Dopo aver rincorso il gruppo dei Nomadi in tutti i loro concerti, ho finalmente avuto il grande onore e il piacere di conoscerli di persona, ed è stata una fortissima emozione, un ricordo bellissimo che rimarrà per sempre indelebile nel mio cuore.
La band nasce nel 1963 dal tastierista Beppe Carletti, dal cantante Augusto Daolio e dal batterista Leonardo Mandredini e rimangono ancora oggi uno dei gruppi storici della musica italiana.
Nella loro lunga carriera hanno pubblicato la bellezza di 55 album e tra le numerose iniziative intraprese dal gruppo ricordiamo quella nel 2002, dove lanciarono un messaggio contro lo sfruttamento della prostituzione minorile in Indociana.
Nonostante la loro notevole notorietà e il grande successo acquisito i componenti del gruppo rimangono sempre delle persone semplici, umili e soprattutto molto affettuosi con i loro fans, sempre pronti a seguirli nelle loro numerose tournée.
Nel cuore della Campania in un piccolo paese dell'avellinese e più precisamene a Montemiletto il 7 agosto, nella piazza centrale del paese gremita da numerose persone si sono esibiti i Nomadi, che con la loro avvenente musica hanno acceso i riflettori per più di due ore sulle canzoni più belle che hanno fatto la loro storia: "Per un pugno di sabbia, Il pilota di Hiroshima, Il vecchio e il bambino, Io vagabondo" e tante altre. Durante la mia intervista a Beppe Carletti, tastierista del gruppo che nel 2005 fu nominato Cavaliere della Repubblica da Carlo Azelio Ciampi, ho avuto il piacere di conoscere veramente una bella persona sempre felice di vedere così tanta gente ai loro concerti. Un lunga carriera, 45 anni di successi strepitosi, macchiati però nel 1992 dalla morte del loro amico, cantante Augusto Daolio. Nonostante siano trascorsi parecchi anni dalla sua scomparsa, Beppe Carletti appare ancora visibilmente emozionato nel parlare di quel grande amico, raccontando della profonda crisi che il gruppo ha vissuto in quel periodo e quanto sia stato faticoso per loro prendere una decisione.
Difficile andare avanti per continuare quella strada che tutti insieme avevano intrapreso, ma proprio in memoria di quel grande amico era giusto che il gruppo continuasse a cantare. Così con l'arrivo nella band del cantante Danilo Sacchi che prenderà il posto di Augusto, i Nomadi riscoprono una nuova voce quasi simile a quella di Daolio e riprendono la loro strada da dove si era interrotta per ricominciare a cantare lasciando sempre vivo il ricordo del loro amico scomparso. Una scelta difficile che verrà comunque premiata dall'affetto dai loro fans. Per Beppe Carletti - il loro successo nasce da canzoni semplici che parlano di amore, amicizia, rispetto, veri valori della vita -. Nel raccontarmi della loro esperienza a Sanremo quando nel 2006 parteciparono con il brano "Dove si va", classificandosi primi nella categoria gruppi e ricevendo anche il premio sala stampa radio e tv, Carletti ricorda ancora quei giorni con piacere, perchè il palco dell'Ariston lascia sempre una forte emozione. Nessun rimpianto per una carriera che ha saputo toccare il grande successo divisa alcune volte da momenti duri e difficili, dove la forza del gruppo però è riuscita a superare quel buio che si era celato attorno a loro a causa della scomparsa di Daolio. Per il 2009 - annuncia un nuovo album - ora in preparazione ed in attesa di vedere un altro ennesimo successo, i Nomadi spengono la 45° candelina in ricordo anche di Augusto.
Nel cuore della Campania in un piccolo paese dell'avellinese e più precisamene a Montemiletto il 7 agosto, nella piazza centrale del paese gremita da numerose persone si sono esibiti i Nomadi, che con la loro avvenente musica hanno acceso i riflettori per più di due ore sulle canzoni più belle che hanno fatto la loro storia: "Per un pugno di sabbia, Il pilota di Hiroshima, Il vecchio e il bambino, Io vagabondo" e tante altre. Durante la mia intervista a Beppe Carletti, tastierista del gruppo che nel 2005 fu nominato Cavaliere della Repubblica da Carlo Azelio Ciampi, ho avuto il piacere di conoscere veramente una bella persona sempre felice di vedere così tanta gente ai loro concerti. Un lunga carriera, 45 anni di successi strepitosi, macchiati però nel 1992 dalla morte del loro amico, cantante Augusto Daolio. Nonostante siano trascorsi parecchi anni dalla sua scomparsa, Beppe Carletti appare ancora visibilmente emozionato nel parlare di quel grande amico, raccontando della profonda crisi che il gruppo ha vissuto in quel periodo e quanto sia stato faticoso per loro prendere una decisione.
Difficile andare avanti per continuare quella strada che tutti insieme avevano intrapreso, ma proprio in memoria di quel grande amico era giusto che il gruppo continuasse a cantare. Così con l'arrivo nella band del cantante Danilo Sacchi che prenderà il posto di Augusto, i Nomadi riscoprono una nuova voce quasi simile a quella di Daolio e riprendono la loro strada da dove si era interrotta per ricominciare a cantare lasciando sempre vivo il ricordo del loro amico scomparso. Una scelta difficile che verrà comunque premiata dall'affetto dai loro fans. Per Beppe Carletti - il loro successo nasce da canzoni semplici che parlano di amore, amicizia, rispetto, veri valori della vita -. Nel raccontarmi della loro esperienza a Sanremo quando nel 2006 parteciparono con il brano "Dove si va", classificandosi primi nella categoria gruppi e ricevendo anche il premio sala stampa radio e tv, Carletti ricorda ancora quei giorni con piacere, perchè il palco dell'Ariston lascia sempre una forte emozione. Nessun rimpianto per una carriera che ha saputo toccare il grande successo divisa alcune volte da momenti duri e difficili, dove la forza del gruppo però è riuscita a superare quel buio che si era celato attorno a loro a causa della scomparsa di Daolio. Per il 2009 - annuncia un nuovo album - ora in preparazione ed in attesa di vedere un altro ennesimo successo, i Nomadi spengono la 45° candelina in ricordo anche di Augusto.

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