La primavera, pur regalando leggerezza e innumerevoli benefici, porta con sé anche un fastidioso bagaglio di disturbi, causati dal fisiologico adeguamento del corpo alle nuove temperature e al maggiore numero di ore di luce.
Sono disagi soggettivi, pesantemente sentiti soprattutto dai meteoropatici, per i quali il cambio di stagione si traduce spesso in eccesso di stanchezza e irritabilità, se non addirittura in depressione.
La sindrome primaverile è ovviamente temporanea, ma non va sottovalutata, pertanto è auspicabile affrontare la nuova stagione con qualche intelligente accorgimento.
I suggerimenti sono sempre gli stessi, per quanto possano sembrare scontati: dormire il più possibile e fare una blanda ma costante attività fisica, meglio se all'aria aperta e in luoghi verdi e lontani dal traffico e dall'inquinamento. Mangiare leggero, soprattutto frutta e verdura, cereali integrali, privilegiare il pesce alla carne, e ridurre il consumo di grassi, formaggi e latticini.
Questo è il periodo ideale per depurare l'organismo, e rigenerare il corpo dagli stress fisici e ambientali causati dal rigore dei mesi invernali.
Tra le varie terapie d'urto consigliate, fermo restando che i suggerimenti sopra indicati restano sempre validissimi, possiamo senz'altro menzionare la pratica del digiuno.
Astenersi dal cibo per un costante e controllato periodo di tempo consente di dimagrire, depurarsi, e di attivare una serie di meccanismi che portano ad un'autoguarigione consapevole oltre che ad impensabili benefici a livello emotivo e psicologico.
La pratica del digiuno ha origini olistico-popolari, ed era conosciuta già in tempi antichi da Egizi, Greci, Arabi. Veniva attuata per curare malattie o per stimolare l'efficienza mentale e fisica.
Nei tempi moderni la Digiunoterapia viene consigliata per ripristinare le naturali condizioni fisiche e psicologiche dell'organismo, andando a ripulire il corpo da tossine e da abitudini alimentari e comportamentali errate.
Dal punto di vista fisico, la privazione del cibo innesca un meccanismo di autofagia, che consente di attingere alle riserve metaboliche e quindi di dimagrire progressivamente. In questo frangente è indispensabile riposare, in attesa che il corpo si rigeneri e guarisca, come in una sorta di letargo da cui si uscirà completamente rinnovati.
Digiunare ha effetti fisici estremamente evidenti: oltre al dimagrimento, la pelle sarà visibilmente più luminosa, liscia, e diversi inestetismi, come la cellulite, spariranno.
Si guadagnerà un aumento energetico davvero importante, oltre ad un notevole miglioramento della lucidità mentale e all'incremento della capacità decisionale.
Uno degli aspetti più affascinanti di questa antica terapia è senz'altro quello ricongiungibile alla profonda modificazione a livello emotivo e psicologico che sopraggiunge dopo un certo periodo di astinenza dal cibo.
Moltissime filosofie e pratiche ascetiche auspicano il digiuno per consentire quella purificazione indispensabile perché avvenga l'evoluzione spirituale desiderata.
Secondo il dott. Sebastiano Magnano (Il digiuno terapeutico), il cibo, con il suo bagaglio di sensazioni, ricordi ed emozioni, interviene in modo importante nella formazione dell'Io, che è la parte della psiche che consente l'adattamento alla realtà che ci circonda, utilizzando modelli preconcetti e schemi comportamentali prestabiliti che di contro impediscono la vera espressione della personalità.
L'Io si adegua e cambia in relazione agli stimoli esterni, e alle esperienze che accompagnano l'esistenza di un individuo.
Ciò che davvero siamo, la parte di noi che, se lasciata libera di esprimersi, consente di evolvere e di superare le limitazioni che l'Io rigoroso pone, è rappresentata dal Sé.
Le nevrosi, i disturbi psicologici, i disordini comportamentali sono causati da un Io sofferente e confuso non in sintonia col Sé.
Durante il digiuno, e la conseguente privazione degli stimoli provocati dal cibo, si toglie all'Io potere decisionale e si limita la sua capacità di reazione.
Vengono meno abitudini comportamentali acquisite nel corso della vita, e modificando gli stimoli esterni si disturba la rete di certezze che sono state le fondamenta su cui abbiamo costruito la nostra personalità.
Il risultato sarà una grande flessibilità e una visione mentale ed emotiva più ampia e di maggiore respiro, che consentirà al Sé la totale libertà di espressione grazie alla capacità di autoascolto acquisita.
E i benefici sono davvero impagabili, in termini di autocomprensione e di maggiore consapevolezza dei propri desideri. Sarà più semplice agire, gli intenti saranno più costruttivi, e la chiarezza di pensiero faciliterà decisioni e prese di posizioni. La maggiore sintonia raggiunta permetterà di agire maggiormente in linea con le proprie aspirazioni.
Nell'epoca degli eccessi, dove l'opulenza e il di più sono concordati segnali di falso benessere, fa riflettere che uno dei modi per ritrovare la salute fisica ed emotiva sia legato ad una pratica, oltretutto tramandata dai tempi antichi, la cui peculiarità sia proprio quella della privazione.
E' importante ricordare che la pratica del digiuno va comunque effettuata in modo consapevole e responsabile, sempre sotto controllo medico o specialistico e comunque in ambienti consoni all'attuazione della terapia.

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