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La gioia dell'oggi. Cogliamola!

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Carpe Diem

Gioie del passato, grazie! Condite di nostalgie e impastate di ricordi affettuosi siete il sostegno nei giorni nebbiosi. Un ringraziamento doveroso a voi per i momenti belli che avete impresso negli occhi. Emozioni amiche.

E pensare che a ben guardare non dovremmo averne bisogno perché la saggezza raccomanda di cogliere la gioia dell'oggi. I volti lontani e le cose andate sono però trattenuti solo dalla paura che non ce ne siano altri. E invece sì. Altra gioia, a dismisura, intensa e imprevedibile. Nel grande serbatoio di ogni nuovo giorno. Sì, carpe diem!

Che buffo! Da ragazzino quando ho sentito pronunciare per la prima volta carpe diem credevo fosse una parolaccia. Come "porco cane", "porca miseria". Un'imprecazione in latino insomma. E invece è un condensato della saggezza antica. Il poeta latino Orazio ci ha lasciato il raggio di luce che forse cercavamo da tempo. Quello da cavalcare nelle praterie dell'Universo.

Crescendo mi è apparso sempre più come una danza. Forse per la musicalità che coglievo in queste due parole, forse per l'emozione gaia che mi si stampava nell'anima ogni volta che ci soffermavo i miei pensieri. E ancora adesso mi viene spontaneo pensare a carpe diem come a un giro di danza. Di passi delicati e decisi a comporre un'armonia di cinque movimenti.

1. Letteralmente carpe diem significa prendi il giorno, nel senso di cogli l'attimo. Forse vivi il presente rende meglio la sua forza. Personalmente, ritengo che la traduzione migliore sia: cogli al volo la gioia dell'oggi. Sì, mi piace così, questo primo passo della nostra danza nel presente. Nella gioia. I nostri primi volteggi nel presente portano subito leggerezza alla vita. Dalla fatica alla poesia. Ci si sente già meglio.

2. Quando ormai la danza è in corso, il successivo movimento è l'azione: prendi!, cogli! Quanta plasticità in questo verbo! Non ti pare di vedere una mano che afferra? Si tratta di un invito chiaro. Perentorio. Mi par di ricordare che è nel modo imperativo! E la persona? Non c'è dubbio: seconda persona singolare! Sì, si sta parlando di te! Siamo chiamati a fare una scelta. A farla adesso.

3. Che potenza questo messaggio! Che vertigine di bellezza in questo carpe diem! Ma c'è molto di più. Pochi infatti sanno che queste due parole sono solo l'inizio della frase memorabile. Continua così: quam minimum credula postero. Ossia, senza riporre alcuna speranza nel domani. Ecco il terzo movimento portarci nel centro. Nell'unico grande centro esistente, quello dell'Oggi. Si tratta di sfiduciare il domani rendendolo inoffensivo. Inoffensivo dal punto di vista emozionale.

4. Perché cogliere il presente? Perché tanta foga a raccomandare di non pensare al domani? Vedo una sola risposta illuminante: per il fatto che solo nell'oggi c'è la gioia. Essa è tutta racchiusa nel qui e adesso. Nel giorno che stiamo vivendo, metafora del Giorno senza tempo che pulsa di eternità. Gioisci adesso! Ridi adesso! Godi ora di ogni bellezza nell'attimo che ti avvolge festante. Solo Oggi c'è luce, solo nel giorno in cui i tuoi occhi sono vivi alla Vita.

5. La nostra danza diventa così estasi nella consapevolezza di essere qui nell'oggi che l'Universo ha preparato per noi. Anzi, vuoi sapere qualcosa che ancora forse nessuno ti ha detto? Tu sei il Qui fatto carne. Sei Tu quel "diem" da prendere.

Resto affascinato da questa evidenza inattesa. Quasi stordito da farmi sgranare gli occhi per la sensazione di sorpresa. Vedo qualcosa di insospettato. Di meravigliosamente insospettato: nel suo significato più intrigante e potente carpe diem significa "cogli te stesso come Signore del tempo"! Non mi capacito ancora di questa ventata di gioia. Cosa si può desiderare di più dal veder rovesciato il rapporto con il tempo? Dalla tirannide alla signoria.

Carpe diem è uno stile. Di sobria eleganza. Che distingue. Sì, quello di chi ha capito l'essenziale della Vita.

Mandala? Non solo per bambini

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Mandala

Da un cerchio e un punto nasce il Mandala, un disegno circolare più o meno elaborato e rigorosamente bianco, il cui significato in sanscrito è "essenza".

Da colorare, a seconda del proprio stato d'animo, seguendo delle semplici regole: silenzio, concentrazione, apertura mentale. E' Michelle Marie Prévaud ad illustrare, attraverso alcuni quaderni da lei stessa idealizzati, gli effetti immediati e assicurati che questa pratica scaturisce.
Concentrarsi sui contorni, sugli spazi più ridotti e sulla combinazione e stesura del colore (che siano pennarelli, pastelli o acquerelli) è di fondamentale importanza per rilassarsi e dimenticare per un attimo tutto il resto. Particolarmente indicato, quindi, non solo per i bambini: la Prévaud ha trasformato questa sua idea in una vera e propria "terapia" da utilizzare anche negli ospedali, nei centri sociali e nelle case di riposo.

Forse vi sembrerà inverosimile che si possano trarre realmente dei benefici da una cosa tanto banale, infantile e quasi ridicola; tuttavia, sappiate che qualcun altro ha compiuto studi approfonditi sul Mandala, ancora prima di Marie Prévaud.

Si tratta del famoso psicanalista svizzero Carl Gustav Jung, che per oltre vent'anni si è dedicato alla sua teoria secondo la quale il Mandala è una sorta di cerchio protettivo capace non solo di allontanare le preoccupazioni esterne, ma anche di stabilire un ordine interiore attraverso l'apparizione spontanea in sogno di nuovi disegni. Ecco che il Mandala non è più un semplice mito religioso, ma uno strumento per studiare la personalità dell'uomo, un metodo efficace che influenza direttamente la psiche umana.

Ad ogni modo, Marie Pré, come lei stessa si firma nelle sue raccolte di Mandala, ha dimostrato empiricamente i vantaggi offerti da questa speciale forma d'arte, arrivando a coronare il successo delle proprie ricerche con la creazione della Scuola Sperimentale Formativa (2003).

In questo modo l'uso del Mandala non è più conosciuto e condiviso soltanto in Oriente, dove esso trova le proprie origini, bensì anche in Occidente.
Io stessa mi sono meravigliata e stupita nel constatare l'aiuto che questa tradizione offre nello scrutare all'interno del proprio Io e nel confrontare la propria creatività con gli altri; la concentrazione richiesta impedisce di pensare ad altro, dando modo di creare un piccolo mondo dove la cosa più importante è portare a termine un semplice disegno.

Non siate diffidenti, provate per credere: spesso le cose più semplici sono davvero le migliori.

Crescere con la musica

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Crescere con la musica

A Trecate, da poco più di un anno, è nato il nuovo nido musicale "Scacciapensieri", in via Pertini 9, una struttura moderna e accogliente aperta tutto l'anno dalle 7.30 alle 19, che ha fatto della musica il proprio simbolo.
Infatti, attraverso la melodia ed i suoni, i bambini hanno modo di esprimersi attraverso il corpo, il movimento, ballando, cantando e con l'aiuto di strumenti musicali possono iniziare a conoscere la musica, grazie ad un linguaggio di espressione.
La melodia aiuta a crescere perché se un fanciullo impara la musica, il cervello cresce di più. Essa è una linfa vitale per la mente dei piccoli.

E' stato monitorato, infatti, attraverso una risonanza magnetica, dopo un anno e mezzo il cervello di un bambino che aveva seguito lezioni di musica risultando modificato in modo differente rispetto a quello dei suoi coetanei che invece non l'avevano studiata.
Ciò dimostra quanto il suono sia importante per un bambino, secondo degli studi di pedagogia più avanza la musica riesce a rendere i fanciulli meno aggressivi e più motivati all'apprendimento.

L'asilo nido "Scacciapensieri" offre tutto questo, grazie all'aiuto di valide e competenti educatrici che riescono a portare il bambino attraverso la musica in un mondo magico, fatato, dove egli con la fantasia immagina di essere circondato da trenini incantati, animali particolari e molto altro.

Con il supporto della responsabile Elena Saldi, l'asilo ogni giorno acquista sempre di più un'immagine soave dove i genitori possono lasciare i loro bambini nella più completa serenità, perché nell'asilo, l'infante viene prima di tutto. E' un luogo armonioso fatto a misura di bambino per lasciarlo libero di esprimersi, creare e conoscere.

Il mal di vivere

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Metropolitana

Ore 7:30 del mattino, mi trovo in metropolitana, quando all'improvviso una voce proveniente dall'altoparlante ci invita a cambiare linea o attendere un servizio di trasporto sostitutivo. Transito interrotto, a causa di un tentato suicidio. Proprio così; uno dei numerosi "tentativi di suicidio"!

I casi di suicidio sui binari della metropolitana sono sempre più frequenti, soprattutto a Milano, dove se ne verifica almeno uno a settimana. In molti ci chiediamo perché le persone decidono di farla finita, e la risposta è possibile ricavarla dalla sociologia, attraverso il libro Le Suicide di Émile Durkheim, sociologo e antropologo francese della seconda metà dell'Ottocento.

Lo studioso, nel suo capolavoro - che resterà insuperato - ha identificato tre tipologie di suicidio: Il suicidio egoistico, altruistico e anomico.

Il primo tipo, il suicidio egoistico, si verifica quando le persone si curano soltanto di sé, non riuscendo a portare a compimento gli obiettivi prefissati, quindi, sono vittime di un eccessivo attaccamento al proprio io, che li conduce al distacco dal sistema sociale.

Il suicidio altruistico, al contrario, si verifica quando l'uomo è molto integrato nella società, che lo avvolge totalmente, portandolo alla soppressione di sé.

Il terzo ed ultimo genere: il suicidio anomico, il cui termine deriva dal greco a-nomos - ovvero mancanza di leggi - si verifica o nei periodi di forte depressione economica o nei periodi di estremo rigoglio, quando la struttura sociale mette l'individuo in condizione di perdersi nel vuoto, lasciandolo in assenza di punti di riferimento legislativi.

C'è chi considera il suicidio un grande gesto di coraggio, chi, invece, una vigliaccheria per sfuggire alle difficoltà della vita. L'unica cosa certa, al di là delle singole opinioni, è che secondo le scienze umane il suicidio è un atto molto complesso, derivante da un insieme di fattori, e la società, come ci ha insegnato il sociologo francese, ha delle responsabilità molto grandi.

Genitori-Figli-Società e modelli educazionali

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Genitori-Figli-Società e modelli educazionali

La Sociologia e l'Antropologia ci insegnano che la famiglia è il primo contatto sociale del bambino, infatti è attraverso di essa che l'individuo, sin dal momento della sua nascita acquisisce valori e "modi di fare". L'infante assimila - attraverso l'emulazione dei comportamenti - il linguaggio degli affetti. Egli, durante l'arco della sua esistenza seguirà i modelli familiari che gli sono stati indicati, con la differenza che in età giovane li assimilerà e in età adulta, avendoli ormai interiorizzati, li userà come linee guida del suo percorso di vita.

Ci sono casi in cui, però, i figli non osservano i modelli dei genitori, e le motivazioni possono essere semplicisticamente espresse e sintetizzate nelle tre seguenti osservazioni; durante l'adolescenza il soggetto si pone in aperta contraddizione con i genitori, per costruire e affermare la propria individualità servendosi del conflitto. Questo atteggiamento non sempre è destinato a finire, anzi, spesso si protrae per tutta la vita.

Seconda osservazione; può avvenire che il soggetto, in un primo momento seguirà il modello familiare, passando successivamente allo stadio del rifiuto. Ciò tende ad avvenire quando da parte dei genitori c'è la propensione a voler imporre determinati criteri educativi e valoriali ad ogni costo.

Ultima motivazione, nella quale rientrano i casi limite; i genitori devianti, che hanno problemi di alcol, droga, e delinquenza. In queste circostanze, o vengono loro sottratti i figli, o sono i bambini stessi, che in età più o meno adulta seguono di loro iniziativa altri modelli, proposti da persone a loro vicine - anche non familiari -.

I modelli costituiscono un aspetto imprescindibile nei nostri percorsi, e sono soggetti a variazioni nel tempo. All'interno dei modelli familiari sono presenti dei modelli culturali e condivisi dalla società di riferimento, che consentono ad ogni Paese di godere di una propria identità.

L'antropologa americana Ruth Benedict condusse studi approfonditi sui modelli, dando vita ad opere importanti come: Modelli di Cultura (1934), in cui osservava la personalità del singolo che rappresenta l'assorbimento di una cultura preesistente, collocata al di fuori dei soggetti. Considerando i fattori di "fusion", tra una cultura e l'altra, come elementi costitutivi del processo culturale stesso.

Come alzarsi con il "piede giusto"

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Come alzarsi con il piede giusto

E' come se in questo periodo fossimo tutte sotto i riflettori, no?!
La gamba snella per portare bene i sandali, il sedere sodo per indossare il bikini all'ultima moda, il ventre piatto per quella gonna a cui non siamo riuscite a resistere. Ma come facciamo ad essere sempre al top nonostante tutti gli impegni, la fame, il sonno, l'inverno impietoso, la non-voglia della dieta e quell'imperante bisogno di sentirsi attraenti??

Un buon metodo, che non risolve sicuramente a livello fisico, ma fa miracoli sulla psiche, è riuscire ad alzarsi con il cosiddetto "piede giusto" ogni mattina!
Appurato questo, dovremmo trovare qualche minuto per noi stesse la mattina (mi rendo conto che è un improperio, considerata la vita frenetica e il sonno che incombe, ma sforziamoci, suvvia, poi ci sentiremo stra-gnocche tutto il giorno senza i complimenti di nessuno!!!) per piazzarci davanti allo specchio e ripeterci alcune frasi-mantra (ognuna le può adattare al proprio stile di vita e ai propri bisogni) per infonderci quell'autostima che, troppe volte - ammetto pure io - mancandoci, ci fa vestire da Laura de "La casa nella prateria"...

Eccoci, dunque, ai punti chiave di un risveglio proficuo:

Sì, perché:

  • Sono bella
  • Mi sento bene
  • Mi voglio bene
  • Sono emozionante
  • Voglio potermi dimostrare ogni giorno quello che valgo
  • Posso indossare "quel vestitino" facendo un'ottima figura!
  • Il profumo che indosso è sensuale
  • Sono una ragazza dolce
  • Cucino bene, fosse anche il piatto della gastronomia sotto casa con un ottimo vino!
  • Sono sempre presente se qualche mia/o amica/o ha bisogno
  • Ho un bel sedere
  • Ogni esperienza vissuta mi fa essere una persona migliore
  • Sono capace di fare un mucchio di cose
  • Mi coccolo
  • A letto sono una dea
  • Dopo tutto quello che ho speso in profumeria, la mia pelle è una pesca
  • Mi adatto a qualsiasi situazione
  • Sono capace di fare un mucchio di cose
  • Le piccole cose fatte con me valgono molto di più
  • Mi tratto bene
  • Mi faccio dei super regali
  • Mi piaccio
  • Mi impegno sempre in ciò che faccio
  • Sono spassosissima
  • Sostengo una conversazione su qualsiasi argomento
  • Non rompo le palle
  • Bacio benissimo
  • Andrei avanti nonostante tutto
  • Incanto chiunque mi stia ad ascoltare
  • Mi vesto meglio di una pagina patinata
  • Avermi intorno è il massimo che si può volere
  • Tutto è più bello se fatto con un sorriso
  • È così... senza tante spiegazioni...

    Perciò, belle donzelle, giù dal letto, filate in doccia, usate lo shampoo e il bagnoschiuma migliori, infilatevi in un vestito da urlo, zeppe o sandali da vertigine e uscite a conquistare il mondo, perche l'estate è la stagione in cui tutte diamo il meglio!!!

    P.S.: se la vostra perplessità è la calura che ha effetti poco seducenti... ricordatevi che siamo donne, abbiamo il potere di incantare gli uomini (o vigili che siano! Eh eh..) e di essere seducenti proprio perché accaldate e con il vestito svolazzante appiccicato al corpo!! Perciò niente scuse, solo conquiste e divertimento!!! E sex-appeal senza freni!!!
  • Riforma della Scuola

    Le scuole sono finite.

    Per milioni di studenti si tratta solo di una pausa di qualche mese, in attesa di ricominciare un nuovo ciclo di studi, o lo stesso, a seconda del risultato ottenuto.

    Moltissimi, invece, metteranno in cantina zaini e libri e si affacceranno per la prima volta al mondo del lavoro, e a breve affronteranno le problematiche, di carattere globale e di natura personale, di quello che a ragion veduta si deve considerare come l'inizio di una nuova fase della vita.

    Le recenti riforme scolastiche, almeno sulla carta, garantiscono o comunque promettono di preparare i giovani al mondo del lavoro grazie ad una visione integrata tra Scuola e Imprese realizzata attraverso formazione continua, stage, scambi tra Atenei e incentivazione alla ricerca.
    Ma se il mondo del lavoro si dice pronto ad accogliere i giovani che hanno appena terminato gli studi (e intendo anche coloro che non arrivano a frequentare neppure la Scuola Superiore per scelta o per necessità, non solo chi esce dall'Università), compatibilmente alle oggettive difficoltà in cui versa il settore in un quadro di economia globale, sono davvero pronti questi ragazzi ad affrontare la nuova avventura?

    A volte accade che a scuola non si ottengano buoni risultati. A causa di professori inetti e menefreghisti, per colpa di materie ostiche di difficile comprensione, di odio per l'algebra e per le equazioni, o per le poesie di Goethe.
    La scuola diviene allora un luogo di tortura, di frustrazione, terreno continuo di discussioni tra ragazzi e professori, genitori e figli, insegnanti e genitori.
    A volte capita che il giovane non abbia proprio voglia di studiare, che si annoi, che non frequenti con costanza, e si tratta di solito di individui creativi e dallo spirito inquieto, che necessitano di una figura che canalizzi le loro energie nel modo più proficuo.

    Ma la scuola, riforme a parte, non è in grado di investire e di dedicare tempo e risorse focalizzando su ogni studente, senza disconoscere il lavoro importantissimo di alcuni maestri e professori che dedicano invece la loro vita ad educare, ma che sono purtroppo non in gran numero anche perché poco gratificati dalla Società.

    Il sistema scolastico, con i suoi limiti e rigidi programmi, tende ad appiattire e ad uniformare la personalità degli studenti, perché sarebbe troppo complesso e impegnativo cercare di valorizzare ogni singola individualità, oltretutto in un'età non facile da gestire.

    E ora questi giovani "disadattati" sono a piede libero, e devono trovare il proprio posto nel mondo.

    E' facile in questo periodo dell'anno sentire chiacchierare mamme ansiogene e infelici che vedono i proprio figli appena usciti dalla scuola con il minimo dei voti a bighellonare per strada, già condannati e senza possibilità di riuscita nella vita.

    Eppure questi scenari così drammatici, per quanto comprensibili, non sono così veritieri.
    Certo, per qualcuno non sarà facile prendere consapevolezza dei propri talenti e capacità. Che ci sono di sicuro, forti, ben radicati, ma purtroppo ancora latenti, perché nessuno ha avuto l'abilità o la pazienza di scoprirli, e di aiutare a svilupparli.
    Un incontro fortuito potrebbe fornire al giovane confuso l'input che farà scattare la molla giusta.
    Il mentore potrebbe essere chiunque: l'atletico vicino di casa, che improvvisamente ti coinvolge in una nuova disciplina sportiva, l'amica pittrice della nonna che un giorno ti mette in mano un pennello perché ha una saggia intuizione, e in un attimo ti proietta nel fantastico mondo dell'Arte, che scopri essere la tua nuova ragione di vita. Il collega di papà che come hobby fa l'artigiano, e ti mostra come costruire una cassapanca, l'amico fotografo che ti chiede aiuto per realizzare un servizio.

    Ma non sempre c'è la fortuna di incontrare un Maestro, pertanto resta indispensabile e insostituibile il ruolo della famiglia. Che in questa delicata fase della vita del giovane deve essere presente come non mai, per supportarlo, appoggiarlo, con solidità ed entusiasmo.
    Deve capire e sapere valorizzare i punti di forza del ragazzo, tenendo conto delle sue aspirazioni e dei suoi sogni, che magari non sono ancora chiari e limpidi, ma che prenderanno forza man mano che imparerà ad apprezzarsi e a conoscere il proprio valore.
    La famiglia dovrà trovare il coraggio di lasciarlo libero di sperimentare, se necessario, al fine di trovare il proprio equilibrio e la propria strada, anche quando questa potrebbe sembrare non ortodossa secondo i distorti canoni della società moderna.

    Nella speranza che nel frattempo il sistema scolastico cambi davvero, e che vengano fatti sforzi reali ai fini di rafforzare e sviluppare la personalità emotiva e sociale del giovane studente, visto però nella sua individualità, quindi con le proprie caratteristiche, peculiarità e debolezze, resta fondamentale il ruolo degli adulti che si relazionano con lui.

    Che magari non diventerà il futuro Albert Eistein (bocciato agli esami di ammissione al Politecnico di Zurigo, prima di scoprire la teoria della relatività), ma che certo diventerà un adulto centrato e responsabile, ben conscio delle proprie capacità e dei propri limiti, pertanto sereno e propositivo.

    Il male oscuro: violenza sulle donne

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    Violenza sulle donne

    Efferati episodi di violenza continuano ad invadere quotidianamente la nostra vita. Come un'enorme macchia nera che dilaga sempre di più mietendo sempre nuove vittime, dove il principale oggetto rimane la donna e il sesso.

    La violenza sessuale nei confronti della donna è in aumento. E come ci si può difendere da questo male che continua a perseguitare la figura femminile, rovinandole l'esistenza ed anche tutto il loro modo di vivere?

    La violenza domestica comprende tutti quegli abusi che avvengono dentro le mura di casa, donne di ogni classe sociale, razza, religione ed età sono costrette a subire terribili abusi da parte degli uomini, con i quali a volte condividono pure le proprie vite.
    Ogni violenza per la donna è un trauma fisico e psicologico difficile da superare e può essere manifestato in varie maniere: attraverso violenza o tortura, stupro coniugale, incesto, matrimonio forzati, prematuro o crimini d'onore.

    Oltre il 20% delle donne, a livello mondiale, ha subito abusi fisici e violenze sessuali, in parecchi paesi di diverse etnie, donne e ragazze vengono brutalmente aggredite per motivi d'onore.
    Quando si parla di "crimini d'onore", si parla di tortura, fregi permanenti del viso con acido, omicidi, e questi vengono registrati in paesi del Medio Oriente, dell'Asia meridionale e dell'America Latina.
    Purtroppo, non tutti i maltrattamenti subiti vengono denunciati, per paura, perché è difficile ribellarsi ad un male che rovina tutto quello che hai attorno.

    Nel 1999, in Pakistan, più di 1.000 donne hanno subito crimini d'onore, dove la maggior parte di essi sono terminati con un omicidio, e tra i paesi più colpiti vi sono anche il Bangladesh, Iraq, Giordania e Turchi.
    Ma anche nel nostro Paese continuano a registrarsi numerosi episodi di violenza nei confronti di una donna...

    Cosenza: una dodicenne sarebbe stata violentata da tre suoi coetanei in una casa abbandonata nel centro storico di Cassano Ionio. I carabinieri, su denuncia dei genitori della vittima, hanno inviato un'informativa al Tribunale dei minori di Catanzaro. I presunti violentatori hanno un'età compresa tra i 12 e 14 anni.
    Forlì: un marocchino di 33 anni ha fatto vivere una notte di violenze sessuali alla sua convivente, una connazionale di 23 anni, ma è stato arrestato.
    Treviso: sono stati alcuni fotogrammi dell'auto e di parte della targa a portare gli investigatori al fermo di un rumeno per violenza sessuale nei confronti di una giovane di 17 anni.
    Genova: giovane entra in un pub, prende con estrema forza la sua ex fidanzata, la carica in auto e la porta a casa, dove viene costretta a stirare e lavare i piatti...

    Quando s'inizierà a pensare ed a considerare la donna non come un oggetto sessuale ma come una persona umana che ha sempre lottato fin dagli anni '70 per la propria indipendenza, mettendosi in gioco in tutto e per tutto e diventando quello che è oggi? Una donna, una moglie, una lavoratrice, una madre...

    Allarmante ancora il numero degli italiani che viaggia per incontri a sfondo sessuale, circa ottantamila, e sono in aumento tra 20 e 30 anni.
    La parola "vergogna", può risuonare agli occhi di chi commette tali abusi come niente... perché chi si macchia di tali crimini non può essere considerata una persona, applichiamo le leggi e modifichiamo quelle sbagliate, non è giusto che chi stupra, uccide dopo qualche anno o, addirittura, dopo qualche giorno si ritrovi libero come se non fosse accaduto nulla.

    La vita di una persona stuprata rimarrà per sempre rovinata!

    L'infanzia negata

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    Infanzia negata

    Ogni bambino ha diritto di vivere la propria infanzia in maniera semplice e serena, circondato da tanti giochi, ma soprattutto dall'amore incondizionato dei genitori. Purtroppo, però, vi sono nel mondo moltissimi fanciulli abbandonati e orfani, costretti a vivere male, rimanendo nell'ombra ed obbligati a crescere prima del tempo tra l'indifferenza di chi potrebbe e dovrebbe agire: i governi.

    Il Continente dell'Africa, infatti, segna la condizione più tragica per quanto riguarda l'infanzia, dall'Asia all'America Latina, dall'Europa dell'Est all'Europa occidentale fino agli Stati Uniti, dove un terzo della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà, parecchi bambini sono talmente abbandonati a se stessi, senza una casa, un'istruzione e l'assistenza sanitaria.

    L'organizzazione non governativa americana Human Rights Watch afferma che un numero sconosciuto di bambini sono chiusi in orfanotrofi o altre istituzioni non penali, dove il trattamento è inumano, in quanto parecchi di loro vengono lasciati morire. Ad Israele, migliaia di creature sono morte sotto le bombe nell'insensibilità di chi promuove una guerra dove a pagarne le conseguenze alla fine rimangono sempre loro: i bambini. In Palestina vi sono, invece, ragazzini che vengono raccolti per essere poi addestrati nella scuola dell'odio, dove rimangono condannati, senza avere un futuro. Un gioco brutale che inesorabilmente li porterà tra le braccia della morte. Senza dimenticare, poi, quei bambini che vengono violentati, menati, dove la loro infanzia verrà segnata per sempre.

    L'infanzia negata può essere interpretata in vari modi e molto si sta già facendo, ma davanti a questi "orrori", rimane sempre poco.
    A Novara c'è un associazione che si occupa del disagio infantile, in tutti i suoi lati cercando di attivarsi in difesa dei minori come quella di Cristiana Casagrande, che si occupa di "dedicare attenzione e sostegno al fragile, al disagio e al diverso", a ciò che viene messo in pericolo dalla velocità, dalla disattenzione e dal malessere.

    Tra i tanti progetti dell'associazione evidenziamo Per ogni bambino sedato ci sarà un adulto malato, che si occupa di creare un percorso volto a favorire la presa di conoscenza, attraverso una serie d'incontri, per affrontare il tema dell'uso degli psicofarmaci sui bambini, approfondendo i fatti per capire la realtà, le paure e i rischi. Il loro obbiettivo è quello di aprire discussioni per arrivare ad un quadro reale ed attendibile per comprendere le dimensioni del problema e potersi muovere in difesa dei bambini.

    L'altro progetto L'età dell'oro, dove viene presentato Il gioco del teatro, percorso pensato a sostegno della permanenza ospedaliera per i bambini che devono affrontare una lunga o breve degenza, i quali entrano a contatto con il meraviglioso gioco del teatro, sfruttando la loro naturale dote: la fantasia, l'immaginazione; quindi la fiaba, il racconto, il gesto, il mimo per stimolare così quella parte giocosa ed incantata. Responsabile del progetto è Elena Casagrande. Perché certe volte basta veramente poco per ridare un sorriso ad un bambino...

    Per qualsiasi informazione l'associazione si trova a Novara, in C.so Felice Cavallotti n. 14/b - Telefono 0321/192109 - E-mail: associazionecristiamacasagrande.eu
    Presidente: Sig.ra Daniela Casapieri

    Digiuno e Autoascolto

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    Digiuno e Autoascolto

    La primavera, pur regalando leggerezza e innumerevoli benefici, porta con sé anche un fastidioso bagaglio di disturbi, causati dal fisiologico adeguamento del corpo alle nuove temperature e al maggiore numero di ore di luce.
    Sono disagi soggettivi, pesantemente sentiti soprattutto dai meteoropatici, per i quali il cambio di stagione si traduce spesso in eccesso di stanchezza e irritabilità, se non addirittura in depressione.
    La sindrome primaverile è ovviamente temporanea, ma non va sottovalutata, pertanto è auspicabile affrontare la nuova stagione con qualche intelligente accorgimento.
    I suggerimenti sono sempre gli stessi, per quanto possano sembrare scontati: dormire il più possibile e fare una blanda ma costante attività fisica, meglio se all'aria aperta e in luoghi verdi e lontani dal traffico e dall'inquinamento. Mangiare leggero, soprattutto frutta e verdura, cereali integrali, privilegiare il pesce alla carne, e ridurre il consumo di grassi, formaggi e latticini.

    Questo è il periodo ideale per depurare l'organismo, e rigenerare il corpo dagli stress fisici e ambientali causati dal rigore dei mesi invernali.
    Tra le varie terapie d'urto consigliate, fermo restando che i suggerimenti sopra indicati restano sempre validissimi, possiamo senz'altro menzionare la pratica del digiuno.
    Astenersi dal cibo per un costante e controllato periodo di tempo consente di dimagrire, depurarsi, e di attivare una serie di meccanismi che portano ad un'autoguarigione consapevole oltre che ad impensabili benefici a livello emotivo e psicologico.

    La pratica del digiuno ha origini olistico-popolari, ed era conosciuta già in tempi antichi da Egizi, Greci, Arabi. Veniva attuata per curare malattie o per stimolare l'efficienza mentale e fisica.
    Nei tempi moderni la Digiunoterapia viene consigliata per ripristinare le naturali condizioni fisiche e psicologiche dell'organismo, andando a ripulire il corpo da tossine e da abitudini alimentari e comportamentali errate.

    Dal punto di vista fisico, la privazione del cibo innesca un meccanismo di autofagia, che consente di attingere alle riserve metaboliche e quindi di dimagrire progressivamente. In questo frangente è indispensabile riposare, in attesa che il corpo si rigeneri e guarisca, come in una sorta di letargo da cui si uscirà completamente rinnovati.

    Digiunare ha effetti fisici estremamente evidenti: oltre al dimagrimento, la pelle sarà visibilmente più luminosa, liscia, e diversi inestetismi, come la cellulite, spariranno. Si guadagnerà un aumento energetico davvero importante, oltre ad un notevole miglioramento della lucidità mentale e all'incremento della capacità decisionale.

    Uno degli aspetti più affascinanti di questa antica terapia è senz'altro quello ricongiungibile alla profonda modificazione a livello emotivo e psicologico che sopraggiunge dopo un certo periodo di astinenza dal cibo.
    Moltissime filosofie e pratiche ascetiche auspicano il digiuno per consentire quella purificazione indispensabile perché avvenga l'evoluzione spirituale desiderata.

    Secondo il dott. Sebastiano Magnano (Il digiuno terapeutico), il cibo, con il suo bagaglio di sensazioni, ricordi ed emozioni, interviene in modo importante nella formazione dell'Io, che è la parte della psiche che consente l'adattamento alla realtà che ci circonda, utilizzando modelli preconcetti e schemi comportamentali prestabiliti che di contro impediscono la vera espressione della personalità.
    L'Io si adegua e cambia in relazione agli stimoli esterni, e alle esperienze che accompagnano l'esistenza di un individuo.
    Ciò che davvero siamo, la parte di noi che, se lasciata libera di esprimersi, consente di evolvere e di superare le limitazioni che l'Io rigoroso pone, è rappresentata dal Sé.
    Le nevrosi, i disturbi psicologici, i disordini comportamentali sono causati da un Io sofferente e confuso non in sintonia col Sé.

    Durante il digiuno, e la conseguente privazione degli stimoli provocati dal cibo, si toglie all'Io potere decisionale e si limita la sua capacità di reazione.
    Vengono meno abitudini comportamentali acquisite nel corso della vita, e modificando gli stimoli esterni si disturba la rete di certezze che sono state le fondamenta su cui abbiamo costruito la nostra personalità.
    Il risultato sarà una grande flessibilità e una visione mentale ed emotiva più ampia e di maggiore respiro, che consentirà al Sé la totale libertà di espressione grazie alla capacità di autoascolto acquisita.

    E i benefici sono davvero impagabili, in termini di autocomprensione e di maggiore consapevolezza dei propri desideri. Sarà più semplice agire, gli intenti saranno più costruttivi, e la chiarezza di pensiero faciliterà decisioni e prese di posizioni. La maggiore sintonia raggiunta permetterà di agire maggiormente in linea con le proprie aspirazioni.

    Nell'epoca degli eccessi, dove l'opulenza e il di più sono concordati segnali di falso benessere, fa riflettere che uno dei modi per ritrovare la salute fisica ed emotiva sia legato ad una pratica, oltretutto tramandata dai tempi antichi, la cui peculiarità sia proprio quella della privazione.

    E' importante ricordare che la pratica del digiuno va comunque effettuata in modo consapevole e responsabile, sempre sotto controllo medico o specialistico e comunque in ambienti consoni all'attuazione della terapia.

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