E' giusto mettere all'asta la propria verginità?

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Sembra essere diventata una vera abitudine, ma negli ultimi giorni è stata fonte di molte polemiche e discussioni: la verginità.

Australia: una ragazza poche settimane fa ha messo all'asta la sua purezza per un milione di dollari... Usa: una giovane americana, Natalie Dylan, ha deciso di mettere all'asta su eBay la sua illibatezza, dove verrà seguita dall'emittente radiofonica statunitense in diretta... Italia: Raffaella Fico, 20 anni, ex concorrente del Grande Fratello 8, lancia lo stesso messaggio di provocazione mettendo la sua verginità in vendita per un milione di euro, dichiarando che con quei soldi potrebbe realizzare tutti i suoi sogni, come comprarsi una casa a Roma e pagarsi la scuola di recitazione.

Anche se oramai siamo vermanete abituati a vedere di tutto all'asta, questo va davvero oltre ogni limite. Ma le donne sono veramente cadute così in basso? Era impensabile o inevitabile che alle soglie del 2009 si arrivasse anche a questo? Domande che non trovano risposte...

Quel valore che ogni donna ha segretamente custodito dentro di sé è diventato ora come un oggetto pronto per essere venduto al migliore offerente. Ma nell'era in cui viviamo oggi forse non dobbiamo tanto meravigliarci, mi auguro che non tutte le donne siano come queste ragazze.
Si potrebbe continuare a scrivere fogli e fogli ma certe volte bastano poche parole per arrivare nell'animo di ogni femmina che da anni e anni ha sempre lottato per la propria emancipazione e indipendenza personale, superando ogni ostacolo e diventando quello che è oggi.

Ora la figura femminile si sente "screditata" da tutti questi episodi che l'hanno anche un po' "ridicolizzata", perchè ogni ragazza dovrebbe sentirsi fiera di avere ancora un valore così importante con sé, da condividere con la persona che si ama e non con chi offre di più.

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2 Comments

A scrivere è una ragazza neo-maggiorenne che, senza peli sulla lingua, è pronta a raccontare e descrivere la sua visione della società odierna. E' una società sana? Pochi dubbi sulle risposte possibili. Viviamo in un mondo che ,ormai, ruota soltanto intorno al denaro e al sesso, un mondo in cui va avanti solo chi è bello, solo chi ha le cosiddette "giuste conoscenza", un mondo in cui coloro che domani saranno il futuro, oggi vivono senza principi, dimenticandosi dei valori. L'ipocrisia non è mai stato il mio forte, tutti noi almeno una volta nella vita (qualcuna in più sicuramente..) abbiamo commesso degli errori, apprezzo però chi ha voluto rialzarsi grazie alle proprie forze. La società di oggi non ispira molta fiducia, e se a dirlo è proprio un'adolescente, credo che bisognerebbe iniziare ad imboccarsi le maniche . Ma.. chi è che dovrebbe per primo mettersi a capo di questo duro lavoro? ..I giovani?! ..I più anziani?! O i capi dello stato?..Sarebbe bello avviare una meravigliosa collaborazione, nel corso della quale ridettare le giuste regole di buona convivenza e di "buona-vita", e al termine della quale, iniziare quasi una nuova vita basata sui giusti valori, sull'educazione. Ma si sa che le favole sono solo il frutto della fantasia. La maggior parte dei ragazzi di oggi non credono più al valore della verginità, allo stesso tempo vedono il matrimonio come un evento terrificante e si augurano che questo si allontani il più possibile da loro, e inoltre vedono il loro futuro quasi annebbiato, non hanno intenzione di sudare, ma vogliono ottenere tutto subito e, ovviamente ,senza alcuna fatica. L'apparire ha preso ormai il sopravvento sull'essere,la nostra vita è condizionata dalle mode, dai life-style proposti dai Vips, e soprattutto dalla Tv, che a mio avviso, è diventata ormai lo strumento più capace di influenzare le opinioni delle persone. In questa scatola così innocua, ma in realtà pericolosa, vive un mondo da cui dovremmo prendere le distanze, soprattutto noi giovani. Un mondo in cui le paillettes e i lustrini ci proiettano in una dimensione irreale, in cui tutti vorremmo ,almeno una volta nella vita, mettere piede, ma sarebbe auspicabile ricordarsi ogni tanto che la Vita è quella che incontriamo tutti i giorni e che a volte ci rifiutiamo di accettare.Cosa ci riserverà il domani? Chi vivrà vedrà.

La verginita' come valore in se', assoluto, come puo' essere quello dell' onesta' o della liberta',non esiste , o meglio esiste se viene osservato nella sua forma piu' alta e sublime:la castita'. L'asceta o il ministro di Dio osservavano la castita' assoluta e la mortificazione degli appetiti sessuali in quanto il sacrificio, congiuntamente alla consunzione corporale, determinavano un' esaltazione dello spirito; rimanere, pertanto, vergini vita natural durante diveniva uno strumento di purificazione e questa era la "conditio sine qua non" dell'essere spiritualmente elevati.
Tolto questo edificante esempio, cosa rimane per noi, uomini comuni, privi di velleita' ascetiche, del valore della verginita'? E' solo una gara col tempo? Lo faccio prima dei 20? Lo faccio dopo? Aspetto quello giusto o vado col primo che capita? In fondo sono solo disquisizioni temporali che non cambiano, nella sostanza, il rispetto del proprio corpo e della propria integrita' morale; chi se la sentirebbe di demonizzare un giovane che ha consumato prima dei vent' anni e di esaltarne un altro che ha aspettato fino ai trenta? Qual e' il valore di giudizio che discrimina le due posizioni? A mio parere nessuno,posto che la verginita', a questo punto, sia uno "stato mentale" piuttosto che una condizione di integrita' fisica.
Ci si puo' sentire vergini anche dopo la fine di una lunga storia d'amore,dopo un'esperienza di vita,dopo un matrimonio, perche' dentro ci si sente rinnovati, pronti, disposti ad accoglierel'affetto di un'altra persona senza remore; ci si puo' sentire vergini anche quando ci si innamora per la terza e per la trentesima volta perche' le sensazioni ci riportano ad una primigenia purezza come quella dei bambini indifesi ed ingenui. Chi si innamora non e' mai troppo sicuro di se'!!
Il valore della verginita', posto in questi termini ,acquista a mio parere un valore incommensurabile poiche' e' frutto della riflessione, dell'esperienza vissuta,della conoscenza di se' e del proprio corpo, dei propri limiti e delle possibilita'e diviene quasi un "prolungamento della personalita'che non ha bisogno, in quanto tale, di essere urlato perche' si inveri,non necessita di proclami e manifestazioni ma vive di un tono dimesso e umile come i pensieri piu' intimi e personali.
Orbene, il mercimonio di uno "stato mentale, al pari della vendita dei propri sentimenti (pratica corrente in molte trasmissioni odierne) e' un fatto volgare al pari della dichiarazione pubblica ed urlata di illibatezza; vendere la propria verginita' all'asta equiale a vendere il primo vagito, il primo pianto, il primo batticuore: stati mentali ed emozionali intimi, irripetibili in quanto patrimonio inalienabile di ogni singolo individuo, lungi da moralismi bacchettoni e motivazioni"metafisiche".
Se mi si obietta che andrebbero considerate alla stregua di provocazioni, allora rispondo che non generano nulla, che non sono divertenti,anzi, sanno un po' di patetico.
Sulla falsariga di "Faust" forse un giorno mettranno all ' asta anche l'anima, ma in cambio, invece dell' l'eternita', probabilmente otterranno l'oblio ... terreno!


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    This page contains a single entry by Loredana Roberta Berardi published on September 29, 2008 12:21 PM.

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