Haiti è un paese devastato e distrutto, geograficamente lontano, eppure il dolore e la desolazione che lo hanno colpito lo rendono vicinissimo al nostro cuore.
Sappiamo bene cosa significa perdere tutto in un istante, è scritto nella storia della nostra storia, e gli ultimi ricordi sono tristemente recenti.
Haiti piange i suoi morti, e noi con lei, noi che siamo meravigliosamente empatici e comprensivi, capacità tutta italiana che il mondo ci riconosce e ammira, quando non viene ahimè considerata una debolezza. Noi che però siamo anche capaci, accanto alle preghiere e alle raccolte di fondi, di intervenire in modo deciso e pratico, con azioni intelligenti e tempestive.
E il nostro Paese è ora presente ad Haiti con uno dei volti che ci riempie maggiormente di orgoglio.
Quello di Guido Bertolaso, il Capo della Protezione Civile, inviato speciale in una terra colpita da una tragedia di proporzioni bibliche che dopo il terremoto sta soffrendo la confusione e la mancanza di organizzazione della macchina degli aiuti internazionali.
Accendi la tv e te lo trovi davanti, col volto serio e cupo, senza l'ombra di un sorriso.
Mi piace Bertolaso, con la sua immancabile felpa blu, che lo veste meglio di un abito di Armani (non l'ho mai visto senza la divisa della Protezione Civile ed è difficile immaginarselo con abiti differenti), e le borse sotto gli occhi che dimostrano che lui non dorme, se c'è da risolvere un problema.
Mi piace quest'uomo tutto d'un pezzo, mentre lo osservo muoversi con silenziosa disinvoltura tra tonnellate di macerie che metterebbero soggezione persino ad un supereroe.
Ma lui no, lui cammina sicuro ascoltando le autorità locali, guardando l'inferno con un distacco che solo chi ha il controllo pieno della situazione, e ha già visto scenari del genere molte volte, può ostentare.
Ci rifletti un attimo, e ti rendi conto che Bertolaso c'è sempre.
Quando la crisi arriva, lui è lì.
E' questione di minuti, ore, e poi miracolosamente appare, già con un piano d'azione, già con la soluzione in tasca.
Non fa discorsi politici, non bacia i bambini e accarezza gli anziani, eppure è dentro la tragedia, il volto perennemente contratto dimostra che è vicino al dolore di chi ha perso tutto.
E anche se così non fosse, non è importante, se lui è stato chiamato è perché ha uno scopo diverso e preciso.
Quello di risolvere il problema. Quello scomodo di prendersi la responsabilità degli interventi e dei soccorsi. Osserva, decide e agisce.
Parla poco, mai per caso, e spesso in modo diretto e tagliente, cosa che non piace a molti. Di certo non la manda a dire.
G8, Giubileo, emergenza rifiuti, deragliamento treni, incendi, esondazioni, SARS, eruzioni vulcaniche, bonifiche, e più recentemente il terremoto dell'Aquila.
E' ovunque, anche questa caratteristica tipicamente italiana.
E ora lo esportiamo pure, come facciamo con i nostri prodotti DOC di cui siamo più orgogliosi.
Ha il fascino carismatico di Cary Grant e la dinamicità di Bruce Willis, compare nel momento del bisogno per poi sparire quando l'emergenza è rientrata, per lasciare i riflettori ai nostri uomini politici che si prenderanno onori e meriti.
Che andranno a baciare i bambini e accarezzeranno gli anziani.
E' dunque uomo senza macchia e senza paura? Siamo in Italia, ed è praticamente impossibile.
Cercando nel Web scopri che è stato indagato per l'emergenza rifiuti in Campania (nell'inchiesta denominata "Rompiballe"), accusato di avere smaltito in modo poco lecito la spazzatura nell'ambito della crisi. Brutta faccenda, qui è in gioco l'inquinamento ambientale, e non è cosa da poco.
Forse è vero, forse no, ma francamente in questo momento è cosa che passa in secondo piano.
Nel paese dove vengono esaltati truffatori, mafiosi e tronisti credo si possa perdonare se il Capo della Protezione Civile non abbia pensato di smaltire le tonnellate di rifiuti in eccesso che nessuno voleva nel tritarifiuti di casa sua! Sempre che la cosa sia poi dimostrata in giudizio.
Invece mi piacerebbe che venissero esaltati di più i suoi meriti, come quelli di tutti gli uomini invisibili che lavorano per garantire la sicurezza nel nostro paese, troppo spesso ignorati e dimenticati.
Grazie Sig. Bertolaso, perché in mezzo a tante tragedie, che sembrano essere sempre più frequenti e terribili, lei sembra essere una delle poche cose buone e stabili che la nostra bella Italia è in grado di offrire, anche in termini di immagine internazionale (al di là delle nostre scontate bellezze femminili, che da sempre esportiamo, e ai nostri sportivi).
Grazie perché quando la vedo in tv, con la sua faccia vera, vissuta e severa, tiro un sospiro di sollievo, un po' come quando da piccola guardavo in ansia i film di Hitchock in attesa che da un momento all'altro arrivasse James Stewart a salvare Kim Novak, immancabilmente, come da copione.
Grazie perché nel paese dove nessuno è responsabile per niente, i nostri politici in primis, e l'omertà regna sovrana, nei momenti più tremendi lei non si vergogna di esserci, e di vestire i panni di improbabile eroe offrendosi come punto di riferimento quando tutti spariscono per la paura di essere accusati (cosa che accade automaticamente dopo una sciagura).
Le mancano i superpoteri, Sig. Bertolaso, e poi sarebbe davvero perfetto (soprattutto perché grazie a loro sarebbe riuscito a far sparire con magia autentica quei rifiuti che gettano un'ombra sulla sua integrità).
Ma per questo ha ancora tempo. E a noi piace comunque anche così.
Fonte: www.agenziami.it

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