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La suburra. Sesso e potere: storia breve di due anni indecenti
Scheda del libro
  Editore   Feltrinelli
  Autore   Filippo Ceccarelli
  Pagine   238
  Formato   14 x 22
  Prezzo   € 15,00
  Valutazione   
  Sito web   www.feltrinellieditore.it

Contenuto del libro


La suburra. Sesso e potere: storia breve di due anni indecenti

Ministre sexy, telefoni bollenti e debitamente intercettati, immondizia programmatica, ciarpame elettorale. Dal compleanno della vergine di Casoria ai massaggi del Salaria Sport Village è come se un ridicolo e osceno diavolaccio avesse piantato i suoi artigli sull'agenda d'Italia. Maiali e farfalline, coca e complotti, tatuaggi, prostata, carne fresca e chirurgia estetica. Non c'è scandalo, ormai, che non se ne trascini dietro un altro peggiore. Addio paese tollerante e disincantato. Tra le macerie della politica e i relitti del buonsenso, il casting nazionale mette in fila aspiranti imperatori della decadenza, cortigiani velenosi, teledivi capricciosi, e poi lolite, paparazzi, papponi, carabinieri marci e trans dell'altro mondo. Due anni appena e in sconsiderata allegria il Palazzo trasloca alla Suburra, destinazione malfamata per eccellenza. E qui Veronica rompe, Zappadu scatta, Gianpi procura, D'Addario registra, "Repubblica" domanda, Feltri spara, Boffo cade, in Vaticano giocano a moscacieca, Marrazzo s'inoltra nella notte infernale, Brenda va a morire ammazzata, Bologna è indecorosamente espugnata dal Cinziagate e tra un appalto e l'altro la Cricca codifica il tariffario della tangente sessuale. Con ironico sgomento Filippo Ceccarelli delinea i moduli della pornocrazia senza alzare il ditino del moralista; si diverte piuttosto a interpretarne segni, presagi e risonanze con l'ausilio di oroscopi, pitture, mitologia, videogiochi, canzoni, frammenti di diario e di poesia, da Esiodo a "Novella 2000".


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Ricercato! Pop/Etica di Trapanig

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Si chiama "Trapanig", ed è uno degli artisti più noti nel panorama italiano artistico contemporaneo. Azionista di sogni e con un gran capitale urbano in tasca si serve di materiali, reimpiegati, fusi e poi nuovamente separati, dando vita, così, alla sua ricerca che mira alla reinvenzione di un genere.

Scopo dell'artista è ammiccare allo spettatore; usando la provocazione, per insinuare il dubbio, e spingere alla riflessione le persone.
Il criterio adoperato per la comunicazione sono le immagini, Trapanig abbina ad esse la parola, in un reciproco e intenzionale inter-scambio di informazioni: un continuum di linee e trasposizioni da cui si evince un messaggio molteplice ed immediato.
La possibilità di rielaborazione del tutto o ancor meglio della parola: della sua struttura e del suo contenuto.

Affermarsi al'interno dello scenario artistico contemporaneo, secondo Trapanig, è meno difficile e complesso di quanto si voglia far credere e soprattutto è meno codificato delle apparenze. Un artista potrebbe, col sostegno delle istituzioni, scavalcare il muro posto dall'accademismo.
Oggi come in passato gli artisti hanno la stessa difficoltà ad inserirsi nel tessuto sociale e ad affermarsi, a meno che non si presenti l'antica figura del mecenate.
Ciò che conta si racchiude in un semplice ma accurato gesto: aprire gli occhi su tutto ciò che la nostra epoca ci sta urlando, sfondare la porta alla realtà per inserirla nell'immaginario.

È necessario che un artista accenda i riflettori e porti la testimonianza di un patrimonio sub-urbano che raccoglie il marcio e lo riabilita alla vita, per raccontare così una nuova storia: la storia contemporanea.

Viviamo in un'epoca che non ci ha risparmiati, anzi, ci ha totalmente trasformati e ha rimpicciolito i nostri sogni.
Lo spazio di cui dobbiamo riappropriarci si è ampliato e diversificato, ed è subordinato all'arte stessa per cui le immagini puntano ad essere assimilate, confermandone il potere e l'irriverenza.
Un'immagine che si ripete e ti insegue ha molte probabilità di catturarti, e ancora una volta è l'artista a sussurrarci "come" osservare il mondo, questo mondo che è di ognuno di noi, riprendiamocelo, reinventiamolo!

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