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Giovani talenti e nuovi brand

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Gunpania

Creato da giovani artisti salernitani, il nuovo brand "Gunpania" si affaccia appena adesso sul mercato italiano comunicando la propria filosofia. Si sa, ogni brand che si rispetti ne ha una, e la loro è densa di contenuti.

Infatti, il nuovo marchio si presenta con un'immagine molto forte: due pistole. Non è un caso se questo marchio viene alla luce in un territorio dilaniato da lotte intestine fra clan e da problemi di racket. Il brand nasce da un gesto di coraggio e d'amore. Fra i suoi primi obiettivi: contribuire alla diffusione di una cultura della legalità, cercando di allontanare i giovani dalla tentazione di cadere nelle grinfie del sistema malavitoso. Altre tematiche affrontate dal gruppo: l'inquinamento globale, e gli imprudenti stereotipi del bello imposti dalla società.

Il Team Gunpania (scenografi, costumisti, grafici e designer) ha scelto come strategia comunicativa la performance art. Bazzicano nelle strade e nelle piazze, travestiti da uomini del Ris, alla ricerca dei cadaveri o delle potenziali vittime.

Nella scelta di una comunicazione immediata, potremmo dire vis-a-vis, emerge la componente teatrale, che rispetto agli altri criteri comunicativi, riesce ad osservare la gente negli occhi, carpendone le emozioni. "Il brand nasce dall'analisi di una lungimirante intuizione di Eduardo De Filippo, che aveva preconizzato l'avvento di uno status socioeconomico nella regione Campania, e a Napoli in modo particolare, in cui si sarebbe arrivati ad un punto di non ritorno", ci ha detto Vincenzo Luca Forte (responsabile Marketing & Comunicazione del Social Brand Gunpania).

Il team dall'8 al 10 maggio si è dilettato nella performance art a Milano, in via Montenapoleone, affrontando, questa volta, il delicato tema della Moda e delle numerose vittime che, quotidianamente, miete il mercato del lusso. Gli artisti hanno individuato le potenziali fashion victims nelle varie boutique e lungo la strada, e hanno domandato loro se conoscessero la fantomatica "via Vittime della Moda". I rilievi dei "Ris" sono stati facilitati dalla collaborazione delle potenziali vittime, che si lasciavano cerchiare dal gesso bianco.

Troppo spesso i brand, soprattutto, nell'ambito della moda sono associati a qualcosa di inaccessibile ai più, e la merce proposta, come destinata a durare non oltre una stagione. Gunpania, in questo, è riuscita ad unire forma e contenuto.
Il gruppo è presente su Facebook e, in pochi mesi ha già ricevuto migliaia di adesioni.

Alice in Wonderland

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Alice in Wonderland

Il nuovo film di Tim Burton è nelle sale solo da pochi giorni, ma nella moda impazza già l'Alice-mania. Se nei prossimi giorni capiterete a Parigi, lo noterete anche lì.

Le Printemps è uno dei primi "grandi magazzini" della ville lumière. Si trova in Bouvelard Haussmann, proprio vicino alle Galeries Lafayette, ed è tutt'ora una mecca dello shopping.

Le Printemps ha dedicato alcune delle sue vetrine proprio all'eroina di Lewis Carrol, concedendo massima libertà a un gruppo di designers internazionali che hanno usato la loro immaginazione per creare il loro personali vestiti da Alice. Tra questi, Haider Ackermann, Manish Arora, Chloé, Ann Demeulemeester, Christopher Kane, Nicholas Kirkwood, Maison Martin Mariangiela, Bernhard Willhelm, e Alexander McQueen, visionario stilista londinese scomparso nel febbraio di quest'anno.

Come tributo al leggendario Tea Party del Cappellaio Matto, Printemps e Ladurée (il famoso marchio francese di pasticceria) hanno installato una vera e propria sala da tè all'interno del negozio. L'esposizione dura fino al 14 marzo.

Senza per forza andare oltralpe, anche facendo dei giri di shopping nostrani vedrete sbucare dai negozi dei Bianconigli e dei Leprotti Bisestili, come ad esempio quelli delle vetrine di Furla.

Leitmotiv for Furla

Nel 2007 nasce il progetto Furla Talent Hub, per promuovere giovani talenti e le loro proposte innovative. Per la primavera/estate 2010 si riconferma la capsule collection di Fabio Sasso e Juan Caro, designer del marchio Leitmotiv, ispirata, appunto, ad Alice, con una serie di accessori retro-pop.

Pochette, doctor bag, foulard, portachiavi, ombrelli, in cui il tema fiabesco viene rivisitato in chiave "tecno-vittoriana", con ripetizioni caleidoscopiche di personaggi e fiori. Per sentirci anche noi, almeno un po', parte del loro Paese delle Meraviglie.

Giovani talenti crescono

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Giovani talenti crescono

Mi pop: uno spazio dedicato ai nuovi stilisti durante MI Prêt-à-porter, segnale che la kermesse guarda sempre di più al futuro

Sta per prendere il via uno degli appuntamenti più attesi del settore Moda, la Milano Fashion Week, durante la quale saranno presentate le prossime tendenze del prêt-à-porter per l'autunno inverno 2010-2011.

In linea con l'orientamento degli ultimi anni, l'attenzione sarà puntata anche sulle nuove generazioni. 10 designer emergenti avranno l'opportunità di presentare le loro collezioni direttamente nel tempio della moda milanese, all'interno della Fiera Milano City, dove rimarranno in mostra dal 26 febbraio al 1 marzo .

Si tratta di giovani tutti italiani, anche se spesso si avvalgono di acronimi o brand anglofoni, di comprovato estro creativo, alcuni già affermati, altri meno conosciuti, con un'età che non supera i 35 anni.

Originalità, anticonformismo, freschezza ed eccellente talento: questi gli ingredienti principali delle collezioni di questi giovanissimi, che hanno tutte le carte in regola per diventare i nuovi guru del fashion del futuro. Idee all'avanguardia, rivisitazioni in chiave innovativa di passato e presente, spesso supportate da un'accurata ed evidente ricerca sulle forme e sui materiali, danno vita a realizzazioni che rifuggono dalla banalità, dalla standardizzazione e dalla serialità. Anche la vena pop, da cui il nome della rassegna "Mi Pop", è presente come una corrente esplosiva.

Tra i fortunati espositori in questa importante vetrina del fashion internazionale, troviamo il già noto duo di Leitmotiv, che ha esordito nel 2007 con la mostra "Doubles Faces Art Fashioned Identities", dove trionfa il connubio tra arte e moda - rimasto il carattere dominante del brand - e in cui il surrealismo è traslato in grafica, preso e messo su abiti strutturati. Gli artefici del marchio sono due animi dal temperamento e dalle passioni diverse, che collaborano in modo sinergico: Fabio, milanese, attratto dalla moda, dai tagli di tipo sartoriale, dalla geometria, cura la struttura, la linea e le forme degli abili, mentre Juan, colombiano, dallo spirito più artistico, si occupa del senso estetico, dei texture, dei colori e delle immagini.

Allure parigina e estro umoristico distinguono lo stile della 32enne perugina Vivi Ponti, in arte Vivetta, che,dopo aver lavorato con grandi nomi della moda, si è messa in proprio firmando una suggestiva linea dall'ispirazione un po' retrò e kidult. Il debutto a Parigi con il suo nome, nel settembre 2008, la porta a vincere l'edizione francese di Who's on next. Punti forti delle proposte per la prossima stagione le gonne cartoon, di squisito taglio sartoriale, e gli abiti gabbia, che mutuano delizie ottocentesche, pastrani con fiocco e colori pastello, per una linea dall'atmosfera velatamente nostalgica e fanciullesca, ma al tempo stesso moderna e charmant.

Meno noti (ancora per poco), i due ex studenti di Marangoni (Lucio Vanotti e Marika Masi) che hanno fondato nel 2003 il marchio February. Le loro produzioni combinano design minimal e spiccato senso grafico con la praticità e completa versatilità dei capi. February trae la sua ispirazione dalla cultura techno tipica degli anni '90 e dai Manga giapponesi degli anni '70 e '80. Nei capi in mostra è evidente il desiderio e la nostalgia dell'infanzia. Pulizia estrema e rigore morfologico esprimono i tratti salienti del loro linguaggio espressivo.

Innovazione e funzionalità sono anche le caratteristiche distintive della 31 enne Suzanna Gioia di Lemuria, che indirizza la propria ricerca sulla multifunzionalità estrema di un abito, puntando su un capo che si trasforma in decine di diversi modelli, come dimostrano i suoi cocoon dress da de (ri) costruire a piacimento.

Architettura e design ispirano, invece, Paolo Errico, di origine genovese, che ha iniziato la sua carriera collaborando prima con Calvin Klein e Versace, poi per il Gruppo Zegna disegnando Agnona. Nel 2004 fonda il suo brand, presentando nello stesso anno la sua prima collezione a Milano.

La geometria imperversa anche da Frei und Apple, marchio di origine piuttosto recente (2009), creato da Carina Negrone, 33 enne genovese, che punta sui contrasti forti, accostamenti inusuali, stampe e colori che non passano inosservati. Nella nuova collezione vige uno strano melting pot fra lo spirito di Courrèges, gli anni Settanta, le "can" di Warhol. Il colore impazza, scorre a rivoli tra le grafiche capaci di digitalizzare anche un giglio toscano.

Connotata dalla ricerca di una linearità grafica, sofisticata e minimalista anche l'estetica della linea Misuraca, di Gianfranco Fenizia, special guest che sfugge al computo anagrafico (ma rientra in quello stylish). Lo stilista predilige linee spoglie e silhouette molto asciutte e sobrie.

A Mi Pop uno spazio particolare è dedicato al design degli accessori, che stanno assumendo negli ultimi anni un ruolo sempre più importante nel look femminile, come testimonia il successo di Federica Moretti, 27 anni, modenese. Con la sua linea Federica Moretti Hand Made, trasforma i cappelli in un accessorio molto glamour, capace di dare un tocco di classe a qualsiasi abito. Le sue creazioni sono delle autentiche opere d'arte, sculture armoniose che si sviluppano leggere dalla base di un volant inferiore ottenuto dal recupero del feltro che verrebbe solitamente eliminato nel processo finale. Già apprezzata sui mercati internazionali - i suoi copri capi sono venduti anche da Barney's a New York, Boston e Beverly Hills - i suoi capolavori si possono acquistare anche in alcune tra le più prestigiose boutique italiane. Vanta molte collaborazioni con Giuliano Fujiwara, Moschino e Mila Schön.

La ricerca del bello e dell'armonia, la passione per le scarpe d'alta moda, la semplicità delle linee e volumi è la fonte d'ispirazione di Georgia Turri, 29enne, italo-brasiliana, che disegna calzature. La stilista propone uno stile sontuoso, iper fashion che mette al servizio della portabilità, creando scarpe per ogni occasione, non solo da ammirare, ma anche e soprattutto da portare. Estro e gusto si fondono insieme, rielaborando in modo personale correnti culturali internazionali di ogni tipo e d'ogni tempo, oggetto di un approfondito studio. L'attenzione verso una produzione di tipo artigianale nella migliore tradizione italiana, la cura dei dettagli, la scelta dei materiali e la continua ricerca del perfetto equilibrio di forme, linee e colori contribuiscono a garantire un elevatissimo livello qualitativo dei prodotti, per uno stile unico e raffinato.

Degna di nota anche la rock jewellery del pisano Manuel Bozzi , artista dalla formazione artistica poliedrica, che spazia dal teatro alla scultura passando per la pittura e l'artigianato antico, fino a intraprendere la strada maestra dell'oreficeria. Il singolare talento di Manuel Bozzi viene scoperto dai geniali stilisti francesi Marithè e François Girbaud con i quali il giovane designer inizia nel 2000 un importante serie di collaborazioni che lo portano, nel 2003, a decidere di dar vita a gioielli firmati col suo nome.

La presenza di un numero sempre maggiore di stilisti emergenti, con la loro freschezza, originalità e voglia di sperimentare, testimonia che l'intercapedine giovane di Milano Prêt-à-Porter è sempre più solida e che, nel nostro paese, il talento non smette di fiorire e di contunuare a confermare l'eccellenza del made in Italy.

Blumarine

Sempre più stilisti traggono spunto, per differenziare le loro collezioni, dal mondo dell'arte, sia esso rappresentato da un pittore, scultore o da una corrente artistica.

A ispirare la collezione invernale di Anna Molinari, per esempio, è Andy Warhol, artista americano di origine polacca nato nel 1928 a Pittsurgh, famoso come uno dei maggiori esponenti della pop art americana e celebre per i quadri che riproducono i volti di Mao, Marilyn Monroe, Jacqueline Kennedy, ma anche la famosa sequenza della Electric chair.

Caratteristica principale del celebre artista consiste nella produzione in serie dei soggetti con l'ausilio dell'impianto serigrafico. Il punto forte e peculiare della tecnica utilizzata può essere considerata la ripetizione, cioè riproduceva su grosse tele moltissime volte la stessa immagine alterandone i colori (prevalentemente vivaci e forti), metodo che gli permetteva di rendere soggetti apparentemente identici sempre diversi l'uno dall'altro. Le sue opere più famose sono diventate delle icone: Marilyn Monroe, Mao Zedong, Che Guevara e tante altre.

Pittore, fotografo, cineasta, produttore cinematografico, di gruppi musicali e teatrali, scrittore (filosofo e sociologo) ed editore, Worhol può essere considerato sicuramente un personaggio eclettico, che seppe, attraverso il proprio stile di vita e le sue opere, innovare il concetto stesso di arte, divenendo espressione di un'epoca in forte fermento e rapido cambiamento.

Anna Molinari vuole far rivivere con i capi della collezione "work in progress" della linea Blumarine disegnata per l'inverno 2010, le suggestioni create dai capolavori di quello che lei stessa annovera tra i suoi artisti preferiti.
Obiettivo della stilista è trasmettere un messaggio positivo, di gioia e di fiducia, finalizzato a spronare il mondo a reagire contro il dirompente pessimismo, un modo per infondere fiducia e dare nuova vitalità, partendo proprio dando un po' di vivacità a questo freddo inverno.

Per realizzare questo intento, la stilista punta su colori accesi e contrapposti. Gli abbinamenti cromatici sono studiati in modo da riproporre lo stesso forte impatto visivo delle opere di Worhol: stessi modelli con colori decisi e accostamenti differenti, proprio come in una serigrafia.
Così, nella linea "work in progress", tra i colori proposti trionfano le nuance cromatiche tanto care al pittore, come fucsia, giallo, verde e azzurro, proposti sia in tinta unita che combinati in diverse fantasie o in versione luminescente, fino a generare eccentriche combinazioni tecnicolor, sempre abbinate con gusto e garbo.

Come nella sequenza di fotogrammi in movimento dei volti della Marlyn worholiana, le silhouette si trasformano con l'introduzione del colore acceso: i caban, i micro piumini, i cappotti ed il chiodo in pelle brillano di giallo acrilico, rosa "big babol", verde acido.
Completano la gamma cromatica il grigio, il blu navy, lo champagne e il nero, che si affiancano a raffinate stampe leopardate, sempre molto bon ton, sui toni del bianco e nero o variopinte, che lasciano trasparire quel pizzico di malizia e di selvaggia sensualità tipico della donna Blumarine.

I leggings neri diventano animalier in nuances vivaci, da indossare sotto la T shirt, aerografate con maxi logo che richiamano alcuni lavori di Worhol, che fece della serigrafia una modalità espressiva.
Le forme sono fluide, essenziali nei tailleur in cachemire, nei tuxedo, nei caban e nei cappotti a taglio maschile in colori classici, da indossare con seducenti leggings o sofisticati abiti in maglia dal collo alto tinta unita o animalieur. Miniabiti in pelle effetto guepiere sono esaltati da giacche strette e corte. Stampe e dettagli in rilievo movimentano a volte la linearità dei modelli proposti.

Le lunghezze delle gonne si accorciano. Taftani leggerissimi e svolazzanti, che possono essere utilizzati anche per la primavera, con drappeggi, asimmetrie, ampie e sexy scollature contribuiscono ad esaltare quel carattere iperfemminile e romantico tipico dello stile del brand.

Tra la gamma proposta compaiono anche i jeans, che possono venire abbinati a mini top in cristalli molto glamour, e che testimoniano l'impegno degli stilisti ad accontentare tutti i budget. Non mancano altri capi da portare nella quotidianità, come il chiodo in pelle ricamato.
Capi strutturati nei tagli e nelle linee si alternano con lunghi vestiti più morbidi e asimmetrici con drappeggi e ampie scollature. L'abito si arricchisce di nuove interpretazioni, a seconda della luce o della tonalità del colore e dei particolari d'insieme.

Per combattere la crisi la stilista propone inoltre finti gioielli con brillanti swarovski, posizionati anche sugli accessori, che assolvono una funzione ornamentale. Bagliori metallici, tipici di uno stile metropolitano, sono rappresentati da collane, bracciali scintillanti e appariscenti, che contribuiscono a trasformare l'abito da giorno in abito da sera e garantiscono il massimo dell'eleganza con il minimo della spesa.

Ritmo e dinamismo rendono la collezione frizzante, espressione di un' identità in continua trasformazione in grado di proporre un senso nuovo dell'immagine e dello stile, che oscilla tra un modo di vestire metropolitano ed uno più selvaggio, sensuale, raffinato e personale che non rinuncia mai ad un ironica seduzione.
Ogni abito diventa così un'opera d'arte, unica per la bellezza estetica, la cura dei dettagli e l'originalità creativa. Un capolavoro che suscita emozioni, che ha un'anima che vive, creando l'immagine di una donna e acuendone il fascino, proprio come solo una forma d'arte può fare.

Milano Vogue Fashion's Night Out

Negozi aperti a Milano nel quadrilatero della moda, in occasione della Vogue Fashion's Night Out: una notte in cui la moda è stata la protagonista non solo in Italia, ma anche nel Regno Unito, Russia, Francia, Spagna, Cina e in molti altri Paesi del mondo.

Per l'occasione l'Amministrazione Comunale milanese ha ideato un progetto di beneficenza, che ha visto coinvolti i designer delle griffe più prestigiose nella elaborazione di t-shirt a sfondo ambientalista. Tale iniziativa, che prende il nome di "Adotta un albero", ha come fine di accrescere le aree verdi della metropoli, infatti parte del ricavato di questa serata sarà devoluto per piantare nuovi alberi.

Il grande evento si è svolto alla presenza di stilisti e celebrities, ed è stato aperto a tutti, rendendo - per una sera - il mercato del lusso accessibile ai più. Gli articoli che sono stati venduti fanno parte di una serie in Limited Edition. Lapo Elkann ha presentato in una nota boutique del quadrilatero della moda, la nuova collezione di abbigliamento e scarpe del suo marchio Italia Independent.

Dottor Elkann quali sono i punti di forza del suo brand?
I punti di forza del brand Italia Independent sono i colori, la qualità e l'inventiva, che da sempre permette al prodotto italiano di contraddistinguersi nel mondo. La tipologia del marchio e i colori adottati in sé veicolano un messaggio, che tende a diffondere l'immagine dell'Italia e con essa le sue tradizioni e i valori. Non a caso le stampe presenti sui nostri capi d'abbigliamento rappresentano bandiere straniere realizzate con le tonalità del tricolore italiano: un elemento di apertura verso gli altri paesi pur mantenendo la nostra identità e originalità.

Qual è il target a cui fate riferimento per la creazione degli articoli?
I nostri prodotti sono concepiti essenzialmente per persone che stanno bene con se stesse e con gli altri, il nostro punto di riferimento di base è l'armonia in tutte le sue forme, e la nostra linea d'abbigliamento è creata per persone semplici, che amano la vita.

Come si pronuncia rispetto al mercato cinese, che in Italia ha letteralmente divorato il settore tessile?
Una risposta a questa domanda meriterebbe più tempo, e siccome stasera il nostro obiettivo è vendere, sarò sintetico: Pur riconoscendo l'importanza del mercato cinese in ambito mondiale resto un estimatore del made in Italy. La qualità del prodotto italiano ha fatto storia, tuttavia ci sono italiani che in Cina hanno fatto bene, mi riferisco a Ermenegildo Zegna, il cui marchio è leader mondiale nell'abbigliamento di lusso maschile. Se il settore tessile in Italia è stato divorato la causa è da ricercarsi anche nell'elevato livello di produttività dei cinesi. Ma ripeto ci battono soltanto dal punto di vista quantitativo.

Standing in the way of control

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Beth Ditto

Mary Beth Patterson, in arte Beth Ditto, è una che se la vedi una volta non la dimentichi più. Questa ventottenne dell'Arkansas è la frontwoman del gruppo punk/soul dei "The Gossip": voce da Aretha Franklin e predilezione per accostamenti esagerati in fatto di vestiti (una Cindy Lauper degli anni duemila?), è diventata nel corso del tempo icona di stile, corteggiata dagli stilisti e inseguita dai giornali di moda di tutto il mondo.

Beth Ditto te la ricordi perché la sua immagine contrasta pesantemente con quella delle sue colleghe (filiformi, magre, magrissime, a volte ai limiti dell'anoressia), giacché lei porta in giro con fierezza i suoi quasi cento chili. Non per niente, ama dichiarare che il suo modello di femminilità è Miss Piggy dei Muppets.
Delle forme abbondanti ha fatto il simbolo evidentissimo della sua personale campagna contro la taglia zero (cercata e decantata all'eccesso, nel mondo della moda e, spesso e volentieri, anche in quello della musica), e contro quello che lei chiama il "fascismo del corpo". Non si può non rimanere affascinati dalla sua carica vitale, prorompente, e da quella giusta dose di politically scorrect che diventa fondamentale nella costruzione del personaggio-Beth Ditto. E' lei quella che si presenta la sera prima, sul palco, a cantare in bikini, birra in una mano e sigaretta nell'altra (mostrando a tutti un'altra delle caratteristiche che la classificano in primis come una ragazzaccia del punk, cioè il disinteresse verso la depilazione), e la sera dopo è sempre lei quella che si fa fotografare inguainata in uno stupendo abito maculato fluo di seta agli ultimi Glamour Awards, dove si è aggiudicata il premio come International Artist of the Year.

Questa è Beth Ditto, ma è anche molto altro: lesbica dichiarata, da sempre attivista del movimento LGBT, è legata da sei anni al transgender Freddie, e si è fatta riconoscere recentemente per aver attaccato la hit "I kissed a girl" di Kate Perry come offensiva nei confronti della comunità gay.

Nel 2006 si porta a casa anche il premio di Personaggio più cool del rock della rivista New Musical Express, testata per la cui copertina ha anche posato nuda (e non è stata l'unica volta: l'ha fatto, coperta solo dalla scritta del suo nome, dai suoi tatuaggi e da un'enorme rosa di chiffon, anche per la rivista Love).

Ora è anche uscita la sua collezione di vestiti, per taglie XL, per il brand Evans (il "fratello" di quel TopShop col quale l'anno scorso si era rifiutata di collaborare, proprio perché dedicato solo a taglie 40), col quale ha firmato un contratto da duecentomila sterline. Il sito bethdittoatevans.co.uk è cliccatissimo, e la sua linea, che strizza l'occhio agli anni Ottanta, fa una ferrea concorrenza a quella che, a causa della sua vicinanza, sembra quasi sbiadire, dell'amica Kate Moss.
Il fenomeno Beth Ditto è esploso: adesso anche la ciccia si è presa la sua rivincita (finalmente).

50 anni di successi per l'Autre Chose

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Scarpe Autre Chose

Quest'anno la società Boccaccini, fondata nel 1959, festeggia 50 anni di successi. Nata come piccola azienda a conduzione familiare muove i primi passi nel settore calzaturiero, dove si distingue per la raffinatezza della linea e per l'utilizzo di materiali preziosi, come la pelle di struzzo, il pitone e il coccodrillo, per poi passare all'abbigliamento.
I momenti che hanno contraddistinto l'evoluzione e decretato il successo della maison sono essenzialmente tre: il 1987, anno in cui Alfredo Boccaccini crea una nuova collezione che propone un differente approccio al mondo della calzatura; il 1998, con l'arrivo in azienda di Michela Casadei, stilista proveniente dal mondo dell'abbigliamento, che disegna la prima collezione per l'autunno/inverno 2005 ed infine il 2009, che celebra il debutto della collezione L'Autre Chose homme, linea di calzature per l'uomo, pensata per soddisfare le richieste dei clienti.

Per la collezione primavera estate 2009 L'Autre Chose si ispira alla fine degli anni Quaranta, Sessanta e all'inizio dei Settanta. Zeppe, sandali e zoccoli con tacchi di sughero e legno rappresentano le forme forti della linea. Il camoscio dall'effetto polveroso e morbido sostituisce la vernice e viene proposto in una palette di colori che include il mattone, il beige, il prugna, il piombo, il blu petrolio, il verde bosco e il viola. Tra i materiali di punta troviamo pelle di pitone e plastica lucida dai toni brillanti. Pailettes dall'effetto anticato, borchie e frange di sottili catenelle vanno ad impreziosire zeppe in camoscio e stivali rasoterra. I tacchi variano molto per altezza, e alcuni arrivano a toccare i 13 cm.

Esplorando la collezione si trovano sandali pronti per calcare le piste da ballo e scarpe, che lasciando scoperto il tallone, mettono in risalto tacchi ora bassi e squadrati, ora alti e sottili, arricchiti da delicati incroci sulla tomaia e cinturini alla caviglia. In vitello lucido e seta, i sandali e le decollettes sono proposte in vivaci colori ripresi direttamente dagli anni Novanta - tuorlo d'uovo, arancione, lime, rosso magenta, smeraldo e turchese. Le ballerine hanno nuove forme più morbide.

Le forme delle borse richiamano uno stile vintage, reso più accattivante da colori moderni e da linee più attuali. Una cascata di frange orna una borsa in patchwork scamosciato nelle sfumature del viola scuro, del fucsia e del verde. Secchielli con manici a oblò sono proposti in plastica brillante e in pelle lucidata. Le grandi borse da giorno in vitello tamburato e lucidato e in camoscio hanno dettagli metallici.

La collezione è stata realizzata all'insegna di uno spirito un po' retrò, che si ritrova anche nelle forme e i tessuti della collezione prêt-à-porter. Così, pantaloni a zampa in chambray, seeresucker, cotone lavato e denim sono abbinati a top di seta con ruches e maglie morbide, strette alla vita da alte cinture dai colori tenui. Vestiti di seta lavata ultrasoffici, nelle tinte del petrolio, del verde e del prugna, sono tagliati nelle forme di voluttuose tuniche a scollo tondo e accostati a maglieria in mis to cashmere/seta, tra cui spicca un ampio gilet. I colori brillanti delle calzature sono riproposti in alcuni pezzi in velluto, pensati per il tempo libero.

Pezzi caldi della collezione: un cappotto senza colletto e senza bottoni, un lungo gilet con cintura e un vestito a tunica corta che rievoca i vivaci decenni passati. Rimane sempre la solita attenzione ai dettagli e il richiamo ad uno stile raffinato e femminile, modellato su gusto francese.

Gianfranco Ferrè

Creatività e innovazione. Questa la formula magica proposta dai principali stilisti che rappresentano il prêt-à-porter italiano per uscire dalla crisi. Molti sono stati infatti i nuovi opening, tra cui quello di Frankie Morello, la nuova boutique dedicata a Miss Blumarine, il negozio "reality" di Birkemberg e l'atelier di Kenzo. Testimonianze che il mercato del lusso non sembra temere crisi.

Sotto i riflettori ci sono le nuove tendenze per l'autunno inverno 2009-2010. Forte è l'esigenza di una svolta e di rompere con i soliti schemi, orientandosi verso il futuro. Molte, in generale, le novità e le innovazioni proposte sulle passerelle milanesi, sia in termini di design che di composizione di forme, volumi e materiali.

Cambia il modo di concepire la moda. Abiti e accessori si trasformano da oggetti in vere e proprie opere d'arte. I capi diventano fashion sia davanti che dietro, anzi spesso è proprio la parte posteriore a soprendere. Sulle passerelle sfila una donna più sobria, dalla sensualità più ricercata e romantica, orgogliosa della sua femminilità, che tuttavia ama trasgredire di tanto in tanto.

Eleganza, austerità, originalità, giochi di forme e volumi, ma allo stesso tempo sfarzo, voglia di sogno, di luminosità e di seduzione, alternata ad un istinto un po' guerriero: questi in sintesi gli ingredienti dello stile per il prossimo l'autunno-inverno. Ne consegue che lo stile della prossima stagione alterna modelli lineari, dalle forme essenziali e rigorose, a linee geometriche con tagli asimmetrici o arrotondati dai caratteri futuristi, a capi svolazzanti e leggeri proposti soprattutto per la sera.

Le sillhuettes, scolpite a volte in modo quasi scultoreo con un effetto a sirena negli abiti da sera, sono movimentate da mille drappeggi e pince e sovrapposizioni di materiali differenti per struttura, colore e superficie che creano un effetto molto glamour e sofisticato.
La costante ricerca dei materiali approda a tessuti molto tecnologici, lucidi e luccicanti. Spesso le trame risultano realizzate utilizzando mix di filati e texture differenti. Obiettivo è quello di potenziare la lucentezza, rendere gli indumenti caldi ma al tempo stesso leggeri da indossare. Simbolo e garanzia di assoluta qualità.

Va alla grande il velluto, la pelle in versione vernice, il raso e la seta mista con lana. Quasi maniacale la ricerca dei dettagli e dei particolari. Fiocchi, piume, tessuti goffrati e arricciati, bouclè, inserti e decorazioni in rilievo, sovrapposizioni geometriche di stoffe con forme diverse, decorazioni, ricami contribuiscono ad impreziosire gli abiti. Giochi di traparenze, spacchi, scolli anche solo limitati ad una spalla, bustier, particolari leopardati sono utilizzati per accrescere la sensualità.

In genere grande importanza ed attenzione viene attribuita alle spalline, che diventano un ornamento ed un elemento per creare dinamicità e movimento all'intera struttura dell'abito: ora rinforzate con una forma appuntita, ora a palloncino, ora ampie e svolazzanti. In alcuni casi persino dalle dimensioni esasperate, con ampie arricciature dalle forme più svariate o rinforzate con materiale metallico, a volte utilizzate in modo inedito (per esempio, posizionate sui fianchi come tasche). Increspature, nodi, drappeggi diventano elementi ornamentali.

Si assiste ad un revival della vita alta, che porta ad una rinata attenzione per il punto vita, sottolineato in tutti i modi possibili, tramite pince, pieghe o cinture avvolgenti.
La lunghezza dei pantaloni si accorcia, fino ad arrivare alle caviglie, indipendentemente dal modello proposto a sigaretta, a palloncino sui fianchi o avvolgenti con pieghe che scorrono morbide lungo la lunghezza della gamba e fissati alle caviglie.

Prossime tendenze per l'autunno inverno 2009-2010
Le gonne e i vestiti sono di dimesioni diverse, vanno da lunghezze cortissime e ampie soprattutto proposte a ruota o a palloncino, a più attillate e avvolgenti fino al ginocchio con tagli asimmetrici o svolazzannti. Molti stilisti si rifanno allo stile delle dive hollywoodiane degli anni d'oro del cinema.

Le giacche rimangono per lo più corte e schiancrate. I cappotti e mantelle, corti e ampi fino al ginocchio, si alternano con piumini, coprispalla e pellicce, che spesso hanno maniche corte. Gli abiti sono illuminati da mille punti luce, ottenuti utilizzando brillanti swarosky, pailletes o filati argentati.

Per quanto concerne i colori, si prediligono i toni del bianco e nero, grigio, alternato a beige, panna, verde petrolio e azzurro avio. Solo qualche stilista osa con tinte più accese e vivaci, tipo il fucsia. Un must per il prossimo anno l'argento. Bandito assolutamente il marrone.

Gli accessori, borse, scarpe sono considerati elementi indispensabili per movimentare il look e per dare un tocco glamour. Sono autentici pezzi unici, comparabili a capolavori d'arte e sono considerati sempre più strumenti di seduzione. Le scarpe, dai tacchi vertiginosi, sono arricchite con l'inserimento di inserti preziosi, tipo coccodrillo, pitone, swaroski o pietre dure, diverse per forma e dimensione. Le borse riprendono lo stile degli abiti, con sovrapposizione di ricami, materiali, decori differenti, pietre semi preziose, applicazioni in rilievo. Sono grandi per il giorno e piccole e preziose per la sera.

Da quanto visto sulle passerelle milanesi è evidente che la moda sta reinventando se stessa, dando sempre più libero sfogo ad una creatività senza confini. Chiaro segnale che la moda sta sempre più assumendo quel ruolo di nuova e rivoluzionaria avanguardia artistica, già molto tempo fa predetto e fortemente voluto dai futuristi. Una sfida sicuramente stimolante, che potrebbe portare il settore a fare da volano alla tanto auspicata ripresa economica.
Pepe e Menta

Una bellezza da copertina, uno sguardo profondo e ammaliante, lineamenti scultorei, italianissima, Barbara Branchetti è la designer della collezione di bijoux e accessori Pepy & Menta nonché la "modella" del suo marchio.

Nata a Ponte Noire in Africa, vive attualmente a Lido di Camaiore (Lu), dove disegna le sue collezioni. Prima di approdare in Versilia, ha lavorato negli uffici stile di grandi maison di moda per quattro anni a Milano. Poi all'età di trent'anni, ha deciso di seguire la sua passione per i bijoux. Ha creato la sua prima collezione di accessori nel gennaio 2006.

Il nome della linea Pepy & Menta deriva dalla convinzione che i bijoux da lei ideati sono piccanti come il pepe e dolci come la menta. Le creazioni riflettono la personalità della stilista eccentrica, ma al tempo stesso tenera e romantica. Oggi Pepy & Menta, un brand di European Commercial Organization S.r.l., sta letteralmente facendo "impazzire" le giovanissime, e non solo. I suoi bijoux si ispirano a un universo fiabesco e romantico, dominato dal colore rosa che è la porta d'ingresso per il mondo della fantasia, ma anche per una femminilità leziosa e maliziosa.

Principale fonte di ispirazione della stilista sono paesaggi fantastici e personaggi fiabeschi, che fin dall'inizio hanno rappresentato elementi chiave della sua ricerca. Punto forte del brand è l'unicità del prodotto, che scaturisce dalla fantasia dell'artista, abbinata alla scelta e all'utilizzo di materiali e tecniche di lavorazione tanto diversi e mixati tra loro. I "gioielli" sono assemblati a mano con la passione della lavorazione artigianale. Ne consegue che ogni orecchino, anello o collana è sempre diverso dall'altro. Fra i materiali più utilizzati ci sono pizzi, raso e perle sfaccettate. Ogni singolo elemento è abilmente combinato con gli altri, in modo da dare vita ad accessori colorati e brillanti, per un look assolutamente glamour e femminile.

I prodotti in vendita vanno dalle collane agli orecchini, agli anelli, a fermagli per capelli e spille e si possono trovare nelle più prestigiose boutique. L'originalità di ciascun pezzo lo rende facilmente abbinabile con qualsiasi tipo di abbigliamento. I soggetti raffigurati sono tratti per lo più dal mondo della natura e delle fiabe, tra cui vanno per la maggiore rose, fragole e api. Molto particolari sono anche i camei che raffigurano figure femminili tratte dal mondo dei cartoon. I personaggi fiabeschi sono invece capitanati dalla formosa e dolce "Mimì" che poi è la mascotte pin up maliziosa e sbarazzina di P&M.

Le collezioni sono solitamente presentate due volte l'anno (primavera/estate e autunno/inverno). L'utilizzo del rosa, colore della femminilità per definizione, contribuisce a plasmare l'atmosfera dolce e sensuale del mondo incantato di Pepy & Menta. Il target a cui si rivolge questa linea è molto vario. Può andare dalle giovani adolescenti a donne più adulte, che non vogliono rinunciare al loro lato dolce, romantico e sognatore, soprattutto quando l'incanto è accompagnato da note sensuali e da un'atmosfera densa di calore e di anima.

Per rendere i prodotti accessibili a tutte le tasche sono state realizzate due linee, una più semplice ed economica, l'altra un po' più sofisticata realizzata con materiali più ricercati. La nuova collezione Pepy & Menta, dedicata alla primavera-estate 2009, è pervasa in modo particolare da un'atmosfera particolarmente fiabesca. Molti sono i materiali preziosi utilizzati come dettagli per impreziosire gli oggetti, come il cameo, le perle in vetro, le charms di metallo, i fili di strass, i nastrini di pizzo, i fiocchetti di raso, i bottoncini di madreperla. Coloratissimi elementi a forma di piccolo frutto e roselline in raso rievocano atmosfere romantiche e idilliache, mentre deliziosi e zuccherosi bon bon affiancano i modelli d'ispirazione cartoon, teneramente maliziosi e adornati con simpatici personaggi in spugna o in resina. Il tutto arricchito da dettagli totalmente nuovi, tipo i camei disegnati e personalizzati o i charms smaltati e impreziositi da cristalli Preciosa e Cechi.

Un'attività creativa che si muove tra sogno e fantasia, tra arte e moda, tra femminilità e seduzione. Accessori fantastici da indossare per divertirsi e incantare, dedicati a tutte le donne che per niente al mondo rinuncerebbero alla loro anima fanciullesca.

Per informazioni: Pepy & Menta. Infoline: tel. 0584/389490 - www.pepementa.com

Il nuovo esplosivo make-up firmato D&G

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Make-up Dolce e Gabbana - Scarlett Johansson

Capelli biondo platino con ricci cotonati. Forme sinuose e sensuali coperte da un corpetto e da una coperta bianca. Pelle bianchissima, labbra rosso fuoco abbinate ad unghie con smalto in tinta. I primi scatti che ritraggono la splendida attrice americana Scarlett Johansson, testimonial della nuova linea di make-up firmata D&G, ricordano molto Marilyn Monroe.

Per la prima volta i due celebri stilisti, Domenico Dolce e Stefano Gabbana, lanciano una collezione di cosmetici, progetto realizzato in collaborazione con P&G Prestige Products.

La nuova linea è dedicata ad una donna raffinata, ma al tempo stesso intrigante, che si percepisce come sex symbol, irresistibile proprio come Marilyn. Una femme fatale che cura la sua immagine in tutti i particolari, fino all'ultimo dettaglio. Sempre impeccabile, bellissima e perfetta. Una donna per la quale il make-up è solo un mezzo per rendere più accattivante charme e allure.

Il messaggio trasmesso al pubblico femminile dai nuovi prodotti firmati D&G è inequivocabile: la vasta gamma di colori, texture proposti, punta su bellezza, passionalità e sensualità.

I prodotti possono già essere acquistati al primo piano di "La Rinascente" di Milano in Piazza del Duomo, scelta come esclusivo punto vendita per la nuova linea.
Qui, in un ambiente sofisticato ed elegante, che ricorda le lussuose profumerie francesi e il design degli anni '50, tra pareti oro e nere, specchi e chandelier, le clienti potranno sperimentare i nuovi prodotti affidandosi alle mani di abili esperti, dediti ad esaltare al massimo la loro bellezza.

Per dare maggior incisività al lancio della prima collezione di cosmetici è stata realizzata la mostra "Extreme Beauty in Vogue", inaugurata il 3 marzo presso la sede del Palazzo della Ragione di Milano. La mostra, che rimarrà aperta dal 4 marzo al 10 maggio 2009, si ispira alla Bellezza. Saranno esposti gli scatti dei più celebri fotografi di ieri e di oggi, da George Hoyningen-Huene a Edward Steichen, da Erwin Blumenfeld a Richard Avedon, da Helmut Newton a Annie Leibovitz, da Steven Klein a Irving Penn.

Il percorso espositivo parte dagli anni '30 per arrivare fino ai giorni nostri e illustra, avvalendosi di foto talvolta audaci, come i canoni di bellezza si siano evoluti nel tempo, mutando a seconda del contesto storico, sociale e culturale a cui appartengono. Sarà disponibile anche un catalogo edito da Skira.

Una linea che ha tutte le carte in regola per diventare un "must" nel beauty di qualsiasi donna, che si sente e vuole apparire sempre come una star!

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