January 2010 Archives

Terme sensoriali

Le terme in Italia sono una tradizione antica che risale ai tempi dei romani. Un tempo i bagni termali erano presenti in ogni centro urbano e facevano parte della quotidianità. Erano luoghi dove socializzare, rilassarsi e soprattutto prendersi cura del proprio corpo.
Ai giorni nostri l'antico concetto di mens sana in corpore sano sembra tornato di moda, complice probabilmente anche l'influenza delle discipline orientali, adesso tanto in voga.
Questo ritrovato desiderio ha contribuito allo sviluppo di un nuovo tipo di turismo, quello del benessere, che sta inducendo molte strutture termali già esistenti ad allargare la propria offerta, sviluppando una gamma di servizi non più solo mirati a curare un malessere specifico, ma più orientati a rilassare e a far star bene.

E' il caso, per esempio, di Chianciano Terme, amena località termale situata in Toscana a pochi passi dal confine con l'Umbria e il Lazio, già dai tempi antichi rinomata per il potere delle sue acque minerali per la cura del fegato e dell'apparato gastroenterico.
La cittadina, collocata nel cuore della Val d'Orcia, già da svariati anni offre la possibilità di unire la cura della salute alla visita del territorio circostante, ricco di siti d'interesse storico, artistico, culturale (basti pensare a Perugia, Montepulciano, Pienza o Siena, solo per citarne alcuni) e in grado d'offrire un'ampia varietà enogastronomica.
Qui, nel 2006, sono state inaugurate le Terme Sensoriali, un esclusivo centro benessere che coniuga le moderne tecnologie per la remise en forme ed il rilassamento psico-fisico con l'estetica classica e le tecniche derivate dalla saggezza orientale.

L'elegante stabilimento, che sorge all'interno del parco termale dell'Acqua Santa, permette all'ospite di vivere un'esperienza multisensoriale completa e unica nel suo genere: al momento è il solo in Italia a basarsi interamente su un approccio olistico e sui criteri della naturopatia. Per garantire l'armonia e la bellezza anche nell'estetica, la progettazione del centro è stata affidata all'architetto Paolo Bodega, già noto per le sue ricerche delle strutture naturali e per essere stato membro del design team di Renzo Piano Building Workshop di Genova. Allestimento, design, oggetti e colori presenti in ogni stanza, quindi, non sono mai casuali, ma frutto di uno studio molto accurato sul design, mosso dall'intento di combinare soluzioni architettoniche modernissime con le esigenze dei chakra, i centri energetici dell'individuo secondo la disciplina indiana.

Punto forte del centro termale, oltre alla piacevole atmosfera, è l'attenzione rivolta a tutti i cinque sensi: vista, tatto, gusto, olfatto e udito, realizzata integrando i normali trattamenti termali con profumi e suoni, sapientemente selezionati.
Il complesso si estende per 1300 metri quadri ed è suddiviso in tre piani: il primo, dove ci sono le piscine idromassaggio e le saune, il secondo dedicato alla terra con l'area per i fanghi e il terzo riservato ai trattamenti estetici.
Sono proposti quattro percorsi differenti (energizzante, drenante, rilassante, depurante) ideati per riequilibrare l'energia, basandosi sull'armonizzazione dei cinque elementi: Acqua, Fuoco, Terra, Aria, Etere, che costituiscono l'uomo e compongono tutto il cosmo.

L'ospite ha a disposizione tre ore e mezzo di tempo, durante il quale può scegliere se seguire un itinerario specifico o sperimentare in modo casuale i venti trattamenti a disposizione. Il punto di partenza di ogni variante proposta è la camminata nel fiume, presa in prestito dalla natura, che alterna gettiti d'acqua fredda a calda. A seguire sono previste immersioni in vasche con idromassaggio, di cui due sono all'aperto (tra cui quella di acqua salina), e soste nel bagno turco o nelle saune (una tradizionale e una etrusca, aromatizzata coi profumi toscani). A queste si alternano docce fredde dal grande impatto, come quella dell'ice crash, che consiste in un mix tra nebbia fredda e doccia ghiacciata. Nel melmarium, nome non a caso di origine latina, è possibile manipolare diversi tipi di fango termale. Per accrescere lo stato di rilassamento sono utilizzate vasche, docce e stanze cosiddette "emozionali", dotate di musica subacquea e basate sui principi di cromoterapia, aromaterapia, musicoterapia. E' possibile, inoltre, sperimentare la stanza del silenzio interiore o ricaricarsi nella piramide energetica, costruita rispettando le proporzioni di quella di Cheope.
E' a disposizione degli ospiti un'ampia area relax interna e un giardino dagli intensi profumi dove prendere il sole e godersi l'incanto del verde della campagna toscana, dove sorseggiare tisane depurative e rilassanti.

Negli eleganti camerini del Centro Benessere delle Terme sensoriali, esperti operatori eseguono trattamenti estetici e massaggi con prodotti termali e tecniche orientali tra le più disparate, dallo stone massage a quello ayurvedico, dalla riflessologia plantare ai trattamenti di Shiatzu, solo per citarne alcuni.
Per rendere il servizio ancora più esclusivo, le Terme di Chianciano spesso organizzano al loro interno degli eventi, quali ad esempio "la notte dei sensi", durante la quale è possibile vivere un'esperienza sensoriale notturna dalle 21,30 fino alle 2 di notte, con Light dinner di mezzanotte.
Le terme Sensoriali introducono a un breve viaggio attraverso i sensi, dove corpo e mente sono protagonisti e dove è possibile muoversi, rilassarsi, concentrarsi o liberare la propria mente per armonizzare e rivitalizzare tutte le percezioni. Un'esperienza, quindi, che può essere consigliata non solo agli amanti del benessere, ma anche a tutti coloro che desiderano staccare la spina ed evadere dallo stress, concedendosi sani momenti di svago, divertimento e relax, in un posto incantevole e davvero pieno d'atmosfera.

Per informazioni:
Terme Sensoriali - Parco Acqua Santa, Piazza Martiri Perugini 53042 Chianciano Terme - Siena - www.termesensoriali.it
Call center: 848800243 info@termechianciano.it
Per prenotazioni: prenotazione@termechianciano.it tel. 0578.68480 (sabato e domenica ingresso su prenotazione)

Eroe Nostrum

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Bertolaso

Haiti è un paese devastato e distrutto, geograficamente lontano, eppure il dolore e la desolazione che lo hanno colpito lo rendono vicinissimo al nostro cuore.
Sappiamo bene cosa significa perdere tutto in un istante, è scritto nella storia della nostra storia, e gli ultimi ricordi sono tristemente recenti.
Haiti piange i suoi morti, e noi con lei, noi che siamo meravigliosamente empatici e comprensivi, capacità tutta italiana che il mondo ci riconosce e ammira, quando non viene ahimè considerata una debolezza. Noi che però siamo anche capaci, accanto alle preghiere e alle raccolte di fondi, di intervenire in modo deciso e pratico, con azioni intelligenti e tempestive.

E il nostro Paese è ora presente ad Haiti con uno dei volti che ci riempie maggiormente di orgoglio.
Quello di Guido Bertolaso, il Capo della Protezione Civile, inviato speciale in una terra colpita da una tragedia di proporzioni bibliche che dopo il terremoto sta soffrendo la confusione e la mancanza di organizzazione della macchina degli aiuti internazionali.
Accendi la tv e te lo trovi davanti, col volto serio e cupo, senza l'ombra di un sorriso.
Mi piace Bertolaso, con la sua immancabile felpa blu, che lo veste meglio di un abito di Armani (non l'ho mai visto senza la divisa della Protezione Civile ed è difficile immaginarselo con abiti differenti), e le borse sotto gli occhi che dimostrano che lui non dorme, se c'è da risolvere un problema.
Mi piace quest'uomo tutto d'un pezzo, mentre lo osservo muoversi con silenziosa disinvoltura tra tonnellate di macerie che metterebbero soggezione persino ad un supereroe.
Ma lui no, lui cammina sicuro ascoltando le autorità locali, guardando l'inferno con un distacco che solo chi ha il controllo pieno della situazione, e ha già visto scenari del genere molte volte, può ostentare.
Ci rifletti un attimo, e ti rendi conto che Bertolaso c'è sempre.
Quando la crisi arriva, lui è lì.
E' questione di minuti, ore, e poi miracolosamente appare, già con un piano d'azione, già con la soluzione in tasca.
Non fa discorsi politici, non bacia i bambini e accarezza gli anziani, eppure è dentro la tragedia, il volto perennemente contratto dimostra che è vicino al dolore di chi ha perso tutto.
E anche se così non fosse, non è importante, se lui è stato chiamato è perché ha uno scopo diverso e preciso.
Quello di risolvere il problema. Quello scomodo di prendersi la responsabilità degli interventi e dei soccorsi. Osserva, decide e agisce.
Parla poco, mai per caso, e spesso in modo diretto e tagliente, cosa che non piace a molti. Di certo non la manda a dire.
G8, Giubileo, emergenza rifiuti, deragliamento treni, incendi, esondazioni, SARS, eruzioni vulcaniche, bonifiche, e più recentemente il terremoto dell'Aquila.
E' ovunque, anche questa caratteristica tipicamente italiana.
E ora lo esportiamo pure, come facciamo con i nostri prodotti DOC di cui siamo più orgogliosi.
Ha il fascino carismatico di Cary Grant e la dinamicità di Bruce Willis, compare nel momento del bisogno per poi sparire quando l'emergenza è rientrata, per lasciare i riflettori ai nostri uomini politici che si prenderanno onori e meriti.
Che andranno a baciare i bambini e accarezzeranno gli anziani.

E' dunque uomo senza macchia e senza paura? Siamo in Italia, ed è praticamente impossibile.
Cercando nel Web scopri che è stato indagato per l'emergenza rifiuti in Campania (nell'inchiesta denominata "Rompiballe"), accusato di avere smaltito in modo poco lecito la spazzatura nell'ambito della crisi. Brutta faccenda, qui è in gioco l'inquinamento ambientale, e non è cosa da poco.
Forse è vero, forse no, ma francamente in questo momento è cosa che passa in secondo piano.
Nel paese dove vengono esaltati truffatori, mafiosi e tronisti credo si possa perdonare se il Capo della Protezione Civile non abbia pensato di smaltire le tonnellate di rifiuti in eccesso che nessuno voleva nel tritarifiuti di casa sua! Sempre che la cosa sia poi dimostrata in giudizio.
Invece mi piacerebbe che venissero esaltati di più i suoi meriti, come quelli di tutti gli uomini invisibili che lavorano per garantire la sicurezza nel nostro paese, troppo spesso ignorati e dimenticati.
Grazie Sig. Bertolaso, perché in mezzo a tante tragedie, che sembrano essere sempre più frequenti e terribili, lei sembra essere una delle poche cose buone e stabili che la nostra bella Italia è in grado di offrire, anche in termini di immagine internazionale (al di là delle nostre scontate bellezze femminili, che da sempre esportiamo, e ai nostri sportivi).
Grazie perché quando la vedo in tv, con la sua faccia vera, vissuta e severa, tiro un sospiro di sollievo, un po' come quando da piccola guardavo in ansia i film di Hitchock in attesa che da un momento all'altro arrivasse James Stewart a salvare Kim Novak, immancabilmente, come da copione.
Grazie perché nel paese dove nessuno è responsabile per niente, i nostri politici in primis, e l'omertà regna sovrana, nei momenti più tremendi lei non si vergogna di esserci, e di vestire i panni di improbabile eroe offrendosi come punto di riferimento quando tutti spariscono per la paura di essere accusati (cosa che accade automaticamente dopo una sciagura).
Le mancano i superpoteri, Sig. Bertolaso, e poi sarebbe davvero perfetto (soprattutto perché grazie a loro sarebbe riuscito a far sparire con magia autentica quei rifiuti che gettano un'ombra sulla sua integrità).

Ma per questo ha ancora tempo. E a noi piace comunque anche così.

Fonte: www.agenziami.it

Blumarine

Sempre più stilisti traggono spunto, per differenziare le loro collezioni, dal mondo dell'arte, sia esso rappresentato da un pittore, scultore o da una corrente artistica.

A ispirare la collezione invernale di Anna Molinari, per esempio, è Andy Warhol, artista americano di origine polacca nato nel 1928 a Pittsurgh, famoso come uno dei maggiori esponenti della pop art americana e celebre per i quadri che riproducono i volti di Mao, Marilyn Monroe, Jacqueline Kennedy, ma anche la famosa sequenza della Electric chair.

Caratteristica principale del celebre artista consiste nella produzione in serie dei soggetti con l'ausilio dell'impianto serigrafico. Il punto forte e peculiare della tecnica utilizzata può essere considerata la ripetizione, cioè riproduceva su grosse tele moltissime volte la stessa immagine alterandone i colori (prevalentemente vivaci e forti), metodo che gli permetteva di rendere soggetti apparentemente identici sempre diversi l'uno dall'altro. Le sue opere più famose sono diventate delle icone: Marilyn Monroe, Mao Zedong, Che Guevara e tante altre.

Pittore, fotografo, cineasta, produttore cinematografico, di gruppi musicali e teatrali, scrittore (filosofo e sociologo) ed editore, Worhol può essere considerato sicuramente un personaggio eclettico, che seppe, attraverso il proprio stile di vita e le sue opere, innovare il concetto stesso di arte, divenendo espressione di un'epoca in forte fermento e rapido cambiamento.

Anna Molinari vuole far rivivere con i capi della collezione "work in progress" della linea Blumarine disegnata per l'inverno 2010, le suggestioni create dai capolavori di quello che lei stessa annovera tra i suoi artisti preferiti.
Obiettivo della stilista è trasmettere un messaggio positivo, di gioia e di fiducia, finalizzato a spronare il mondo a reagire contro il dirompente pessimismo, un modo per infondere fiducia e dare nuova vitalità, partendo proprio dando un po' di vivacità a questo freddo inverno.

Per realizzare questo intento, la stilista punta su colori accesi e contrapposti. Gli abbinamenti cromatici sono studiati in modo da riproporre lo stesso forte impatto visivo delle opere di Worhol: stessi modelli con colori decisi e accostamenti differenti, proprio come in una serigrafia.
Così, nella linea "work in progress", tra i colori proposti trionfano le nuance cromatiche tanto care al pittore, come fucsia, giallo, verde e azzurro, proposti sia in tinta unita che combinati in diverse fantasie o in versione luminescente, fino a generare eccentriche combinazioni tecnicolor, sempre abbinate con gusto e garbo.

Come nella sequenza di fotogrammi in movimento dei volti della Marlyn worholiana, le silhouette si trasformano con l'introduzione del colore acceso: i caban, i micro piumini, i cappotti ed il chiodo in pelle brillano di giallo acrilico, rosa "big babol", verde acido.
Completano la gamma cromatica il grigio, il blu navy, lo champagne e il nero, che si affiancano a raffinate stampe leopardate, sempre molto bon ton, sui toni del bianco e nero o variopinte, che lasciano trasparire quel pizzico di malizia e di selvaggia sensualità tipico della donna Blumarine.

I leggings neri diventano animalier in nuances vivaci, da indossare sotto la T shirt, aerografate con maxi logo che richiamano alcuni lavori di Worhol, che fece della serigrafia una modalità espressiva.
Le forme sono fluide, essenziali nei tailleur in cachemire, nei tuxedo, nei caban e nei cappotti a taglio maschile in colori classici, da indossare con seducenti leggings o sofisticati abiti in maglia dal collo alto tinta unita o animalieur. Miniabiti in pelle effetto guepiere sono esaltati da giacche strette e corte. Stampe e dettagli in rilievo movimentano a volte la linearità dei modelli proposti.

Le lunghezze delle gonne si accorciano. Taftani leggerissimi e svolazzanti, che possono essere utilizzati anche per la primavera, con drappeggi, asimmetrie, ampie e sexy scollature contribuiscono ad esaltare quel carattere iperfemminile e romantico tipico dello stile del brand.

Tra la gamma proposta compaiono anche i jeans, che possono venire abbinati a mini top in cristalli molto glamour, e che testimoniano l'impegno degli stilisti ad accontentare tutti i budget. Non mancano altri capi da portare nella quotidianità, come il chiodo in pelle ricamato.
Capi strutturati nei tagli e nelle linee si alternano con lunghi vestiti più morbidi e asimmetrici con drappeggi e ampie scollature. L'abito si arricchisce di nuove interpretazioni, a seconda della luce o della tonalità del colore e dei particolari d'insieme.

Per combattere la crisi la stilista propone inoltre finti gioielli con brillanti swarovski, posizionati anche sugli accessori, che assolvono una funzione ornamentale. Bagliori metallici, tipici di uno stile metropolitano, sono rappresentati da collane, bracciali scintillanti e appariscenti, che contribuiscono a trasformare l'abito da giorno in abito da sera e garantiscono il massimo dell'eleganza con il minimo della spesa.

Ritmo e dinamismo rendono la collezione frizzante, espressione di un' identità in continua trasformazione in grado di proporre un senso nuovo dell'immagine e dello stile, che oscilla tra un modo di vestire metropolitano ed uno più selvaggio, sensuale, raffinato e personale che non rinuncia mai ad un ironica seduzione.
Ogni abito diventa così un'opera d'arte, unica per la bellezza estetica, la cura dei dettagli e l'originalità creativa. Un capolavoro che suscita emozioni, che ha un'anima che vive, creando l'immagine di una donna e acuendone il fascino, proprio come solo una forma d'arte può fare.

21 dicembre 2012: fine del mondo o inizio di un nuovo mondo?

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The 2012 Maya Calender

Sembra che il mondo finirà nel 2012.

E' notizia che gira da mesi, in modo più o meno soffuso, ma ultimamente sembra non si parli d'altro, anche grazie ad una pellicola appena uscita nelle sale cinematografiche.
Social network, Web, una miriade di libri scritti da saccenti e "presunti" esperti di settore, persino documentari realizzati da Reti insospettabili: i media in generale sembrano essersi scatenati urlando al mondo che l'Armageddon è alle porte. Le motivazioni sono diverse, ma è praticamente certo che il giorno 21 dicembre 2012 una serie di eventi coincidenti e drammatici scateneranno la fine di tutto.

Tra i delatori più stimati troviamo l'astrologo-profeta inglese Nostradamus, che ha avuto il merito di avere predetto alcuni tra gli eventi più importanti e tragici della storia dell'umanità; ma la fonte più insigne è una delle civiltà tra le più misteriose e brillanti di tutti i tempi, i Maya.
Cultura del Centro America sviluppatasi tra il 1800 a.C. e il 1530 d.C., ci ha tramandato profonde conoscenze nel campo della matematica ma soprattutto dell'Astronomia, tanto da attribuirle origini aliene.

Ossessionati dal tempo, sono stati capaci di effettuare misurazioni precise e sorprendenti, tanto da riuscire persino a predire le eclissi. I Maya credevano che il tempo fosse diviso in cicli di distruzione e di rinascita della terra, e l'ultimo è stato calcolato tra il 13/08/3114 a.C. e il 21/12/2012 d.C.
Pertanto, secondo la loro previsione, in questa data il mondo e il tempo così come lo conosciamo avrà termine.

Sembra che in quell'anno si verificheranno una serie di eventi astronomici e fisici assolutamente straordinari. Si prevedono impatti di asteroidi che causeranno lo spostamento dell'asse terrestre, con il conseguente spaccamento della crosta. Si parla di un'inversione dei campi magnetici dei poli, fenomeno iniziato già da tempo, ma che sembra abbia preso una misteriosa accelerazione. I più convinti attendono l'arrivo di quello che gli antichi Sumeri chiamarono Nibiru, un corpo celeste dalle dimensioni gigantesche, anche se non precisamente identificato, che secondo molti, a parte gli evidenti effetti catastrofici che si verificherebbero a causa di un ipotetico impatto, interagirebbe col sole e l'intero sistema con esiti apocalittici.
I fautori della New Age, invece, attendono con gioia questa data, poiché astrologicamente avrà finalmente termine l'Era dei Pesci, legata al materialismo e all'edonismo, per entrare nell'Era dell'Acquario, dove la realizzazione della coscienza collettiva ci proietterà in un futuro di pace e amore, senza più guerre, carestie e sofferenze.

Quindi, che sia per l'arrivo dell'Anticristo, a causa del riscaldamento globale o dello scatenarsi di tempeste solari, sembra che a breve saremo chiamati alla resa dei conti. Al di là di ogni mistificazione e di qualsiasi teoria, anche se supportata più o meno scientificamente, è indubbio che siamo giunti sull'orlo del baratro, per motivi quasi sempre imputabili al genere umano, e che se non corriamo ai ripari ne pagheremo pesantemente le conseguenze.

E' chiaro che il mondo in cui viviamo, la società in cui esercitiamo i nostri diritti di esseri pensanti, non rispondono più ai nostri antichi bisogni, ed è molto forte il sentire collettivo di un "qualcosa" che inneschi il cambiamento. E' più facile pensare che questo possa avvenire solo attraverso eventi catastrofici che azzereranno la storia, e permetteranno ai sopravvissuti di ricominciare a vivere nel paradiso perduto. Personalmente sono più propensa a pensare che sarebbe più facile che la fine del mondo arrivasse per colpa del folle utilizzo delle armi di distruzione di massa, ma concordo col pensiero sempre più diffuso per cui la coscienza sta mutando, e che siamo entrati in un ciclo nuovo, dove importanti cambiamenti sono già in atto. C'è una maggiore consapevolezza a livello personale, il disagio causato da un tipo di vita che non ci appartiene più è affrontato da un numero sempre più crescente di persone in modo unitario e collettivo. C'è più rispetto per gli altri, per il tempo, per il pianeta, e per noi stessi.

Credo che la salvezza del genere umano sia facilmente realizzabile nel momento in cui ognuno di noi si prenderà le proprie responsabilità per ogni pensiero e gesto compiuto nella sua quotidianità. Senza mai dimenticare che noi viviamo qui ora, e che il domani è una tabula rasa che sarà ciò che scegliamo che diventi. Invasioni aliene permettendo...

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