Una fiaba importante

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La principessa e la rana

Le favole Disney mi appassionano da sempre, e tra un fratello più piccolo e l'esperienza di baby sitter ho potuto portare avanti con tranquillità la tradizione "guarda tutti i cartoni animati esistenti".

Recentemente ho avuto modo di guardare "La principessa e il ranocchio" e, devo essere sincera, mi aspettavo la solita favoletta classica basata sugli stessi banali elementi e con la solita morale trita e ritrita: l'amore vince su tutto, nella vita si possono superare tutti gli ostacoli, eccetera.

Naturalmente, questa storia non è da meno: amore, magia, amicizia, qualche intoppo ma con lieto fine assicurato; eppure, al tutto è stato aggiunto un nuovo aspetto che mi ha colpita e soddisfatta molto: il realismo.

Tiana non è una principessa, è una cameriera (nell'immagine porta una corona e un sontuoso abito perchè si trova ad un ballo in maschera; il rospo stesso cade "nel tranello") e non sogna certo il principe azzurro, anzi: il suo unico desiderio fin da bambina è poter aprire il ristorante che lei e suo padre progettavano di comprare da sempre. Ora il papà è morto, ma Tiara fa ben due lavori e doppi turni per risparmiare, rinunciando alla propria adolescenza, in attesa che il sogno si avveri.

Quando si imbatte nel principe trasformato in ranocchio da un uomo malvagio amante del Woo-Doo che vuole impossessarsi di tutta New Orleans - esatto, niente luoghi "lontani lontani" - lo bacia, perchè solo così il principe potrà ritornare umano e darle come ricompensa la somma mancante per comprare il famoso ristorante. Ma Tiara non è una vera principessa, così viene trasformata lei stessa in ranocchia, e i due cominciano un'avventura insieme ad altri amici, un coccodrillo e una lucciola, per poter trovare una soluzione ai loro problemi.

Il finale? I due si innamorano, ovviamente, ma con qualche colpo di scena e, soprattutto, con un messaggio forte e chiaro: per ottenere ciò che vuoi devi lavorare duro per tutta la vita - il viziato principe capirà che non si può vivere sulle spalle degli altri - e non affidarsi esclusivamente al destino, ma agire.

Questo è un argomento piuttosto rivoluzionario nelle fiabe, perchè da che mondo è mondo l'unico problema che avevano protagonisti di queste storie era quello di trovare, e quindi conquistare, il vero amore; dopo di che, la vita tornava ad essere rosea.
D'accordo, sono pur sempre favole per bambini e abbiamo già incontrato personaggi come Aladdin, Biancaneve e Cenerentola, che partendo dalla miseria sono riusciti ad arrivare alla ricchezza e felicità, accanto all'amore della propria vita; però non ci riuscivano da soli, bensì sposavano la/il reale di turno.
Tiara, invece, alla fine ce la fa con le proprie forze, e il principe lavora con lei al ristorante, coltivando la propria passione per la musica.

Sono del parere che per i bambini sia molto più educativo un racconto del genere, che mostra tutte le sfaccettature della vita, con tutti i suoi alti e bassi e con tutte le delusioni che ne possono derivare, piuttosto che favole dove va sempre tutto bene perchè esiste la fata buona che risolve tutto.

Ecco, "La principessa e il ranocchio" è il giusto compromesso tra realtà e immaginazione, tra vita vera e favola, tra i "soliti insegnamenti" - come ad esempio quello di inseguire sempre i tuoi propri senza arrendersi - e quelli invece più nuovi.

A questo capolavoro Disney non sono mancate le polemiche: come si può notare, Tiara è una ragazza di colore; non è questo il problema, ovviamente - abbiamo già visto principesse russe, indiane, cinesi - bensì il fatto che il principe sia invece bianco. Personalmente, non trovo giuste queste critiche. Quello che si voleva dimostrare mettendo fianco a fianco due persone di origine diversa non è che "è meglio sposare un bianco", anzi, che le persone di colore - rosse, gialle, nere, non ha importanza - non devono per forza relazionarsi solo con persone di colore, e che quelle bianche non devono innamorarsi esclusivamente di altre persone bianche.

L' argomento "pelle diversa" non è stato minimamente sfiorato per tutto il corso della storia, dato che i due capiscono di amarsi quando sono rane, e sempre da rane si sposano; inoltre, la storia non era improntata sull'amore che può nascere tra due persone di provenienza differente (come lo era Pochaontas al suo tempo): infatti la normalità e semplicità con la quale i due protagonisti si innamorano lascia intendere che non sia assolutamente una cosa strana o coraggiosa, ma semplicemente possibile, se solo non ci si pensa. Com'è giusto che sia.

Posso soltanto consigliare questa fiaba secondo me davvero meritevole sia ai piccoli che ai grandi; una storia originale e importante, profonda al punto giusto, che dà modo di riflettere sulla vita.


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