La tecnologia e il gap generazionale

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Picasso

È risaputo che il boom dei new media è avvenuto a cavallo fra la fine del primo millennio e l'inizio del secondo millennio, diffondendosi a macchia d'olio in tutti i paesi economicamente sviluppati.

La palese rapidità nell'evolversi delle macchine tecnologiche (pc, ipod, navigatori satellitari) è nota a tutti, ma non ci soffermiamo a chiederci il perché, anzi, la maggior parte delle volte subiamo inconsapevolmente la telecultura, insieme a tutte le sue subcategorie: il telelavoro, la telemedicina, i teleincontri, e così via.

La nostra società si è ormai avviata verso un processo, che è in continuo e rapido divenire, e che non ha mai avuto uguali in precedenza.

All'interno di questo processo si collocano delle immense forme di gap, un esempio ci viene offerto dalla differenza generazionale: le nuove generazioni, infatti, cavalcano l'onda dei new media e hanno la predisposizione ad apprendere con facilità qualsiasi tipo di innovazione tecnologica, cosa questa, che non avviene per le generazioni precedenti, che incontrano palesi difficoltà nell'approccio alle tecnologie.

Il modello mass mediatico televisivo lentissimo, costituito da sole tre reti, nella società globale, non durerebbe 30 anni; tale è il motivo per il quale le coorti appartenenti agli anni '40 e '50 del Novecento sono caratterizzate da una inadeguatezza tecnologico-pragmatica, perché il loro background è manchevole di una cultura in rapida evoluzione.

Se domani qualche genio mettesse a punto una macchina per viaggiare nel futuro, o escogitasse il modo per teletrasportarsi, noi, appartenenti alla new generation, non solo, non ci troveremmo impreparati, ma ne apprenderemmo subito il funzionamento.

L'interrogativo finale, che consegue tutta questa revolution è: da qui a venti anni, il cervello degli esseri umani subirà una mutazione che lo porterà a sviluppare delle funzioni fino ad ora inutilizzate? E, ancora, si potrebbe prendere in considerazione un cambiamento di ordine biologico - per dirla alla Darwin - e strutturalmente il cervello delle future generazioni si evolverà?


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