December 2008 Archives

Natale in Australia

| | Comments (0)
Che Natale sarebbe senza neve e freddo? Senza maglioni e sciarpe di lana? Senza vivere questi giorni di festa in inverno?

Eppure, chi ha avuto la fortuna di vivere un Natale a testa in giù, sa perfettamente che in Australia, si tratta di un'esperienza totalmente diversa da quella italiana.
In Oceania, infatti, dicembre cade nella stagione estiva, con temperature che raggiungono i 30 gradi e quindi, le meritate vacanze non si possono che godere in spiaggia, indossando bermuda e t-shirt.

Come in altri paesi, anche qui, le persone cercano di stare insieme durante questi giorni di festa, perciò, capita spesso di trascorrere ore ed ore di viaggio per raggiungere i parenti, perché le distanze tra una città e l'altra sono molto estese.

In Australia non si trovano solo le tradizioni natalizie di una particolare città, regione o paese, ma si creano fantasiosi ed originali mix, poiché gli abitanti del continente provengono da diverse culture e la maggior parte di loro aggiungono i propri usi e costumi alle classiche celebrazioni del luogo.

Una particolare tradizione iniziata nel 1937 a Melbourne, sono i "Carols by Candlelight", cioè i canti a lume di candela, che si tengono ogni Vigilia di Natale e coinvolgono tantissime persone. Vengono stese coperte a terra e si cantano insieme canzoni di Natale, avvolti dal bagliore delle fiamme delle candele. Sempre a partire da quello stesso anno, si tiene il concerto di Natale nella cattedrale di St.Mary, a Sidney.
Inoltre, la sera della Vigilia, per sconfiggere l'afa e rinfrescarsi, ma anche per festeggiare la nascita di Gesù Bambino, è tipico fare un bel bagno in mare allo scoccare della mezzanotte.

In questo periodo dell'anno, le strade, le piazze e le case vengono addobbate con fiori di Jaracanda o con i cespugli di Natale, piante con piccoli fiori rossi, simili alle nostre Stelle di Natale. Le altre decorazioni hanno immagini poco consone a ciò a cui siamo abituati, ma sono pur sempre tipiche dell'Australia: canguri e koala vestiti da Santa Klaus e cartoline con Babbo Natale in costume. Infatti, la figura di Babbo Natale esiste, ma non giunge con il suo carico di doni a bordo di una slitta, dal cielo, bensì arriva cavalcando le onde dell'oceano su un surf.

Un momento molto importante, in tutte le famigli e tra amici, è lo scambio dei regali, detto "Chrissie Presies".

Per quanto riguarda i pasti, la cena di Natale prevede il sacrificio di un tacchino, oltre che a prosciutto e carne di maiale arrosto. Ma, dal momento che è estate, una tradizionale "abbuffata" potrebbe trasformarsi in una noiosa e pesante cena. Perciò gli australiani preferiscono organizzare serate in riva al mare, con buffet ai frutti di mare o piatti freddi con tacchino ed insalate.

La preparazione del dolce di Natale per eccellenza, il pudding, è fatta mescolando a turno l'impasto ed affidandogli uno speciale desiderio. Spesso, vi si nasconde dentro una fede d'argento, come garanzia di felicità coniugale, una carta da gioco o una monetina, come simbolo di fortuna e ricchezza. Un altro dessert che arricchisce le tavole è la Paylova, cucinata con fragole, frutto della passione, e panna montata.

Più c'è fantasia, più un giocattolo piace

| | Comments (0)
Negli ultimi anni siamo stati abituati a vedere sopra gli scaffali dei supermercati, dei centri commerciali, dei negozi specializzati un'ampia invasione di giocattoli elettronici. Incuriosiscono, fanno nascere sfide, e sviluppano la velocità e l'intraprendenza, ma non c'è fantasia.

Tutto è precostituito, basta vincere e si va avanti automaticamente. Poi, quando i livelli di gioco sono terminati, non si va più avanti. Sicuramente si rimane soddisfatti, ma il gioco è finito. Nessuno ci impedisce di ricominciare, ma ormai si conoscono tutte le password, i trucchi, le parole segrete e non c'è più la soddisfazione iniziale.
Fortunatamente, oggi, stanno tornando di moda i giochi tradizionali.

Il livello di vendite delle famose "Barbie" ha intrapreso la scalata contro le rivali "Bratz", alle quali, poco tempo fa, non erano rimaste indifferenti la maggior parte delle bambine e sta ottenendo buoni risultati. La tanto amata bambola bionda ritorna ad essere protagonista di avventure di ogni tipo: su una nave da crociera, su un fornitissimo camper, in piscina, in ville multi-accessoriate.

Ma le Barbie hanno anche arricchito la loro offerta, differenziandosi in svariate categorie: dalla veterinaria al medico, dalla baby-sitter alla fatina, dalla cantante alla modella. Non mancano neppure quelle da collezione che ogni anno si presentano con un abito ed un trucco diversi.

In questo periodo dell'anno, le bambole puntano ad un mix di fashion e fantasia. A questo proposito, si può notare la presenza di Trilly, la fatina di Peter Pan, che conquista il mercato con la sua linea "Fairies" e propone peluche, dolls ed accessori. Forse il grande successo deriva dalla tendenza creata dalle "Winx", le fatine alate, nate dalla prima risata di un bimbo. E a completare la "magia", ci sono le principesse, che arrivano direttamente dalla favole più conosciute: Cenerentola con la sua scarpetta, Biancaneve in compagnia dei sette nani, Ariel e la sua coda da sirenetta ecc.

Ma le festività non si tingono solo di rosa. Anche i maschi ambiscono a ricevere dei giocattoli, che siano giocattoli. Impazziscono per i Gormiti, mostriciattoli di plastica, guerrieri della valle di Gorm, divisi in esercito del bene e del male. E non disdegnano neppure i Lego e i Playmobil, che si sono evoluti e vengono presentati in confezioni con personaggi appartenenti a differenti mondi del lavoro: dal distretto di polizia all'ospedale, dal circo allo zoo. Addirittura, alcuni soggetti riprendono le caratteristiche di alcuni personaggi di film come, per esempio, il maghetto Harry Potter.

Insomma, sembra proprio che i "piccoli" consumatori abbiano scoperto l'importanza della semplicità, della tattilità, della fantasia. Sì, perché questi giocattoli li costringono ad inventare delle storie, ad avere delle idee personali, ad esprimerle e a comunicarle ad altri bambini.

Il tempo di utilizzare il computer e trascorrere ore ed ore davanti ad uno schermo arriverà e non ci vorrà molto per stancarsi anche di questo. Ogni età è bella proprio perché caratterizzata da qualcosa in particolare, e bruciare le tappe non serve a nulla, se non a ritrovarsi adulti e guardare indietro, recriminando su qualcosa che non è stato fatto o sul tempo non sfruttato adeguatamente.

"Tutti i grandi sono stati bambini, ma pochi di essi se ne ricordano", dice "Il Piccolo Principe". Allora, finché si vive l'infanzia, bisogna godere della "magia" di quel periodo e tenerla stretta, portandosela nel cuore e magari provando a non dimenticarla.

Coltiviamo la nostra fantasia!

| | Comments (0)
"Caro Babbo Natale, quest'anno ho fatto il buono, non ho fatto arrabbiare mamma e papà e per questo allora ti chiedo..." Questo inizio di letterina sembrerà familiare a parecchi di voi. Non è stata estrapolata da uno di quei soliti film natalizi per bambini; si tratta proprio della fatidica lettera a Babbo Natale.

La destinazione sarà stata più o meno complessa, questo si sa, le poste si saranno organizzate, ma fatto sta che ogni anno sono milioni i bambini che penna in mano (o usufruendo del casuale ausilio dei genitori), mettono bianco su nero i propri desideri. Ma oggi, alle porte del 2009, nell'era in cui se si naviga lo si fa sul web, se si scrive ad un amico lo si fa con un sms, i bambini credono ancora sul serio al caro vecchietto con la barba bianca vestito di rosso che scende giù dal camino?

A Natale, il fantastico Natale, quella festa piena di colori e luci che riscaldano il cuore, amici e parenti lontani si ritrovano per un caldo abbraccio. Una tavola enorme imbandita con il miglior servizio di porcellana, proprio quello pregiato, riservato alle occasioni importanti. Una sala enorme addobbata a festa. C'è pure una grande vetrata dalla quale si vede la città come se fosse un immenso mosaico di luci. I fiocchi di neve, come piume di colomba, scendono giù lentamente e si posano sullo strato di neve caduto pochi minuti prima. E il camino, l'immancabile camino, con la legna infuocata che scoppietta.

Manca qualcosa? Ovvio che sì, i più attenti avranno senz'altro notato. Ogni Natale che si rispetti, infatti, deve avere come cornice un enorme albero addobbato, sotto cui porre i regali, sfizio di grandi e piccini. Questo senza dubbio è uno dei migliori scenari natalizi, non manca proprio niente. Ma oltre all'aspetto, così per dire, "profano" non bisogna dimenticare il carattere religioso dell'evento: la nascita di Gesù Bambino. E questo è forse l'elemento che ha fatto sopravvivere questa grande festa in una società in cui, a volte, le tradizioni vengono scacciate via come se nulla fosse, alcune vengono dimenticate, altre sostituite.

Una volta per un bambino ricevere il giorno di Natale un pallone nuovo era fantastico! Le bimbe invece impazzivano all'idea di avere una nuova bambola. Non stiamo parlando del dopoguerra, che sia chiaro. Ogni anno che passa, tuttavia, la tecnologia va da una parte ad arricchire le competenze e le opportunità all'uomo. E questo senza dubbio è un dato positivo. Ma di pari passo va ad inghiottire sempre con più violenza quelli che erano i piccoli sogni, i nostri piccoli gesti. Sarà un processo inevitabile? Oggi, tra lettori di musica supertecnologici, oggettini multimediali pazzeschi, videogiochi sempre più sofisticati, la semplicità si va perdendo, distillandosi con la voglia di avere sempre di più e di non essere quasi mai contenti. E inevitabilmente la gioia di scartare un regalo si concentra, più che mai, al solo pensiero di cosa ci sarà sotto la carta.

Ma ecco che, per fortuna, anche nel 2009 arriva lei, come una paladina della giustizia. La salvezza di tutti noi, piccoli e grandi sognatori. Coloro che credono ancora nelle piccole cose. Coloro che quando dicono di navigare parlano di un viaggio che va oltre a quello che ti permette di fare un mouse. Si tratta della fantasia. Coltiviamo allora, senza alcun timore, la nostra immaginazione. Una dote che nessuno potrà mai toglierci. Sarebbe un peccato non usufruirne. E accendiamo di più le nostre idee piuttosto che un computer.
santagata_feltria.jpg

Nell'entroterra romagnolo, mercatini e presepi di Natale ricreano la magia della nascita di Gesu' in una suggestiva ambientazione medievale. Si tratta della manifestazione "Il Paese del Natale", che si celebra tutti gli anni, nei week-end di dicembre, nel pittoresco centro storico di Sant'Agata Feltria, paesino situato a circa un'ora da Rimini, nelle comunità montane tra Marche e Romagna.

Per l'occasione, la cittadina si anima di suggestivi presepi artigianali e di bancarelle con ornamenti natalizi e mille idee regalo.

Per la gioia dei più piccini, nella piazza principale viene allestita la casa di Babbo Natale e degli Elfi, con tanto di renne in carne ed ossa con slitta. Pochi passi più avanti c'è la "Mangiatoia", dedicata ai più grandi, all'interno della quale si possono gustare i piatti dell'avvento, proposti anche nei vari ristoranti e trattorie della zona. Completano questo quadro gli zampognari, che in abiti locali, passeggiano tra la folla, suonando le loro zampogne.

Indipendentemente dagli allestimenti e dagli addobbi tipici di questo periodo dell'anno, il centro di Sant'Agata è un piccolo gioiello del Medioevo. Le stradine strette, il caratteristico vicolo del Bacio, l'imponente Rocca del x secolo, che si erge sulla vallata circostante, contribuiscono a riportare il visitatore indietro nel tempo, al periodo sfarzoso delle Signorie dei Malatesta e dei Montefeltro.

Altra attrazione da non perdere è la visita dell'affascinante teatro Angelo Mariani del 1605, uno dei pochi teatri ancora oggi esistenti interamente costruito in legno. E' ospitato all'interno di un palazzo in stile liberty che sorge nella piazza principale e fu scelto da Gaber per la sua recita "la Divina Commedia". Rappresenta un autentico girello d'arte e di storia.

Degne di nota sono, inoltre, le moderne sculture realizzate da Tonino Guerra, artista amico di Fellini, quali la scala a forma di enorme lumaca raggomitolata su se stessa che porta alla piazza, e le altre due Fontane d'Arte, sculture sorprendenti per originalità e design.

Le renne, le luci e i suoni del natale, le pittoresche bancarelle, i vicoli stretti, il panorama mozzafiato che si gode sulla valle, contribuiscono a far rivivere quell'atmosfera intima e raccolta di un tempo ormai lontano. In questo luogo apparentemente fuori dal tempo il presente sembra confondersi con il passato, come se fosse parte di una favola antica in eterno divenire. Quale modo migliore per prepararsi all'avvento del Natale?

Un regalo artigianale per tutti i gusti

| | Comments (0)
christmas_market.jpg

Passeggiando per le strade, ci ritroviamo coinvolti da un'atmosfera magica: luci, alberi decorati, presepi, candele, vetrine addobbate a festa. Come abbiamo fatto a non accorgerci che Natale è alle porte? Sempre di fretta, indaffarati, con la testa piena di pensieri ed improvvisamente, siamo catapultati in un mondo fantastico, che da bambini attendevamo per tutto l'anno.

Il tempo è poco e i preparativi per organizzare una bella festa diventano sempre più imminenti. Certamente la casa, il menu, gli inviti, ma...i regali? Anche quest'anno, la caccia al regalo deve iniziare, però, purtroppo, i negozi, sono tanto belli, quanto costosi. Gli oggetti o i capi d'abbigliamento a buon mercato sono i classici prodotti cinesi, ma almeno a Natale, dovremmo essere capaci di cercare qualcosa di originale, di genuino.

Quale miglior luogo dei mercatini artigianali? Non siamo più costretti ad andare in Trentino o in Germania, perché quasi tutte le città d'Italia, ne ospitano almeno uno nel mese di dicembre. Ma esistono anche vere e proprie fiere, tra cui la famosa "L'artigiano in fiera", che si svolge ogni anno a Milano. E' una bellissima occasione per riunire la famiglia e per conoscere alcuni usi e costumi dei paesi del mondo e soprattutto, per acquistare o assaggiare qualcosa di tipico, che difficilmente si trova in Italia. I settori sono tre: Italia, Europa e il resto del mondo. Tra oggettistica ed enogastronomia, gli stand sono centinaia e centinaia. Ognuno li decora come preferisce e può decidere di proporre articoli di ogni tipo, non esclusivamente natalizi.

I prezzi variano in base a ciò che si decide di acquistare, ma ci sono possibilità per tutte le tasche e da non dimenticare, che l'ultimo giorno, si possono addirittura trovare offerte a prezzi stracciati.
Poi, ogni anno, c'è sempre qualche novità. Queste sono ben visibili grazie alla grande folla di persone che circonda lo stand e non lo lascia senza avere un sacchettino in mano. Sono sempre prodotti piuttosto attraenti, funzionali e, anche se siamo consapevoli che nelle nostre mani, non funzioneranno mai, non riusciamo a resistergli.

Ma anche per il palato, ce n'è per tutti i gusti: dal pesce alla carne, dal salato al dolce, dal caldo al freddo. In alcuni stand, vengono allestiti dei ristorantini, mentre in altri, ci si deve adattare con qualche panca di legno o sgabello. Ovviamente, dipende se si vuole un pasto veloce, oppure uno più tranquillo o raffinato.

E tutto questo, è contornato da momenti di intrattenimento, come spettacolo folkloristici, rappresentazioni teatrali, lavorazioni dal vivo di artigiani. Ma non mancano neppure spazi gioco per i bambini, con gonfiabili, giochi giganti, attività teatrali, sportive, laboratori creativi e gustose merende.

Si dovrebbero organizzare più spesso eventi di questo tipo, perché, anche se dopo una giornata alla fiera dell'artigianato, torniamo a casa stanchi e frastornati, ci sentiamo sicuramente soddisfatti. Siamo riusciti a deliziare gli occhi, il gusto e soprattutto il portafoglio!

Buon umore a passo di stivali

| | Comments (0)
Il calendario indica che siamo ancora in autunno, ma se valutassimo il rapido abbassamento di temperatura e le nevicate dei giorni scorsi, in diverse zone d'Italia, potremmo definirci in inverno. La maggior parte di persone apprezzano la stagione fredda per restare a casa al calduccio, magari davanti al camino sorseggiando una bollente cioccolata calda. Però, non amano uscire, perché costretti ad indossare un abbigliamento pesante e talvolta fastidioso: magliette, maglioni, sciarpe, guanti, cappelli. E sembra quasi che non esistano vestiti che sappiano valorizzarci: ci ritroviamo immersi in piumini e cappotti e perdiamo le nostre forme; siamo tutti uguali, avvolti in strati di stoffa e più "imbottiti".

Ma non dobbiamo avvilirci, perché la moda ci offre qualcosa di simpatico ed originale anche per il periodo dell'anno in cui pioggia e neve ci fanno spesso compagnia. La nuova moda 2008/2009 ripropone un "must" che non può mancare nei nostri guardaroba, soprattutto perché, oltre ad essere comodo, ci regala un pizzico di allegria nelle giornate uggiose. Si tratta dello stivale per la pioggia. Esatto, il classico dei classici: il mitico stivale di gomma, originario della Scozia e volgarmente conosciuto come "stivale da pescatore".

I negozi sono pieni, ne hanno di tutte le taglie, da quelli per i bambini, decorati con cartoni animati, faccine, animaletti; a quelli per adulti, che però, non sono le solite calzature serie e monocolore. L'offerta è variopinta in tutti i sensi: modelli, colori, disegni. Dalle fantasie astratte, alle linee più regolari, oppure a fiori, a stelle, a cuori, a pois, scozzesi; addirittura con le scritte o le immagini dei baci e dei teschi. Ovviamente, per i più tradizionalisti non mancano quelli a tinta unita. Da non dimenticare, ogni marchio di moda crea i suoi modelli, che rende particolari con specifiche caratteristiche e decorazioni.

Possono essere indossati sia con i pantaloni, sia con i jeans, ma anche con le minigonne. Anche se d'impatto, indossandoli, sembriamo esagerati ed eccentrici, abbiamo un tocco di brio in mezzo al grigiore delle nuvole e della pioggia e sono certa che riusciamo a trasmetterlo anche alle persone incrociate per strada.

E poi, come non sottolineare la praticità e la comodità di queste calzature? Si infilano in un secondo, si puliscono in un minuto e tengono caldo per l'intera giornata.
Compreso che non possiamo più evitare di averne un paio, rassicuriamoci sui prezzi: ci sono stivali costosi, ma se non ci comportiamo da vanitosi e ci accontentiamo delle marche non griffate, la scelta di modelli abbordabili è ugualmente vasta e interessante.

Cosa state aspettando? Un raggio di sole contro il grigiore della pioggia vi sta aspettando!
Sfilata di Romeo Gigli, Milano Collezione Moda Autunno-Inverno 2008-2009 Vi è mai capitato di vedere modelle che, mentre sfilano, giocano scherzosamente con i loro riccioli, si levano le scarpe, fanno l'occhiolino o le "boccacce" agli increduli spettatori? E' accaduto a Milano durante la presentazione dell'ultima collezione Autunno Inverno 2008-2009 di Romeo Gigli. Quest'anno la maison punta sull'originalità, sull'imprevisto e sulla voglia di scherzare, ridere e divertirsi. L'obiettivo è lasciare libera la creatività di sperimentare, senza porsi limiti o confini e al tempo stesso rivoluzionare il solito modo di vestire, sconvolgendone gli schemi mentali.

La collezione si rivolge ad un pubblico femminile molto sofisticato, con grande personalità, desideroso di distinguersi. Donne originali, ironiche, stravaganti, fiere di essere considerate anticonformiste e di affermare la propria indipendenza di giudizio e la propria personalità. Ogni capo del guardaroba ha una sua logica, ma il suo senso può cambiare attraverso un dettaglio di costruzione o nell'uso dei materiali o negli accostamenti. Niente è scontato. Stili ed elementi diversi convivono, si integrano in un connubio originale ed insolito in costante divenire.
Qualsiasi elemento di abbigliamento cela delle sorprese o particolari inattesi, può essere diverso da come appare, a volte semplicemente a causa del modo strano ed inusuale con cui viene abbinato. Può succedere, ad esempio, di vedere vestiti di lana pesante combinati con leggerissimi pantaloni in seta, oppure rendersi conto che ciò che sembra una gonna, in effetti, è un pantalone con pannello. I modelli proposti in questa collezione si ispirano alle figure femminili del primo decennio del '900 e allo stile garcon: dominano quindi pantaloni e giacche maschili, dalle quali fanno capolino camicie con sbuffo. Ampie cinture in pelle avvolgono la vita e sottolineano le forme della silhouette con grande femminilità.
La sperimentazione porta alla "decostruzione", che può condurre a forme e tagli asimmetrici tra parte davanti e retro. I capi derivano dalla cultura giapponese la linearità nelle forme, lavorazione a origami e il senso del volume più orientato a proteggere il corpo, piuttosto che a svelarne l'anatomia. Dettagli che testimoniano l'accresciuto orientamento a soddisfare gusti e canoni di bellezza sempre più globali e diversificati, che rendono necessario un lavoro di studio e di ricerca molto accurato.

Molti, quest'anno, i tessuti inediti, spesso rivisitazioni di produzioni del 1911. In generale trionfa il cashmere double e il velluto. Frequenti sono le righe presenti nella trama e nell'ordito o stampate orizzontalmente. I colori e le tonalità predominanti richiamano l'autunno, dal verde al tortora. Sulle passerelle tutto sommato sfila più una filosofia di vita, che un modo di vestirsi: un invito all'imprevedibilità, a prendere tutto come un gioco e a vivere sempre con gioia e allegria.

Donne pazze... d'Amore

| | Comments (1)
gelosia.jpg C'è chi dice "no, assolutamente, non sono gelosa del mio uomo", c'è chi ammette spudoratamente "ebbene sì, sono gelosissima", c'è chi si difende dicento "bhè..sì dai, quel poco che ci vuole..": ma la verità è solo una, la gelosia c'è o non c'è. E se c'è: perchè?

Le donne si sa, sono "dolcemente complicate", un dolcemente che però è vittima di una metamorfosi che accalappia, secondo vari sondaggi, più della maggioranza della popolazione in rosa del nostro Paese.

Chi soffre di questa vera e propria malattia (una delle poche senza cura, la scienza dovrebbe farci un pensierino) non dovrebbe nascondersi dietro ad un dito o vergognarsi, o ancora giustificarsi con la solita scusa banale "essere gelosi significa amare". Ma dove sta scritto? Posiamo giù le armi e ammettiamolo, per primo a noi stesse: siamo delle Pazze!

Controllare il cellulare, frugare nelle tasche, pedinare, sottoporre ingenuamente i nostri uomini ad una lunga sfilza di domande (con una media di 45 domande circa al minuto), col sorriso a 60 denti e con quell'aria del tipo "tranquillo caro, te lo chiedo così tanto per... non vorrei mai invadere la tua riservatezza": poveri, poveri fidanzatini e mariti vittime di una violenza così assillante!
Ma quando mai? Certo, gli esempi sopracitati sono piuttosto allarmanti. Donne, ricordiamoci che nasciamo tutti liberi e senza alcun vincolo: sareste mai capaci di tranciare le dolci e soffici ali bianhe del vostro angelo? (Gelosone trattenete le vostre care risposte).

Ma ci sarà una spiegazione a tanta follia? Belle o brutte, alte o basse, more o bionde non importa, il virus colpisce chiunque e almeno una volta nella vita ci si casca! Digitando la parolina magica "gelosia" su un qualsiasi motore di ricerca, ci si apre davanti agli occhi una serie di risultati capaci di far accapponare la pelle anche alla donna più gelosamente folle mai esistita. Risultati del tipo: "sconfiggi la gelosia" "test sulla gelosia", "quanto sei gelosa?", "frasi e aforismi sulla gelosia", "curare la gelosia", ecc.

Ma cos'è in poche parole questa gelosia? Il dizionario riporta "stato d'animo proprio di chi dubita dell'amore della persona amata, o che temi essa ami un'altra persona".
I motivi e le spiegazioni potrebbero essere tanti, ogni gelosia ha, infatti, un suo perchè, le sue origini. Esiste ad esempio la gelosia retroattiva; avere cioè l'incubo del demonio della ex del nostro compagno. Pare che il passato, per alcune donne, metta più paura del futuro. Pensare (ed il peggio è quando si immagina) il proprio compagno fra braccia altrui, o che semplicemente passeggia mano nella mano con la ex, è qualcosa capace di distruggere la serenità di una qualsiasi donna, la quale entra subito nel panico e va ad aggredire quell'uomo che, in quanto tante, è umano abbia avuto delle esperienze. Non si può avere sempre la fortuna di conoscere un uomo appena uscito dal monastero!!?? E proprio per questo se proprio non riuscite a non immaginare quanto detto, almeno abbiate pietà per voi stesse e non spingetevi troppo in là con l'immaginazione.

Un altro tipo di gelosia è quella che nasce da una precedente delusione. Dopo una relazione finita con un tradimento, la donna difficilmente riuscirà a vivere del tutto serenamente la sua prossima relazione. La mancanza di autostima o la paura di perdere la persona che ama, saranno dei tarli quotidiani, soprattutto all'inizio; e non sarà compito del nuovo compagno, di mostrarsi sempre presente e rassicurare la sua lady.

Miraccomando uomini, non tradite mai una donna già vittima di un precedente tradimento, le distruggerete la vita. E non è un'esagerazione! Cos'altro aggiugere? L'articolo finisce qui. Mi dispiace per tutte coloro che speravano di leggere al fin di pagina, magari una bella cura, o anche solo dei semplici consigli. Non sono assolutamente la persona giusta perchè anch'io sono una pazza... d'amore.

Creative Commons License

This blog is licensed under a Creative Commons License

Technorati


November 2011

Sun Mon Tue Wed Thu Fri Sat
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30      

About this Archive

This page is an archive of entries from December 2008 listed from newest to oldest.

November 2008 is the previous archive.

January 2009 is the next archive.

Find recent content on the main index or look in the archives to find all content.

Tag Cloud