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A un passo dalla felicità. Ritrovare la gioia nei momenti di crisi
Scheda del libro
  Editore   Urra
  Autrice   Olga Chiaia
  Pagine   145
  Formato   13,5 x 21
  Prezzo   € 12,00
  Valutazione   
  Sito web   www.urraonline.com

Contenuto del libro


A un passo dalla felicità. Ritrovare la gioia nei momenti di crisi.

Attanagliati dalla sensazione di non sentirsi all'altezza, di essere inadeguati o scontenti, talvolta senza neppure sapere bene il perché, oggi spesso viviamo immersi in un grigiore diffuso che rende grigi sentimenti, emozioni, fino a ingrigire l'anima. Fino a rendere faticoso pensare a un futuro, creare, progettare. Si vive cosi sulla soglia della depressione, un limite molto fragile, al di là del quale si può spalancare il baratro della patologia vera e propria.
Questo libro mette a nudo l'origine e i modi in cui si manifesta questa infelicità latente, perché la si possa riconoscere e affrontare, prima che degeneri; conduce ad accettarla non come colpa o condanna, ma come parte della normale alternanza dell'esistenza, persino come un'opportunità. Suggerisce che la felicità, in fondo, non è una chimera irraggiungibile, è li, dietro l'angolo, "dietro la faccia buia della luna", basta saperne cogliere i bagliori.
Con una scrittura a tratti evocativa, l'autrice propone una condivisione di vissuti e di riflessioni, che tracciano un percorso terapeutico per indurre alla consapevolezza, per accompagnare verso l'unico punto di partenza da cui si può iniziare a riemergere: noi stessi.


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Sex and the Vatican. Viaggio segreto nel regno dei casti
Scheda del libro
  Editore   Piemme
  Autore   Carmelo Abbate
  Pagine   417
  Formato   13 x 21
  Prezzo   € 18,50
  Valutazione   
  Sito web   www.edizpiemme.it

Contenuto del libro


Sex and the Vatican. Viaggio segreto nel regno dei casti

Parte dal racconto di una festa molto speciale, e da un'inchiesta che ha catturato l'attenzione dei media di tutto il mondo - da Newsweek al Washington Post, dalla Cbs al Guardian, dalla Bbc a France2, da El Mundo alla Pravda, fino alla tv iraniana - questo viaggio segreto nel Regno dei Casti. Un'inattaccabile indagine da undercover reporter che ha avuto enorme eco e ha provocato la reazione del Vaticano, che con una nota ufficiale del Vicariato di Roma ha invitato i preti coinvolti a "uscire allo scoperto".
Proprio in quei giorni caldi, Carmelo Abbate continuava il suo lavoro da "infiltrato", un lavoro che si è protratto per diversi mesi e dalla Città Eterna si è allargato a molte altre città italiane, e quindi oltre confine. Il risultato è un reportage ricco di rivelazioni, dialoghi serrati, dati, incontri segreti, testimonianze, a volte dolenti, spesso sconcertanti. Sacerdoti di ogni nazionalità che si dividono tra le stanze di via della Conciliazione e la movida della Roma by night. Preti dalla doppia vita. Esperienze di escort e chat. Seminaristi e suore che vivono di nascosto la propria sessualità, sia etero che omosessuale. Il problema dei figli dei sacerdoti e delle loro madri, che hanno inviato a papa Benedetto XVI un documento segreto per raccontare la loro difficile condizione. Sacerdoti che testimoniano il loro disagio o che hanno scelto di gettare la tonaca alle ortivche. L'ossessione sessuofobica e l'invincibile richiamo del peccato. Prelati rimasti invischiati nelle retate anti-prostituzione. Storie di aborti clandestini e richieste di adozioni per liberarsi dei "frutti del peccato". E poi soldi, tanti, per comprare il silenzio delle amanti o per accompagnare la crescita di bambini "scomodi". Un'inchiesta documentata, esclusiva, esplosiva.


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L'eden della terza età

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Residenza per anziani

I Tigli è il nome della nuova residenza per gli anziani inaugurata da poco a Novara, una struttura pensata per il benessere e l'esigenza dell'anziano parzialmente o tolalmente non autosuffuciente, perché a volte basta veramente poco per ridare serenità e regalare un sorriso a chi da tempo non lo ha più.

Questa nuova residenza è fondata da Opera una cooperativa sociale che ha sede ad Asti con il contributo di Socialcoop - consorzio cooperative sociale, che da anni si occupano di strutture sanitarie per anziani in grado di offrire tutela, sicurezza e perché l'ingresso in una residenza non sia per l'anziano un epilogo ma l'inizio di un nuovo capitolo per la sua esistenza.

I Tigli è in grado di offrire figure professionali previste dalla vigente normativa della Regione Piemonte (D.G.R. 38/92 - 41/95 e 17/05) e più precisamente: Operatori socio sanitari (O.S.S.) - Inferimeri professionali - fisioterapisti - psicologi - animatori professionali - persone addette alle pulizie e lavanderia, cuochi ed aiuti.

La struttura è situata a sud della città piemontese dispone di 120 posti letto tutti in camere doppie con bagno e tv, è un luogo tranquillo dove ogni anziano si trova circondato da armonia ed affetto. Anche chi è lasciato da solo a vivere la propria vita in solitudine, in questa nuova struttura è al centro dell'attenzione.

Ai Tigli sono entrata in contatto con un mondo che se non si vede con i propri occhi è difficile da raccontare, ho conosciuto tanti "nonni" che sono solo alla ricerca di qualcuno che parli e tenga loro un po' di compagnia. Una carezza, un sorriso può confortarli e farli sentire meno soli, è una realtà che si tende a far finta di non vedere forse perchè fa male vedere un anziano soffrire, ma è proprio standogli accanto che si può apprezzare il grande valore che ha la vita e da quei visi scavati dalle rughe imparare che la vita è anche questo.

Con questa nuova struttura la città di Novara acquisisce una grande ricchezza, perchè è una bellissima residenza gestita da personale valido e competente come il direttore la Sig.ra Arianna Colombo ed il direttore sanitario dott.ssa Barbara Boca. Perchè è un diritto vivere la vecchiaia in ormonia e non in solitudine.

Per qualsiasi informazioni la residenza si trova in via Udine n. 7 - Tel. 0321/433222 - Fax 0321/432808

Vintage Festival

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"Ciao Ciao Bambina" è il nome del vintage festival che si è tenuto nel mese di giugno al Castello di Galliate, in provincia di Novara. Tre giornate per una storia da ricucire, esposizioni, mostre e conferenze sul progetto di recupero storico-culturale del tessile novarese.

Ripercorrere alcuni momenti significativi della storia tessile del territorio novarese - con la volontà non solo di renderle omaggio - ma riconsiderando le nostre attività produttive con maggior senso critico alle tematiche culturali, ambientali e sociali, per creare prospettive nuove, sostenibili e sottolineando il valore del lavoro umano nei settori della trasformazione e creazione di prodotti tessili/abbigliamento che da sempre caratterizza la nostra tradizione locale/nazionale.

Il punto centrale è quindi il valore umano del "saper fare", fatto di competenze, tecniche specifiche, capacità creative e tradizioni ormai in via di "estinzione".

Portare l'attenzione sull'importanza storico-culturale del tessile in tutte le sue fasi attraverso mostre, fiere ed eventi, dove sia più facile capirne e coglierne il valore, contribuendo ad accrescere un maggior senso critico nelle persone per i significati sociali degli oggetti materiali e quindi per il ruolo che essi svolgono nella vita quotidiana degli individui.

La trasformazione dell'industria tessile che sempre più si è allontanata dai propri territori - dalle proprie tradizioni - fino alla delocassione massiccia dei propri investimenti, ha generato oltre che la perdita della struttura produttiva, con la conseguente crisi dei distretti tessili, anche un impoverimento culturale.

Del settore tessile fiorente di fine ottocento abbiamo perso le tracce, i luoghi, le persone. "Una storia da ricucire" - progetto dell'Associazione "Cristiana Casagrande" - intende riscoprire i momenti salienti che hanno caratterizzato il "fare" tessile dei nostri territori in chiave continuativa, propositiva e di rinnovamento.

Per tutta la durata del festival era aperto il bar-ristorante "that's amore!" dove si sono potuti gustare i piatti tipici della tradizione piemontese: gorgonzola, paniscia, stufato con polenta e frittura novarese... birra artigianale e vino biologico delle colline di Novara.

Per qualsiasi tipo d'informazione consultate il sito:
www.ciaociaobambinavintagefestival.com
ciaociao.bambina@yahoo.it

Castello di Thun

Per la prima volta dopo circa vent'anni di restauro, sabato 17 aprile è stato inaugurato in Val di Non, nel Trentino Alto Adige, il museo castello di Thun, uno dei più bei castelli medievali del Trentino, un tempo residenza privata della nobile stirpe dei Thun e ora di proprietà della Provincia di Treno e parte del Museo del Buonconsiglio.

Il castello, situato in cima a una collina a 609 metri in bellissima posizione panoramica e strategica, sorge vicino al paese di Vigo di Ton, nei pressi di una delle principali vie di collegamento tra l'Italia e il nord Europa. Da sempre residenza simbolo di una delle più importanti famiglie trentine che ha segnato la storia del Principato vescovile di Trento, la Provincia ha deciso di aprirlo alla collettività, che d'ora in poi potrà ammirarlo in tutta la sua magnificenza, sia nelle parti esterne che, soprattutto, in quelle interne.

Per la Provincia autonoma di Trento, e in particolare per la Valle di Non, questo costituisce senza dubbio l'evento culturale più importante del 2010, considerato il valore del maniero che riporta alla luce, e soprattutto rende fruibile alla collettività, secoli di storia e arte.

Molte sono, infatti, le residenze principesche attualmente presenti sull'arco alpino, ma rare sono quelle aperte al pubblico.

Il Castello di Thun presenta una singolare peculiarità, che lo distingue dalla maggior parte delle fortezze oggi visitabili: è uno dei pochi esempi di dimora signorile appartenute a una sola famiglia, senza interruzione di continuità, dal 1267 fino ai giorni nostri, più precisamente fino al 1982, anno in cui è scomparso il suo ultimo abitante Franz Thun Hohenstein ed è stato rilevato dalla Provincia di Trento.

Così come la Val di Non gravita dal XII secolo intorno al castello, la storia di questa dimora si identifica completamente con quella dei suoi proprietari, i Thun, una famiglia di antichi feudatari vescovili che nell'arco di otto secoli passarono dall'oscurità delle origini ad acquisire posizioni di spicco nella scena politica europea.

Considerati uno dei più importanti casati del Trentino e del Tirolo, molti dei suoi esponenti divennero, infatti, principi Vescovi o ricoprirono prestigiose cariche diplomatiche, politiche, militari e religiose. Un ramo della famiglia fece addirittura fortuna in Boemia, il che contribuì non solo ad accrescere il potere dell'intera dinastia nell'ambito della scena mitteleuropea e internazionale, ma permise l'acquisizione del titolo di conti dell'Impero. Molti discendenti vivono ancora oggi tra Val di Non, Bolzano, Milano e Vienna.

Nonostante i molteplici possedimenti e feudi acquisiti nel tempo, questo maniero è rimasto sempre il cuore della stirpe e della sua storia. Le origini della fortezza risalgono al 1199, quando il principe vescovo di Trento conferì ai signori di Tono (chiamati in seguito alla tedesca Thun) la proprietà del dosso di Visione e con essa la possibilità di erigervi un castello - detto anticamente di Belvesino e poi semplicemente de Tono prima e Thun poi.

Il maniero, così come appare oggi, circondato da un complesso sistema di fortificazioni formato da torri, bastioni lunati, fossati e cammini di ronde, conserva ben poco del primitivo feudo medievale. Alla prima rocca se ne aggiunsero progressivamente altre, a testimonianza dell'enorme potere acquisito durante il Medioevo e il Rinascimento. Ampliamenti e modifiche successive si sono susseguite nei secoli rendendolo protagonista di differenti periodi evolutivi. Oggi è considerato più come un palazzo signorile e costituisce uno dei più rappresentativi esempi di architettura castellana gotica trentina e di dimora signorile arredata.

Purtroppo nel tempo il maniero ha subito, gravi spoliazioni, che hanno fatto sì che molto arredi principali andassero perduti, in particolare nel 1797 ad opera dei francesi. Alla fine dell'Ottocento il tracollo finanziario dei Thun, ad opera di Matteo Thun, avvenuta in corrispondenza al crollo del potere temporale della chiesa, che aveva contribuito a fare la fortuna del casato, obbligò alla vendita di un numero considerevole di opere d'arte, fino a che nel Novecento il castello passò al ramo boemo della famiglia, che eseguì restauri di pregio reintegrando l'ormai povero arredo.

Nelle sale si possono ammirare i raffinati arredi originali: mobili, oggetti, suppellettili e raccolte d'arte tutte possedute dalla famiglia, che ne testimoniano il rango, la ricchezza, nonché le alterne vicissitudini.

Dopo l'acquisizione nel 1992 della Provincia di Trento, il castello è stato oggetto di una complessa quanto mai articolata opera di restauro, che ha riguardato non solo la parte strutturale ma anche gli arredi e le collezioni ivi presenti e che ha coinvolto numerose sovraintendenze.

Il complesso architettonico, ora in visita, comprende il palazzo signorile, i giardini, le fortificazioni esterne ed è strutturato su tre piani. Per accedere al palazzo centrale si passa da un cortile interno superando una porta a volta su cui è presente lo stemma Thun con la data 1585 che porta all'atrio principale. Al piano terra si trovano le stanze pubbliche (Sala delle guardie, il forno del pane, la Sala del pozzo, la cappella e la sagrestia), mentre ai piani superiori si trovano quelle utilizzate dai signori. Al primo piano si trova la cucina vecchia e il vicino tinello, al secondo la Sala da pranzo e le stanze intercomunicanti. Al terzo piano da non perdere l'affascinante stanza del vescovo, sicuramente il pezzo forte della visita, resa celebre dal film di Michelangelo Antonioni "Il Mistero di Oberwald", con la sua elegante boiserie e il sontuoso soffitto che porta centralmente lo stemma, datato 1670, di Sigismodo Thun, principe vescovo di Trento e Bressanone. Degna di nota è infine la camera azzurra, che custodisce lo splendido dipinto di Guardi (Santo in adorazione dell'Eucarestia).

Gli allestimenti sono stati curati da Lia Camerlengo, Ezio Chini e Francesca Gramatica. Sono originali e sono rappresentativi delle varie collezioni possedute dalla famiglia, quali arredi con mobili, opere d'arte e suppellettili pregevoli.

Specchio del gusto della famiglia, nelle varie sale si ritrovano stili di epoche diverse che vanno dal Rinascimento al Biedermaier: secretaires, cassettoni a ribalta, stipi, comodini stile impero, stufe a olle, argenteria, porcellane, vetri, armi bianche, oltre a dipinti della scuola dei Bassano, ritratti di Giambattista Lampi, Crespi, Molteni, Garavaglia e altri ancora.

I quadri rappresentano uno spaccato dei gusti artistici dell'epoca, dal XVI secolo in poi: ritraggono molti esponenti della famiglia, oltre a nature morte, dipinti con soggetti sacri e mitologici. Della preziosa biblioteca un tempo esistente, che conta 9500 volumi nell'arco di sei secoli, e del significativo archivio, che ospita una delle collezioni di documenti più importanti della regione (di cui una metà risiede in terra boema, mentre gli altri volumi sono custoditi presso l'Archivio Provinciale di Trento) sono presenti solo alcuni testi, come ad esempio una versione rilegata a mano della Gerusalemme Liberata e un testo che cita i Thun e ne decanta l'importanza.

Il castello si presta come eccellente punto di partenza per la visita del territorio circostante e delle affascinanti attrazioni presenti in Val di Non (www.visitvaldinon.it). Il territorio offre, infatti, attrazioni turistiche per tutti i gusti - cha vanno dai trekking, alle passeggiate nei canyon, ai percorsi enogastronomici, alla visita a eremi e musei - che garantiscono la possibilità di trascorrere week end piacevoli tra natura, cultura, sapori del territorio e antiche tradizioni, in modo da poter unire l'utile al dilettevole. Il periodo ideale per pianificare una visita è in primavera, durante il periodo della fioritura dei meleti, o in autunno, in occasione della raccolta delle mele. A settembre sono previste novità espositive, tra cui la mostra della collezione di carrozze, una delle più ricche e varie del mondo.


Per informazioni

Castello del Buonconsiglio
Via Bernardo Clesio, 5 Trento
Tel. 0461 233770-492829
www.buonconsiglio.it
e-mail: info@buonconsiglio.it
Tariffe
Intera € 5
Ridotta € 3

Azienda per il Turismo Val di Non
Via Roma, 21 - 3813 Fondo
Tel. 0463-830133 - Fax: 0463 -830161
www.visitvaldinon.it - e-mail: info@visitvaldinon.it

Corso di scrittura creativa

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Scrittura creativa

La scuola di scrittura Holden di Torino, fondata da un mostro sacro come Alessandro Baricco, la immagino un po' come il castello di Hogwards dove Harry Potter e soci prendono lezioni di magia.

La mia mente è avvolta da un alone di mistero e sacralità, come una specie di perfetto universo parallelo. Se chiudo gli occhi e visualizzo il mio piccolo paradiso personale, ha le fattezze di quella scuola.
Dato che, per adesso, non faccio ancora parte di quello che per me è il "popolo eletto" degli studenti della Holden, mi devo accontentare di una bella iniziativa proposta dalla scuola stessa, in collaborazione con il portale di self publishing Il Mio Libro: un corso di scrittura creativa online, gratuito, in dieci puntate.

Le sezioni si rendono accessibili una per volta, di settimana in settimana (ad oggi si è arrivati alla quinta: "Scegliere le parole giuste"). Si parte dalle nozioni base su come trovare il proprio narratore (che è "un'invenzione narrativa. E' chi ci racconta la storia"), corredate da citazioni importanti (un esempio su tutti, l'analisi di Hurricane di Bob Dylan).

L'ultima sezione (dopo essere passati per l'incipit, il punto di vista, i luoghi comuni, il finale) è dedicata al cosiddetto scouting editoriale (il mestiere di chi "è pagato per scoprire i nuovi talenti della scrittura narrativa"). C'è proprio tutto, anche una sezione dedicata ai segreti di chi scrive le quarte di copertina.

Naturalmente questa è la teoria spiegata per sommi capi. La scuola Holden offre anche altri corsi online più completi (a pagamento): Formabreve, gestione dell'immaginazione, trama e sceneggiatura. C'è anche la possibilità di usufruire di un servizio di editing del proprio lavoro, attraverso il quale professionisti del settore forniscono una valutazione completa e dettagliata delle opere.
E poi resta sempre la possibilità di entrare a far parte del popolo eletto. Ma questo è già un altro capitolo.

www.scuolaholden.it
www.ilmiolibro.it

Scenari multipli a Novara

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Teatro Coccia a Novara

E' questo il titolo dello spettacolo che si terrà a Novara venerdì 22 maggio alle ore 21 presso il Teatro Coccia e sabato 6 giugno alle ore 15.30 presso la Sala Borsa, organizzato dall'Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Novara.

Spettacolo a cura del Servizio Minori ed handicap del Comune di Novara, che vede l'esperienza dei Laboratori Artistici composta da un gruppo di circa 30 persone, tra cui anche la presenza di ragazzi diversamente abili unitamente ad operatori di Servizi Educativi, volontari, musicisti, danzatori e cantanti professionisti.

Il gruppo, con esperienza unica nel territorio italiano, vuole aderire all'idea di proporre linguaggi artistici che facciano cultura e creino coinvolgimento negli spettatori.

Il servizio di Educatività Territoriale Handicap propone itinerari nel campo dell'arte. Le esperienze artistiche rappresentano un piano di integrazione e di incontro tra gli individui, dove ciò che conta è il desiderio di scoprirsi e di raccontarsi all'altro.
L'arte è un'occasione per lasciare tracce di sé e diventare finalmente autori della propria storia.

Il Servizio di Educatività Territoriale handicap lavora in rete con le agenzie territoriali che si occupano di soggetti disabili minori ed adulti.
In particolare vengono assicurati interventi socio-educativi ed assistenze finalizzati all'evoluzione della persona, al raggiungimento di un adeguato livello di benessere psico-fisico individuale e famigliare, al mantenimento delle capacità residue allo sviluppo delle potenzialità rivelate al sostegno della famiglia nella gestione quotidiana.

I disabili usufruiscono di interventi individuali e proposte di gruppo, tra cui i laboratori di musica, danza e teatro effettuati in collaborazione con i Servizi Scolastico Educativi del Comune di Novara.

La partecipazione agli spettacoli è gratuita.

Per qualsiasi altra informazione si può contattare l'Assessorato alle Politiche Sociali Servizi Educativi ai numeri 0321/3703589 - 0321/3703528 oppure visitare il sito all'indirizzo www.teatrococcia.it

Rosa Parks

Mi viene in mente Rosa Parks.
La guardo nelle foto più recenti (è morta nel 2005, a novantadue anni), con gli occhiali enormi ed il sorriso largo e rugoso, e mi sembra così piccola.
Il suo nome evoca un'America che sembrava un fantasma lontano, di un mondo che non c'era più. Perché era l'America degli anni Cinquanta, delle lotte per i diritti civili degli afroamericani, che sarebbero sfociate, negli anni Sessanta, nei fatti che ci sono più noti:
Il Civil Rights Act del 1964 di Lyndon Johnson (il più lungimirante provvedimento del tempo che, tra le altre cose, proibiva la discriminazione razziale negli alberghi, nei ristoranti e nei teatri), la militanza dei gruppi neri nazionalisti, come i Black Muslims da cui emerse Malcolm X (assassinato nel 1965), o le Black Panthers che inneggiavano ad un "potere nero" e che gridavano il loro risentimento per la guerra del Vietnam (che la popolazione di colore sosteneva in maniera sproporzionata, costituendo un 18 per cento delle forze americane), l'I Have a Dream e poi l'assassinio, nel 1968, di Martin Luther King.

Ma prima di tutto questo, dieci anni prima, c'era stata Rosa Parks.
Il primo dicembre del 1955 questa donna coraggiosa, militante dei diritti civili, tornando a casa dal lavoro, si sedette su un autobus di linea a Montgomery, in Alabama, e lo fece troppo avanti, nella zona riservata ai bianchi. Rifiutandosi di alzarsi per cedere il posto ad un uomo bianco, fu arrestata per aver violato un'ordinanza cittadina. Il giorno dopo iniziarono le prime reazioni violente: un boicottaggio dei mezzi pubblici che durò più di trecento giorni (organizzato, tra gli altri, anche da King), e che fu la miccia che fece scattare l'ondata di proteste in tutto il Paese.

Nel 1956 il suo caso venne portato davanti alla Corte Suprema che decretò all'unanimità incostituzionale la legge sulla segregazione dei mezzi pubblici.

Leggo sui quotidiani che nella città di Foggia sta per partire il primo autobus segregazionista italiano. Questo mezzo pubblico sarà riservato agli immigrati del centro di accoglienza dei richiedenti asilo politico, e partirà da Borgo Mezzanone, alla periferia di Foggia, per raggiungere la città. Il sindaco, Orazio Ciliberti, appoggiato dal prefetto e dall'Ataf, sostiene che il provvedimento non sia razzista, ma dettato dalla necessità di potenziare i mezzi di trasporto, poichè la linea che collega Borgo Mezzanone a Foggia è sempre sovraffollata, ed al capolinea e sull'autobus i litigi tra i passeggeri erano diventati un problema serio.

E allora la soluzione è aggiungere un autobus. Per gli immigrati (che, nelle parole del sindaco, potranno comunque usare, in alternativa, quello "riservato agli italiani").
Risuona ancora l'eco di una voce femminile che si è seduta "troppo avanti", nell'autobus, nella storia, e al suggerimento di tornare indietro, risponde fermamente il suo no. E mi chiedo che fine abbia fatto Rosa Parks.

L'Aquila: spettro di una città che non c'è più

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Fontana luminosa

L'Aquila, una città situata in una conca sulle sponde del fiume Aterno ed in posizione panoramica rispetto al massiccio del Gran Sasso, ad un'altitudine di 721 metri sul livello del mare che la rende terza tra i capoluoghi italiani più alti dopo Enna e Potenza.

Come ogni città, anche l'Aquila ha numerosi miti e leggende legati alla sua storia e al suo territorio. La leggenda vuole infatti che 100 castelli abruzzesi si riunissero per fondare la città de l'Aquila.

Ogni castello doveva fondare in città una piazza, una chiesa e una fontana per un totale di 100 piazze, 100 chiese e 100 fondane, ma alla fine un castello ci ripensò e si ritirò. Gli altri 99 castelli, invece, decisero ugualmente di fondare la città... e oggi questa città viene ricordata per le 99 piazze, 99 chiese e 99 fontane.

Il 6 aprile alle 3:32 la città viene colpita da una terribile scossa di terremoto di 5,8 gradi della scala Richter, lasciandosi alle spalle numerosi morti (di cui parecchi bambini) e più di mille feriti, con conseguenti crolli totali e parziali di numerosi edifici e con il danneggiamento di gran parte del centro storico.

Paesi distrutti, martoriati, come Onna, Paganica, e molti altri, ma gli abbruzzesi sono oramai rassegnati ad una ricostruzione di quello che hanno perso che durerà anni. Persone anziane, disabili, bambini che putroppo non hanno più una casa ostentano ad abbandonare la loro terra, le loro origini, e sono ora al freddo sotto tendopoli allestite con immediatezza e cura ma purtroppo senza la possibilità di essere scaldate.

E' quanto emerso da un sopralluogo effettuato nelle zone terremotate dai tecnici dell'ARA (Architetti Romani Associati & Partners), che con la protezione civile del Comune di Roma si sono messi subito al lavoro a titolo gratuito, insieme a tecnici locali, per dare manforte alle operazioni di immediato soccorso alle aree colpite dal sisma.
Hanno fatto sopralluoghi anche nei campi provvisori allestiti nei paesi limitrofi, come San Marco di Preturo, Arischia e San Vittorino, dove opera il centro della protezione civile di Roma, mentre il responsabile del centro Piero Meloni coadiuvato dall'Ing. Luigino Tocca richiedeva all'associazione la disponibilità di tecnici in grado di visionare gli immobili lesionati.

La maggior parte dei campi di accoglienza è stato allestito con tende tradizionali a doppia camera ma senza la possibilità di essere riscaldate, mentre altre tende, come quelle del paese di Arischia, sono gonfiabili con possibilità di tenuta per l'immissione di aria calda.
Questo tipo di struttura sarebbe più idonea, considerato che nella maggior parte dei casi la popolazione colpita presenta una notevole percentuale di persone anziane o con problemi di mobilità.

Altra cosa auspicabile è la possibilità di attrezzare i campi provvisori con container già predisposti per impianti igienici e/o spogliatoi, riscaldabili con impianti di calore prodotto da elettricità.
Perfette macchine organizzative che si stanno muovendo intorno alla protezione civile nazionale e al volontariato, per fare in modo che le persone non si sentano sole durante questo difficile e drammatico momento.

Diversi clown giocano nei campi con i bambini, psicologi danno il loro sostegno e volontari da ogni parte d'Italia si sono messi a disposizione per una grande e degna gara di solidarietà, racambiata con molta dignità da una popolazione ora sofferente ma degna della terra d'Abruzzo.

Ridiamo agli abruzzesi quello che hanno tragicamente perso in una notte, sono persone che stanno soffrendo in silenzio, con dignità e compostezza, amanti della loro terra e delle loro origini, perchè hanno voglia di ricominciare a ritornare a vivere anche se per loro nulla sarà più come prima...

Academy Awards 2009: 8 Oscar per The Millionaire

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Academy Awards 2009

Il 22 febbraio, al Kodak Theatre di Los Angeles, si è svolta l'81esima cerimonia degli Academy Awards, l'appuntamento più importante dell'anno per il cinema internazionale.

Sul red carpet abbiamo visto sfilare le star più famose di Hollywood e a rappresentare l'Italia erano presenti Sophia Loren e Valentino. Abbiamo assistito ad una vera e propria sfilata di moda: gioielli molto vistosi, collane e orecchini di smeraldi e diamanti, abiti con strascichi velati dai colori avorio-dorati, grigio cenere-asfalto e un tocco di fuxia per le donne, nero quasi d'obbligo per gli uomini tranne alcune eccezioni come Mickey Rourke in total white.

Il presentatore della serata Hugh Jackman (X-Men, Australia) si è dimostrato un grandissimo showman, destreggiandosi tra balletti, piccoli spezzoni di musical e parodie con l'aiuto della cantante Beyoncé e dei protagonisti di Mamma mia! (Amanda Seyfred) e High School Musical (Zac Efron e Vanessa Hudgens).

Le nominations più importanti sono state però consegnate da presentatori del calibro di Sarah Jessica Parker, Whoopi Goldberg, Will Smith, ma anche da giovani talenti che si stanno facendo strada a Hollywood come l'attore di "Twilight" Robert Pattinson.

I vincitori principali sono stati Sean Penn per Milk, Kate Winslet per The Reader, Penelope Cruz per Vicky Cristina Barcelona e Heath Ledger (postumo) per The Dark Knight (Il Cavaliere Oscuro). La consegna dell'Oscar ai familiari di Ledger è stato un momento di grande commozione in sala, dove non era però presente la compagna Michelle Williams dalla quale l'attore, morto per overdose di farmaci a soli 28 anni, ha avuto una figlia.

La celeberrima frase "The Oscar goes to..." è stata rivolta a ben 8 candidature per il film "The Millionaire" del regista Danny Boyle (Trainspotting), tra cui miglior film e miglior regista. Ambientato negli slums di Mumbai, il film è entrato nel cuore della gente, colpita dalla grinta di un ragazzino che si è messo in gioco per riconquistare l'amore dell'infanzia perduto e ritrovato e probabilmente anche per il desiderio di conoscere questa città dopo i giorni di terrore vissuti recentemente. C'è qualcosa di veramente speciale in questo film che doveva inizialmente uscire solamente in dvd e che è riuscito, invece, a raggiungere il grande schermo conquistandoci con le sue atmosfere e musiche tipicamente bollywoodiane.

Non ci resta quindi che correre al cinema a vederlo e ad ammirare la bravura dei due giovani attori Dav Patel e Freida Pinto.

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