Sangue e Arena

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Cayetano Rivera

La Spagna non è mai stata così vicina.
Sembra infatti che negli ultimi tempi non si parli d'altro: corride e matadores sono entrati a far parte del nostro quotidiano, con notizie e curiosità che riecheggiano dal paese del sole suscitando interesse, domande, se non addirittura ilarità.

La tauromachia richiama alla mente immagini tra il truce e il romantico di duelli all'ultimo sangue, che si consumano al caldo e nella polvere dell'arena, tra l'agguerrito toro e l'affascinante matador di turno, bellissimo nel suo traje de luces tradizionale: Hemingway, in "Morte nel pomeriggio" (1938), ci regala un cammeo indimenticabile, evocativo e potente sul significato della corrida.

Vita e morte, dignità e onore, nell'arena non si può fingere; il coraggio non è qualcosa che si improvvisa. I protagonisti del singolar-tenzone si studiano, con grande rispetto, e si sfidano in un duello dall'epilogo non sempre scontato: negli ultimi due secoli sono 42 i toreri deceduti durante l'esibizione, senza contare quelli feriti e castrati.

Ma colui che dimostra sprezzo del pericolo e amore per le tradizioni diventa un eroe, garantendosi un posto nella leggenda.
Il mito di oggi è Cayetano Rivera (33 anni, nella foto), figlio d'arte - suo padre Francisco è morto nell'arena, e il nonno è stato amico e ispiratore del grande Hemingway - e dotato di una bellezza sfolgorante che lo ha catapultato dalla polvere della plaza del tor, dove è il padrone assoluto, al ruolo di uomo immagine per il marchio Loewe.

Dalle stelle alle stalle, come si suol dire: recente è il caso del messicano Christian Hernandez (22 anni), che al momento del confronto col toro si è dato alla fuga terrorizzato, tra i fischi e gli insulti dell'allibito pubblico. Sanzionato pesantemente dal giudice di gara, Hernandez ha ammesso di avere avuto paura, dichiarando che cambierà sicuramente mestiere, a dimostrazione che nel vis a vis con la bestia non si può fare finta di essere ciò che non si è.
Tra toreri in jeans, e donne matador, si avverte però che la tauromachia, da sempre contestatissima dagli animalisti, è in un momento di crisi profonda: il 28 luglio scorso il parlamento catalano ha firmato una legge per la sua abolizione, che avrà decorrenza a partire dal 2012. Le Isole Canarie hanno fatto lo stesso nel 1991, ma certo è che per la Spagna, dove la tradizione è molto radicata, si tratta di un evento di grande risonanza, che dà un chiaro segnale dei tempi.

E' curioso sapere che anche in Italia si praticava la corrida, abolita poi negli anni quaranta. Ci voleva il governo Berlusconi per depenalizzare questa legge, grazie al decreto del 5 agosto del 1993. E se è inverosimile pensare che all'Arena di Verona matadores e banderillas possano prendere il posto di concerti e opere liriche, anche perché la tauromachia fondamentalmente non ci appartiene, è anche difficile capire la decisione del governo, viste anche le proteste di verdi e animalisti.

Non è facile comprendere la potenza di questo spettacolo, al di là delle personali considerazioni di etica e principio. Non si tratta solo di una mattanza, come i più credono, visto che non sempre lo scontro vede l'uomo vincitore, e anche se i tori periti negli ultimi decenni sono circa 30.000, dato da non sottovalutare; in questa celebrazione di morte e coraggio, di luce e di ombra, c'è un universo emozionale e valoriale che nessuno di noi - spettatori ignoranti e non avvezzi a certi tipi di trattenimento - può afferrare pienamente.

Nell'arena si consuma un mondo di tradizioni anacronistiche ma profondamente sentite, immagini raccolte nei secoli da pittori come Monet e Goya, e cantate da grandi poeti e scrittori; senza contare le rappresentazioni cinematografiche: come non ricordare "Sangue e Arena", interpretato nel 1922 dal mitico Rodolfo Valentino, e poi nel remake del 1941 con protagonisti Tyrone Power e Rita Hayworth! Molti sono stati gli artisti che hanno compreso, amato e odiato questo mondo di passioni estreme, dove tutte le emozioni sono amplificate e vissute all'eccesso.

Un mondo destinato piano piano a scomparire e di cui si racconterà alle generazioni future, tramandando le memorie e il folclore di un popolo appassionato e dai costumi ardenti e colorati, e ricordando come l'uomo, a volte, osava sfidare l'animale in uno dei duelli più antichi del mondo. Perendo, a volte, nel tentativo.

Fonti: Wikipedia
http://www.ohlalamag.com/en/2010/03/spain-matador-cayetano-rivera-for-loewe.html
www.mymovies.it


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