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Ricercato! Pop/Etica di Trapanig

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Si chiama "Trapanig", ed è uno degli artisti più noti nel panorama italiano artistico contemporaneo. Azionista di sogni e con un gran capitale urbano in tasca si serve di materiali, reimpiegati, fusi e poi nuovamente separati, dando vita, così, alla sua ricerca che mira alla reinvenzione di un genere.

Scopo dell'artista è ammiccare allo spettatore; usando la provocazione, per insinuare il dubbio, e spingere alla riflessione le persone.
Il criterio adoperato per la comunicazione sono le immagini, Trapanig abbina ad esse la parola, in un reciproco e intenzionale inter-scambio di informazioni: un continuum di linee e trasposizioni da cui si evince un messaggio molteplice ed immediato.
La possibilità di rielaborazione del tutto o ancor meglio della parola: della sua struttura e del suo contenuto.

Affermarsi al'interno dello scenario artistico contemporaneo, secondo Trapanig, è meno difficile e complesso di quanto si voglia far credere e soprattutto è meno codificato delle apparenze. Un artista potrebbe, col sostegno delle istituzioni, scavalcare il muro posto dall'accademismo.
Oggi come in passato gli artisti hanno la stessa difficoltà ad inserirsi nel tessuto sociale e ad affermarsi, a meno che non si presenti l'antica figura del mecenate.
Ciò che conta si racchiude in un semplice ma accurato gesto: aprire gli occhi su tutto ciò che la nostra epoca ci sta urlando, sfondare la porta alla realtà per inserirla nell'immaginario.

È necessario che un artista accenda i riflettori e porti la testimonianza di un patrimonio sub-urbano che raccoglie il marcio e lo riabilita alla vita, per raccontare così una nuova storia: la storia contemporanea.

Viviamo in un'epoca che non ci ha risparmiati, anzi, ci ha totalmente trasformati e ha rimpicciolito i nostri sogni.
Lo spazio di cui dobbiamo riappropriarci si è ampliato e diversificato, ed è subordinato all'arte stessa per cui le immagini puntano ad essere assimilate, confermandone il potere e l'irriverenza.
Un'immagine che si ripete e ti insegue ha molte probabilità di catturarti, e ancora una volta è l'artista a sussurrarci "come" osservare il mondo, questo mondo che è di ognuno di noi, riprendiamocelo, reinventiamolo!

Lanvin loves H&M

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Questo periodo dell'anno è forse il mio preferito per gli acquisti, perché la stagione mi permette di vestirmi a strati e coordinare tutti i pezzi del guardaroba, dalla canotta alla sciarpa sopra il cappotto.

Uno dei momenti più attesi per comprare qualcosa di nuovo e diverso dal solito è di sicuro l'uscita annuale nei negozi della capsule collection di H&M, con la sua consueta collaborazione con gli stilisti di alta moda, che per l'occasione si fanno accessibili nei prezzi, senza però perdere in qualità.

Quest'anno è il turno di Lanvin, con il designer Alber Elbaz, la cui collezione era stata presentata in anteprima alla Vogue's Fashion Night Out dello scorso 9 settembre, e che sarà disponibile nei negozi a partire dal 23 novembre.

Si tratta di quindici capi femminili e sette maschili. Qui li potete vedere nel video ufficiale Lanvin for H&M Look Book. La collezione gioca sull'intramontabile petite robe, in questo caso non solo nera, ma anche fucsia, blu, giallo canarino e a stampa animalier. I materiali sono il tulle, il pizzo, la seta lucida a balze.

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I trench doppiopetto e le giacche dal taglio maschile si portano su t-shirt a stampa cartoon e su gonne drappeggiate. Divertenti anche i gioielli in plastica colorata, con le perle, i fiori metallizzati, le catene. Eccessivi ma capaci di spezzare il "solito" nero che ci accompagna per tutto l'inverno. Per non parlare delle scarpe: altissime, lucide, a punta, ricoperte di fiocchi o leopardate.

Sul blog Fashionologie trovate le foto di tutti i capi. E se nella ressa che ci sarà nei negozi il giorno dell'uscita della collezione non riuscirete a puntare in alto, cercate di portarvi a casa almeno questo.
Brunello Cucinelli

Qualcuno lo chiama il "Re del cashmere". Altri lo conoscono come il filosofo della Moda o come lo stilista che ha rivoluzionato il mercato tradizionale del settore, inventando il cashmere colorato. Brunello Cucinelli, l'imprenditore umbro ormai famoso nel mondo per le sue collezioni uomo e donna, di recente insignito anche del titolo di Cavaliere del Lavoro, sicuramente sa sempre come far parlare di sé.

La sua impresa "umanistica", fondata nel 1978, conta oggi oltre 500 dipendenti e numerosi negozi monomarca sia sui mercati tradizionali che emergenti e rappresenta uno dei più efficaci e rappresentativi esempi della capacità imprenditoriale e della creatività italiana.

A testimonianza della crescente celebrità acquisita dal brand e della validità del modello manageriale adottato, prosegue anche quest'anno il buon risultato dell'azienda, che prevede di chiudere il bilancio 2010 con un incremento pari a +22,05% e con un aumento in percentuale di oltre il doppio rispetto ai dati del bilancio 2009. Risultati importanti, soprattutto considerati gli ultimi echi della crisi di settore.

Molti i segreti del successo della piccola azienda di Tolomeo, capace di creare capi pregiati il cui valore resta inalterato nel tempo. Tra i punti di forza del marchio sicuramente al primo posto vi sono: la continua capacità di rinnovarsi, comprendendo e anticipando i bisogni dei clienti e, soprattutto, l'elevata qualità dei filati e della produzione artigianale, rigorosamente "Made in Italy", frutto della grande tradizione sartoriale umbra nella lavorazione dei tessuti. Da non trascurare, però, anche la particolare attenzione del fondatore rivolta verso tutti i collaboratori, che sono coinvolti attivamente nella vita aziendale e il cui lavoro è considerato sempre come un bene pregiato, indipendentemente dal ruolo svolto.

Durante l'ultima Fashion Week, che si è tenuta a Milano lo scorso settembre, l'azienda ha presentato la sua prossima collezione.
Per la primavera-estate 2011 il grande stilista umbro punta su colore, forme e materiali. La nuova collezione si muove tra elementi di culture e tradizioni diverse, varcando la soglia di epoche e periodi lontani tra loro: si ispira ai viaggiatori, esploratori dell'universo che girovagano per il mondo, cercando di interiorizzare elementi provenienti da culture e gusti differenti, che, come per magia, riescono a fondersi in modo armonico con i canoni di bellezza metropolitana.

La donna di Brunello Cucinelli spazia tra oasi e dune del deserto, atmosfere coloniali e città perdute, indossando capi dal gusto lievemente militare, resi femminili dai dettagli e dal gusto del colore. Capi ai quali il trattamento "aged" conferisce un aspetto vissuto, quasi come se fossero segnati dai chilometri percorsi durante l'esplorazione del mondo.

I colori proposti appaiono polverosi, dalle tonalità basse, sembrano consumati e logorati dal tempo e dal viaggio. Le paillettes di colore spaziano dal caki, al tabacco, fino ai verdi militari, sempre mischiati con il grigio, e comprendono prugna, sigaro, sottobosco, bacca e beige. .

Come di consueto, una grande vestibilità caratterizza i capi. Forme e geometrie si combinano in modo dinamico, pur nel rispetto di un minimalismo quasi essenziale che si esprime con linee pulite e sobrie.

Leitmotiv della collezione sono le forme geometriche: rettangoli e quadrati si intersecano in varie lunghezze, sia nella maglieria in cashmere che nell'out wear. Talvolta ricordano i plaid dei viaggiatori e si appoggiano morbidamente dando forma al corpo.

Le contaminazioni ottenute sia mediante l'utilizzo sullo stesso capo di materiali con pesi differenti che avvalendosi di un mix di lavorazioni di diverso tipo, contribuiscono a creare un effetto di grande leggerezza e movimento. Così ad esempio tessuti forti, come la pelle, il cotone e il lino, sono abbinati a stoffe più leggere, tipo chiffon, crepe o cashmere, filati lavorati a mano si combinano con decori ad uncinetto e lavorazioni a macchina.

Nella linea dedicata alla sera il tessuto di punta per la maglieria è il "cotone diamante", cotone costellato da piccole paillettes, che creano un gioco di luce affascinante e sensuale, sempre molto composto e raffinato, mai eccessivamente appariscente.

Ampia è la proposta di capi realizzati con tessuti tecnici, soprattutto nell'abbigliamento dedicato all'out wear. I tranch, i sopra giacca e i giacconi, hanno forme geometriche e lunghezza variabili. Sono realizzati con materiali leggerissimi, tipo lini e cotoni idrorepellenti, che si adattano a qualsiasi situazione meteorologica e combinano eleganza, gusto estetico e praticità.

Fanno parte delle proposte estive, già presenti nella precedente collezione invernale, anche le giacche dal gusto foulard, ottenute grazie ad un elegante gioco di drappeggi integrato nella giacca stessa.
Molto curati i copri spalla, a forma di cappa realizzata con diverse misure, sempre a forma di rettangolo o quadrato, impreziosita da lavorazioni a mano.

Come immancabili compagni di avventure completano la collezione gli accessori, quali borse, gioielli e scarpe, già da tempo presenti nelle proposte dello stiliste. Vasta è anche la scelta di sciarpe, in tinta unita o fantasia, di cinture e cappelli.

I sandali, per la maggior parte bassi e allacciati alla caviglia, sono in pelle delavè e raso, con le suole bicolore oppure a fascia con ricami all'uncinetto o tubolari gioiello. In alternativa sono proposti polacchini sneakers e mocassini con lacci di seta, sempre molto english style.

I gioielli sono di legno e pietre, agata grigia e striata oppure pietra della luna., abbinamenti insoliti che pongono l'accento su come, in linea di massima, in questa nuova collezione, il gusto etnico si fonde insieme con quello moderno e viene reinterpretato secondo canoni estetici classici, per dare vita ad un'immagine di donna di gran classe, mai esagerata o aggressiva, ma che mantiene al contrario sempre un profilo molto chic, diventato ormai tipico della Donna Cucinelli.

Per ulteriori informazioni consultare il sito: www.brunellocucinelli.it

Il beachwear fa tendenza

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Moda Mare

MI Milano Prêt-à-Porter apre dal 24 al 27 settembre alla moda mare.

La moda mare sta diventando sempre più protagonista delle nuove proposte in ambito fashion.
Negli ultimi anni, costumi da bagno e fuori acqua tipo parei, copri-costume e prendisole, sono sempre più spesso accolti dalle boutique di abbigliamento high end e si stanno trasformando in capi molto chic, da indossare non solo sulla spiaggia.

Recenti trend testimoniano, infatti, che il confine tra moda sulla battigia o urban si sta assottigliando.

La moda mare punta sempre più su prodotti di alta gamma, raffinati, ricercati nei particolari, possibilmente intercambiabili, in grado di garantire un altissimo livello qualitativo, spesso frutto di un lavoro di ricerca molto accurato sia sui tessuti che sui modelli che sul fitting.

Così il beachwear, quest'anno per la prima volta, sbarca a MI Milano prêt-à-porter, una delle più importanti manifestazioni del settore.

Dal 24 al 27 settembre 2010 i padiglioni del Portello di fieramilanocity diventeranno, infatti, cornice espositiva, oltre che di abbigliamento e accessori, anche delle collezioni mare e leisure di fascia alta e altissima.

La scelta di aprire al settore è stata indotta dall'ottimo andamento del comparto: il segmento beach nel corso del 2009 ha riportato, infatti, incrementi di fatturato, soprattutto nel terzo e quarto trimestre dell'anno, pari a un +3,8% rispetto allo stesso periodo del 2008 (dati sito Nielsen).

All'interno dei padiglioni, vicino a nomi consolidati come Parah, La Perla, Miss Bikini e Pierre Mantoux, si affiancano marchi meno noti, come ad esempio Collections de Charme.

I modelli proposti virano dal glamour più acceso a capi più sobri, spesso espressione di una rinnovata filosofia etica.

Collections de Charme, un brand a km zero, prodotto nel comasco con una logica di bien vivre e bien être, per esempio, propone costumi con applicazioni gioiello realizzate manualmente e staccabili, all'occorrenza, per essere trasformate in monili da dito o da polso.

Anche per Gregori Piazzalunga, patron dello storico marchio, il costume diventa un capo da mostrare, non solo da indossare.

La nuova linea di Parah, battezzata Parah Online Urbanwear, rivede il concept del "costume da bagno": in esposizione costumi che fungono da sottogiacca, il bikini accessorio e coordinato, con punte di diamante poste in una miscellanea di capi dalle diverse funzioni d'uso, ma comunque idonei a comporre outfit completi.

La ricerca sul prodotto diventa un aspetto chiave della produzione ed è equiparata a quella effettuata su un capo d'abbigliamento maschile o femminile, come evidenzia l'ultima collezione di La Perla, che conferma la consueta capacità della griffe di esaltare la femminilità e la sensualità della donna con classe ed eleganza. Nella collezione si alternano soutache decor effetto pelle o cordoncino tropicale, a pattern ispirati alla pittrice brasiliana Beatrice Milares e alle prodezze della linea Exclusive, con una tecnica capace di riprodurre la pelle di pitone attraverso il gioco di paillettes policrome.

In casa Miss Bikini la linea "cross over" si chiama Luxe e viene già distribuita nelle boutique di abbigliamento, tramite corners dedicati, accanto al dettaglio tradizionale. Un tripudio di charme e sensualità per una donna che non intende rinunciare alla qualità e al glamour.

La griffe Pierre Mantoux sceglie, invece, per i suoi capi, la via della sobrietà senza troppi eccessi o particolari appariscenti, come paillettes, lustrini e applicazioni. Al contrario, ripone una forte attenzione sulla qualità di confezione e dei materiali, oltre che alle "garanzie" che un brand ad alto livello deve essere in grado di esprimere.

In definitiva, la scelta di aprire Milano prêt-à-porter con il claim "Il beach fa moda" ha tutte le carte in regole per essere una scelta quanto mai azzeccata.

La moda mare rappresenta, infatti, soprattutto in tempi di crisi, un modo per potersi vestire con classe, acquistando capi griffati di alta gamma senza dover spendere capitali.

Per questo motivo l'accresciuta "sete" in questo settore di prodotti griffati rappresenta per i produttori un'ottima opportunità per diversificare l'offerta e incrementare le vendite.

Per contro si assiste all'esigenza di rivedere l'approccio distributivo, evidenziato dai dati delle vendite per canale, prevedendo un più massiccio inserimento della moda mare nelle boutique, accanto all'abbigliamento tradizionale, con corner dedicati.

Evoluzione che ci si augura di accelerare inserendo questo comparto in una delle più importanti vetrine del settore Fashion.

Giovani talenti e nuovi brand

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Gunpania

Creato da giovani artisti salernitani, il nuovo brand "Gunpania" si affaccia appena adesso sul mercato italiano comunicando la propria filosofia. Si sa, ogni brand che si rispetti ne ha una, e la loro è densa di contenuti.

Infatti, il nuovo marchio si presenta con un'immagine molto forte: due pistole. Non è un caso se questo marchio viene alla luce in un territorio dilaniato da lotte intestine fra clan e da problemi di racket. Il brand nasce da un gesto di coraggio e d'amore. Fra i suoi primi obiettivi: contribuire alla diffusione di una cultura della legalità, cercando di allontanare i giovani dalla tentazione di cadere nelle grinfie del sistema malavitoso. Altre tematiche affrontate dal gruppo: l'inquinamento globale, e gli imprudenti stereotipi del bello imposti dalla società.

Il Team Gunpania (scenografi, costumisti, grafici e designer) ha scelto come strategia comunicativa la performance art. Bazzicano nelle strade e nelle piazze, travestiti da uomini del Ris, alla ricerca dei cadaveri o delle potenziali vittime.

Nella scelta di una comunicazione immediata, potremmo dire vis-a-vis, emerge la componente teatrale, che rispetto agli altri criteri comunicativi, riesce ad osservare la gente negli occhi, carpendone le emozioni. "Il brand nasce dall'analisi di una lungimirante intuizione di Eduardo De Filippo, che aveva preconizzato l'avvento di uno status socioeconomico nella regione Campania, e a Napoli in modo particolare, in cui si sarebbe arrivati ad un punto di non ritorno", ci ha detto Vincenzo Luca Forte (responsabile Marketing & Comunicazione del Social Brand Gunpania).

Il team dall'8 al 10 maggio si è dilettato nella performance art a Milano, in via Montenapoleone, affrontando, questa volta, il delicato tema della Moda e delle numerose vittime che, quotidianamente, miete il mercato del lusso. Gli artisti hanno individuato le potenziali fashion victims nelle varie boutique e lungo la strada, e hanno domandato loro se conoscessero la fantomatica "via Vittime della Moda". I rilievi dei "Ris" sono stati facilitati dalla collaborazione delle potenziali vittime, che si lasciavano cerchiare dal gesso bianco.

Troppo spesso i brand, soprattutto, nell'ambito della moda sono associati a qualcosa di inaccessibile ai più, e la merce proposta, come destinata a durare non oltre una stagione. Gunpania, in questo, è riuscita ad unire forma e contenuto.
Il gruppo è presente su Facebook e, in pochi mesi ha già ricevuto migliaia di adesioni.

Alice in Wonderland

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Alice in Wonderland

Il nuovo film di Tim Burton è nelle sale solo da pochi giorni, ma nella moda impazza già l'Alice-mania. Se nei prossimi giorni capiterete a Parigi, lo noterete anche lì.

Le Printemps è uno dei primi "grandi magazzini" della ville lumière. Si trova in Bouvelard Haussmann, proprio vicino alle Galeries Lafayette, ed è tutt'ora una mecca dello shopping.

Le Printemps ha dedicato alcune delle sue vetrine proprio all'eroina di Lewis Carrol, concedendo massima libertà a un gruppo di designers internazionali che hanno usato la loro immaginazione per creare il loro personali vestiti da Alice. Tra questi, Haider Ackermann, Manish Arora, Chloé, Ann Demeulemeester, Christopher Kane, Nicholas Kirkwood, Maison Martin Mariangiela, Bernhard Willhelm, e Alexander McQueen, visionario stilista londinese scomparso nel febbraio di quest'anno.

Come tributo al leggendario Tea Party del Cappellaio Matto, Printemps e Ladurée (il famoso marchio francese di pasticceria) hanno installato una vera e propria sala da tè all'interno del negozio. L'esposizione dura fino al 14 marzo.

Senza per forza andare oltralpe, anche facendo dei giri di shopping nostrani vedrete sbucare dai negozi dei Bianconigli e dei Leprotti Bisestili, come ad esempio quelli delle vetrine di Furla.

Leitmotiv for Furla

Nel 2007 nasce il progetto Furla Talent Hub, per promuovere giovani talenti e le loro proposte innovative. Per la primavera/estate 2010 si riconferma la capsule collection di Fabio Sasso e Juan Caro, designer del marchio Leitmotiv, ispirata, appunto, ad Alice, con una serie di accessori retro-pop.

Pochette, doctor bag, foulard, portachiavi, ombrelli, in cui il tema fiabesco viene rivisitato in chiave "tecno-vittoriana", con ripetizioni caleidoscopiche di personaggi e fiori. Per sentirci anche noi, almeno un po', parte del loro Paese delle Meraviglie.

Giovani talenti crescono

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Giovani talenti crescono

Mi pop: uno spazio dedicato ai nuovi stilisti durante MI Prêt-à-porter, segnale che la kermesse guarda sempre di più al futuro

Sta per prendere il via uno degli appuntamenti più attesi del settore Moda, la Milano Fashion Week, durante la quale saranno presentate le prossime tendenze del prêt-à-porter per l'autunno inverno 2010-2011.

In linea con l'orientamento degli ultimi anni, l'attenzione sarà puntata anche sulle nuove generazioni. 10 designer emergenti avranno l'opportunità di presentare le loro collezioni direttamente nel tempio della moda milanese, all'interno della Fiera Milano City, dove rimarranno in mostra dal 26 febbraio al 1 marzo .

Si tratta di giovani tutti italiani, anche se spesso si avvalgono di acronimi o brand anglofoni, di comprovato estro creativo, alcuni già affermati, altri meno conosciuti, con un'età che non supera i 35 anni.

Originalità, anticonformismo, freschezza ed eccellente talento: questi gli ingredienti principali delle collezioni di questi giovanissimi, che hanno tutte le carte in regola per diventare i nuovi guru del fashion del futuro. Idee all'avanguardia, rivisitazioni in chiave innovativa di passato e presente, spesso supportate da un'accurata ed evidente ricerca sulle forme e sui materiali, danno vita a realizzazioni che rifuggono dalla banalità, dalla standardizzazione e dalla serialità. Anche la vena pop, da cui il nome della rassegna "Mi Pop", è presente come una corrente esplosiva.

Tra i fortunati espositori in questa importante vetrina del fashion internazionale, troviamo il già noto duo di Leitmotiv, che ha esordito nel 2007 con la mostra "Doubles Faces Art Fashioned Identities", dove trionfa il connubio tra arte e moda - rimasto il carattere dominante del brand - e in cui il surrealismo è traslato in grafica, preso e messo su abiti strutturati. Gli artefici del marchio sono due animi dal temperamento e dalle passioni diverse, che collaborano in modo sinergico: Fabio, milanese, attratto dalla moda, dai tagli di tipo sartoriale, dalla geometria, cura la struttura, la linea e le forme degli abili, mentre Juan, colombiano, dallo spirito più artistico, si occupa del senso estetico, dei texture, dei colori e delle immagini.

Allure parigina e estro umoristico distinguono lo stile della 32enne perugina Vivi Ponti, in arte Vivetta, che,dopo aver lavorato con grandi nomi della moda, si è messa in proprio firmando una suggestiva linea dall'ispirazione un po' retrò e kidult. Il debutto a Parigi con il suo nome, nel settembre 2008, la porta a vincere l'edizione francese di Who's on next. Punti forti delle proposte per la prossima stagione le gonne cartoon, di squisito taglio sartoriale, e gli abiti gabbia, che mutuano delizie ottocentesche, pastrani con fiocco e colori pastello, per una linea dall'atmosfera velatamente nostalgica e fanciullesca, ma al tempo stesso moderna e charmant.

Meno noti (ancora per poco), i due ex studenti di Marangoni (Lucio Vanotti e Marika Masi) che hanno fondato nel 2003 il marchio February. Le loro produzioni combinano design minimal e spiccato senso grafico con la praticità e completa versatilità dei capi. February trae la sua ispirazione dalla cultura techno tipica degli anni '90 e dai Manga giapponesi degli anni '70 e '80. Nei capi in mostra è evidente il desiderio e la nostalgia dell'infanzia. Pulizia estrema e rigore morfologico esprimono i tratti salienti del loro linguaggio espressivo.

Innovazione e funzionalità sono anche le caratteristiche distintive della 31 enne Suzanna Gioia di Lemuria, che indirizza la propria ricerca sulla multifunzionalità estrema di un abito, puntando su un capo che si trasforma in decine di diversi modelli, come dimostrano i suoi cocoon dress da de (ri) costruire a piacimento.

Architettura e design ispirano, invece, Paolo Errico, di origine genovese, che ha iniziato la sua carriera collaborando prima con Calvin Klein e Versace, poi per il Gruppo Zegna disegnando Agnona. Nel 2004 fonda il suo brand, presentando nello stesso anno la sua prima collezione a Milano.

La geometria imperversa anche da Frei und Apple, marchio di origine piuttosto recente (2009), creato da Carina Negrone, 33 enne genovese, che punta sui contrasti forti, accostamenti inusuali, stampe e colori che non passano inosservati. Nella nuova collezione vige uno strano melting pot fra lo spirito di Courrèges, gli anni Settanta, le "can" di Warhol. Il colore impazza, scorre a rivoli tra le grafiche capaci di digitalizzare anche un giglio toscano.

Connotata dalla ricerca di una linearità grafica, sofisticata e minimalista anche l'estetica della linea Misuraca, di Gianfranco Fenizia, special guest che sfugge al computo anagrafico (ma rientra in quello stylish). Lo stilista predilige linee spoglie e silhouette molto asciutte e sobrie.

A Mi Pop uno spazio particolare è dedicato al design degli accessori, che stanno assumendo negli ultimi anni un ruolo sempre più importante nel look femminile, come testimonia il successo di Federica Moretti, 27 anni, modenese. Con la sua linea Federica Moretti Hand Made, trasforma i cappelli in un accessorio molto glamour, capace di dare un tocco di classe a qualsiasi abito. Le sue creazioni sono delle autentiche opere d'arte, sculture armoniose che si sviluppano leggere dalla base di un volant inferiore ottenuto dal recupero del feltro che verrebbe solitamente eliminato nel processo finale. Già apprezzata sui mercati internazionali - i suoi copri capi sono venduti anche da Barney's a New York, Boston e Beverly Hills - i suoi capolavori si possono acquistare anche in alcune tra le più prestigiose boutique italiane. Vanta molte collaborazioni con Giuliano Fujiwara, Moschino e Mila Schön.

La ricerca del bello e dell'armonia, la passione per le scarpe d'alta moda, la semplicità delle linee e volumi è la fonte d'ispirazione di Georgia Turri, 29enne, italo-brasiliana, che disegna calzature. La stilista propone uno stile sontuoso, iper fashion che mette al servizio della portabilità, creando scarpe per ogni occasione, non solo da ammirare, ma anche e soprattutto da portare. Estro e gusto si fondono insieme, rielaborando in modo personale correnti culturali internazionali di ogni tipo e d'ogni tempo, oggetto di un approfondito studio. L'attenzione verso una produzione di tipo artigianale nella migliore tradizione italiana, la cura dei dettagli, la scelta dei materiali e la continua ricerca del perfetto equilibrio di forme, linee e colori contribuiscono a garantire un elevatissimo livello qualitativo dei prodotti, per uno stile unico e raffinato.

Degna di nota anche la rock jewellery del pisano Manuel Bozzi , artista dalla formazione artistica poliedrica, che spazia dal teatro alla scultura passando per la pittura e l'artigianato antico, fino a intraprendere la strada maestra dell'oreficeria. Il singolare talento di Manuel Bozzi viene scoperto dai geniali stilisti francesi Marithè e François Girbaud con i quali il giovane designer inizia nel 2000 un importante serie di collaborazioni che lo portano, nel 2003, a decidere di dar vita a gioielli firmati col suo nome.

La presenza di un numero sempre maggiore di stilisti emergenti, con la loro freschezza, originalità e voglia di sperimentare, testimonia che l'intercapedine giovane di Milano Prêt-à-Porter è sempre più solida e che, nel nostro paese, il talento non smette di fiorire e di contunuare a confermare l'eccellenza del made in Italy.

Blumarine

Sempre più stilisti traggono spunto, per differenziare le loro collezioni, dal mondo dell'arte, sia esso rappresentato da un pittore, scultore o da una corrente artistica.

A ispirare la collezione invernale di Anna Molinari, per esempio, è Andy Warhol, artista americano di origine polacca nato nel 1928 a Pittsurgh, famoso come uno dei maggiori esponenti della pop art americana e celebre per i quadri che riproducono i volti di Mao, Marilyn Monroe, Jacqueline Kennedy, ma anche la famosa sequenza della Electric chair.

Caratteristica principale del celebre artista consiste nella produzione in serie dei soggetti con l'ausilio dell'impianto serigrafico. Il punto forte e peculiare della tecnica utilizzata può essere considerata la ripetizione, cioè riproduceva su grosse tele moltissime volte la stessa immagine alterandone i colori (prevalentemente vivaci e forti), metodo che gli permetteva di rendere soggetti apparentemente identici sempre diversi l'uno dall'altro. Le sue opere più famose sono diventate delle icone: Marilyn Monroe, Mao Zedong, Che Guevara e tante altre.

Pittore, fotografo, cineasta, produttore cinematografico, di gruppi musicali e teatrali, scrittore (filosofo e sociologo) ed editore, Worhol può essere considerato sicuramente un personaggio eclettico, che seppe, attraverso il proprio stile di vita e le sue opere, innovare il concetto stesso di arte, divenendo espressione di un'epoca in forte fermento e rapido cambiamento.

Anna Molinari vuole far rivivere con i capi della collezione "work in progress" della linea Blumarine disegnata per l'inverno 2010, le suggestioni create dai capolavori di quello che lei stessa annovera tra i suoi artisti preferiti.
Obiettivo della stilista è trasmettere un messaggio positivo, di gioia e di fiducia, finalizzato a spronare il mondo a reagire contro il dirompente pessimismo, un modo per infondere fiducia e dare nuova vitalità, partendo proprio dando un po' di vivacità a questo freddo inverno.

Per realizzare questo intento, la stilista punta su colori accesi e contrapposti. Gli abbinamenti cromatici sono studiati in modo da riproporre lo stesso forte impatto visivo delle opere di Worhol: stessi modelli con colori decisi e accostamenti differenti, proprio come in una serigrafia.
Così, nella linea "work in progress", tra i colori proposti trionfano le nuance cromatiche tanto care al pittore, come fucsia, giallo, verde e azzurro, proposti sia in tinta unita che combinati in diverse fantasie o in versione luminescente, fino a generare eccentriche combinazioni tecnicolor, sempre abbinate con gusto e garbo.

Come nella sequenza di fotogrammi in movimento dei volti della Marlyn worholiana, le silhouette si trasformano con l'introduzione del colore acceso: i caban, i micro piumini, i cappotti ed il chiodo in pelle brillano di giallo acrilico, rosa "big babol", verde acido.
Completano la gamma cromatica il grigio, il blu navy, lo champagne e il nero, che si affiancano a raffinate stampe leopardate, sempre molto bon ton, sui toni del bianco e nero o variopinte, che lasciano trasparire quel pizzico di malizia e di selvaggia sensualità tipico della donna Blumarine.

I leggings neri diventano animalier in nuances vivaci, da indossare sotto la T shirt, aerografate con maxi logo che richiamano alcuni lavori di Worhol, che fece della serigrafia una modalità espressiva.
Le forme sono fluide, essenziali nei tailleur in cachemire, nei tuxedo, nei caban e nei cappotti a taglio maschile in colori classici, da indossare con seducenti leggings o sofisticati abiti in maglia dal collo alto tinta unita o animalieur. Miniabiti in pelle effetto guepiere sono esaltati da giacche strette e corte. Stampe e dettagli in rilievo movimentano a volte la linearità dei modelli proposti.

Le lunghezze delle gonne si accorciano. Taftani leggerissimi e svolazzanti, che possono essere utilizzati anche per la primavera, con drappeggi, asimmetrie, ampie e sexy scollature contribuiscono ad esaltare quel carattere iperfemminile e romantico tipico dello stile del brand.

Tra la gamma proposta compaiono anche i jeans, che possono venire abbinati a mini top in cristalli molto glamour, e che testimoniano l'impegno degli stilisti ad accontentare tutti i budget. Non mancano altri capi da portare nella quotidianità, come il chiodo in pelle ricamato.
Capi strutturati nei tagli e nelle linee si alternano con lunghi vestiti più morbidi e asimmetrici con drappeggi e ampie scollature. L'abito si arricchisce di nuove interpretazioni, a seconda della luce o della tonalità del colore e dei particolari d'insieme.

Per combattere la crisi la stilista propone inoltre finti gioielli con brillanti swarovski, posizionati anche sugli accessori, che assolvono una funzione ornamentale. Bagliori metallici, tipici di uno stile metropolitano, sono rappresentati da collane, bracciali scintillanti e appariscenti, che contribuiscono a trasformare l'abito da giorno in abito da sera e garantiscono il massimo dell'eleganza con il minimo della spesa.

Ritmo e dinamismo rendono la collezione frizzante, espressione di un' identità in continua trasformazione in grado di proporre un senso nuovo dell'immagine e dello stile, che oscilla tra un modo di vestire metropolitano ed uno più selvaggio, sensuale, raffinato e personale che non rinuncia mai ad un ironica seduzione.
Ogni abito diventa così un'opera d'arte, unica per la bellezza estetica, la cura dei dettagli e l'originalità creativa. Un capolavoro che suscita emozioni, che ha un'anima che vive, creando l'immagine di una donna e acuendone il fascino, proprio come solo una forma d'arte può fare.

Milano Vogue Fashion's Night Out

Negozi aperti a Milano nel quadrilatero della moda, in occasione della Vogue Fashion's Night Out: una notte in cui la moda è stata la protagonista non solo in Italia, ma anche nel Regno Unito, Russia, Francia, Spagna, Cina e in molti altri Paesi del mondo.

Per l'occasione l'Amministrazione Comunale milanese ha ideato un progetto di beneficenza, che ha visto coinvolti i designer delle griffe più prestigiose nella elaborazione di t-shirt a sfondo ambientalista. Tale iniziativa, che prende il nome di "Adotta un albero", ha come fine di accrescere le aree verdi della metropoli, infatti parte del ricavato di questa serata sarà devoluto per piantare nuovi alberi.

Il grande evento si è svolto alla presenza di stilisti e celebrities, ed è stato aperto a tutti, rendendo - per una sera - il mercato del lusso accessibile ai più. Gli articoli che sono stati venduti fanno parte di una serie in Limited Edition. Lapo Elkann ha presentato in una nota boutique del quadrilatero della moda, la nuova collezione di abbigliamento e scarpe del suo marchio Italia Independent.

Dottor Elkann quali sono i punti di forza del suo brand?
I punti di forza del brand Italia Independent sono i colori, la qualità e l'inventiva, che da sempre permette al prodotto italiano di contraddistinguersi nel mondo. La tipologia del marchio e i colori adottati in sé veicolano un messaggio, che tende a diffondere l'immagine dell'Italia e con essa le sue tradizioni e i valori. Non a caso le stampe presenti sui nostri capi d'abbigliamento rappresentano bandiere straniere realizzate con le tonalità del tricolore italiano: un elemento di apertura verso gli altri paesi pur mantenendo la nostra identità e originalità.

Qual è il target a cui fate riferimento per la creazione degli articoli?
I nostri prodotti sono concepiti essenzialmente per persone che stanno bene con se stesse e con gli altri, il nostro punto di riferimento di base è l'armonia in tutte le sue forme, e la nostra linea d'abbigliamento è creata per persone semplici, che amano la vita.

Come si pronuncia rispetto al mercato cinese, che in Italia ha letteralmente divorato il settore tessile?
Una risposta a questa domanda meriterebbe più tempo, e siccome stasera il nostro obiettivo è vendere, sarò sintetico: Pur riconoscendo l'importanza del mercato cinese in ambito mondiale resto un estimatore del made in Italy. La qualità del prodotto italiano ha fatto storia, tuttavia ci sono italiani che in Cina hanno fatto bene, mi riferisco a Ermenegildo Zegna, il cui marchio è leader mondiale nell'abbigliamento di lusso maschile. Se il settore tessile in Italia è stato divorato la causa è da ricercarsi anche nell'elevato livello di produttività dei cinesi. Ma ripeto ci battono soltanto dal punto di vista quantitativo.

Beth Ditto

Mary Beth Patterson, in arte Beth Ditto, è una che se la vedi una volta non la dimentichi più. Questa ventottenne dell'Arkansas è la frontwoman del gruppo punk/soul dei "The Gossip": voce da Aretha Franklin e predilezione per accostamenti esagerati in fatto di vestiti (una Cindy Lauper degli anni duemila?), è diventata nel corso del tempo icona di stile, corteggiata dagli stilisti e inseguita dai giornali di moda di tutto il mondo.

Beth Ditto te la ricordi perché la sua immagine contrasta pesantemente con quella delle sue colleghe (filiformi, magre, magrissime, a volte ai limiti dell'anoressia), giacché lei porta in giro con fierezza i suoi quasi cento chili. Non per niente, ama dichiarare che il suo modello di femminilità è Miss Piggy dei Muppets.
Delle forme abbondanti ha fatto il simbolo evidentissimo della sua personale campagna contro la taglia zero (cercata e decantata all'eccesso, nel mondo della moda e, spesso e volentieri, anche in quello della musica), e contro quello che lei chiama il "fascismo del corpo". Non si può non rimanere affascinati dalla sua carica vitale, prorompente, e da quella giusta dose di politically scorrect che diventa fondamentale nella costruzione del personaggio-Beth Ditto. E' lei quella che si presenta la sera prima, sul palco, a cantare in bikini, birra in una mano e sigaretta nell'altra (mostrando a tutti un'altra delle caratteristiche che la classificano in primis come una ragazzaccia del punk, cioè il disinteresse verso la depilazione), e la sera dopo è sempre lei quella che si fa fotografare inguainata in uno stupendo abito maculato fluo di seta agli ultimi Glamour Awards, dove si è aggiudicata il premio come International Artist of the Year.

Questa è Beth Ditto, ma è anche molto altro: lesbica dichiarata, da sempre attivista del movimento LGBT, è legata da sei anni al transgender Freddie, e si è fatta riconoscere recentemente per aver attaccato la hit "I kissed a girl" di Kate Perry come offensiva nei confronti della comunità gay.

Nel 2006 si porta a casa anche il premio di Personaggio più cool del rock della rivista New Musical Express, testata per la cui copertina ha anche posato nuda (e non è stata l'unica volta: l'ha fatto, coperta solo dalla scritta del suo nome, dai suoi tatuaggi e da un'enorme rosa di chiffon, anche per la rivista Love).

Ora è anche uscita la sua collezione di vestiti, per taglie XL, per il brand Evans (il "fratello" di quel TopShop col quale l'anno scorso si era rifiutata di collaborare, proprio perché dedicato solo a taglie 40), col quale ha firmato un contratto da duecentomila sterline. Il sito bethdittoatevans.co.uk è cliccatissimo, e la sua linea, che strizza l'occhio agli anni Ottanta, fa una ferrea concorrenza a quella che, a causa della sua vicinanza, sembra quasi sbiadire, dell'amica Kate Moss.
Il fenomeno Beth Ditto è esploso: adesso anche la ciccia si è presa la sua rivincita (finalmente).

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