L'Aquila, una città situata in una conca sulle sponde del fiume Aterno ed in posizione panoramica rispetto al massiccio del Gran Sasso, ad un'altitudine di 721 metri sul livello del mare che la rende terza tra i capoluoghi italiani più alti dopo Enna e Potenza.
Come ogni città, anche l'Aquila ha numerosi miti e leggende legati alla sua storia e al suo territorio. La leggenda vuole infatti che 100 castelli abruzzesi si riunissero per fondare la città de l'Aquila.
Ogni castello doveva fondare in città una piazza, una chiesa e una fontana per un totale di 100 piazze, 100 chiese e 100 fondane, ma alla fine un castello ci ripensò e si ritirò. Gli altri 99 castelli, invece, decisero ugualmente di fondare la città... e oggi questa città viene ricordata per le 99 piazze, 99 chiese e 99 fontane.
Il 6 aprile alle 3:32 la città viene colpita da una terribile scossa di terremoto di 5,8 gradi della scala Richter, lasciandosi alle spalle numerosi morti (di cui parecchi bambini) e più di mille feriti, con conseguenti crolli totali e parziali di numerosi edifici e con il danneggiamento di gran parte del centro storico.
Paesi distrutti, martoriati, come Onna, Paganica, e molti altri, ma gli abbruzzesi sono oramai rassegnati ad una ricostruzione di quello che hanno perso che durerà anni. Persone anziane, disabili, bambini che putroppo non hanno più una casa ostentano ad abbandonare la loro terra, le loro origini, e sono ora al freddo sotto tendopoli allestite con immediatezza e cura ma purtroppo senza la possibilità di essere scaldate.
E' quanto emerso da un sopralluogo effettuato nelle zone terremotate dai tecnici dell'ARA (Architetti Romani Associati & Partners), che con la protezione civile del Comune di Roma si sono messi subito al lavoro a titolo gratuito, insieme a tecnici locali, per dare manforte alle operazioni di immediato soccorso alle aree colpite dal sisma.
Hanno fatto sopralluoghi anche nei campi provvisori allestiti nei paesi limitrofi, come San Marco di Preturo, Arischia e San Vittorino, dove opera il centro della protezione civile di Roma, mentre il responsabile del centro Piero Meloni coadiuvato dall'Ing. Luigino Tocca richiedeva all'associazione la disponibilità di tecnici in grado di visionare gli immobili lesionati.
La maggior parte dei campi di accoglienza è stato allestito con tende tradizionali a doppia camera ma senza la possibilità di essere riscaldate, mentre altre tende, come quelle del paese di Arischia, sono gonfiabili con possibilità di tenuta per l'immissione di aria calda.
Questo tipo di struttura sarebbe più idonea, considerato che nella maggior parte dei casi la popolazione colpita presenta una notevole percentuale di persone anziane o con problemi di mobilità.
Altra cosa auspicabile è la possibilità di attrezzare i campi provvisori con container già predisposti per impianti igienici e/o spogliatoi, riscaldabili con impianti di calore prodotto da elettricità.
Perfette macchine organizzative che si stanno muovendo intorno alla protezione civile nazionale e al volontariato, per fare in modo che le persone non si sentano sole durante questo difficile e drammatico momento.
Diversi clown giocano nei campi con i bambini, psicologi danno il loro sostegno e volontari da ogni parte d'Italia si sono messi a disposizione per una grande e degna gara di solidarietà, racambiata con molta dignità da una popolazione ora sofferente ma degna della terra d'Abruzzo.
Ridiamo agli abruzzesi quello che hanno tragicamente perso in una notte, sono persone che stanno soffrendo in silenzio, con dignità e compostezza, amanti della loro terra e delle loro origini, perchè hanno voglia di ricominciare a ritornare a vivere anche se per loro nulla sarà più come prima...

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