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A Milano si è da poco concluso uno dei più importanti appuntamenti a livello mondiale dedicato al pret-à-porter maschile organizzato e promosso dalla Camera Nazionale della Moda Italiana. Nei quattro giorni di manifestazione, durata dal 17 al 20 gennaio, sono state presentate le nuove collezioni per il prossimo Autunno-Inverno 2009-2010 per un totale di 40 sfilate per 38 marchi, 28 presentazioni e 16 presentazioni su appuntamento.

moda uomo dolce e gabbana Nonostante la crisi nel settore, sono arrivati in città per l'occasione circa 10.000 persone tra appartenenti al mondo dell'informazione ed operatori del settore italiani e stranieri. Per rendere le sfilate fruibili al grande pubblico è stato installato in Piazza San Babila un maxi schermo che ha trasmettesso le sfilate delle collezioni.

In generale l'immagine maschile proposta per il prossimo anno sulle passerelle dei vari stilisti è quella di un uomo raffinato, che indossa abiti adeguati all'esigenze di vita quotidiana, ora classici, ora smart casual, evita gli eccessi o le stravaganze e anche quando osa, non rinuncia mai al buon gusto. Un uomo che sembra voler recuperare la sua virilità ed eleganza, si compiace del suo fascino da "latin lover", ha molta cura del proprio look ed esige qualità ed esclusività nei capi e negli accessori che indossa.

Nel prossimo autunno-inverno 2009-2010 la moda sembra farsi interprete di un desiderio di maggiore "nazionalizzazione" che porta ad elogiare le bellezze, lo stile, la qualità ed il gusto tipici del "vecchio mondo", allontanandosi delle contaminazioni etniche ed extra europee. I brand presenti, oltre che ad una forte attenzione alla qualità dei prodotti offerti, sembrano infatti accomunati dal desiderio di ritonare alle proprie "radici", ovvero recuperare quei caratteri distintivi che hanno decretato il loro successo in origine. Questa tendenza è emersa chiaramente nelle principali griffe presenti, da Dolce & Gabbana a Missoni, da Burberry Prorsum a C.P. Company, da Carlo Pignatelli Outside a Prada.

Gli stilisti Dolce e Gabbana, per esempio, hanno proposto un ritorno al "black & white", loro tipico "cavallo di battaglia", con canoni di eleganza classica e tipica della tradizione italiana. La loro nuova collezione si ispira alla Sicilia: sotto le luci dei proiettori sembrano infatti prendere vita i personaggi maschili del celebre romanzo "Il Gattopardo": abiti neri abbinati ad una camicia bianca, barba lunga e incolta tipica di uomini dall'aria intima e familiare, giacche da camera in velluto trapuntato, blazer da sera in tessuti canestrati ed eleganti. Prevalgono i colori scuri, le silhouette essenziali e regolari, come a sottolineare l'importanza dei valori e della tradizione, senza troppi fronzoli. Completano la proposta per il prossimo inverno giubbetti e trench in pelle il cui "effetto coccodrillo" aggiunge un tocco radical chic all'intera collezione.

L'uomo di Armani punta, invece, più sullo sportivo elegante. Indossa grandi scialli di velluto, pantaloni a vita alta e grigi caldi e sofisticati. Anche in questo caso predominano colori scuri, dal nero al grigio nelle varie tonalità. Mentre Burberry rilancia lo stile tipico della casa inglese con i suoi colori nero rosso, bianco, cammello.

Miuccia Prada opta per l'uomo elegante, vestito con abiti a doppiopetto dai tagli sartoriali, da indossare a pelle, o con una camicia stampa foulard. Uno stile classico, ma che nasconde un'anima ribelle, resa evidente nella presenza sui capi di micro borchie, vera novità della collezione.

Innovazione e tradizione si confrontano anche nella maison Ferrè, dove Tommaso Aquilano e Roberto Rimondi, al loro primo debutto con la Moda Uomo, cercando di interpretare la lezione del grande designer scomparso in chiave attuale e moderna, ma nel rispetto dei suoi valori inconfondibili.

Marras, come di consueto, non ha rinunciato a fare una presentazione spettacolare ed originale. Nella sua sfilata multisensoriale, ispirata alla Sardegna, i suoni, gli odori, i sapori e i colori di questa splendida terra hanno fatto da da sfondo alla nuova collezione, che vede trionfare l'uomo romantico che sceglie abiti tailor made home washed, le nuances naturali...

Nonostante le richieste dei buyer orientate ad una maggior attenzione ai costi, colpiscono gli accessori e particolari lussuosi dai costi proibitivi, che sembrano essere un vero e proprio inno al "lusso estremo", tipo le grandi borse in coccodrillo, che arrivano a costare fino a 39 mila euro. Oggetti finalizzati ad accontentare i capricci di una nicchia di pubblico "dannatamente" ricco, che ha grandi pretese e che richiede alle grandi case di moda qualcosa di veramente unico ed esclusivo.

Contrariamente a qualche anno fa, la moda maschile sembra vivere un momento di transizione alla ricerca di una sua diversa identità, che si mostra nei toni più contenuti, nei colori meno sgargianti, nei modelli più semplici ed essenziali. Più adeguati alla vita di tutti i giorni. Un modo di apparire che sembra riflettere luci e ombre di un epoca difficile. Mette in evidenza le contraddizioni di una società e di una realtà in continua evoluzione. Per questo motivo diviene fondamentale puntare sull'innovazione e sulla creatività, rivedendole alla luce della tradizione, ripartendo dai valori veri e genuini, come la propria terra, le proprie tradizioni, in modo da affrontare il futuro consapevoli delle lezioni apprese dal passato.

Storia dei laici nell'Italia clericale e comunista
Scheda del libro
  Editore   Marsilio
  Autore   Massimo Teodori
  Pagine   362
  Formato   14 x 21
  Prezzo   € 19,50
  Valutazione   in corso
  Sito web   www.marsilioeditori.it


Contenuto del libro


Storia dei laici nell'Italia clericale e comunista

"Storia dei laici" ripercorre l'intero cammino nella Repubblica dei gruppi laici e antitotalitari italiani di matrice liberale, democratica e socialista. È la storia veritiera e originale del mondo politico e culturale che fu antifascista senza essere comunista e anticomunista senza essere fascista e clericale. Ed è per questa singolarità che i cattolici, predominanti in politica, e i comunisti, egemoni nella cultura, hanno tentato di cancellarne la memoria. I gruppi e le forze liberaldemocratiche e socialiste riformiste sono state essenziali nel dar vita a un paese più civile e meno antiquato, annoverando nelle loro fila alcuni autorevoli interpreti dell'Italia democratica: Gaetano Salvemini ed Ernesto Rossi, Benedetto Croce e Luigi Einaudi, Ignazio Silone e Nicola Chiaromonte, Mario Pannunzio e Adriano Olivetti. È sì vero che la politica italiana ha relegato nell'ombra la schiera dei laici antitotalitari che furono chiamati "pazzi malinconici", ma sono stati proprio loro che hanno avuto ragione nel drammatico Novecento, il secolo che ha sconfitto i totalitarismi di destra e di sinistra: nazismo, fascismo, comunismo e integralismo religioso. Con la passione dell'intellettuale ispirato alla libertà e alla laicità e con il rigore dello storico accurato, Massimo Teodori getta per la prima volta un fascio di luce su un mondo che, per quanto politicamente marginalizzato, è stato determinante per rendere l'Italia più libera, più moderna e più occidentale.


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Un Carnevale tutto da gustare a Fano

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Come corrono i giorni!
Abbiamo appena finito di sistemare gli scatoloni con le decorazioni di Natale in soffitta, che già i negozi sono pieni di atmosfera di Carnevale. Per non parlare dei bar e delle pasticcerie, dove i profumi delle chiacchiere o frittelle ci avvolge appena entriamo.

Perciò, dobbiamo farcene una ragione ed iniziare a pensare a questa allegra festa, che ogni regione italiana festeggia a suo modo. Sul calendario sono segnati i giorni precisi: il giovedì e il martedì Grasso, ma anche il mercoledì delle Ceneri; però, i festeggiamenti non si limitano solo a queste giornate perché sono presenti in tutte le domeniche del mese.

Un importante appuntamento è quello del Carnevale di Fano, città delle Marche, a circa 12 km da Pesaro. Si tratta del Carnevale più antico d'Italia, che dovrebbe risalire al 1347, anno in cui, secondo la leggenda, le due più famose famiglie della città si riconciliarono tra loro.

Ai tempi, tra i divertimenti carnevaleschi c'erano la "corrida con il porco" e il "gioco delle trippe". Poi, con il passare del tempo, si organizzarono festini, scherzi e maschere, ma soprattutto nacque l'idea "del getto", che tutt'ora anima questi giorni di baldoria.

Il "getto" è senza dubbio la principale fonte d'intrattenimento per grandi e piccini. Ogni anno, infatti, dai carri allegorici, vengono lanciati, o meglio, "gettati" quintali di dolciumi sul pubblico che attende a mani levate, con grande curiosità.

Un altro elemento caratteristico è il pupo, detto "vulon", ovvero una maschera che rappresenta sotto forma di caricatura i personaggi più conosciuti di Fano. Esso simboleggia il moderno "capro espiatorio", sul quale la comunità scaricava e scarica ancora le colpe commesse nei giorni di follia del Carnevale. Per questo motivo, l'ultimo giorno ci sarà il rito del rogo, durante il quale il pupo verrà bruciato, in modo da purificare tutti gli abitanti.

I carri allegorici sono palcoscenici mobili, realizzati in cartapesta dagli esperti maestri fanesi, che hanno dei laboratori nei quali lavorano assiduamente per tutto l'anno. Su di essi ne succedono di tutte i colori: canti, danze e risate. A fare da cornice a questa vivace atmosfera, il complesso musicale "Musica Arabita", che suona strumenti del tutto atipici, come caffettiere, pentole e barattoli di latta. Di sera, i carri si illuminano di mille colori, grazie alle suggestive luci che li adornano.

Ma non è tutto! Ci sono numerosi eventi collaterali durante le giornate di festa. Da mostre culturali, artistiche, spettacoli teatrali, piccole sagre gastronomiche, feste e animazione. Perciò, un Carnevale proprio per tutti, che ogni anno conta circa 100.000 persone.

Quest'anno, nelle domeniche dell'8, 15 e 22 febbraio si terranno corsi mascherati ad ingresso libero, sfilate di carri, gruppi folcloristici e musicali, getti di caramelle e cioccolatini e un bellissimo spettacolo pirotecnico. Dal 19 al 24, invece, animazione, musica e maschere, sempre nel centro storico.

Come mancare ad un appuntamento del genere? Potrebbe essere anche solo l'occasione per "addolcirsi" un po', che non fa mai male!

Fuori dal letto? Nessuno è perfetto!

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Coppia a letto Celeberrima battuta del film "Chiedimi se sono felice", uno dei cavalli di battaglia del trio comico Aldo Giovanni & Giacomo. La frase, parodia del famoso "teorema ferradiniano", ha fatto sorridere grandi e piccoli, ed è rimasta nella memoria di tutti coloro che lo hanno guardato col sorriso stampato in faccia. Ma ci sarà un fondo di verità in tutto ciò? Quis vetat ridendo dicere verum? Diceva bene Orazio, che scherzando si dice la verità. Tutti noi infatti, ammettiamolo, nella nostra sporca coscienza, conosciamo già la risposta alla fatidica domanda. Nei vostri cassetti saranno sicuramente presenti indumenti intimi piuttosto piccanti. Che siate sposati o no non importa.

Perizomi di pizzo, tanga da urlo, brasiliani, guepiere e babydoll sexy per lei, minislip e boxer attillatissimi per lui... "wuau!!!" esclameranno in molti. Stando a diverse indagini, sembrerebbe che vi sia per gli italiani un rapporto piuttosto scontroso con la palestra. Ma allora tutto questo non sarà un controsenso? Facciamo un passo indietro.
Noi siamo gli eterni insoddisfatti del nostro aspetto fisico, quelli che iniziamo una dieta il lunedì mattina per finirla il lunedì sera, noi siamo quelli che ci inchiniamo di fronte a pillole, creme, aggeggi strani, fanghi miracolosi serviti su veri piatti d'argento dalle telepromozioni in tv o dalle tante pubblicità che ci bombardano "giorno¬te", e che ce le propongono come vere e proprie pozioni magiche. E noi? E noi come pesci lessi abbocchiamo. Guardiamoci allo specchio e assumiamo quell'espressione involontaria del viso tipica degli insoddisfatti. Sì, si tratta proprio di quell'espressione grazie alla quale persino un'analfabeta ci riuscerebbe a leggere in faccia il nostro: "oh mamma!!", anche se non abbiamo aperto bocca.

Sono tanti i sondaggi che vedono gli italiani fra i primi posti degli eterni insoddisfatti. Otto donne su dieci lamentano cellulite, culotte de cheval e le famose maniglie dell'amore. E voi uomini non beffatevi di quanto appena detto. Perchè anche se gli uomini ne fanno quasi un vanto delle loro tipiche e diffusissime maniglie sappiate che qualcuno un giorno le definì "maniglioni anti-panico". "Potrebbero sempre servire in caso di pericolo no?!" i più ottimisti affermano.

Ma vogliamo parlare della calvizia? Problema che non interessa solo gli over45, ma sta sempre più diventando un fenomeno diffuso tra i 20enni. Che quadro drastico che ne escirebbe fuori! Ma allora cosa diamine ci sta a fare tutta quella lingerie nei nostri cassetti? Signori e Signore, mariti, mogli e amanti, l'occhio vuole la sua parte, questo si sa, e da quanto si è detto più dell'85 per cento di coloro che comprano perizomi brasiliani e quant'altro, non ha per niente il fisico adatto! E allora esisterà mai una soluzione a questo dramma anche per chi non ha problemi di cecità?

Non stiamo a guardare sempre il bicchiere mezzo vuoto. Infatti, non solo recenti studi hanno asserito che il chilo di troppo nella donna non fa che stimolare molto di più l'uomo, permettendogli di poterla "possedere" anche a livello tattile. Il poter toccare con mano le rotondità femminili ben marcate pare che ricordi all'uomo, in un certo senso, la figura materna e questo influenzerebbe la performance.

Ma in ogni caso, c'è una soluzione anche per chi non vuole cullarsi di fronte a studi di questo genere. Bisogna tenere in considerazione, infatti, che sono molti di più i sondaggi che vedono tra i popoli più focosi, sessualmente, si intende, proprio il nostro. Gli italiani: i passionali per eccellenza! Ricordiamo tutti Madonna quando ci sorprese con quella sua t-shirt sulla quale era stampata la ormai celebre frase "italians do it better". E allora cos'altro aggiungere a tanta gloriosa reputazione mondiale? Uomini, donne, non bisogna scoraggiarsi. Ecco l'unica cosa da fare: a letto... luci spente!

A Colonia sulle tracce dei Re Magi

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Un viaggio a Colonia, in Germania, non dovrebbe mancare, soprattutto in questo periodo dell'anno. Le piazze sono affollate da mercatini d'artigianato e di dolci tipici, le luci illuminano le strade e i vicoli più bui ed il clima, freddo e nevoso, avvolge tutto, creando una strana sensazione di magia.

Ma non bisogna farsi prendere dallo shopping e dall'atmosfera natalizia. La prima cosa da segnare sulla cartina turistica riguarda la visita al Duomo, che si erge a poca distanza dalla riva sinistra del Reno.

La prima pietra fu posta nel 1248 e fu costruito in stile tardo-gotico, d'ispirazione francese. L'idea di innalzare una cattedrale a Colonia, aveva già preso corpo molti anni prima, quando l'arcivescovo di Dassel, cancelliere dell'imperatore Barbarossa, pregò i milanesi di consegnargli le presunte reliquie dei Re Magi, lì portate dall'imperatore Costantino dopo averle recuperate in Oriente.

Questi re, che avevano adorato Gesù Bambino, dovevano assolutamente avere una dimora adeguata e la costruzione di un maestoso edificio sembrò la soluzione migliore. I lavori durarono 700 anni e costarono circa 10 miliardi di euro, ma alla fine, il risultato fu sorprendente.

Appena entrati in Duomo, viene spontaneo recarsi immediatamente al reliquario dei Magi, che brilla dietro l'altare. Si trova all'interno di una teca di vetro, perché è molto prezioso: d'oro e d'argento, decorato con pietre preziose.

Da quel momento, questa città tedesca divenne subito meta di pellegrinaggio per coloro che volevano rendere omaggio ai re, che avevano seguito la stella cometa. Ovviamente, questo culto è sempre stato molto sentito anche dagli abitanti di Colonia e tutt'ora, il 6 gennaio, si celebrano festeggiamenti importanti.

Secondo la tradizione, i re Magi portano nelle case la benedizione del Signore Gesù, come protezione contro le malattie, il fuoco e gli incidenti. Questo è servito ai giovani per ispirarsi e organizzarsi in piccoli gruppi dal nome "Sternsingen", ovvero "I cantori della stella". Nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, essi girano per le strade e si fermano sugli usci delle case a cantare o recitare poesie che annunciano l'arrivo della stella cometa.

Prima di andarsene, segnano con il gesso, sulle porte, le cifre dell'anno in corso e la sigla CMB. Ad esempio, quest'anno, scriveranno: 20 +C+M+B+09. La sigla può riferirsi alle iniziali dei nomi dei tre re (Caspare, Melchiorre e Baldassarre), ma in realtà, si tratta di: "Christus Mansionem Benedicat" (Cristo benedica questa casa).

In cambio di questa visita di buon augurio, gli abitanti delle case regalano ai giovani dolcetti e qualche soldino. Così, negli ultimi anni, intorno a questa tradizione, è nata un'iniziativa molto bella: le offerte in denaro sono raccolte i a favore dei bambini poveri di questo mondo.

Reality show vs reality life

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Mancano oramai pochi giorni al ritorno del reality più discusso e seguito: il Grande Fratello, giunto alla sua nona edizione.

Dal 12 gennaio, infatti, riapriranno le porte della casa più spiata, e fonti indiscrete non lasciano più molti dubbi sulla conduzione del programma affidata ancora una volta ad Alessia Marcuzzi, mentre per Barbara D'urso, la possibilità di raccontare la striscia quotidiana in Pomeriggio5.

Non ci sarà il bel Marco Liorni ad attendere i ragazzi fuori dalla casa e per la sua sostituzione si fanno vari nomi da quello di Pietro Taricone a Patrick Ray Pugliese, ad Ascanio Pacelli, che pare sia il più probabile.
Anche quest'anno nel reality ci saranno grandi sorprese e forti colpi di scena. Tra i vari concorrenti che dovrebbero parteciparvi si parla di una pornostar, tale Nausica Cardone di Chieti, oltre a Perla Francalaci ballerina sexy, Fabrizio Chiazza vigile urbano di Milano chiamato mister gay in divisa, Alessio Sabatino un bisex di Napoli, Eba Bajoumi di origine egiziana con fede musulmana, Daniela Martani hostess dell'Alitalia e a Cristina Del Basso, una delle aspiranti veline, meglio conosciuta con il soprannome di tetta atomica.

Chiusi e sorvegliati a vista, 24 ore su 24, per contendersi alla fine grossi montepremi da 700000 a 500000.

Chi vedremo quindi come concorrente della prossima edizione del Grande Fratello? Tutti o nessuno? Non si sa, ma di sicuro la febbre sale e cose inaspettate si vedranno presto sullo schermo. Impazza la mania dei reality, con il grande successo de l'Isola dei Famosi, dove si è vista vincitrice una Vladimir Luxuria, prima snobbata e criticata dai suoi presunti amici politici, poi cercata ed anche un po' invidiata, capeggiata da una Belen Rodriguez un po' delusa per essere arrivata seconda. Ma si preannuncia per lei un 2009 di grandi novità, come quella di presentatrice insieme a Claudio Amendola e Teo Mammucari di Scherzi a parte... mentre Carlo Capponi, vincitore morale di questa edizione, si potrà consolare con la Contessa De Black.

Con il ritorno de La Talpa si sono registrati altri picchi di ascolto. Vincitrice di questa edizione è stata Karina Cascella, prima sospettata per tutte le puntate e poi premiata. Mentre al tenebroso Franco Trentalance, sconfortato per aver perso tutto il malloppo (alla fine il pubblico aveva capito che dietro alla talpa si celava la sua immagine), non rimane che riprendere il suo lavoro di porno divo, dove le sue fans lo attendono numerose.

Si preannuncia una stagione invernale ricca di novità (a tenere testa saranno il Grande Fratello e il ritorno di X Factor), dove passeremo intense serate allietate dalla bravura e simpatia di Alessia Marcuzzi, ma anche da una grande Simona Ventura pronta a scoprire i nuovi talenti del 2009, capeggiata dalla professionalità di Mara Maionchi e da uno stravagante Morgan.

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