Il segreto che vorreste confessare

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Chi di noi non ha un segreto inconfessabile? Nessuno. Ma la vera domanda è: chi mai si sognerebbe di divulgarlo pubblicamente, magari proprio in una di quelle piattaforme del web 2.0 che sono i blog e che sono ormai i nuovi diari del nostro secolo?

Beh, un tale di nome Frank Warren l'ha fatto. Partito come un progetto di "visual art", alla ricerca di materiale per una mostra, la sua idea è poi approdata su Blogspot.com, e dalle prime dieci cartoline ricevute all'inizio, si è trasformata in un fenomeno mondiale, raccontato da lui stesso anche in diversi libri (l'ultimo dei quali è "A Lifetime of Secrets: A PostSecret Book")

Warren ha iniziato lasciando nei bar, nei metrò e alle fermate degli autobus un biglietto con il suo messaggio: "Scrivetemi il segreto che vorreste confessare". Al suo indirizzo hanno iniziato subito ad arrivare le risposte. Il blog è nato nel 2004, e nel 2006 la rivista Forbes lo ha piazzato al quattordicesimo posto degli uomini più influenti di internet. Decisamente, non è da tutti!

L'idea è questa: lui raccoglie e pubblica tutti i messaggi inconfessabili che gli arrivano, scritti per lo più a mano su cartoline, da chi, in qualche modo, se ne vuole liberare. La gamma dei segreti va da quelli più leggeri ("Nella mia famiglia non ci si abbraccia mai"), a quelli più sconvolgenti ("Il fatto che tu mi abbia mostrato un porno quando avevo otto anni ha incasinato le mie relazioni, e la mia vita"). La garanzia che Warren dà è il completo anonimato. L'unica richiesta è il formato della cartolina (6x4 pollici), per il resto, si può scrivere su qualsiasi materiale inviabile per posta. Ogni domenica l'autore sceglie 10/15 cartoline e le pubblica. Ed è fatta, il segreto è stato svelato. Lui stesso ha sostenuto il potere terapeutico di questa sua idea auto-inviandosi una cartolina.

Ci si sentirà davvero più leggeri, dopo? La cosa certa è che le mille cartoline al giorno che arrivano nella sua cassetta postale, da oltre 200mila sconosciuti, che nel giro di quattro anni gli hanno scritto, e più di 5 milioni di visite al suo blog dimostrano che qualcuno, alla fine, ci crede. E oggi l'idea è stata esportata anche ad altri blog simili in tutto il mondo (è in cantiere anche un progetto italiano).

Alcune sono storie di dolore vero, tale da far sentire il bisogno di aggiungere all'interno del sito un link ad un'associazione americana di aiuto per la prevenzione del suicidio (www.hopeline.com), che qualcuno ha ammesso di aver contattato proprio grazie al lavoro di Warren (il quale, peraltro, ha fatto anche il giro di numerosi college americani per raccontare la sua storia).

In queste cartoline affiorano messaggi di rivalsa e vendetta, più o meno ironici ("Il mio ex marito è gay e la sua nuova moglie non lo sa!", oppure "Quando vado a casa del mio ex, gli nascondo tutti i preservativi perchè non possa fare sesso con la sua nuova ragazza!"), ma anche paure terribili ("Mia madre ha un disturbo mentale e ha lasciato la nostra famiglia. Ho così tanta paura di non sapere come fare per diventare una buona mamma e che i miei figli mi odino... proprio come io odio lei".) Qualcuno confessa abitudini non proprio galanti ("Amo fare la pipì nella doccia!") oppure aspetti fastidiosi del proprio corpo ("Ho una pancia davvero pelosa!"). Ma ci sono anche messaggi di speranze per il futuro ("Un giorno troverò la mia strada... speriamo..."). Su una foto di due ragazzi che si abbracciano sorridendo si vede scritto: "Più triste del giorno che tu mi hai lasciato è stato quello in cui mi sono reso conto che non mi mancavi più".

E così via, spaziando dall'amore al matrimonio, alla sofferenza, dal ricordo di un caro amico che è venuto a mancare alle cosiddette "bad habits" (una lei scrive che aveva paura di sposarsi perchè il compagno avrebbe scoperto che si metteva le dita nel naso. Dopo qualche tempo, ha riscritto, rassicurata dal fatto che anche lui lo fa!), dalle tensioni familiari, al difficile rapporto con se stessi degli adolescenti, and so on...

Lui garantisce di credere in quello che pubblica, pur non avendo alcuna certezza matematica che sia tutto vero. Tentar non nuoce. Potrebbe diventare davvero un modo per esorcizzare i propri fantasmi.


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