Vi è mai capitato di vedere modelle che, mentre sfilano, giocano scherzosamente con i loro riccioli, si levano le scarpe, fanno l'occhiolino o le "boccacce" agli increduli spettatori? E' accaduto a Milano durante la presentazione dell'ultima collezione Autunno Inverno 2008-2009 di Romeo Gigli. Quest'anno la maison punta sull'originalità, sull'imprevisto e sulla voglia di scherzare, ridere e divertirsi. L'obiettivo è lasciare libera la creatività di sperimentare, senza porsi limiti o confini e al tempo stesso rivoluzionare il solito modo di vestire, sconvolgendone gli schemi mentali. La collezione si rivolge ad un pubblico femminile molto sofisticato, con grande personalità, desideroso di distinguersi. Donne originali, ironiche, stravaganti, fiere di essere considerate anticonformiste e di affermare la propria indipendenza di giudizio e la propria personalità. Ogni capo del guardaroba ha una sua logica, ma il suo senso può cambiare attraverso un dettaglio di costruzione o nell'uso dei materiali o negli accostamenti. Niente è scontato. Stili ed elementi diversi convivono, si integrano in un connubio originale ed insolito in costante divenire.
Qualsiasi elemento di abbigliamento cela delle sorprese o particolari inattesi, può essere diverso da come appare, a volte semplicemente a causa del modo strano ed inusuale con cui viene abbinato. Può succedere, ad esempio, di vedere vestiti di lana pesante combinati con leggerissimi pantaloni in seta, oppure rendersi conto che ciò che sembra una gonna, in effetti, è un pantalone con pannello. I modelli proposti in questa collezione si ispirano alle figure femminili del primo decennio del '900 e allo stile garcon: dominano quindi pantaloni e giacche maschili, dalle quali fanno capolino camicie con sbuffo. Ampie cinture in pelle avvolgono la vita e sottolineano le forme della silhouette con grande femminilità.
La sperimentazione porta alla "decostruzione", che può condurre a forme e tagli asimmetrici tra parte davanti e retro. I capi derivano dalla cultura giapponese la linearità nelle forme, lavorazione a origami e il senso del volume più orientato a proteggere il corpo, piuttosto che a svelarne l'anatomia. Dettagli che testimoniano l'accresciuto orientamento a soddisfare gusti e canoni di bellezza sempre più globali e diversificati, che rendono necessario un lavoro di studio e di ricerca molto accurato.
Molti, quest'anno, i tessuti inediti, spesso rivisitazioni di produzioni del 1911. In generale trionfa il cashmere double e il velluto. Frequenti sono le righe presenti nella trama e nell'ordito o stampate orizzontalmente. I colori e le tonalità predominanti richiamano l'autunno, dal verde al tortora. Sulle passerelle tutto sommato sfila più una filosofia di vita, che un modo di vestirsi: un invito all'imprevedibilità, a prendere tutto come un gioco e a vivere sempre con gioia e allegria.

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