Ci emozionano. Ci amano. Restano al nostro fianco quando nessuno è disposto a farlo. Ci difendono, ci proteggono, ci coccolano anche quando non ne siamo totalmente consapevoli.
Per loro faremmo qualsiasi cosa. Per ottenere le gratuite e affettuose fusa del nostro gatto, o per le calorose effusioni del nostro cane che scodinzola felice quando vede il guinzaglio con cui lo porteremo a spasso. Addirittura per il nostro pesciolino rosso, che ci osserva con sguardo attonito, ma per noi estremamente arguto, dall'osservatorio piuttosto privilegiato della sua boccia di vetro, che facciamo di tutto per rendere estremamente confortevole.
Non si può negare: il nostro amico del cuore, con cui stabiliamo una forte connessione affettiva ed empatica, è una fonte continua di emozioni.
Ma gli animali provano le nostre stesse sensazioni? O i gesti che compiono nel loro vivere quotidiano sono solo il riflesso di un istinto sviluppato in millenni di storia, retaggio di comportamenti appositamente istruiti per la salvaguardia della specie? Certo gli animalisti non avrebbero dubbi a proposito.
Come non ne avrebbe l'anziana signora che giornalmente sottopone il suo cocker spaniel a sedute di musicoterapia per scongiurare il possibile insorgere di stati depressivi (Bach docet), o il bimbo che spesso fa nuotare la sua tartarughina, che abitualmente soggiorna in una piccola vaschetta di plexiglass, nella grande vasca da bagno, per regalarle l'illusione di orizzonti... più ampi, e quindi un po' di felicità. O ancora coloro che portano i propri animali domestici dallo psicologo, sconvolti perché fido, improvvisamente, ha iniziato ad ululare alla luna!
E non parliamo solo di gatti e cani, con cui è più facile ovviamente stabilire un contatto oltre che fisico anche empatico, ma anche di iguane, serpenti, e ragni in piena sindrome depressiva. Siamo quindi tutti folli, o guidati esclusivamente dall'affetto per il nostro amico del cuore?
La Religione e la Scienza si oppongono con veemenza a qualsiasi ipotesi di umanizzazione del mondo animale. E' una teoria pericolosa, che mette in dubbio l'origine Divina dell'uomo, e la superiorità fisica e intellettiva dell'Essere Umano. Senza contare che per la Scienza diventerebbe impossibile giustificare le atrocità della sperimentazione animale e le crudeltà della vivisezione. La teoria più diffusa è che gli animali non sono intelligenti, e quindi non provano sentimenti.
Se però alla parola intelligenza diamo una definizione di maggiore respiro che tiene conto della capacità creativa che consente di modificare l'ambiente a proprio vantaggio, scopriamo, appunto, che appartiene anche e soprattutto al mondo animale. Cito, dal bellissimo libro scritto con il cuore e grande competenza da Jeffrey Moussaieff Masson e Susan McCarthy "Quando gli Elefanti piangono" (Baldini & Castoldi, 1999): "Un orso non riuscirà mai a comporre la Nona sinfonia di Beethoven, ma non riuscirà neppure il nostro vicino di casa. Noi non concludiamo per questa ragione che abbiamo la libertà di sperimentare su di lui, di dargli la caccia per divertimento, o di mangiarlo come cibo."
Darwin, padre della teoria evoluzionistica, fu il primo a ipotizzare, basandosi su osservazioni concrete e prove inconfutabili, che gli animali provano emozioni simili alle nostre, ma fu tacciato di blasfemia e accusato di antropoformizzazione del comportamento animale. Eppure coraggio, tristezza, amore, cupidigia, compassione, timidezza, vergogna, crudeltà, ma persino impulsi religiosi e senso di giustizia, sono tutti atteggiamenti che sono stati rilevati in moltissime specie animali, da allevatori, studiosi, ricercatori. Esattamente come nella specie umana.
Pappagalli gelosi che attuano comportamenti dispettosi e cattivi nei confronti di coloro che considerano intrusi. Delfini che inventano giochi, o che interagiscono con dolcezza e sensibilità disarmante con bimbi diversamente abili. Castori, che dimostrando grande amore filiale, si alzano sulle due zampe posteriori e prendono letteralmente in braccio i propri cuccioli in pericolo, per deporli su rive più sicure. Coyote, che formano coppie che restano insieme per tutta la vita, mostrando una devozione l'un l'altra davvero commovente. Scimpanzé Bonobo, che fanno sesso per motivi non legati necessariamente alla riproduzione: scambio di cibo, alleanze, ma soprattutto per divertimento.
Gli animali hanno un mondo emotivo diversificato e ricco di sfumature esattamente come il nostro, godendo in più del vantaggio di esternarlo senza reticenze e con grande chiarezza, al contrario di noi che tendiamo, quasi vergognandoci, a nascondere o a controllare le nostre emozioni, per timore che possano distorcere la visione che gli altri hanno di noi, e di essere quindi giudicati.
Le crudeltà sugli animali, gli allevamenti in batteria, la sperimentazione efferata e omicida e, ormai si sa, sempre più inutile; la caccia incontrollata, la pesca abusiva, sono tutti atti che ledono i diritti degli animali, e quindi anche i nostri.
Accettare le similitudini con le creature che calpestano come noi il nostro pianeta, e accoglierli come parte integrante e complementare del nostro essere parte del Tutto, è l'unico modo per garantire un futuro alle generazioni che verranno.
Ma la strada che porta all'amore e alla tutela per tutte le creature viventi è ancora lunga e irta di ostacoli, e passa attraverso l'attuazione delle leggi, troppo spesso trascurate, che regolamentano la protezione della Fauna e Flora terrestre, e l'educazione dei giovani al rispetto incondizionato verso la Vita.

Regole per commentare gli articoli
L'immediatezza della pubblicazione dei commenti non utilizza filtri preventivi e pertanto chi invia il proprio messaggio è il reale e l'unico responsabile del contenuto e delle sue sorti.
Prima di intervenire nel blog è utile sapere che non sono consentiti messaggi:
La redazione potrà in qualsiasi momento, a suo insindacabile giudizio, cancellare i messaggi. La redazione non potrà essere ritenuta responsabile per eventuali messaggi lesivi di diritti di terzi.
Invia il tuo commento
(Se non hai mai scritto su questo blog, il tuo commento dovrà essere approvato dalla redazione. Ti ringraziamo per l'attesa.)Accedi al blog per commentare questo articolo oppure lascia un tuo commento senza effettuare la registrazione cliccando direttamente su comment anonymously.
Informativa art. 13 D.lgs. 196/2003
Desideriamo informarti che il Decreto legislativo n. 196/2003 prevede la tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali. Secondo la normativa indicata, tale trattamento sarà improntato ai principi di correttezza, liceità e trasparenza e di tutela della tua riservatezza e dei tuoi diritti. Ai sensi dell'art.13 del D.lgs. n.196/2003, ti forniamo, quindi, le seguenti informazioni: