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La valigia rossa

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Tupper Sex

Negli anni Cinquanta erano i Tupperware party, in cui le signore si ritrovavano per piazzare nelle case i famosi contenitori di plastica per alimenti.

Poi, nel 2005, in Spagna, è arrivata Dina Hoernecke che, con le sue ragazze de La Maleta Roja, ha tentato di dare "Una risposta alla cattiva educazione che noi spagnole riceviamo in campo sessuale" e ha inventato i Tuppersex party. La dinamica è la stessa: una mette a disposizione la casa, chiama a raccolta le amiche, e la venditrice porta-a-porta arriva con la sua valigetta, pronta a esporre la sua merce. Solo che, questa volta, i prodotti sono sex toys, oli per il corpo e cosmetica erotica, lingerie e piume.

Oggi lì le Reuniones Tuppersex sono frequentatissime, e la moda sbarca anche in Italia, grazie a due aziende che operano in materia: La Valigia Rossa, sorella nostrana di quella spagnola, e Love Factory Italia. Le riunioni, a porte chiuse e dedicate solo alle donne, durano all'incirca due ore, e sono l'occasione non solo per vedere, toccare, assaggiare e odorare le proposte che le consulenti estraggono man mano dalle loro valigie, ma anche, e soprattutto, per parlare liberamente di sesso, nell'atmosfera complice di un pomeriggio tra amiche.

Per organizzare un incontro non ci sono costi: è richiesto solo un impegno di acquisto minimo di dieci euro.

Per chi volesse avere maggiori informazioni al riguardo (e, perché no, anche per fare un corso di formazione, a Barcellona, per diventare promoter), può contattare la responsabile italiana dell'iniziativa, Cristina Luzzi, all'email cristina.luzzi@lavaligiarossa.com

Yemen Map

Lo Yemen e' stato a lungo un Paese dimenticato, quasi invisibile. A suscitare l'attenzione dell'opinione pubblica sono stati i recenti avvenimenti che lo hanno collegato al gruppo terroristico di Al Qaeda.

Strategicamente posizionato tra l'Oceano Indiano ed il Mediterraneo, a meta' tra il Mar Rosso ed il Golfo di Aden, lo Yemen e' stato ultimamente paragonato alla Somalia, non solo per le divisioni interne, che rischiano di far implodere definitivamente il sistema statale, ma anche in quanto, apparentemente, e' stato scelto da Al Qaeda, come nuovo quartier generale e come bacino da cui attingere per il reclutamento di nuovi adepti.

A fare il parallelismo e' stato lo stesso presidente yemenita, Ali Abdullah Saleh. Questo teme lo scoppio di una guerra civile e la conseguente perdita di potere da parte del governo, gia' in difficolta' nel controllare i gruppi ribelli di nord e sud. In realta', la fragilita' dello Stato arabo supera il dualismo meridione/settentrione, ricollegandosi piuttosto ad una vera e propria frammentazione, terreno ideale per la proliferazione di movimenti estremisti.

La contrapposizione tra le correnti "pacifiste" del sud, che chiedono la fine dell'unita' nazionale in nome di una identita' meridionale indipendente, contro gli sciiti seguaci di Al Houti del nord, non costituisce l'unico elemento d'instabilita'. Questa deriva da un'unione forzata ed inadeguatamente affrontata avvenuta nel 1990 e si accompagna a divisioni tribali, ideali fondamentalisti, poverta' e debolezza del potere centrale che caratterizzano lo Yemen e rischiano di portarlo al collasso. Con il risultato di lasciare libero il campo ad una sorta di "Al Qaeda del Golfo di Aden" in grado di riunire terroristi somali e yemeniti.

Lo stesso presidente a gennaio, di fronte alla nuova minaccia e all'arrivo massiccio nel Paese di militanti della "rete del terrore" provenienti dall'Arabia Saudita e dall'Egitto, si era dichiarato disposto a negoziare con Al Qaeda, se i suoi membri avessero acconsentito a "consegnare" le armi. Alcuni ufficiali yemeniti hanno fatto sapere che Al Awlaki, l'uomo che e' stato collegato con l'attentatore del volo Delta ed il medico della sparatoria di Fort Hood, potrebbe essere disposto ad iniziare un dialogo. Questo negli ultimi mesi e' passato da un relativo anonimato ad un riconoscimento internazionale come "il Bin Laden di internet". La sua influenza come Imam e la padronanza della lingua inglese, unite ad una destrezza nelle comunicazioni via internet, lo rendono un elemento chiave per il reclutamento di giovani musulmani in occidente, spostando ed estendendo il campo di "arruolamento" ben oltre la tradizionale moschea.

Il governo di Sana'a, che si sta impegnando per contenere il dilagare di elementi estremisti, ammette che per contrastere la rete del terrore ha bisogno di aiuti da parte degli Usa e dell'Ue. E proprio gli Stati Uniti e la Gran Bretagna si stanno muovendo congiuntamente per addestrare e formare piu' efficacemente le unita' antiterrorismo della polizia locale.

Anche la ribellione degli Houthi non puo' piu' essere considerata un problema locale. I tentativi militari e diplomatici, completamente fallimentari, del governo di Saleh destano preoccupazione tra i suoi vicini. Questi non possono permettere un deterioramento della sicurezza nello Yemen, finendo con il trovarsi accanto ad una Somalia "araba".

Il Qatar, nel 2007, si era fatto promotore di un processo di mediazione tra le due parti. Questo e' stato interrotto dopo un paio di anni, rendendo nullo l'Accordo di Doha, tra le altre cose criticato per le eccessive concessioni offerte ai ribelli. L'Arabia Saudita, lo Stato piu' importante all'interno del mercato pertrolifero mondiale, condividendo un lungo confine con lo Yemen, considera la ribellione Houti una sfida fondamentale per la sicurezza del proprio Paese. Gli stessi Houti accusano infatti i sauditi di essere coinvolti nelle operazioni militari a sostegno di Sana'a. Dall'altra parte, le autorita' centrali stanno ora accusando l'Iran di sostenere gli Houthi nell'ambito di una politica che mira a destabilizzare il Golfo. A completare lo scenario si aggiunge la possibilita' di un asse terroristico Yemen-Somalia. A questo punto, gli Stati della penisola temono che la situazione possa degenerare in un conflitto regionale di carattere strategico.

Sebbene non esista una realtà chiamata "organizzazione internazionale di Al Qaeda", vi sono cellule in diverse aree mondiali, che possono essere ad essa piu' o meno collegate. In questo senso, Osama Bin Laden risulta essere indipendente da quello che accade in Yemen, dove agiscono invece gruppi locali. In quest'ottica, gli sforzi che si stanno compiendo nel Paese, anche da parte della comunita' internazionale, si spera riescano a prevenire la trasformazione dello Yemen in un nuovo fronte di guerra, teatro di operazioni militari "preventive" verso un nemico non meglio definito.

Budapest - Il Parlamento

Idee per ritemprarsi nella capitale d'Ungheria: tra bellezze architettoniche, benessere, cultura e buona cucina. La primavera è alle porte e con essa la voglia di uscire dal letargo, vincere la pigrizia tipica dell'inverno e concedersi un lungo week-end all'insegna della cultura e del divertimento, in attesa delle vacanze estive.

E' il momento giusto per pianificare un soggiorno in una capitale europea. Tra le possibili destinazioni, Budapest è quella che sicuramente offre maggiori opportunità per godersi il sapore di una vacanza vera e che meglio può soddisfare i gusti di qualsiasi tipo di turista, dal single, alla coppia, alla famiglia.

Considerata da sempre una tra le più affascinanti capitali europee, la "Parigi dell'Est" o la "Perla del Danubio", come la soprannominano in molti, ha subito, negli ultimi tempi, una profonda metamorfosi, che l'ha resa ancora più attrattiva agli occhi del turista. Oggi si presenta, infatti, come un centro ricco di fermento creativo, frizzante, intellettualmente attivo, in continua evoluzione, una meta, quindi, che ha un volto e un carattere molto diversi rispetto a quelli di "tipica città dell'Est" che la caratterizzava prima del crollo del comunismo.

Suddivisa in due parti dal Danubio, Buda e Pest, la capitale magiara, considerata patrimonio dell'Unesco, sembra possedere una doppia anima. Buda, situata sulla sponda occidentale, è la zona più residenziale ed elegante, custodisce il suggestivo centro storico, con il Castello, il Palazzo Reale, il vicolo dei lavandai e la cittadella, superbe testimonianze di un austero passato. Pest, sulla sponda orientale, è la zona più turistica e moderna, sede degli alberghi, degli affari e dei palazzi amministrativi, come il maestoso Parlamento, un autentico gioiello architettonico. Il suo stile, molto glamour e raffinato, lo si respira passeggiando nella zona pedonale di Via Váci e Piazza Vörösmarty, nei suoi esclusivi caffè, nei negozi all'ultima moda, nei raffinati locali e ristoranti e negli innumerevoli teatri e musei.

L'ideale per visitare la città è alternare piacevoli camminate nel centro storico all'utilizzo dei mezzi pubblici, tra cui la storica metropolitana di origine ottocentesca, agevolato dall'acquisto della Budapest Card, un pass che consente l'uso illimitato di metro e bus per 24, 48 o 72 ore e include anche l'accesso ridotto ai musei, due sightseeing guidati gratuiti, oltre a una serie di altri sconti e agevolazioni (http://www.budapestinfo.hu).

E' possibile, inoltre, abbinare la visita dei monumenti a momenti di relax, da trascorrere, per esempio, nelle acque minerali di uno dei bagni storici di quella che era conosciuta come la "città delle terme imperiali". Un vero e proprio must, considerato che la capitale magiara è l'unica in Europa a possedere anche sorgenti termali.

Tra i 33 stabilimenti tra cui si può scegliere, i bagni più amati sono quelli di Rudas, Széchenyi e Gellért, tre centri che evocano sensazioni e suggestioni molto diverse tra loro e che, pertanto, valgono almeno una visita (http://www.budapestgyogyfurdoi.hu)

Budapest by night

I bagni Rudas, costruiti nel XVI secolo, i più antichi e turchi di Budapest, sono forse tra i più suggestivi e popolati della città. La cupola semisferica da cui filtra la luce sfumata del sole, posta sopra la piscina termale centrale, a forma ottogonale, crea un'atmosfera magica, che riporta l'ospite indietro nel passato, agli hammam del periodo della dominazione turca.

L'imponente e monumentale complesso architettonico delle terme di Széchenyi è, invece, relativamente recente e ospita innumerevoli piscine termali. I continui ampliamenti lo hanno reso uno dei bagni più grandi d'Europa. E' possibile immergersi nelle vasche all'aperto, alimentate con acqua a 38 gradi, in qualsiasi stagione, anche d'inverno, con la neve. Esperienza particolarmente emozionante.

Gli ultimi, i bagni Gellért, annessi all'Hotel Gellért, un albergo a cinque stelle, sono considerati per eleganza e stile l'oasi di relax più esclusiva della capitale. Gli interni, in stile Art Nouveau, offrono la possibilità di rilassarsi in un contesto molto "chic e raffinato".

Dopo una giornata di intenso cammino un'altra sosta d'obbligo per rigenerarsi, soprattutto gradita dai buongustai, è nella famosa pasticceria Kis Gerbeaud (http://www.gerbeaud.hu), in Piazza Vörösmarty, fondata nel 1858 da Henrik Kugler e ampliata e resa celebre da Emil Gerbeaud.

Tra i vari eleganti caffè, retaggio della tradizione austro-ungarica, questo è il luogo d'incontro più conosciuto e prediletto dagli ungheresi, un vero e proprio simbolo della città. Qui, in un ambiente elegante e raffinato, tra candelabri, marmo, broccati e pareti elegantemente tappezzate, che rendono ogni sala unica, si possono gustare squisiti dolci preparati secondo le ricette originali, specialità che hanno fatto epoca e sono entrate a far parte della tradizione. L'offerta classica è stata ampliata da qualche anno con l'introduzione di una strepitosa nuova linea, più elaborata e innovativa. Un'autentica delizia per il palato, che i fanatici del mangiar bene devono assolutamente assaggiare .

Originalità e innovazione hanno in genere dato, soprattutto negli ultimi anni, un forte impulso al processo di rinnovamento dell'enogastronomia ungherese, che ha contribuito alla nascita di una golosa arte culinaria, basata su rielaborazioni e rivisitazioni creative di ricette sia della tradizione che internazionali. Questa evoluzione sta facendo riacquistare all'enogastronomia d'Ungheria la fama del passato, quando era sede di stimati cuochi e pasticceri come Gungel e Bobos e produttrice di eccellenti vini, come il Tocai.

Cenare in uno dei ristoranti alla moda sta diventando, quindi, un'esperienza culinaria di tutto rispetto. Anche in questo caso c'è l'imbarazzo della scelta e l'offerta in città è in grado di accontentare tutte le tasche.

Budapest

Una delle migliori opzioni, soprattutto per gli amanti della buona cucina sempre alla ricerca del miglior rapporto qualità prezzo, è il ristorante Bagolyvar (http://www.bagolyvar.com). In questa graziosa trattoria a gestione familiare, ricavata all'interno del vecchio castello di Owl, lavorano solo donne ed è possibile gustare, in un ambiente caldo e accogliente, squisiti piatti della tradizione, fatti rigorosamente a mano, come la tradizionale zuppa di Gulyás, l'anatra arrosto con cavoli rossi e patate da abbinare ad una bottiglia di ottimo vino locale, tipo il Merlot Egert 2005. Tra i dessert da provare il famoso Gundel palacsinta (frittella flambè con cioccolato e noci), dolce tipico ungherese ideato dal celebre pasticcere Gundel, che ha dato il nome ad uno dei più lussuosi ristoranti budapestini, i cui proprietari sono gli stessi del Bagolyvar. Punto forte del locale: cortesia, porzioni abbondanti e un assaggio di cucina classica ungherese di alto livello.

Un altro indirizzo da inserire in agenda, particolarmente adatto per festeggiare un'occasione speciale, è l'Onyx (http://www.onyxrestaurant.hu), più orientato a una cucina sofisticata e d'autore, piuttosto che classica. Il ristorante, dagli interni eleganti e raffinati, fa parte del gruppo Gerbeaud ed è situato nel cuore di Pest. Anche se è stato inaugurato da circa tre anni, è già annoverato tra i primi cinque migliori ristoranti ungheresi. Il menù "Hungarian Evolution", rielaborazione fusion di pietanze tradizionali e internazionali, apre le porte ad una vera e propria selezione di gourmet di eccellente livello, degno di una cucina che non ha niente da invidiare a quella francese o italiana. La presentazione è molto curata. I prezzi sono medio-alti, ma l'esperienza vale la spesa.

In tema di opportunità di divertimento notturno, le possibili alternative offerte dalla città magiara sono in grado di soddisfare tutti i gusti: concerti nelle chiese, spettacoli a teatro o all'opera, una delle più belle d'Europa; stravaganti esibizioni realizzate con laser colorati o tranquilli dopo cena nei pub, nelle enoteche o nei fascinosi locali del centro con o senza life music, etc.Tutte le iniziative in corso si possono trovare nel calendario degli eventi mensili sul sito dell'Ufficio del Turismo (http://www.culturalbudapest.com/en)

Dulcis in fundo, per rendere la permanenza nella capitale veramente memorabile non può mancare, però, una crociera notturna sul Danubio (http://www.budapestinfo.hu). Il sottofondo musicale dei violini o delle danze folkloristiche, la cena tradizionale a lume di candela, la spettacolare bellezza dei monumenti illuminati dalle luci della notte, che sfilano davanti come in vetrina, sono elementi che sicuramente contribuiscono ad aggiungere al vostro soggiorno anche un tocco di romanticismo.

Questo è fascino di Budapest, sospesa tra avanguardia e tradizione, emozionante, piena di vitalità e di sorprese, che coinvolgolgono tutti i sensi. Una città che ha mille volti, in costante evoluzione, tutta da scoprire e da vivere.

Informazioni utili

Ufficio Turistico Ungherese in Italia - Milano Tel. 02.48195434 - www.turismoungherese.it - www.budapestinfo.hu

Bagolyvar Restaurant - Owl's Castle Restaurant 1146 Budapest, Állatkerti út 2. Budapest.
Tel: (+36-1) 468-3110 Fax: (+36-1) 363-1917. e-mail:bagolyvar@gundel.hu - web:www.bagolyvar.com (MM). MM Hosok Tere

Pasticceria Gerbeaud - Vorosmarty Square 7-8. 1051 Budapest
Tel. +36-1/429 9000 - e-mail: gerbeaud@gerbeaud.hu - web: www.gerbeaud.hu. MM fermata: Vorosmarty

Onyx Restaurant - Vorosmarty Square 7-8. 1051 Budapest
Tel.: +36 1/429-9023, +36 1/429-9000 - Mobile: +36 30/508-0622 email: onyx@onyxrestaurant.hu - web:www.onyxrestaurant.hu. Aperto da lunedì a sabato: 12-15, 18-23 - MM fermata: Vorosmarty

Alice in Wonderland

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Alice in Wonderland

Il nuovo film di Tim Burton è nelle sale solo da pochi giorni, ma nella moda impazza già l'Alice-mania. Se nei prossimi giorni capiterete a Parigi, lo noterete anche lì.

Le Printemps è uno dei primi "grandi magazzini" della ville lumière. Si trova in Bouvelard Haussmann, proprio vicino alle Galeries Lafayette, ed è tutt'ora una mecca dello shopping.

Le Printemps ha dedicato alcune delle sue vetrine proprio all'eroina di Lewis Carrol, concedendo massima libertà a un gruppo di designers internazionali che hanno usato la loro immaginazione per creare il loro personali vestiti da Alice. Tra questi, Haider Ackermann, Manish Arora, Chloé, Ann Demeulemeester, Christopher Kane, Nicholas Kirkwood, Maison Martin Mariangiela, Bernhard Willhelm, e Alexander McQueen, visionario stilista londinese scomparso nel febbraio di quest'anno.

Come tributo al leggendario Tea Party del Cappellaio Matto, Printemps e Ladurée (il famoso marchio francese di pasticceria) hanno installato una vera e propria sala da tè all'interno del negozio. L'esposizione dura fino al 14 marzo.

Senza per forza andare oltralpe, anche facendo dei giri di shopping nostrani vedrete sbucare dai negozi dei Bianconigli e dei Leprotti Bisestili, come ad esempio quelli delle vetrine di Furla.

Leitmotiv for Furla

Nel 2007 nasce il progetto Furla Talent Hub, per promuovere giovani talenti e le loro proposte innovative. Per la primavera/estate 2010 si riconferma la capsule collection di Fabio Sasso e Juan Caro, designer del marchio Leitmotiv, ispirata, appunto, ad Alice, con una serie di accessori retro-pop.

Pochette, doctor bag, foulard, portachiavi, ombrelli, in cui il tema fiabesco viene rivisitato in chiave "tecno-vittoriana", con ripetizioni caleidoscopiche di personaggi e fiori. Per sentirci anche noi, almeno un po', parte del loro Paese delle Meraviglie.

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