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40 Anni di Incontri, 40 Anni di Rotture

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Arles Photographie

Anche quest'anno Arles, cittadina provenzale famosa per aver ospitato Vincent Van Gogh ed essere stata ritratta in alcuni dei suoi più famosi dipinti, è la sede di una delle mostre fotografiche più importanti d'Europa (forse la Mostra per eccellenza), e festeggia i suoi primi quarant'anni, attirando esperti ed appassionati, non solo dal vecchio continente, ma anche dall'America e dal Giappone.

Era il 1969, infatti, quando Lucien Clergue decideva, insieme ad un gruppo di critici e fotografi, di dare vita a questo progetto, teso a promuovere un'arte che, all'epoca, era ancora considerata di second'ordine.
Sessantasei sono le mostre che in questi giorni si alternano nei diversi spazi cittadini, tra esposizioni e installazioni che bisogna andare a cercare nelle chiese, in aree industriali dismesse e tra le vie della città.

Quest'anno il titolo del festival è 40 Ans de Rencontres, 40 Ans de Ruptures, e raccoglie tutta una serie di artisti «scomodi», scandalosi, che raccontano le loro storie senza mezzi termini, in maniera quasi brutale: scene di vita urbana, di gruppo sociale, l'omosessualità, la prostituzione, la tossicodipendenza, il razzismo, la guerra, la povertà, la politica.

La grande ospite di quest'edizione è senza dubbio Nan Goldin, fotografa newyorkese, che torna ad Arles per la seconda volta: la prima, nel 1987, era per presentare la sua Ballad of sexual dependency, opera decisamente scandalosa per l'epoca, formata da una serie di 700 diapositive accompagnate da sottofondo musicale, in cui ha catturato episodi della sua vita e di quella dei suoi amici, con particolare attenzione alla sfera della sessualità, della malattia, della disintossicazione dalle droghe.

La sua opera, che da sempre va aldilà del pregiudizio sociale e sessuale, segue da vicino le tappe della storia della sua famiglia, nei vari spostamenti tra Boston, Berlino, Londra, Tokyo, l'Egitto e, naturalmente, New York.

Oggi ad Arles è esposto Sorelle, Sante e Sibille, lavoro dedicato, prima di tutto, alla sorella Barbara, morta suicida nel 1965, a diciotto anni. L'opera, a l'église des Frères Precheures (una chiesa gotica sconsacrata, nel centro della città), è un'installazione formata da tre pannelli, sui quali scorrono immagini e frammenti di video. Il suo messaggio è carico di dolore, ma non è mai sopra le righe, e ragiona da vicino sulla sofferenza, raccontata senza farne mistero e senza l'utilizzo di metafore (alcune foto, ad esempio, ritraggono le braccia dell'autrice stessa, nei punti in cui, in un gesto estremo di autolesionismo, si è spenta delle sigarette).

Altre due retrospettive altrettanto importanti sono quelle dedicate a Willy Ronis e al parigino Robert Delpine. Negli spazi al Parc des Ateliers (ex capannone deposito e ristrutturazione delle ferrovie francesi), tra le altre cose, c'è un'installazione dello svizzero Renè Burì, che ha nascosto le sue fotografie in un box chiuso e totalmente al buio, perciò per vederle ci si deve arrangiare con luci improvvisate (una pila? Un cellulare?).

Fino al 13 settembre, ad Arles, Francia.
Info su www.rencontres-arles.com

Live for Abruzzo

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Live for Abruzzo

Associazioni, protezione civile, aziende, intere famiglie, studenti, giovani... insomma tutti si sono mobilitati per dare anche il più piccolo sostegno alle vittime della tragedia che ha colpito l'Abruzzo.

In un paese del Molise, un gruppo di giovani ha pensato di creare un evento musicale per raccogliere dei fondi che andranno interamente devoluti ai terremotati; il mega concerto è stato organizzato con il supporto della protezione civile, della pro loco di Venafro, del comune di Venafro e di molti privati che hanno messo a disposizione risorse umane ed economiche.

Si tratta di un evento locale per sostenere con la musica nel cuore chi ha bisogno di aiuto, in un momento difficile, e per mandare un grosso abbraccio virtuale a tutti gli abruzzesi!

Parteciperanno a Live for Abruzzo band musicali provenienti da tutta la regione Molise e non solo che si esibiranno gratuitamente.

Live for Abruzzo si terrà a Venafro (IS) sabato 25 aprile 2009 alle ore 15.00 presso il piazzale antistante la palestra comunale (alle spalle dello stadio comunale).

Programma artistico:

ore 17.00: Brigolo&friends (hip hop, writers, etc.) dalle ore 18.30: After 8 (Venafro) (Bossanova)
ore 19.30: Violagioia band (Cassino) (Jazz / Bossanova Swing)
ore 20.30: Postit (Campobasso) (Shoegaze / Ambiente / Psichedelica)
ore 21.30: Anima Popolare (Isernia) (Elettro folk music)
ore 22.30: Neverend (San Martino in Pensilis - CB) (Indie / Rock)
ore 23.30: Circolo Vizioso della Farfalla (Venafro) (Ska-Jazz-Rock)

Ci saranno inoltre proiezioni di cortometraggi e altre sorprese...

Un Carnevale tutto da gustare a Fano

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carnevale_fano.jpg

Come corrono i giorni!
Abbiamo appena finito di sistemare gli scatoloni con le decorazioni di Natale in soffitta, che già i negozi sono pieni di atmosfera di Carnevale. Per non parlare dei bar e delle pasticcerie, dove i profumi delle chiacchiere o frittelle ci avvolge appena entriamo.

Perciò, dobbiamo farcene una ragione ed iniziare a pensare a questa allegra festa, che ogni regione italiana festeggia a suo modo. Sul calendario sono segnati i giorni precisi: il giovedì e il martedì Grasso, ma anche il mercoledì delle Ceneri; però, i festeggiamenti non si limitano solo a queste giornate perché sono presenti in tutte le domeniche del mese.

Un importante appuntamento è quello del Carnevale di Fano, città delle Marche, a circa 12 km da Pesaro. Si tratta del Carnevale più antico d'Italia, che dovrebbe risalire al 1347, anno in cui, secondo la leggenda, le due più famose famiglie della città si riconciliarono tra loro.

Ai tempi, tra i divertimenti carnevaleschi c'erano la "corrida con il porco" e il "gioco delle trippe". Poi, con il passare del tempo, si organizzarono festini, scherzi e maschere, ma soprattutto nacque l'idea "del getto", che tutt'ora anima questi giorni di baldoria.

Il "getto" è senza dubbio la principale fonte d'intrattenimento per grandi e piccini. Ogni anno, infatti, dai carri allegorici, vengono lanciati, o meglio, "gettati" quintali di dolciumi sul pubblico che attende a mani levate, con grande curiosità.

Un altro elemento caratteristico è il pupo, detto "vulon", ovvero una maschera che rappresenta sotto forma di caricatura i personaggi più conosciuti di Fano. Esso simboleggia il moderno "capro espiatorio", sul quale la comunità scaricava e scarica ancora le colpe commesse nei giorni di follia del Carnevale. Per questo motivo, l'ultimo giorno ci sarà il rito del rogo, durante il quale il pupo verrà bruciato, in modo da purificare tutti gli abitanti.

I carri allegorici sono palcoscenici mobili, realizzati in cartapesta dagli esperti maestri fanesi, che hanno dei laboratori nei quali lavorano assiduamente per tutto l'anno. Su di essi ne succedono di tutte i colori: canti, danze e risate. A fare da cornice a questa vivace atmosfera, il complesso musicale "Musica Arabita", che suona strumenti del tutto atipici, come caffettiere, pentole e barattoli di latta. Di sera, i carri si illuminano di mille colori, grazie alle suggestive luci che li adornano.

Ma non è tutto! Ci sono numerosi eventi collaterali durante le giornate di festa. Da mostre culturali, artistiche, spettacoli teatrali, piccole sagre gastronomiche, feste e animazione. Perciò, un Carnevale proprio per tutti, che ogni anno conta circa 100.000 persone.

Quest'anno, nelle domeniche dell'8, 15 e 22 febbraio si terranno corsi mascherati ad ingresso libero, sfilate di carri, gruppi folcloristici e musicali, getti di caramelle e cioccolatini e un bellissimo spettacolo pirotecnico. Dal 19 al 24, invece, animazione, musica e maschere, sempre nel centro storico.

Come mancare ad un appuntamento del genere? Potrebbe essere anche solo l'occasione per "addolcirsi" un po', che non fa mai male!

giornata_oasi2008.jpg Batteri, farfalle, balene, foreste tropicali, boschi, specchi d'acqua dolce e marina: cosa hanno in comune animali, piante e ambienti naturali? Semplice: costituiscono la biodiversità. La biodiversità è infatti l'insieme, e quindi la varietà, degli esseri viventi che popolano la Terra.
Una varietà - frutto di lunghi e complessi processi evolutivi che durano da oltre 3 miliardi di anni - incredibilmente ricca di organismi, di ogni forma e dimensione: da quelli più piccoli che possiamo osservare solo con una lente, ai giganti della terraferma e delle acque. Dalla biodiversità non ne resta fuori l'uomo. Anche noi siamo parte della biodiversità e sfruttiamo i servizi che la Natura ci offre: cibo, acqua, energia e moltissime risorse necessarie per la nostra vita di tutti i giorni.
Libri e manuali di scienza riportano un lunghissimo elenco di specie animali e vegetali attualmente viventi: gli esperti ne sono riusciti a descrivere in totale circa due milioni, anche se in realtà si ipotizza che di esseri viventi sulla Terra ne possano esistere oltre dodici milioni. La colonia più folta è rappresentata dagli Animali che sono circa 1.318.000, di cui 1.265.000 Invertebrati e 52.500 Vertebrati (2.500 pesci, 9.800 Uccelli, 8.000 Rettili, 4.960 Anfibi, 4.640 Mammiferi). Numerose anche le Piante, circa 270.000 specie, poi Funghi (72.000 specie), Protisti (50.000 specie) e Batteri (10.000 specie).
E in Italia? Il nostro territorio vanta un patrimonio di biodiversità straordinario e tra i più ricchi in Europa. Il paesaggio italiano è molto vario e di conseguenza ospita moltissime specie animali e vegetali, in ogni angolo. Tradotta in numeri, la biodiversità italiana è costituita da oltre 57.000 specie animali, più di un terzo cioè dell'intera fauna europea, e 9.000 specie di piante, muschi e licheni, la metà delle specie vegetali del continente.
Ben 5.000 specie sono endemiche, si trovano cioè esclusivamente da noi. Tra queste il camoscio d'Abruzzo, la salamandrina dagli occhiali, l'orecchione sardo, esempi di unico valore naturalistico. Tra le piante, la primula di Palinuro, l'ontano napoletano e l'abete dei Nebrodi. Inoltre la superficie forestale italiana è di circa 10 milioni di ettari e copre un terzo del nostro paese.
La biodiversità è ciò che ha reso e rende il nostro pianeta meraviglioso. Per questo il WWF da sempre se ne prende cura, cercando di tutelare e conservare la biodiversità nelle sue molteplici manifestazioni: dalle specie, alle popolazioni, agli habitat fino ai processi ecologici ed evolutivi che hanno permesso la formazione di questa straordinaria ricchezza di vita. E le Oasi sono uno dei "progetti" più importanti del WWF Italia.
Nelle Oasi sono rappresentati quasi tutti gli ambienti naturali del nostro paese, dalle praterie alpine alle aree costiere, dai laghi e dai corsi d'acqua alle zone umide, dalla macchia mediterranea alle cime innevate.
In poche parole la biodiversità misura la ricchezza di vita sulla Terra e ne garantisce la sua sopravvivenza. È un patrimonio universale per tutta l'umanità, una risorsa insostituibile, fornisce innumerevoli benefici a livello sociale, economico, scientifico, educativo, culturale, ricreativo ed estetico e rappresenta dunque la nostra "assicurazione" per il futuro.
Conservarla deve diventare la nostra priorità: l'uomo non ha il diritto di estinguere specie viventi. Invece ha il dovere di preservare l'ambiente e le sue risorse per le generazioni future.

Fonte: WWF Italia - Per la difesa della Natura

25 maggio 2008: Giornata delle Oasi

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