sovrana, nei momenti più tremendi lei non si vergogna di esserci, e di vestire i panni di improbabile eroe offrendosi come punto di riferimento quando tutti spariscono per la paura di essere accusati (cosa che accade automaticamente dopo una sciagura).<br>
Le mancano i superpoteri, Sig. Bertolaso, e poi sarebbe davvero perfetto (soprattutto perché grazie a loro sarebbe riuscito a far sparire con magia autentica quei rifiuti che gettano un'ombra sulla sua integrità). <br><br>
Ma per questo ha ancora tempo. E a noi piace comunque anche così.<br><br>

Fonte: www.agenziami.it]]></description>
            <link>http://www.grazia.net/blog/2010/01/eroe-nostrum.html</link>
            <guid>http://www.grazia.net/blog/2010/01/eroe-nostrum.html</guid>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">Politica e Attualità</category>
            
            
                <category domain="http://www.grazia.net">aiuti</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">bertolaso</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">crisi</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">protezione civile</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">rifiuti</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">tragedia</category>
            
            <pubDate>Sat, 23 Jan 2010 15:41:27 +0100</pubDate>
        </item>
        
        <item>
            <title>Colori vivaci alla Andy Warhol  ravvivano l&apos;inverno di Blumarine</title>
            <description><![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="Blumarine" src="http://www.grazia.net/blog/images/blumarine.jpg" width="250" height="300" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 10px 10px 0;" /></span> 

<p align=justify>Sempre più stilisti traggono spunto, per differenziare le loro collezioni, dal mondo dell'arte, sia esso rappresentato da un pittore, scultore o da una corrente artistica. <br><br>

A ispirare la collezione invernale di Anna Molinari, per esempio, è Andy Warhol, artista americano di origine polacca nato nel 1928 a Pittsurgh, famoso come uno dei maggiori esponenti della pop art americana e celebre per i quadri che riproducono i volti di Mao, Marilyn Monroe, Jacqueline Kennedy, ma anche la famosa sequenza della Electric chair. <br><br> 

Caratteristica principale del celebre artista consiste nella produzione in serie dei soggetti con l'ausilio dell'impianto serigrafico. Il punto forte e peculiare della tecnica utilizzata può essere considerata la ripetizione, cioè riproduceva su grosse tele moltissime volte la stessa immagine alterandone i colori (prevalentemente vivaci e forti), metodo che gli permetteva di rendere soggetti apparentemente identici sempre diversi l'uno dall'altro. Le sue opere più famose sono diventate delle icone: Marilyn Monroe, Mao Zedong, Che Guevara e tante altre.<br><br>

Pittore, fotografo, cineasta, produttore cinematografico, di gruppi musicali e teatrali, scrittore (filosofo e sociologo) ed editore, Worhol può essere considerato sicuramente un personaggio eclettico, che seppe, attraverso il proprio stile di vita e le sue opere, innovare il concetto stesso di arte, divenendo espressione di un'epoca in forte fermento e rapido cambiamento. <br><br> 

Anna Molinari vuole far rivivere con i capi della collezione "work in progress" della linea Blumarine disegnata per l'inverno 2010, le suggestioni create dai capolavori di quello che lei stessa annovera tra i suoi artisti preferiti. <br> Obiettivo della stilista è trasmettere un messaggio positivo, di gioia e di fiducia, finalizzato a spronare il mondo a reagire contro il dirompente pessimismo, un modo per infondere fiducia e dare nuova vitalità, partendo proprio dando un po' di vivacità a questo freddo inverno. <br><br>

Per realizzare questo intento, la stilista punta su colori accesi e contrapposti. Gli abbinamenti cromatici sono studiati in modo da riproporre lo stesso forte impatto visivo delle opere di Worhol: stessi modelli con colori decisi e accostamenti differenti, proprio come in una serigrafia. <br> Così, nella linea "work in progress", tra i colori proposti trionfano le nuance cromatiche tanto care al pittore, come fucsia, giallo, verde e azzurro, proposti sia in tinta unita che combinati in diverse fantasie o in versione luminescente, fino a generare eccentriche combinazioni tecnicolor, sempre abbinate con gusto e garbo. <br><br> 

Come nella sequenza di fotogrammi in movimento dei volti della Marlyn worholiana, le silhouette si trasformano con l'introduzione del colore acceso: i caban, i micro piumini, i cappotti ed il chiodo in pelle brillano di giallo acrilico, rosa "big babol", verde acido. <br> Completano la gamma cromatica il grigio, il blu navy, lo champagne e il nero, che si affiancano a raffinate stampe leopardate, sempre molto bon ton, sui toni del bianco e nero o variopinte, che lasciano trasparire quel pizzico di malizia e di selvaggia sensualità tipico della donna Blumarine. <br><br>  

I leggings neri diventano animalier in nuances vivaci, da indossare sotto la T shirt, aerografate con maxi logo che richiamano alcuni lavori di Worhol, che fece della serigrafia una modalità espressiva. <br> Le forme sono fluide, essenziali nei tailleur in cachemire, nei tuxedo, nei caban e nei cappotti a taglio maschile in colori classici, da indossare con seducenti leggings o sofisticati abiti in maglia dal collo alto tinta unita o animalieur. Miniabiti in pelle effetto guepiere sono esaltati da giacche strette e corte. Stampe e dettagli in rilievo movimentano a volte la linearità dei modelli proposti. <br><br> 

Le lunghezze delle gonne si accorciano. Taftani leggerissimi e svolazzanti, che possono essere utilizzati anche per la primavera, con drappeggi, asimmetrie, ampie e sexy scollature contribuiscono ad esaltare quel carattere iperfemminile e romantico tipico dello stile del brand. <br><br> 

Tra la gamma proposta compaiono anche i jeans, che possono venire abbinati a mini top in cristalli molto glamour, e che testimoniano l'impegno degli stilisti ad accontentare tutti i budget. Non mancano altri capi da portare nella quotidianità, come il chiodo in pelle ricamato. <br> Capi strutturati nei tagli e nelle linee si alternano con lunghi vestiti più morbidi e asimmetrici con drappeggi e ampie scollature. L'abito si arricchisce di nuove interpretazioni, a seconda della luce o della tonalità del colore e dei particolari d'insieme. <br><br>  

Per combattere la crisi la stilista propone inoltre finti gioielli con brillanti swarovski, posizionati anche sugli accessori, che assolvono una funzione ornamentale. Bagliori metallici, tipici di uno stile metropolitano, sono rappresentati da collane, bracciali scintillanti e appariscenti, che contribuiscono a trasformare l'abito da giorno in abito da sera e garantiscono il massimo dell'eleganza con il minimo della spesa. <br><br> 

Ritmo e dinamismo rendono la collezione frizzante, espressione di un' identità in continua trasformazione in grado di proporre un senso nuovo dell'immagine e dello stile, che oscilla tra un modo di vestire metropolitano ed uno più selvaggio, sensuale, raffinato e personale che non rinuncia mai ad un ironica seduzione. <br> Ogni abito diventa così un'opera d'arte, unica per la bellezza estetica, la cura dei dettagli e l'originalità creativa. Un capolavoro che suscita emozioni, che ha un'anima che vive, creando l'immagine di una donna e acuendone il fascino, proprio come solo una forma d'arte può fare. ]]></description>
            <link>http://www.grazia.net/blog/2010/01/colori-vivaci-alla-andy-warhol-ravvivano-inverno-blumarine.html</link>
            <guid>http://www.grazia.net/blog/2010/01/colori-vivaci-alla-andy-warhol-ravvivano-inverno-blumarine.html</guid>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">Moda e Tendenze</category>
            
            
                <category domain="http://www.grazia.net">anna molinari</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">blumarine</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">collezione inverno 2010</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">moda</category>
            
            <pubDate>Fri, 22 Jan 2010 16:24:39 +0100</pubDate>
        </item>
        
        <item>
            <title>21 dicembre 2012: fine del mondo o inizio di un nuovo mondo?</title>
            <description><![CDATA[<form class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="The 2012 Maya Calender" src="http://www.grazia.net/blog/images/21-12-2012.jpg" width="350" height="244" class="mt-image-right" style="float: right; margin: 0 0 0px 10px;" /> </form>

<p align="justify">Sembra che il mondo finirà nel 2012.<br><br>

E' notizia che gira da mesi, in modo più o meno soffuso, ma ultimamente sembra non si parli d'altro, anche grazie ad una pellicola appena uscita nelle sale cinematografiche. <br>
Social network, Web, una miriade di libri scritti da saccenti e "presunti" esperti di settore, persino documentari realizzati da Reti insospettabili: i media in generale sembrano essersi scatenati urlando al mondo che l'Armageddon è alle porte. Le motivazioni sono diverse, ma è praticamente certo che il giorno 21 dicembre 2012 una serie di eventi coincidenti e drammatici scateneranno la fine di tutto. <br><br>

Tra i delatori più stimati troviamo l'astrologo-profeta inglese Nostradamus, che ha avuto il merito di avere predetto alcuni tra gli eventi più importanti e tragici della storia dell'umanità; ma la fonte più insigne è una delle civiltà tra le più misteriose e brillanti di tutti i tempi, i Maya.<br>
Cultura del Centro America sviluppatasi tra il 1800 a.C. e il 1530 d.C., ci ha tramandato profonde conoscenze nel campo della matematica ma soprattutto dell'Astronomia, tanto da attribuirle origini aliene.<br><br>

Ossessionati dal tempo, sono stati capaci di effettuare misurazioni precise e sorprendenti, tanto da riuscire persino a predire le eclissi. I Maya credevano che il tempo fosse diviso in cicli di distruzione e di rinascita della terra, e l'ultimo è stato calcolato tra il 13/08/3114 a.C. e il 21/12/2012 d.C. <br>
Pertanto, secondo la loro previsione, in questa data il mondo e il tempo così come lo conosciamo avrà termine. <br><br>

Sembra che in quell'anno si verificheranno una serie di eventi astronomici e fisici assolutamente straordinari. Si prevedono impatti di asteroidi che causeranno lo spostamento dell'asse terrestre, con il conseguente spaccamento della crosta. Si parla di un'inversione dei campi magnetici dei poli, fenomeno iniziato già da tempo, ma che sembra abbia preso una misteriosa accelerazione. I più convinti attendono l'arrivo di quello che gli antichi Sumeri chiamarono Nibiru, un corpo celeste dalle dimensioni gigantesche, anche se non precisamente identificato, che secondo molti, a parte gli evidenti effetti catastrofici che si verificherebbero a causa di un ipotetico impatto, interagirebbe col sole e l'intero sistema con esiti apocalittici. <br>
I fautori della New Age, invece, attendono con gioia questa data, poiché astrologicamente avrà finalmente termine l'Era dei Pesci, legata al materialismo e all'edonismo, per entrare nell'Era dell'Acquario, dove la realizzazione della coscienza collettiva ci proietterà in un futuro di pace e amore, senza più guerre, carestie e sofferenze. <br><br>

Quindi, che sia per l'arrivo dell'Anticristo, a causa del riscaldamento globale o dello scatenarsi di tempeste solari, sembra che a breve saremo chiamati alla resa dei conti. Al di là di ogni mistificazione e di qualsiasi teoria, anche se supportata più o meno scientificamente, è indubbio che siamo giunti sull'orlo del baratro, per motivi quasi sempre imputabili al genere umano, e che se non corriamo ai ripari ne pagheremo pesantemente le conseguenze.<br><br>

E' chiaro che il mondo in cui viviamo, la società in cui esercitiamo i nostri diritti di esseri pensanti, non rispondono più ai nostri antichi bisogni, ed è molto forte il sentire collettivo di un "qualcosa" che inneschi il cambiamento. E' più facile pensare che questo possa avvenire solo attraverso eventi catastrofici che azzereranno la storia, e permetteranno ai sopravvissuti di ricominciare a vivere nel paradiso perduto. Personalmente sono più propensa a pensare che sarebbe più facile che la fine del mondo arrivasse per colpa del folle utilizzo delle armi di distruzione di massa, ma concordo col pensiero sempre più diffuso per cui la coscienza sta mutando, e che siamo entrati in un ciclo nuovo, dove importanti cambiamenti sono già in atto. C'è una maggiore consapevolezza a livello personale, il disagio causato da un tipo di vita che non ci appartiene più è affrontato da un numero sempre più crescente di persone in modo unitario e collettivo. C'è più rispetto per gli altri, per il tempo, per il pianeta, e per noi stessi.<br><br>

Credo che la salvezza del genere umano sia facilmente realizzabile nel momento in cui ognuno di noi si prenderà le proprie responsabilità per ogni pensiero e gesto compiuto nella sua quotidianità. Senza mai dimenticare che noi viviamo qui ora, e che il domani è una tabula rasa che sarà ciò che scegliamo che diventi. Invasioni aliene permettendo...]]></description>
            <link>http://www.grazia.net/blog/2010/01/21-dicembre-2012-fine-del-mondo-o-inizio-di-un-nuovo-mondo.html</link>
            <guid>http://www.grazia.net/blog/2010/01/21-dicembre-2012-fine-del-mondo-o-inizio-di-un-nuovo-mondo.html</guid>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">Tecnologie e Scienze</category>
            
            
                <category domain="http://www.grazia.net">2012</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">catastrofi</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">fine del mondo</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">futuro</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">maya</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">new age</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">pianeta</category>
            
            <pubDate>Mon, 18 Jan 2010 15:30:37 +0100</pubDate>
        </item>
        
        <item>
            <title>Terme e vino rendono omaggio alla Valtellina</title>
            <description><![CDATA[<form class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="Bagni Nuovi di Bormio" src="http://www.grazia.net/blog/images/bagni-nuovi-bormio.jpg" width="556" height="260" class="mt-image-center" style="text-align: center; display: block; margin: 0 auto 10px;" /></form>

<p align="justify">Terme e vino:un abbinamento che può sembrare insolito, due mondi completamente diversi e spesso in contrasto tra loro. Da una parte quello degli appassionati della remise en form, che si nutrono seguendo un'alimentazione sana ed equilibrata, si prendono cura del proprio corpo e bevono tisane; dall'altra quello dei buongustai, che prediligono i piaceri della gola, quali fedeli discepoli di Bacco, dio romano del vino e dei vizi.<br><br>

Eppure questo binomio non suscita stupore se si parla di Valtellina, terra di cui proprio terme ed enogastronomia rappresentano due aspetti che hanno contribuito, seppur in modo diverso, a rendere famosa questa bellissima zona della Lombardia.<br><br>

Questa consapevolezza ha indotto il Consorzio per la tutela dei vini della Valtellina, cartello fondato nel 1976 che raggruppa le case e le aziende vinicole della Provincia di Sondrio e l'unico in Italia che possa fregiarsi di due D.O.C.G, a scegliere la straordinaria cornice offerta dai Bagni Nuovi di Bormio per promuovere i suoi prodotti con l'evento "Dalla vigna al bicchiere". Una manifestazione unica nel suo genere, dove territorio, tradizione, gusto e benessere si sono fusi insieme per dare agli ospiti un assaggio di ciò che la Valtellina può offrire ai suoi visitatori.<br><br>

Obiettivo dell'evento, voluto dal neo eletto direttivo del Consorzio e organizzato in collaborazione con i Bagni Nuovi di Bormio, è stato quello di diffondere la conoscenza e rilanciare l'enologia valtellinese, puntando sul territorio, sulla sua unicità, sulla ricerca agronomica e sulla sperimentazione. La giornata è stata suddivisa in tre parti: un convegno con degustazione, assaggi liberi di alcuni produttori alle terme e dulcis in fundo la cena conclusiva.<br><br>

Nel corso forum degustazione, che ha aperto i lavori, il direttore del consorzio ha esposto il programma da realizzare nei prossimi anni, da attuarsi partendo proprio dalla vigna, per arrivare, solo in un secondo momento, al bicchiere.<br>
Un approccio innovativo, che costituisce un'assoluta novità per i produttori, finalizzato a dimostrare come l'unicità e il vero fattore distintivo del prodotto scaturiscano in primis dalle diverse peculiarità del territorio, oltre che dalle tecniche di vinificazione ed invecchiamento utilizzate.<br><br>

A Bormio si è, così, riflettuto sul vino, partendo dalla terra, dall'uva, dal clima e dal lavoro agronomico dell'uomo, grazie alle testimonianze di esperti di enologia, agronomia e docenti universitari.<br><br>

La degustazione alla cieca di 9 vini, ordinati in modo casuale e senza fornire alcuna spiegazione sul tipo di uva, sul produttore, sul trattamento o sull'età, oltre a ribadire la grande qualità dei vini a Denominazione di Origine Valtellina, ha permesso di far toccare con mano le tematiche affrontate durante il forum, mettendo in risalto quanto fattori quali il clima, l'altitudine, la piovosità, l'esposizione al sole, il tipo di vegetazione, piuttosto che le tecniche di allevamento possano contribuire alla differenziazione del contenuto delle varie bottiglie.<br><br>

Dopo il convegno si è dato spazio ad un innovativo proseguimento che ha visto le aziende vinicole presentare i propri prodotti in una location originale ed esclusiva: il Centro Termale Spa&benessere Bagni Nuovi.<br>
I banchi d'assaggio sono stati allestiti all'interno della struttura termale tra saune, piscine idromassaggio, fanghi e vasche d'acqua calda all'esterno sotto le stelle. Qui gli ospiti hanno potuto vivere un'esperienza veramente unica. Un breve viaggio attraverso i sensi, incluso il gusto e l'olfatto, che ha contribuito a rivitalizzare e amplificare tutte le percezioni e ha permesso di sperimentare direttamente le possibili sinergie tra vino e relax.<br><br>

Ha concluso la serata la cena stellata nel suggestivo Salone dei Balli, ideata dagli chef Andrea Tonola, Stefano Masanti e Gabriele Santelli, coordinati da Claudio Prandi, dove cibo e vino hanno fatto da protagonisti.<br><br>

Elemento vincente dell'evento può sicuramente essere considerato l'abbinamento tra terme millenarie e vino, che, anche alla luce del grande successo, si pensa di riproporre anche in futuro, come importante momento di promozione.<br><br>

Per informazioni:<br>Consorzio Tutela Vini Valtellina<br>Via Piazzi, 23<br> 23100 Sondrio <br> Tel. +39 0342 200871 | Fax +39 0342 358706 | info@consorziovinivaltellina.com | www.consorziovinivaltellina.com <br><br> 
Terme nuove di Bormio - Bagni di Bormio Spa Resort<br>Via Bagni Nuovi, 7<br>23038 Valdidentro (SO) - per informazioni: tel +39 0342.910131
]]></description>
            <link>http://www.grazia.net/blog/2009/12/terme-e-vino-rendono-omaggio-alla-valtellina.html</link>
            <guid>http://www.grazia.net/blog/2009/12/terme-e-vino-rendono-omaggio-alla-valtellina.html</guid>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">Salute e Bellezza</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">Viaggi e Tempo libero</category>
            
            
                <category domain="http://www.grazia.net">bormio</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">enologia</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">terme</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">vini</category>
            
            <pubDate>Sun, 13 Dec 2009 15:37:50 +0100</pubDate>
        </item>
        
        <item>
            <title>La pedofilia cambia &quot;pelle&quot; e diventa donna</title>
            <description><![CDATA[<form class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="La pedofilia cambia pelle e diventa donna" src="http://www.grazia.net/blog/images/pedofilia-donna.jpg" width="300" height="200" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 10px 5px 0;" /> </form>

<p align="justify">Il numero di bambini che dice di aver subito delle molestie sessuali da parte di donne è raddoppiato negli ultimi 5 anni. ChildLine, una charity inglese che si occupa di abusi sui minori, ha confermato il trend con un aumento del 132 per cento di denunce per molestie femminili e un aumento di "appena" il 27 per cento per quelle maschili. <br><br>

Questi i risultati impressionanti delle nuove statistiche pubblicate qualche giorno fa. I dati analizzati si riferiscono alla Gran Bretagna, anche se non sono sicura che il trend sia circoscritto "geograficamente". <br><br>

Il presidente del centro di ascolto britannico, Esther Rantzen, afferma che le nuove statistiche smentiscono i miti comuni sugli abusi sessuali. E aggiunge che le vittime non sono solo le bambine, come molti continuano a pensare, ma anche i bambini, dei quali molto spesso abusano le stesse madri. E precisa, inoltre, che la maggior parte delle molestie ai danni delle bambine non viene commessa dai patrigni, contrariamente a quanto si crede, ma dai padri biologici. <br><br>

Sicuramente, la maggior parte delle violenze sessuali viene commessa da uomini, con circa 6mila casi registrati proprio da ChildLine, ma la stessa associazione parla di oltre 2mila casi riportati, dove gli abusi sono perpetrati da donne. <br><br>

I dati inquietanti confermano il caso recente di Vanessa George, la maestra di asilo, che insieme ad un'altra donna era parte di un circolo di pedofilia su internet. <br><br>

Certo posso immaginare che l'aumento di denunce verso le donne possa anche essere dovuto al fatto che ora molti più bambini si rivolgono a ChildLine. Ne deriva un aumento del numero di abusi "falsato" dal "successo" delle helplines. Ma bisogna anche considerare che se da una parte è possibile che i bambini non vogliano vedere i propri padri, madri, sorelle o fratelli andare in prigione, dall'altra non vogliono più subire violenze e cercano quindi un modo per interrompere le molestie. <br><br>

Insieme a Chirs Cloke di NSPCC mi chiedo come è possibile che le donne possano essere dei molestatori sessuali. E comunque, il fatto che gli uomini continuino a mantenere il primato non è una cosa che mi solleva. Una violenza contro un altro essere umano è un atto semplicemente vergognoso.]]></description>
            <link>http://www.grazia.net/blog/2009/11/la-pedofilia-cambia-pelle-e-diventa-donna.html</link>
            <guid>http://www.grazia.net/blog/2009/11/la-pedofilia-cambia-pelle-e-diventa-donna.html</guid>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">Società e Stili di Vita</category>
            
            
                <category domain="http://www.grazia.net">childline</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">molestie sessuali</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">pedofilia</category>
            
            <pubDate>Sun, 29 Nov 2009 18:25:41 +0100</pubDate>
        </item>
        
        <item>
            <title>Il mal di vivere </title>
            <description><![CDATA[<form class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="Metropolitana" src="http://www.grazia.net/blog/images/metropolitana.jpg" width="238" height="271" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 10px 5px 0;" /></form>

<p align="justify">Ore 7:30 del mattino, mi trovo in metropolitana, quando all'improvviso una voce proveniente dall'altoparlante ci invita a cambiare linea o attendere un servizio di trasporto sostitutivo. Transito interrotto, a causa di un tentato suicidio. Proprio così; uno dei numerosi "tentativi di suicidio"! <br><br> 

I casi di suicidio sui binari della metropolitana sono sempre più frequenti, soprattutto a Milano, dove se ne verifica almeno uno a settimana. In molti ci chiediamo perché le persone decidono di farla finita, e la risposta è possibile ricavarla dalla sociologia, attraverso il libro <em>Le Suicide</em> di Émile Durkheim, sociologo e antropologo francese della seconda metà dell'Ottocento. <br><br>

Lo studioso, nel suo capolavoro - che  resterà insuperato - ha identificato tre tipologie di suicidio: Il suicidio egoistico, altruistico e anomico. <br><br>
 
Il primo tipo, il <strong>suicidio egoistico</strong>, si verifica quando le persone si curano soltanto di sé, non riuscendo a portare a compimento gli obiettivi prefissati, quindi, sono vittime di un eccessivo attaccamento al proprio io, che li conduce al distacco dal sistema sociale. <br><br>

Il <strong>suicidio altruistico</strong>, al contrario, si verifica quando l'uomo è molto integrato nella società, che lo avvolge totalmente, portandolo alla soppressione di sé. <br><br>
   
Il terzo ed ultimo genere: il <strong>suicidio anomico</strong>, il cui termine deriva dal greco a-nomos - ovvero  mancanza di leggi - si verifica o nei periodi di forte depressione economica o nei periodi di estremo rigoglio, quando la struttura sociale mette l'individuo in condizione di perdersi nel vuoto, lasciandolo in assenza di punti di riferimento legislativi. <br><br>
 
C'è chi considera il suicidio un grande gesto di coraggio, chi, invece, una vigliaccheria per sfuggire alle difficoltà della vita. L'unica cosa certa, al di là delle singole opinioni, è che secondo le scienze umane il suicidio è un atto molto complesso, derivante da un insieme di fattori, e la società, come ci ha insegnato il sociologo francese, ha delle responsabilità molto grandi. 
]]></description>
            <link>http://www.grazia.net/blog/2009/11/il-mal-di-vivere.html</link>
            <guid>http://www.grazia.net/blog/2009/11/il-mal-di-vivere.html</guid>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">Psicologia</category>
            
            
                <category domain="http://www.grazia.net">coraggio</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">mal di vivere</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">metropolitana</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">milano</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">società</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">suicidio</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">vigliaccheria</category>
            
            <pubDate>Fri, 27 Nov 2009 17:10:20 +0100</pubDate>
        </item>
        
        <item>
            <title>Il bassotto in viaggio</title>
            <description><![CDATA[<form class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="Ottimomassimo" src="http://www.grazia.net/blog/images/ottimomassimo.jpg" width="136" height="133" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 10px 5px 0;" /></form>

<p align="justify">Ottimomassimo è, nel romanzo di Italo Calvino, il personaggio del cane del Barone Rampante e, da tre anni a questa parte, è stato adottato anche come logo dalla prima libreria itinerante per ragazzi d'Italia: un librobus bianco, con un bassotto nero disegnato sulla fiancata, che, nato a Roma, gira per le strade della penisola portando nelle scuole i suoi 4000 titoli accuratamente selezionati, ed i suoi progetti, anche e soprattutto nei piccoli comuni e nelle province dove di librerie per ragazzi non ce ne sono. <br><br>

Andando a trovarli direttamente nelle scuole, si costruisce intorno alla lettura di un libro un'intera esperienza, un'avventura, un coinvolgimento massimo e di sicuro apprezzato. I tre librai che se ne occupano (si legge nel sito) lavorano da più di dieci anni nel campo della letteratura per ragazzi, coinvolgendo le scuole, gli insegnanti e gli educatori. <br><br>

Capita che le loro proposte siano accolte con stupore, e si sono ritrovati a dover spiegare chi fossero degli autori, che avrebbero voluto dare per scontato in un contesto di cultura media, come ad esempio Roald Dahl. Ma l'amore per il loro lavoro e il loro Paese diventano benzina per gli spostamenti, nonostante questi episodi e nonostante i soldi siano comunque pochi.<br><br>

Quest'anno Ottimomassimo ha partecipato all'Estate Romana, alla campagna pediatrica sulla lettura in età prescolare a Milano, al Festival dei bambini del Mediterraneo di Ostuni, e sarà anche alla Fiera dei Piccoli Editori all'Eur. <br><br>

Gli impegni non mancano, le proposte nemmeno: dalle letture animate per le scuole dell'infanzia, a percorsi narrativi accompagnati da "quaderni del lettore" (anche per i genitori) con i consigli di lettura dei librai. Ci sono anche progetti di lavoro approfonditi su un singolo autore, o la possibilità di allestire mostre mercato e festival del libro. <br><br>

Per informazioni e prenotazioni: <a href="http://www.ottimomassimo.it" target="_new">www.ottimomassimo.it</a>]]></description>
            <link>http://www.grazia.net/blog/2009/11/il-bassotto-in-viaggio.html</link>
            <guid>http://www.grazia.net/blog/2009/11/il-bassotto-in-viaggio.html</guid>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">Cultura e Spettacolo</category>
            
            
                <category domain="http://www.grazia.net">barone rampante</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">festival del libro</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">liberia itinerante</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">libri per ragazzi</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">librobus</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">ottimomassimo</category>
            
            <pubDate>Fri, 13 Nov 2009 11:53:23 +0100</pubDate>
        </item>
        
        <item>
            <title>Vite spezzate</title>
            <description><![CDATA[<form class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="Giovane ragazza depressa" src="http://www.grazia.net/blog/images/depressed-girl.jpg" width="178" height="225" class="mt-image-right" style="float: right; margin: 0 0 0px 10px;" /></form>

<p align="justify">Ragazzi che si uccidono. Per gioco, per dispetto, per noia, per rifiuto delle regole. Per paura. Se varie sono le motivazioni, il mezzo scelto è spesso comune, ed è impossibile non interrogarci sul perché di questo disprezzo e insofferenza alla vita, che come un virus, dilaga e attacca le coscienze di tanti giovanissimi senza discriminazione di razza, cultura e stato sociale. <br><br>

Colpiscono le statistiche riportate dal "Times on Line", che rivela con orrore che nella poco ridente cittadina di Bridgen, nel Galles, in meno di un anno, sedici ragazzi si sono impiccati. Si conoscevano, erano amici, l'ultimo si è suicidato il giorno prima del funerale di uno di loro, dopo avere comprato il vestito per la cerimonia funebre. <br><br>

La polizia indaga, e si scopre che la morte corre sul Web. I Social Network diventano strumento di aggregazione e pianificazione per giovani che decidono di porre fine alla propria vita, con l'obiettivo di lasciare un ricordo indelebile nel mondo virtuale sotto forma di monumento funerario, con la malata e distorta convinzione di conquistare l'utopica immortalità. <br>
I ragazzi si uccidono perché vogliono vivere per sempre, senza neppure sapere cosa significhi vivere davvero nel mondo reale. Si cercano giustificazioni. La percentuale è molto alta nei paesi nordici, e si sarebbe portati a pensare che il clima influisca sullo stato psicologico degli abitanti; ma poi in realtà si scopre che anche in  paesi come Trinidad i casi di suicidi giovanili sono moltissimi, quindi bisogna andare oltre. <br><br>

Se tralasciamo le motivazioni di stampo religioso, che meriterebbero un'analisi a parte e ben più approfondita, e l'eutanasia legata al proprio stato di salute, intimo diritto secondo me di ogni essere vivente, navigando sul Web si scoprono associazioni che, se non istigano apertamente al suicidio, sono comunque un inno all'odio per la vita. <br>
On line si trovano con estrema facilità suggerimenti e consigli per darsi la morte in modo indolore e sicuro. On line si organizzano suicidi collettivi, il Giappone da anni è in testa alle classifiche. On line ci si uccide in diretta, come è accaduto poco tempo fa negli Stati Uniti: un giovane studente si è tolto la vita via Web, sotto gli occhi di centinaia di utenti. <br><br>

L'attimo di gloria che tutti sognano, essere famosi per quella frazione di secondo che ti rende speciale, unico, dimenticando che non ci sarai poi per goderti la notorietà, e che comunque, prima o poi, la gente ti dimenticherà, perché diverrai solo una statistica tra tante. <br><br>

On line si trovano associazioni che se non spingono ad ucciderti negano comunque la vita: una per tutte, il VHEMT (Movimento per l'estinzione umana volontaria - <a href="http://www.vhemt.org" target="_new">www.vhemt.org</a>), che estremizzando il pensiero di alcuni ambientalisti che sostengono che l'uomo distruggerà il pianeta terra, suggeriscono di autoestinguersi smettendo di procreare. <br>
Il British Institute ha rilevato che sono più di 240 i siti internet che inneggiano al suicidio, e aiutano a realizzarlo. <br><br>

E' dunque imputabile al Web l'aumento dei suicidi giovanili negli ultimi anni? Gli psicologi non concordano sull'idea di demonizzare la rete. Il problema è a monte. I giovani che si lasciano travolgere da questa spirale di morte sono ragazzi che hanno problemi a relazionarsi al di fuori dello spazio virtuale, che non hanno nessuno con cui parlare, sfogarsi, o semplicemente confidare i propri dubbi, i timori, le proprie paure. E' facile confrontarsi in rete, dove si può fingere di essere ciò che si vuole, si crea un personaggio falsamente inavvicinabile, indistruttibile e intoccabile. Si mette in scena una commedia, la caricatura di se stessi. <br><br>

Perché si ha troppa paura di aprire la porta di casa e andare a socializzare in un qualsiasi luogo di aggregazione dove le persone, gli Altri, hanno un corpo, una faccia, una voce, e ti osservano, ti giudicano, magari ti colpiscono anche. Ma è questo il confronto che fa crescere, questa è la Vita. Anche se è vero che a volte è davvero difficile comprenderne il significato, e lo scopo, soprattutto quando si hanno quindici, vent'anni, e ci si sente fragili e facilmente attaccabili. <br><br>

Le famiglie, gli educatori, la società in genere sono in difficoltà perché i ragazzi di oggi sembrano tutti turbati o problematici. In parte è vero, come è vero che i tempi difficili richiedono maggiore attenzione e dedizione soprattutto nei confronti degli adolescenti, sempre più confusi e introversi. <br>
Non si tratta di mettere in analisi continua il proprio figlio, fratello, amico, allievo. Si tratta di dedicare del buon tempo a chi sembra avere una maggiore propensione alla solitudine, che nella fase adolescenziale non è quasi mai voluta, ma subita. Parlare, cercare di trovare un varco e aprire un canale per mettersi in comunicazione con chi ha un disagio. Fargli comprendere che là fuori non ci sono solo mostri cattivi, cosa che la nostra società tende ad enfatizzare, ma che la vita va vissuta in pieno e con entusiasmo, con le sue ombre e le sue luci. <br><br>

E' fondamentale capire quando la chiusura va oltre il comune senso di ineguatezza legato all'età,  e rischia di diventare una patologia che può portare a comportamenti autolesionisti e autodistruttivi. In questo caso bisogna rivolgersi alla famiglia, agli amici, al medico, che prenderanno le giuste precauzioni con la forma di supporto più idonea. <br><br>

Ognuno di noi può avere un ruolo decisivo se si mette nella giusta predisposizione di apertura mentale ed emotiva nei confronti di coloro che sembrano necessitare di un consiglio e di un appoggio. A volte basta anche solo un sorriso di rassicurazione. Sembra poco, ma può salvare una vita. Ed evitare a chi è vicino alle vittime, perché di vittime si tratta, di vivere nell'inferno dei sensi di colpa dovuti alla incapacità di avere raccolto la silenziosa, sebbene troppo spesso urlata, richiesta di aiuto. <br><br>

<b>Fonte:</b> <a href="http://www.suicidiologia.org" target="_new">www.suicidiologia.org</a>]]></description>
            <link>http://www.grazia.net/blog/2009/11/vite-spezzate.html</link>
            <guid>http://www.grazia.net/blog/2009/11/vite-spezzate.html</guid>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">I Ragazzi di Oggi</category>
            
            
                <category domain="http://www.grazia.net">associazioni</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">bridgen</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">giovani</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">paura</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">ragazzi</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">suicidi</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">vita</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">web</category>
            
            <pubDate>Tue, 10 Nov 2009 11:36:05 +0100</pubDate>
        </item>
        
        <item>
            <title>Percitour: un viaggio in vespa</title>
            <description><![CDATA[<form class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="Giappone Kyoto" src="http://www.grazia.net/blog/images/giappone-kyoto.jpg" width="300" height="240" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 10px 5px 0;" /> </form>

<p align="justify">Cosa fare se la tua ragazza vive a Kyoto, mentre tu sei torinese?<br>
Nell'era di Facebook e di Skype, la risposta più ovvia sarebbe: ci si parla in chat, ogni tanto si fa una videochiamata, e magari una volta all'anno uno dei due prende un aereo e ci si rivede. <br>
Perci, all'anagrafe Giuseppe Percivati, ha pensato ad una soluzione più spettacolare, cioè raggiungere la sua fidanzata, in Giappone, in vespa. E così, il primo agosto di quest'anno, questo ragazzo di 24 anni ha iniziato un viaggio incredibile, che dalla sua città natale lo porterà ad attraversare quindici nazioni, passando per i Balcani, la Turchia, l'Iran, il Pakistan, l'India ed il Sud-est asiatico. Il tutto, completamente da solo. <br><br>

Ogni suo spostamento è documentato nel suo sito <a href="http://www.percitour.com" target="_new">www.percitour.com</a>, dove, oltre a dare dei consigli a chi volesse affrontare un'avventura simile (dalla preparazione del mezzo, alla scelta dei vestiti, ai documenti e le vaccinazioni necessarie), tiene aggiornati i lettori riguardo le tappe del suo viaggio. In più, grazie a Michele Ferrari (docente di fotografia e video della Scuola del Viaggio: <a href="http://www.scuoladelviaggio.it" target="_new">www.scuoladelviaggio.it)</a>, racconta la sua storia anche in diretta webcam. <br><br>

L'ultimo post ci racconta del suo arrivo a Calcutta e dell'incontro con una ragazza giapponese che gli farà da guida. L'ultimo tratto del suo tour lo vedrà attraversare Thailandia, Laos e Vietnam, per poco più di 4000 chilometri (nulla, a confronto dei 15000 che ha già affrontato), per arrivare finalmente alla meta. <br><br>

Attendiamo gli ultimi aggiornamenti, noi romantici <em>supporters</em>, ansiosi di vedere, finalmente, nella galleria fotografica, l'immagine del ricongiungimento finale. Perché diciamocelo, va bene il fascino delle terre che ha visitato e documentato, ma non dimentichiamoci della causa scatenante, che lo ha fatto partire: la sua storia è già diventata una favola moderna.]]></description>
            <link>http://www.grazia.net/blog/2009/11/il-perci-tour.html</link>
            <guid>http://www.grazia.net/blog/2009/11/il-perci-tour.html</guid>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">Viaggi e Tempo libero</category>
            
            
                <category domain="http://www.grazia.net">avventura</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">incontro</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">percitour</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">storia</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">tappe</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">tour</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">vespa</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">viaggio</category>
            
                <category domain="http://www.grazia.net">webcam</category>
            
            <pubDate>Thu, 05 Nov 2009 11:35:52 +0100</pubDate>
        </item>
        
    </channel>
</rss>
