Viaggiare con gli animali


Per accedere con un cane o un gatto in un Paese straniero è necessario, al di là dei regolamenti delle varie Compagnie aeree, marittime o ferroviarie, rivolgersi al Consolato della Nazione dove si si ha intenzione di andare per avere informazioni sugli obblighi sanitari richiesti: vaccinazioni, certificati ed eventuale quarantena. Tali obblighi variano da Stato a Stato e in alcuni Paesi è previsto un periodo di quarantena (per il Sud Africa, Hong Kong, l'Australia, la Gran Bretagna, Cuba e altre nazioni) che può raggiungere anche i 6 mesi.
Fino a qualche anno fa la Gran Bretagna, insieme ad Irlanda, Islanda, Cipro e Malta era una delle Nazioni che stabiliva procedure più severe per l'ingresso degli animali domestici, i quali erano obbligati a trascorrere 6 lunghi mesi di quarantena prima di poter raggiungere i loro proprietari in suolo britannico. Dal 2004, con l'entrata in vigore del passaporto per gli animali, le frontiere inglesi sono diventate meno rigide, ma la procedura per ottenere tale passaporto è comunque complicata e costosa. Occorre infatti far vaccinare l'animale contro la rabbia ed applicargli un microchip nel collo che servirà ad identificarlo. Il microchip è una minuscola capsula iniettata sotto cute all’animale e realizzata con materiale che non provoca forme di rigetto o fastidio; contiene informazioni fondamentali per l’identificazione del proprietario, dell’animale e può contenere anche altre notizie sulla sua storia clinica. In seguito, il vostro amico a quattro zampe dovrà sottoporsi ad un esame del sangue che costa circa € 310,00. Se per qualche motivo alla frontiera le carte non dovessero risultare in regola o lo scanner non dovesse riuscire a leggere il microchip, l'animale sarà comunque sottoposto al periodo di quarantena. In ogni caso, ammesso che il vostro periodo di soggiorno all'estero abbia una durata superiore al periodo di quarantena imposto dal Paese di destinazione, è da valutare seriamente l'opportunità di far subire al vostro cane o gatto un trauma di questo tipo.
Lo speciale passaporto per animali domestici consente l'identificazione dell'animale e del suo proprietario, ed è necessario per tutelarsi dai rischi sanitari: contiene infatti tutte le vaccinazioni effettuate all'animale, in particolare la vaccinazione antirabbica. Il documento riporta anche il numero del microchip che dovrà essere conforme agli standard ISO 11784 o ISO 11785. L'uso del microchip al posto del tatuaggio diventerà obbligatorio in tutti i Paesi europei tra qualche anno. Le autorità del Regno Unito, dell'Irlanda, della Svezia e di Malta richiedono, inoltre, che i passaporti riportino la trascrizione delle analisi per gli anticorpi della rabbia, dopo aver effettuato all'animale un test immunologico. Questa prova sierologica dovrà essere effettuata almeno 6 mesi prima della partenza per il Regno Unito, per l'Irlanda o per Malta ed almeno 120 giorni prima della partenza per la Svezia. Il giorno precedente alla partenza il veterinario certificherà, apponendo un timbro sul passaporto, che l'animale è in condizioni di salute idonee al viaggio.

Se per entrare in alcuni Paesi le procedure sono complicate, ce ne sono altri, come le Azzorre e la Groenlandia, dove l'accesso agli animali è assolutamente vietato.
Comunque, verificato quanto sopra, se si prevede o si ipotizza di partire con il proprio cane o gatto, è bene controllare con un certo anticipo (circa 2 mesi prima) il libretto sanitario, in modo da avere il tempo di provvedere alle vaccinazioni necessarie o agli eventuali richiami. In particolare, se si ha intenzione di andare all'estero o comunque in aree geografiche italiane dove la vaccinazione antirabbica è obbligatoria, per esempio in montagna o in Sardegna, è necessario sottoporre per tempo il proprio cane o gatto a tale vaccinazione, perché per essere valida deve essere effettuata almeno 20 giorni prima della partenza.
E' consigliabile portare sempre con sé il libretto sanitario rilasciato dal proprio veterinario di fiducia sul quale sono registrate tutte le vaccinazioni effettuate dal vostro cane o gatto. Inoltre, per l'espatrio, in particolare per viaggiare in alcuni Paesi dell'Europa, negli Stati Uniti e in Canada, viene richiesto per il cane o per il gatto un certificato di buona salute internazionale di Origine e Sanità, rilasciato da un veterinario ufficialmente autorizzato (DM 10/4/69) o da un veterinario della ASL di competenza per la zona dove risiedete.

Tale certificato deve riportare le seguenti indicazioni:

  • l'animale è stato vaccinato contro la rabbia da meno di 11 mesi (richiamo annuale) e da più di 20 giorni
  • l'animale è stato visitato in data del rilascio del certificato e riconosciuto clinicamente sano.

    Il certificato "di regola" è valido 30 giorni, ma a conferma del fatto che è fondamentale prendere informazioni presso il Consolato della Nazione dove ci si reca in viaggio, segnaliamo l'esempio della regolamentazione relativa al Brasile, per il quale il Certificato di buona salute internazionale ha validità 5 giorni, dal momento in cui viene rilasciato a quello della partenza. Inoltre, durante questi 5 giorni il Certificato deve essere portato presso il Consolato brasiliano per essere vidimato.


    Rischi e precauzioni

    Ogni organismo, compreso quello del nostro cane o gatto, vivendo in un determinato ambiente si "adatta" a quest'ambiente creando delle difese, gli anticorpi che lo proteggono dall'aggressione degli antigeni, cioè virus, batteri, etc. tipici di quell'area geografica. Pertanto, quando ci spostiamo con il nostro cane o gatto in una diversa regione o nazione dove sono presenti agenti patogeni "nuovi", per i nostri piccoli amici c'è il rischio che questi si trovino con il sistema immunitario "indifeso" o comuque "non sufficientemente difeso".
    A seguito del contatto con un germe particolarmente "aggressivo" o a causa di uno strato "indifeso" del loro sistema immunitario, potrebbe subentrare nell'organismo dei nostri piccoli amici la malattia. Ecco perché diventa particolarmente importante, prevedendo di recarsi in zone dove è presente e diffusa una determinata malattia, proteggere il nostro cane o gatto con l'opportuna vaccinazione, somministrandogli dei farmaci che impediscano l'"attecchimento" dell'infezione ed osservando rigorose norme igieniche.
    In Sardegna, per esempio, è molto diffuso tra i cani da pastore che vivono a contatto con le pecore, un particolare tipo di tenia: l'echinococco. Un parassita piccolissimo che si stabilizza nell'intestino del cane senza dare alcun sintomo. Il cane contrae questo parassita unicamente cibandosi di carni di ovini o bovini infestati. Si può proteggere il proprio animale da questo pericolo semplicemente nutrendolo esclusivamente con carni cotte (norma che è comunque saggio applicare sempre) ed evitando che rovisti nelle pattumiere. In ogni caso al ritorno delle vacanze, per eliminare il dubbio che il vostro animale possa essersi infestato, sarà sempre opportuno far effettuare dal veterinario un attento esame delle feci.
    Un altro insidioso pericolo è rappresentato in tutto il Bacino del Mediterraneo (in particolare: Sardegna, Argentario, Lazio, Isola d'Elba, Sicilia ed altre regioni del sud) da un piccolo insetto, simile alla zanzara, comunemente noto con il nome di pappatacio. La femmina di questo pericoloso animaletto è ematofaga, cioè si nutre del sangue di molti mammiferi, tra i quali anche il cane. Con il suo morso può trasmettere un protozoo che causa una grave malattia: la leishmaniosi.
    Questa malattia si presenta con sintomi molto vari e per questo a volte diventa difficile una sua tempestiva diagnosi. I sintomi più frequenti comunque sono un notevole dimagrimento, nonostante l'appetito normale, ed una crescita eccessiva e veloce delle unghie. Contro questa malattia non esiste alcun vaccino, ma si possono prendere alcune precauzioni ed usare alcuni antiparassitari da distribuire sul pelo per evitare che il pappatacio venga a contatto con il nostro cane. È buona norma in ogni caso, se ci si trova in zone particolarmente a rischio, non farlo dormire all'aperto, in quanto l'attività del pappatacio è prevalentemente notturna.
    Se, invece, ci spostiamo nel nord dell'Italia o comunque in territori umidi e pianeggianti come la Pianura Padana, dobbiamo fare attenzione a proteggere il nostro cane da una malattia parassita molto diffusa e pericolosa: la filariosi cardiopolmonare. Anche in questo caso è un insetto a trasportare ed iniettare da un animale all'altro le larve del parassita. Una volta immessa nel corpo del cane, la larva diventa adulta e si localizza nel cuore e nelle arterie polmonari. Crescendo e sviluppandosi causa un disturbo alle contrazioni cardiache sempre più forte, finché il cane diventa facilmente affaticabile e tossisce frequentemente. Con il progredire della malattia viene compromessa la capacità del cuore di regolare la circolazione sanguigna. Fortunatamente è possibile prevenire questa temibilissima malattia somministrando mensilmente al cane delle compresse che impediscono alla larva di diventare adulta.
    Per chi avesse scelto di andare in vacanza sull'arco alpino, nei Paesi d'Oltralpe o in qualsiasi Stato straniero dove è presente la rabbia (Asia, Africa, Europa centrosettentrionale) è particolarmente consigliabile, in molti casi è obbligatorio, provvedere ad immunizzare il proprio cane o gatto contro questa malattia mediante la vaccinazione.
    La rabbia è un'infezione virale che può colpire tutti i mammiferi e si trasmette da un animale all'altro mediante la saliva, attraverso il morso di un animale infetto. Il cane o il gatto colpiti da questa malattia presentano un insieme di sintomi inequivocabili: hanno difficoltà a deglutire, perdono la bava in abbondanza correndo disperatamente senza meta, tentano di aggredire e mordere qualsiasi essere vivente si avvicini a loro. Infine sopravviene la morte per paralisi. Questa malattia è sempre mortale, per questo è davvero fondamentale provvedere alla vaccinazione del proprio cane o gatto prima di recarsi nelle zone "a rischio".





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