Amici a quattro zampe: July 2009 Archives

Amico serpente

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Iguana

Avere un animale da compagnia è una cosa fantastica.
E' terapeutico, fa bene al cuore e all'anima.
Prendersi cura di un altro essere vivente, soprattutto se parliamo di un cane o di un gatto, le specie che sono in grado di dare maggiori riscontri in termini di affetto e ricettività, almeno secondo gli standard più comuni, è curativo.
Aiuta a combattere la solitudine, molte tipologie di disagi psicologici e comportamentali, a sopportare la malattia; consente ad un bambino di responsabilizzarsi, imparando il significato del rispetto e dell'amore per la vita e per la natura.

Quando parliamo di animali domestici siamo abituati a pensare a teneri cuccioli di cane, gattini morbidi e pelosi, uccelli dai multicolori che allietano le nostre giornate con canti allegri e spensierati. I più originali optano magari per cincillà, conigli o tartarughe, soprattutto se dispongono di terrazze o giardini.

Questo è quello che si dice.

Ma in realtà, sui 50 milioni di animali che affollano le case degli italiani, solo 15 milioni sono rappresentati dai classici cani e gatti.
Il resto è composto da iguane, serpenti, pappagalli, rare tartarughe, rettili di vario genere e specie, ragni o addirittura felini di grosse dimensioni e alligatori, non dichiarati, non denunciati, spesso acquistati illegalmente.

La passione per gli animali esotici è scoppiata ormai da diversi anni, ma non accenna ad arrestarsi o a diminuire.
Purtroppo accanto alla vendita ufficiale e documentata di animali regolarmente importati e quindi controllati, e parliamo di una piccola percentuale, si assiste ad un fenomeno di commercio illegale dalle proporzioni spaventose, anche attraverso gli acquisti via Web, come abbiamo tristemente potuto vedere recentemente ai telegiornali.

E l'Italia ha un triste primato in questo senso.

Chi compra un animale esotico il più delle volte non conosce i rischi cui incorre.
Troppo spesso, infatti, si tratta di specie di cui non si conoscono le abitudini in cattività, magari aggressive o portatrici di malattie.
Si realizzano per loro habitat ad hoc, che vengono ritenuti idonei perché rispettosi del bisogno di specifiche temperature o di particolari valori di umidità.
Ma la realtà è che tutto questo non basta, perchè teche e gabbie non possono riprodurre fedelmente e totalmente l'habitat originale dell'animale che ospitano; troppo spesso sono sottodimensionate, e il più delle volte vengono tenute in luoghi chiusi o in casa, cosa che comporta il diffondersi di germi patogeni dovuti alla circolazione di cibi quasi sempre crudi (o vivi), eccesso di umidità, e mancanza dell'igiene adeguata che non impedisce la diffusione di insetti sgraditi.

L'ignoranza dei venditori, che non hanno e non danno le informazioni necessarie per la cura di un animale esotico, e la mancanza di esperienza del personale medico (quando si decide di portare l'animale sofferente dal veterinario) fanno sì che la vita media di un animale di questo tipo, in cattività, sia davvero bassa.
E' difficile a volte capire quando il nostro cane o il nostro gatto sta male. Dobbiamo interpretare i segnali, e non sempre ci riusciamo con successo. Comprendere se il nostro amico ha mangiato qualcosa che gli ha fatto male, ha l'influenza o qualcosa di grave, dipende dal nostro grado di sensibilità e dalla conoscenza che abbiamo di lui e della specie in genere. Poi corriamo dal veterinario, che in un attimo ci illumina.

Ma comprendere se una Pogona, un Boa Constrictor, o una Vedova Nera hanno fatto indigestione o sono depressi, diventa un'impresa impossibile anche per un esperto.
Il suggerimento è di evitare di acquistare, legalmente ma tanto più per vie non ufficiali, queste tipologie di animali.

E per chi ormai li possiede, di cercare l'appoggio di un veterinario specializzato in animali esotici, magari non facile da trovare, ma che potrebbe cambiare drasticamente e in meglio la qualità della vita del nostro indifeso ospite. La cui salute e il cui benessere devono essere prioritari, in considerazione che dalla loro salute spesso dipende anche la nostra, e in nome di un'etica e di una morale che mai deve venire meno, anche nel rapporto con il proprio animale da "compagnia".

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