April 2010 Archives

Fructus Belli - Arazzi

A Mantova un'emozionante manifestazione mette in mostra per la prima volta un aspetto inedito del patrimonio dei Gonzaga e svela luci e ombre del Rinascimento mantovano.

Fin dall'antichità i nobili di tutta Europa amavano ornare e abbellire le pareti dei loro castelli e dei palazzi con arazzi. Questi raffinati ed eleganti quadri di stoffa erano molto apprezzati per la loro multifunzionalità: non solo difendevano dal freddo, ma erano facilmente trasportabili, si potevano sovrapporre alle decorazioni murarie e riuscivano a proporre di continuo spazi fantastici e inattesi, con innumerevoli varietà di combinazioni. Non ultimo, spesso assolvevano una funzione celebrativa, che raccontava le gesta del casato e metteva in luce le qualità, la ricchezza e la magnificenza dei proprietari.

Molti di questi manufatti erano realizzati in serie, ma gli esemplari più pregiati erano commissionati e fatti tessere sulla base del modello disegnato da grandi artisti ed erano realizzati con materiali pregiati, tra cui anche oro. Per questo motivo queste preziose tappezzerie erano spesso considerate vere e proprie opere d'arte da collezionare e costituivano una componente d'inestimabile valore del patrimonio di molti nobili casati.

Mantova rilancia il valore storico e artistico di questi tesori d'arte, solitamente considerati come arti minori e un po' sottovalutati, proponendo dal 14 marzo al 27 giugno 2010 "Gli arazzi dei Gonzaga". Una scelta ardita, ambiziosa, che punta a sorprendere il visitatore, proponendo un tema raro e inconsueto. La rappresentazione delle preziose tappezzerie che decoravano gli appartamenti e le sale dei palazzi mantovani nel Rinascimento, infatti, mostra un aspetto inedito dell'immenso patrimonio artistico dei Gonzaga, che viene per la prima volta riunito ed esposto in una manifestazione imponente che a Mantova non ha precedenti.

L'esposizione temporanea, allestita nelle sale di Palazzo Te, del Museo Diocesano e del Museo di Palazzo Ducale e voluto dal neonato Comitato Scientifico del Centro Internazionale d'arte e cultura di Palazzo Te, è stata organizzata sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica e della casa reale belga, in collaborazione con Skira.

Oggetto dell'esposizione sono oltre 30 pregiati e raffinati arazzi, datati tra il XV e il XVI secolo e commissionati dai Gonzaga (figli di Isabella d'Este e Francesco II), in particolare da Ercole, cardinale del casato, e Ferrante, generale, viceré di Sicilia e Governatore di Milano.

La mostra, curata dal fiammingo Guy Delmarcel, massimo studioso dell'argomento, è frutto di un meticoloso lavoro di ricerca che ha permesso di riportare nel loro ambiente naturale opere che nel tempo hanno conosciuto numerose diaspore, altrimenti disperse nei vari meandri del mondo. Alcuni esemplari provengono, infatti, da collezioni private (come ad esempio i sei pezzi messi a disposizione dalla famiglia Marzotto), altri dai musei americani, francesi e olandesi, rese disponibili grazie alla collaborazione internazionale.

Il percorso espositivo, dislocato nelle tre differenti sedi del Palazzo Te, Museo Diocesano e Museo di Palazzo Ducale, è concepito come un racconto e fa rivivere l'atmosfera e i fasti delle corti delle signorie del Rinascimento.

Gli arazzi sono raggruppati per tema: paesaggi floreali, giochi di putti, resoconto degli amari frutti della guerra e storie tratte dalla bibbia e dalla mitologia.

Con il termine Millefiori si fa solitamente riferimento agli arazzi cronologicamente più antichi, in cui prevalgono decorazioni floreali, arricchite da piccoli animali, dal carattere fiabesco, tipiche riproduzioni dello stile dell'epoca.

La serie dei giochi di putti sono attribuiti al disegno di Giulio Romano, raffigurano giochi di angeli in contesti floreali. Uno dei più suggestivi esempi è la danza che raffigura balli e giochi davanti ad un viale alberato, sullo sfondo il Castello Sforzesco, residenza di Ferrante e Villa Simonetta.

I parati raffiguranti i " fructis belli", commissionati probabilmente da Ferrante, illustrano luci e ombre della guerra, con episodi tratti dalla vita militare, che inducono ad una riflessione ironica sull'uso delle armi e sulla rovina provocata dalla guerra, da cui amari frutti della guerra.

Quelli storico-mitologici illustrano vicende tratte dalla Bibbia, dalla storia antica (Giasone e Medea) e/o dalla mitologia (Enea e Didone).

Le "Storie di Mosè" mostrano alcuni episodi della vita del sant'uomo e costituiscono probabilmente un'allegoria del ruolo di capo spirituale di Ercole Gonzaga.

Anche se i maestosi e imponenti parati esposti sono solo una selezione degli innumerevoli esemplari posseduti dal casato (molti dei quali furono distrutti, andati perduti o consumati dall'uso) offrono uno spettro molto ampio e rappresentativo dell'arte dell'arazzo, sia per la varietà dei soggetti che per la bellezza e la finezza del disegno, realizzato da artisti del calibro di Raffaello, Mantegna e Giulio Romano.

Alcuni hanno un elevato valore storico e artistico, testimoniato tra l'altro da eventi storici. Basti pensare che la restituzione dell'arazzo raffigurante gli atti degli apostoli, incluso nella mostra e realizzato su disegno di Raffaello, è stato oggetto di contesa e addirittura inserito nei trattati con l'Austria.

Quasi tutti furono realizzati nelle Fiandre, considerate l'Industria d'arte d'Europa, o in Italia ad opera di arazzieri di origine fiamminga, come Nicola Karcher, al quale viene attribuita la realizzazione di alcuni di quelli presenti in questa mostra.

Ognuno di essi possiede un suo fascino indiscutibile, che va ben oltre quello di spettacolare manufatto artistico. Ogni arazzo racconta una storia che parla d'arte, di poesia, di usi e costumi, di guerra, d'amore di artisti e di mecenatismo, di fasti e di ricchezza. Fa rivivere le mode, i canoni estetici, i gusti e le vicende storiche dell'epoca. Si erge come illustre testimone della vita sociale, del lavoro e della situazione dei lavoratori e dei tessitori. Espressione di un'arte e di una tecnica antica, la realizzazione di un arazzo coinvolgeva di solito molti soggetti che dovevano operare in modo interconnesso: dall'artista, al cartonista, ai vari tessitori. Per questo motivo alcuni considerano gli arazzi un eccellente esempio di lavoro in serie e di sintesi tra il lavoro artistico e quello tessile-artigianale.

Il progetto espositivo si caratterizza per l'alto contenuto scientifico, evidente nell'innovativo sistema d'illuminazione utilizzato, non sempre facile, in quanto si scontra con esigenze di conservazione di questi tesori d'arte.

Per agevolare la visita completa è stato proposto un biglietto cumulato unico, che dà la possibilità di accedere a tutte e tre le location.

Una mostra spettacolare, in grado di suscitare emozioni e suggestioni, che fa rivivere i fasti di un'epoca e offre un piccolo assaggio dello straordinario patrimonio storico e artistico di Mantova, di recente nominata patrimonio dell'Unesco.

I biglietti costano dagli 8 ai 10 euro. La prenotazione è obbligatoria per i gruppi, e consigliata per i singoli, vista l'affluenza di visitatori prevista.

Il biglietto d'ingresso consente la visita gratuita anche al Museo della Città di Palazzo San Sebastiano e al Museo Diocesano Gonzaga.

Per maggiori informazioni:

Palazzo Te - Viale Te 13, 46100 Mantova
Museo Diocesano Francesco Gonzaga- Piazza Virgiliana 55, 46100 Mantova
Museo di Palazzo Ducale- Piazza Sordello 40, 46100 Mantova
Prenotazione: 199199111
sito web: www.centropalazzote.it

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